martedì 30 dicembre 2008

DUE APICELLA, DUE MISURE!


Di Apicella ce ne sono due: uno che canta serenate spassionate alle finestre del premier e tesse lodi canterine in diretta sulle prodigiose Berlusco-spacconate.
L'altro è un semplice Sostituto procuratore della Repubblica di Salerno e costui non canta, poverino, ma semplicemente lavora e non solo: pensate un po' ( e qui tenetevi forte) ha osato difendere il collega Luigi De Magistris a cui è stata sottratta l'inchiesta Why not.
Il messaggio al secondo Apicella, quello più sventurato, che non canta, è chiaro e disteso. Non si fa. Non si deve assolutamente fare. Questo povero Apicella, reo di non aver impugnato la chitarra va punito, alla faccia dell'autonomia della magistratura italiana.
E cosa gli succede? Niente, arriva il procuratore della Cassazione, un certo Vitaliano Esposito e quindi esercita il suo potere disciplinare, una richiesta assolutamente arbitraria e priva di ogni forza logica. Potere che tra l'altro condivide con il Ministro della Giustizia Angelino Alfano.
Insomma, uno viene premiato e invitato alle trasmissioni televisive come ospite di riguardo, passando alle cronache come l'unico cantante italiano abile a vendere dischi con la sola forza della lingua. L'altro viene punito, a causa della sua lingua, forse troppo lunga. Come dire l'uno rischia di andare a Sanremo, mentre l'altro rischia "il trasferimento ad altra sede".

domenica 28 dicembre 2008

INTERCETTARE: WHY NOT?

SENZA PRIVACY NON C'E' DEMOCRAZIA?



Il premier ha detto: «Se venisse resa pubblica una mia telefonata di un certo tipo, me ne andrei in un altro Paese». AVANTI, AIUTIAMOLO AD ESPATRIARE...

RACCOMANDAZIONI CON DE ANGELIS

BERLUSCONI:
"Senti, per le fanciulle mie, ti ringrazio, le avete convocate, credo, tutte quelle che vi ho dato?».
....
«Sì».
...
«Vogliono fare le dive?».
...
«Marilyn Monroe!».
...
«Sono tutte Marilyn Monroe!».
...
«Guido, tu proponi Madre Teresa di Calcutta, vedi che si tirano indietro»

RACCOMANDAZIONI CON SACCA'


BERLUSCONI:
« Si chiama Evelina Manna... Sto cercando di avere la maggioranza al Senato, mi è stata richiesta da qualcuno con cui sto trattando»

mercoledì 26 novembre 2008

NOSTALGIA NOSTALGIA CANAGLIA



FRATELLI NON COEVI, MA GEMELLI. LEGGETE LE DUE DICHIARAZIONE E DITE COSA C'E' DI STRANO:

1) "Senza dire che l'Italia di quella portaerei se
ne fa poco o nulla.

Perché il Paese stesso è fisicamente una portaerei nel mare Mediterraneo".

SILVIO BERLUSCONI (2008)


2) «La portaerei [Aquila] non si fa, sarebbe inutile, dalle sue coste gli
apparecchi possono raggiungere qualsiasi formazione navale»

L' Italia è essa stessa una portaerei, allungata nel Mediterraneo".


BENITO MUSSOLINI (1941)

--

sabato 22 novembre 2008

GIORNALISTI, CECCHINI O QUAQQUARAQQUA’?

Tre notizie venivano richiamate ieri disinvoltamente sulla prima pagina del Corriere della Sera. O meglio, due. Perché nell’ultimo caso si tratta di un editoriale firmato da Pierluigi Battista e dal titolo assai fetish: “La retorica del gesto estremo”:


1) Il capo di Unicredit alla giornata della Filosofia dichiara: “L’etica è dei singoli; la banca persegue il suo interesse con la legittimazione sociale”.


2) Il Partito Democratico di D’Alema e Fassino ( guarda caso proprio lo stesso che pronunciò via telefono la famosa frase intercettata “abbiamo una banca”) è alle prese con la nomina del presidente della Vigilanza Rai, indeciso tra un ex democristiano d’accatto che non vuole mollare la presa e uno stimatissimo bisnonno designato dal governo su cui entrambi concordano con una devozione “bipartisan” nonostante l’età del candidato, ottantacinque anni. Pazienza, jeunesse oblige!


3) L’editoriale in questione, dal titolo sadomaso, che esordisce con astuta e omertosa ironia: “Bisognerà capire perché alcuni magistrati in Italia siano così prigionieri di questa smania contagiosa del gesto eclatante. E perché i vertici dell’Associazione nazionale magistrati abbiano sfidato il buon senso in misura tanto considerevole da ispirare loro addirittura un appello al relatore speciale per i diritti umani dell’Onu.”


In breve sintesi il resto:
a) Perché i magistrati italiani sono dei mitomani?
b) Perché gli piace il gesto estremo?
c) Perché si appellano all’Onu?


Karakirisushi ha trovato 10 risposte da dare al quesito di Pierluigi Battista:


1) Perché l’Italia è l’unica nazione al mondo che ha visto un alto numero di magistrati barbaramente assassinati sotto il tiro dei kalashnikov, lupare, pistole e tritolo telecomandato a distanza: da Cassarà a Falcone, da Livatino al giudice Borsellino e così via.



.
2) Perché molto lentamente alla strategia del tritolo telecomandato a distanza si è sostituita la prassi molto meno eclatante del trasferimento ( a debita distanza anche questo) per incompatibilità ambientale, vedi ad esempio il caso (già dimenticato) del Gip Clementina Forleo esiliata d’ufficio a Cremona, nonché la sottrazione delle indagini al giudice calabrese De Magistris.


3) Perché l’Italia è l’unico paese al mondo in cui un ex ministro ha la sfacciataggine di dichiarare pubblicamente (mentre è in carica il suo dicastero) che con “la mafia dobbiamo imparare a convivere”



4) Perché l’Italia è l’unico paese al mondo ad avere come senatore a vita un politico condannato per Associazione mafiosa, anche se il dispositivo della sentenza definitiva dispone con altrettanta chiarezza (giustamente) la prescrizione del medesimo reato. La stampa tuttavia non ha mai informato il cittadino medio circa la sostanziale differenza fra verità storica e verità processuale.




5) Perché c’è un Presidente del Consiglio che pone in essere interessi conflittuali, comportamenti eversivi, leggi antidemocratiche e anti-costituzionali. (Vedi Lodo Alfano e altro)



6) Perché questa opposizione di fatto non è un governo-ombra ma persegue più semplicemente l’ombra degli interessi del premier.



7) Perché Veltroni è il Walter-ego di Berlusconi!



8) Perché l’Opinione pubblica è latitante, il parlamento esautorato, i giornali filtrano e flirtano col potere; non c’è dialettica democratica, nessun dibattito televisivo, i notiziari si occupano di ricette per cucina e cronaca nera.


9) Perché c’è Emilio Fede che perde 15 minuti sulle previsioni del tempo.



10) Perché esistono quotidiani come il Suo, egregio signor Battista, e giornalisti reazionari come Lei.


Ecco perché i magistrati italiani si rivolgono all’Onu.

sabato 15 novembre 2008

RENDEZ-VOUS ALLA LIBRERIA ODRADEK , ROMA


LIBRERIA ODRADEK
Via dei banchi vecchi 57
00186 Roma
06-6833451 fax 06-6861967 odradek@tiscali.it



Martedì 18 novembre 2008 - ore 18
Presentazione del libro di
Alfonso Diego Casella:
CICORIA
Con una nota di Antonio Tabucchi
(Edizioni MEF)



Romanzo strutturato sotto forma di confessione giudiziale. L'io-narrante, soprannominato Cicoria, è un mostruoso borghese piccolo piccolo, il factotum e l'uomo di fiducia dell'onorevole democristiano Pizzurno, potente ras politico locale.
Da maschera del cinematografo a luci rosse del paese, Cicoria viene promosso bidello di una scuola grazie all'appoggio del deputato. La sua protezione viene ripagata dal protagonista con la dedizione completa ai piani dell'uomo politico, che lo trasforma in un pericoloso e insospettabile sicario. Finchè lentamente viene coinvolto nella attività criminale dell'onorevoe. Come ha scritto Tabucchi nella sua nota introduttiva "Una storia infame e creativa, un romanzo da segnalare alle autorità competenti". "Questo romanzo sembra scritto 'dopo', ma in realtà è stato scritto durante (o prima) della definitiva mutazione dell'Italia in soggetto patologico. A dimostrazione di come la letteratura, più della sociologia o della politologia (ammesso che essa esista), sappia cogliere ciò che accade e spesso addirittura intuire ciò che accadrà.
L'ultimo rapporto Censis definisce la società italiana (ideologicamente, economicamente, culturalmente, moralmente) una "mucillagine". Il romanzo di Casella tale "mucillagine" la analizza in maniera scientifica come il referto di un check-up. ANTONIO TABUCCHI

Alfonso Diego Casella (Gemelli, ascendente Terrone) è nato a Francavilla Fontana (Br) e dopo aver vissuto a Londra e Strasburgo risiede in Toscana.

martedì 11 novembre 2008

diariospycam / BARACK OBAMA

Ho ricevuto ieri la telefonata di auguri anche dal premier italiano. Non mi ricordo bene il cognome: Bla Bla Bla e qualcosa deve essere. Insomma, quello che ha detto alla stampa "un presidente giovane e abbronzato".
A sentire i ragionamenti che mi ha fatto per telefono... io sarò pure abbronzato, ma il sole in testa deve averlo preso tutto lui! Ho visto anche le sue foto su internet: è un vecchio miliardario tutto liftato, con i capelli trapiantati. La segretaria ha persino trovato una foto di gruppo in cui faceva le corna al premier spagnolo. Cazzo, che stile, mi sono detto sorpreso.
Tanti complimenti via telefono mi ha fatto. E altri fraseggi diplomatici di circostanza, in un pessimo inglese, ordinario, con orribile pronuncia broccolina che mi ricordava tanto i primi emigrati italiani del novecento. Ecco un miliardario straccione ho pensato io. Questo signor Bla Bla Bla e qualcosa... è più di un alleato però. E' un fedelissimo quasi. Uno disposto a fare qualunque cosa purché torni utile - non al suo Paese - ma a sé stesso. Credo di averlo capito all'istante. Mi sono detto chiudendo il telefono: ecco qua un altro alleato insipido. Questo ce lo teniamo buono. Bastano due noccioline.


(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO PERSONALE DI BARACK OBAMA)

venerdì 7 novembre 2008

La canzoncina dell'antisommossa



LA CANZONCINA DELL'ANTISOMMOSSA E' STATA COMPOSTA ED ESEGUITA DA ME (MONTAGGIO DI ANDREA CAMPUS) PER RENDERE OMAGGIO AI FERITI DI PIAZZA NAVONA DEL 29 OTTOBRE 2008 E PER COMMEMORARE AL CONTEMPO TUTTI I MORTI, VALE A DIRE COLORO CHE SFORTUNATAMENTE NON RICEVETTERO BASTONATE IN PASSATO, MA PERIRONO INVECE SOTTO AL TRITOLO, IN ALTRE PIAZZE O LUOGHI PUBBLICI: PIAZZA FONTANA, A MILANO, PIAZZA DELLA LOGGIA, A BRESCIA, STAZIONE DI BOLOGNA E IN ALTRE STRAGI DI STATO SUI TRENI.

LA STRATEGIA E' SEMPRE LA STESSA: INFILTRATI, MANOVALANZA OSCURA, AGENTI PROVOCATORI E FASCISTI. TENSIONE E PANICO COLLETTIVO. IMMANCABILE, COME DA COPIONE, IL DEPISTAGGIO DI OGNI VERITA'.


BUON ASCOLTO. E BUONA DEMOCRAZIA A TUTTI!

mercoledì 5 novembre 2008

SECONDA EDIZIONE romanzo CICORIA /Con una nota di Antonio Tabucchi




"Storie visionarie e crudeli che questa politica ha reso realtà".
LEFT (Cicoria per un paese in pappa)



"Una storia infame e creativa, un romanzo da segnalare alle Autorità competenti"
ANTONIO TABUCCHI

giovedì 30 ottobre 2008

UNA RIFORMA CHE NON VALE UNA VECCHIA LIRA




IL SENATO HA APPROVATO IERI IL DECRETO GELMINI SULLA SCUOLA.
LA REDAZIONE E' CHIUSA PER LUTTO.

lunedì 27 ottobre 2008

ALL'ARMI... ALL'ARMI... ALL'ARMI SIAM COSSIGA: il caso sardinian psycho



(Intervista a Francesco Cossiga, tratta da La Nazione del 23/ottobre/2008)

DOPO DI CHE?
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.
NEL SENSO CHE...
Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.
ANCHE I DOCENTI?
Soprattutto i docenti.
PRESIDENTE, IL SUO E' UN PARADOSSO, NO?
Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì.

sabato 18 ottobre 2008

SIENA / VENERDI 24 OTTOBRE 2008


Cicoria Unplugged
tour 2008



ALLA LIBRERIA BECARELLI

Via Mameli 14

ORE 18.00
PRESENTAZIONE DEL ROMANZO
CICORIA

di ALFONSO DIEGO CASELLA


sarà presente l'autore

martedì 14 ottobre 2008

L'INCIUCIO-VERGOGNA DEI MINISTRI IN CARNE E OMBRA





Da opposizione ombra a opposizione canaglia il passo è breve. E si arriva diritto in Abruzzo. Rendez-vous a Pescara (come recita il manifesto) tra Angelino Alfano e il Guardasigilli-ombra Lanfranco Tenaglia del già defunto PD. A quanto pare per il premio Borsellino, questa la notizia. Titolo dell'evento? "Il coraggio di fare giustizia". Un vero schiaffo in faccia al giudice che assieme a Falcone sacrificò la propria vita per la Legalità. E' in questo clima viziato di omertà istituzionale che avverrà l'incontro di Pescara. In barba alla società civile ovviamente, che nei giorni scorsi ha raccolto più di 300 mila firme nelle piazze d'Italia per un referendum abrogativo del cosiddetto Lodo Alfano senza trascurare nessuna critica alle ultime leggi vergogna messe in atto dal governo.
Va da sé che l'opposizione-ombra dell'Esecutivo è oramai solo l'ombra di se stessa oltre ad essere schizofrenicamente dissociata dalle piazze. Come dire, il Pd è uno scampolo politico indefinibile eppure definitivamente invischiato con il tutto. Anzi, talmente compromesso con il tutto da sfiorare la doppiezza più inguaribile. D'altra parte come va dicendo da secoli il premier-ombra Veltroni, o meglio, il Walter-ego di Silvio Berlusconi: "Non bisogna mai demonizzare l'avversario". E come no. Certo. Con l'opposizione bisogna andarci semplicemente a letto. Tutto qui l'inciucio. Auguri e figli maschi.

domenica 5 ottobre 2008

ARRIVA IL LODO FAI DA TE: IL CASO CONSOLO





"All animals are equal, but some animals are more equal than others"
(G. Orwell)

Ricapitoliamo. Non ci bastava il Lodo Alfano. Tanto per intenderci, quello scritto dall'avvocato e onorevole Ghedini nonché difensore personale del premier. No, occorreva una nuova proposta d'impunità ad hoc. Questa è la volta di Vincenzo Consolo (Pdl), avvocato personale del ministro Altero Mattioli, accusato di favoreggiamento per aver rivelato segreti e informazioni a un prefetto suo amico circa una inchiesta in corso sul suo conto. La proposta d'impunità? Eccola. L'avvocato e onorevole Consolo prevede che spetti solo e soltanto alle Camere decidere se i reati compiuti dai ministri siano avvenuti o meno nell'esercizio delle loro funzioni. Ciò comporterebbe di conseguenza l'esclusione della magistratura da processi che di norma gli competono, mentre dall'altra salverebbe il ministro-cliente da un processo imminente. Il ministro delle Infrastrutture in effetti verrà processato prossimamente a Livorno.
Avviso. Si informano i signori avvocati che qualora avessero un politico da difendere si possono fare eleggere tranquillamente entrambi (avvocato e politico) nella stessa lista e una volta a Montecitorio proporre al cliente in questione un Lodo fai da te. Redatto naturalmente su misura di reato e a regola d'arte processuale. Questa l'ultima trovata del made in Italy giudiziario.
Pazienza, l'inverno è ormai alle porte: il vecchio loden è passato un po' di moda. Il Lodo invece, a quanto pare, si sta usando tantissimo, specialmente se di fattura artigianale, come dire, soprattutto se si tratta di Lodo fai da te! Non resta che congratularci col sarto. Complimenti avvocato. Questa sì che è difesa!

TEA-LEAF DEMEANOUR / ALEX POLLARD


Alex Pollard
Tea-Leaf Demeanour

Preview Saturday 11th October 7-9pm
11th October - 2nd November 2008






Tea-Leaf Demeanour brings together new paintings and sculpture by Glasgow based artist Alex Pollard. For this exhibition Pollard has developed a new body of work based on thieves, outlaws, vagabonds and their argot.
In the paintings a ballet of petty criminal gestures takes place in a distorted hall of mirrors, combining a neo-romo appropriation of Richard Dadd with images of Victorian pickpockets and mythical outlaw archetypes such as Robin Hood and Jack Sheppard.
Oversized 'Hobo Nickels' occupy the floor of the gallery featuring secretive signs from an outcast lexicon. A young tramp’s face appears where once a native American's was, detourned by hobo vandals 'domming from the bottom'.
This ritualistic argot, and the romantic homage to 'goodies and baddies', rejects traditional platitudes of political critique with belligerent non-commitment and dandified grace.

martedì 30 settembre 2008

NEMO DEMOCRISTIANO IN PATRIA




IN FOTO: TOTO' CUFFARO CON UN DEMOCRISTIANO BANTU', TERRA' MOLTO PRESTO UNA CONFERENZA DAVANTI A UNA TRIBU' CANNIBALE PER SPIEGARE PERCHE' I COMUNISTI MANGIAVANO I BAMBINI



Dal nostro inviato


Non ci resta che dire: mizzica! L'ex Governatore della regione Sicilia Toto' Cuffaro è in Congo. Condannato a cinque anni per favoreggiameto a potenti boss siciliani, da perfetto nemo mafioso in patria si è recato in visita nella capitale africana in qualità di vice segretario dell'UDC per incontrare il leader Eugene Diomi Ngongala recentemente trombato alle elezioni presidenziali. Vista poi la sua alta statura morale, Cuffaro ha preso parte ai colloqui per la formazione di un esecutivo istituzionale. Baciamo le mani ovviamente all'iniziativa politica. A differenza degli americani in Iraq, noi esportiamo democrazia Cristiana. E non solo, l'ex presidente siculo avrebbe rilasciato queste brevi perle di saggezza, probabilmente colpito dal sole equatoriale: "Il progetto che non siamo riusciti a realizzare in Italia potrebbe vedere la luce in Africa". Indiscrezioni di prima mano rivelano che un giornalista indigeno avrebbe addirittura esclamato: MINCHIA! A proposito, ma come si dirà "minchia" in swahili?

martedì 16 settembre 2008

CICORIA UNPLUGGED TOUR 2008



GIUNCARICO (GR)

LOC. CASTELLACCIA


VENERDI 26 SETTEMBRE

ORE 19.00




CONCERTO-PRESENTAZIONE

del romanzo CICORIA

di Alfonso Diego Casella

SARA' PRESENTE L'AUTORE

domenica 14 settembre 2008

IL MINISTRO GELMINI PRENDE IL SOLE A PALINURO






QUIZ:
A COSA STA PENSANDO IL MINISTRO DURANTE IL RELAX ESTIVO?

a) Al maestro unico?
b) Allo studente unico?
c) Al pensiero unico?

venerdì 12 settembre 2008

VISION ACADEMY




VISION ACADEMY 2008

Venerdì 12 Settembre – Domenica 14 Settembre

Presentazione al pubblico sabato 13 settembre, ore 19:00

1:1projects
Piazza Scipione Ammirato 1/C
&
Lift Gallery
via Pasquale Tola 42



1:1projects è lieta di presentare la prima tappa di Vision Academy 2008, un workshop itinerante che coinvolge per cinque mesi artisti e curatori di quattro diverse città europee. Il progetto è stato sviluppato dall’artista e curatore svedese Per Hüttner in collaborazione con KSM, Linköpings Universitet, Svezia.

Quest’anno l’accademia esplora le modalità in cui la visione del futuro può influenzare le pratiche di un artista, un curatore o un accademico, con particolare attenzione al tema dell’architettura a Roma, della curatela a Zurigo, e delle pratiche artistiche ad Amsterdam e Stoccolma.

Per l’appuntamento di Roma, Hüttner ha invitato il collettivo di artisti formazero ad elaborare un workshop di tre giorni che si concentra sull’analisi pratica del tessuto urbano della città. formazero condurrà due performance, coinvolgendo gli ospiti in una serie di azioni che esplorano e analizzano il paesaggio urbano. La prima Vivisezioneurbana avrà luogo nel quartiere Pigneto, ultimamente soggetto a radicali mutazioni, la seconda si snoda lungo la direttrice del tram 19, dal centro alla periferia, restituendo una sezione quasi perfetta della città e della sua complessità sociale e architettonica.

Idee, oggetti e impressioni, raccolti ed elaborati durante le due vivisezioni, saranno presentati al pubblico nel corso di un aperitivo discorsivo sabato 13 settembre a partire dalle ore 19:00 presso 1:1projects e Lift Gallery.

formazero è un collettivo di artisti provenienti da diverse generazioni, formazioni e discipline. Il lavoro di formazero attiva una risemantizzazione degli spazi e delle pratiche di riuso del corpo urbano, attraverso la progettazione di strumenti di ricezione e di filtri drenanti in grado di restituire, attraverso la disgregazione, nuovi sensi. Gli strumenti di ricezione creati da formazero sono sempre delle elaborazioni a priori che definiscono azioni disciplinate sull’oggetto dell’analisi. Il risultato di questa analisi viene processato a posteriori e trasformato in opera, in materia relazionale.
formazero sono Davide Franceschini [fotografo e storico di architettura] Maurizio Giri [compositore] Antonio Venti [regista e videoartista].

martedì 9 settembre 2008

CICORIA TRENDY, ULTIMO DEFILE' PRO ONLUS



Dal nostro inviato

L’autore del romanzo “Cicoria” ha presentato in pubblico l’altra sera, davanti a una bancarella di beneficenza, la collezione Uomo Autunno/Inverno 2009 dell’ASSOCIAZIONE ONLUS IL FUOCO DEL FUTURO dedicata alle borsette da passeggio dei paesi più poveri. Una sfida-sfilata challanging essenzialmente sobria, in stile perfect mood e quasi esotica, fatta tuttavia di pochi e rudimentali elementi da haute couture. A prevalere è stato il colore arancione anti-gothic, con qualche tocco di nero nouvelle vague. Tessuti e materiali di fattura semplicissima: drill di cotone piuttosto che rasatello e niente crepe de Chine a effetto sopresa. Il jersey di seta dell’ultima manifestazione multicolore è stato artisticamente sostituito da borsellini artigianali elaborati a mano in Bourkina Faso scelti in loco da Simona Kappy e la sua baby stilista Nicole. Il jersey è stato rimpiazzato soprattutto da jeans sognanti e multiculturali acquistati in un mercato rionale dall’autore medesimo litigando col commesso sul prezzo d’etichetta. Si è trattato di un bargain burino no global con tinte di glamour nostalgico del genere moglie e buoi dei paesi tuoi. Una piccola sceneggiata napoletana dai colori simil-pulcinella-arlecchino della Commedia dell’arte made in Italy. Ovvero, quasi un sordido tira e molla sui centesimi tra il sonoro e la pantomima post-moderna. O ancora meglio, un soffuso richiamo stentoreo del tipo “guarda brutto stronzo che me ne vado e passo alla bancarella successiva”. Alla fine, il commesso ha accettato la magra offerta dell’autore di Cicoria: 10 euro, bastavano e avanzavano avrebbe detto costui.
In compenso ha comprato senza battere ciglio la t-shirt orange dalla giappa-commessa shiatsu-smile a nome Miki, con l'intero incasso-malloppo da devolvere in beneficenza.
La serata si è conclusa con il bilancio vendite pro Onlus. Ripetiamolo: in attivo, non trattandosi di politica. La sfilata ha lasciato però il segno nella teca della mondanità provincial-toscana on the road. Nuove mode. Idee, esuberanze. Prossime tendenze.
Falpalà addio, pelle e camoscio via, con questa accattivante sfilata challanging l’ASSOCIAZIONE ONLUS IL FUOCO DEL FUTURO, ancora una volta, col suo inconfondibile stile e la spensierata eleganza dei pezzenti (vedi foto di un barbone mancato) ha sedotto-sconvolto le coscienze del suo target di sempre: i ricchi. I ricchi in quanto creazione dei poveri, cercando al contempo di aiutare i poveri, in quanto invenzione dei ricchi. Ma ancora una volta l’Onlus ha raggiunto il suo top che è diventato ormai il refrain dell'eccellenza e non solo, anche il suo imperativo estetico-categorico: stupire, stupire, stupire a gratis. Certo, tanto i Trendy quanto i Dandy. Donare, donare, donare. Tanto agli africani che agli indiani!
Wow! Ha esclamato a un certo punto con vigore la contessa Marta Marzotto in Bigozzi delle Piattole Alte, davanti alla borsetta nera su cui campeggiava la scritta ONLUS.
Lo stesso Valentino, in prima fila, commosso fino alle lacrime, che riferendosi all’autore del best seller più invenduto dell’anno “Cicoria” ha detto: “Questo Autore-modello è piuttosto bruttino, e poi, con questa barbetta incolta... ovviamente non si tratta di un modello tout court". A suo dire, rammenterebbe ugualmente qualcosa di netto e stagliato nel suo genere. “Questo modello – ha tenuto a precisare lo stilista ai microfoni di Karakirisushi – ricorda molto i primi attori neorealisti di De Sica, quegli uomini senza alcuna esperienza di recitazione, essenzialmente ruvidi e non ancora corrotti dal mestiere”.
Infine, per la gioia di tutti gli uomini più fashionable, abbiamo appreso con sorpresa-glamour che la barba ultimamente è tornata a piacere. Come dire, la barba sta andando molto. Secondo Valentino è l’anno della barba leggera, anti-mullah. Soprattutto se abbinata a sgargianti camicie di lino con stampe floreali post Matisse. “E sicuramente, sia la camicia che la barba andranno fino alla fine dell’anno" ci ha confermato l’agenzia Moda-Press. Gabardine dunque, direttamente nella spazzatura. Da buttare nel primo inceneritore ecologico. Guardaroba tutto da rifare. E lamette addio, ci rivedremo il prossimo Capodanno!

lunedì 8 settembre 2008

PICCOLI FASCISTI





di Antonio Gramsci

tratto da ORDINE NUOVO / 2 gennaio 1921


"La piccola borghesia, anche in questa sua ultima incarnazione politica del 'fascismo', si è definitivamente mostrata nella sua vera natura di serva del capitalismo e della proprietà terriera. Ma ha anche dimostrato di essere fondamentalmente incapace a svolgereun qualsiasi compito storico: il popolo delle scimmie riempie la cronaca, non crea la storia, lascia la traccia nel giornale, non offre materiali per scrivere libri. La piccola borghesia, dopo aver rovinato il parlamento, sta rovinando lo stato borghese: essa sostituisce la violenza privata all''autorità' della legge, esercita (e non puà fare altrimenti) questa violenza caoticamente, brutalmente, e fa sollevare contro lo stato, contro il capitalismo, sempre più larghi strati della popolazione".

domenica 7 settembre 2008

diariospycam/ Maristella Gelmini

Giornata intensa ieri. Calcoli più che altro. Ragionato tutto il tempo su come ottimizzare con la scuola. L'autista ferma la macchina di stato. Benzina gratis. Come ottimizzare con la scuola, questo pensavo tra me e me in macchina. Prima soluzione: abolire anzitutti i banchi e le cattedre e le lavagne, le sedie... via. I bidelli, via. Le palestre, sciò. L'educazione musicale? Ci sono le radio e le discoteche. Ma lo sai quanto si risparmia, mi dicevo. E me ne convincevo a poco a poco. Idem mentre pranzavo più tardi alla Buvette con un collega, quasi a gratis ovviamente. Prezzo quasi zero. E di nuovo mi alambiccavo il cervello su come risparmiare. Fare quadrare i bilanci. Ecco, ne ho pensata un'altra: abolire ad esempio i professori. Tutti. Basterebbe un bel tutor virtuale on line, con la voce metallica, con un accento neutro. Non meridionale. Due test ogni fine trimestre. Il computer ti dice così: PROMOSSO. E ti stampa la pagella, se hai pagato le tasse. Ecco risolto anche il problema dei professori. Ultima idea: e questa idea mi è saltata in mente mentre era dal parrucchiere di Montecitorio - gratis anche quello naturalmente. Beh, questa trovata per risanare i bilanci è veramente geniale. Infatti la scrivo sul mio diario personale: vendere gli edifici scolastici ai privati, e adibirli tutti quanti a Outlet aperti la domenica. Così gli studenti possono fare shopping durante i weekend. Le scarpe a conti fatti costano poco là dentro. Gli abiti di marca laggiù te li vendono in offerta speciale. Che bello riempire le classi di scaffali col prezzo esposto. E' il mio sogno ministeriale. La scuola non serve proprio a niente. Basta un computer, un tutor. Bastano e avanzano queste cose. Inutile tenere in piedi una burocrazia così pletorica e costosa. Questo l'ho pensato mentre mi bevevo un caffè alla Buvette. Gratis. Gratis anche quello.

(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO PERSONALE DEL MINISTRO MARISTELLA GELMINI)

martedì 2 settembre 2008

GELMINI REINTRODUCE IL VOTO IN CONDOTTA




Ministro Elio Vito 4

Ministro Umberto Bossi 3

Raffaele Fitto 2

Roberto Calderoli -1

Andrea Ronchi 0

Renato Brunetta - 5

Mara Carfagna 0

Giorgia Meloni 4

Franco Frattini - 4

Roberto Maroni 2

Maurizio Sacconi 1

Giulio Tremonti - 2

Angelino Alfano 30 e lodo

Claudio Scajola 2

Ignazio La Russa - 16

Altero Matteoli 4

Luca Zaia 2

Stefania Prestigiacomo 3

Sandro Bondi 0
·
FIRMA DEL GENITORE O CHI NE FA LE VECI
Silvio Berlusconi





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martedì 26 agosto 2008

VECCHIE PROFEZIE SULLA GEORGIA



“Il 10 ottobre 1995 un editoriale di ‘Die Zeit’ riportava quanto significativamente scritto dalla ‘Komsomolskaia Prava’ circa l’angoscia russa per la caduta di prestigio subita. Il giornale russo poneva in evidenza come anche i politici che guardavano verso l’Occidente con realismo lamentavano il venir meno del rispetto per lo status di potenza globale.
La Russia è in effetti un grande paese che ha subìto, a seguito degli eventi epocali del 1989, un enorme travaglio le cui ripercussioni non sono certo finite. Ha di fatto perduto lo status di superpotenza che aveva la vecchia grande URSS. E dopo il 1989, è stata relegata al ruolo di potenza umiliata dalla controparte. L’Occidente, indicato per decenni come il principale nemico dell’Urss, è divenuto dopo il 1989 il ‘modello’ naturale al quale ispirarsi. Così, a causa delle sue strutture non flessibili e sclerotiche non ha retto alla immissione delle ricette liberistiche rilasciate senza alcuna gradualità. La crisi sociale ha prodotto delusione e malcontento che hanno accresciuto una ostilità rancorosa per aver perduto un impero conquistato contro fascismo e nazismo a prezzo di milioni di morti. La popolazione appare in preda a grande frustrazione perché si sente tradita nella speranza di diventare come gli altri, come coloro il cui modello politico, economico e sociale voleva copiare […] Il progetto, ventilato da mesi, di un allargamento della Nato, renderebbe più acuto il malcontento russo. È sperabile che l’Occidente si adoperi invece perché la Russia, stabile e democratica, divenga pietra angolare del nuovo ordine europeo.”

Tratto da: XXI SECOLO: SFIDE, RISCHI, PAURE, INTERROGATIVI – GIOVANNI BUCCIANTI, SIENA 2000.

domenica 24 agosto 2008

OLIMPIADI: VINCONO A TAVOLINO OSSEZIA TIBET E AFGHANISTAN




Dal nostro inviato Karakirisushi


Decisione senza precedenti presa all'ultimo istante. Vincono Ossezia, Abkhazia, Tibet e Afghanistan. A prevalere sul medagliere è stata la conta dei morti. Sul podio sono salite le 16 mila bare della guerra in Georgia pronte a ritirare le meritate medaglie. Al secondo posto invece, il Tibet, con i suoi 140 morti olimpionici degli ultimi giorni. La polizia cinese, più che sportivamente, ha aperto loro il fuoco lo scorso lunedì nella regione di Kham. Secondo il Dalai Lama si tratterebbe di un totale di 400 vittime, considerato il numero di manifestanti-tiro-al bersaglio su cui la polizia avrebbe tirato nella regione di Lhasa. Per tutta risposta, il premier francese si è rifiutato di incontrare il leader spirituale tibetano. Fifa olimpica? Invidia del medagliere tibetano? Non si sa, le agenzie non hanno dato alcuna spiegazione al riguardo. In compenso c'era vista Carla Bruni ad attenderlo, in compagnia delministro degli Esteri d'oltralpe. Forse una gnocca val bene una messa buddhista? Molto probabile.
Al terzo posto comunque si piazza l'Afghanistan, con 76 morti nel medagliere olimpico, di cui 50 sarebbero atleti-bambini mentre 19 sarebbero donne. A causare il terzo posto afghano è stato il recente raid della coalizione Usa a Herat, apparentemente diretto contro i talebani ma poi si è trasformato in un massacro di civili. Evviva dunque le olimpiadi. Appuntamento a Londra nel 2012, nella speranza di tenerci allenati con nuovi e altri più imprevedibili conflitti!

domenica 17 agosto 2008

diariospycam / UMBERTO BOSSI

Ieri a Pontedilegno erano tutte bugie quelle sull'ICI. In verità non so più cosa dire, eccola la verità. L'Ici, il comizio sull'Ici. E se ripristinare l'Ici. L'Ici sì, l'Ici no. Ho una vasta gamma di argomenti quando non parlo di federalismo. In verità non ci capisco una mazza di finanza, men che meno di tasse comunali. Di fatto non ho mai capito un accidente di politica, di storia poi non ne parliamo. Fortuna che sono sistemato come Senatur. Altrimenti nemmeno come bidello mi prendevano. E mi è andata bene. Parlamentare. Ministro per le Riforme. Insomma, quasi un posto fisso e senza dover bandire un concorso. In passato le ho provate tutte. All'inizio volevo fare il medico. Sul serio. Mi iscrissi alla facoltà di Medicina. Ma era troppo difficile. Lasciai l'università con zero esami. Non ci capivo nulla. Non ho mai capito nulla. Poi decisi di diventare cantante. Partecipai seriamente a Castrocaro. E non accadde niente per via che mi ritrovo una voce assolutamente di merda. Alla fine, eccola la strada della mia vita: la politica. La politica. Cioè l'arte di tutti i fancazzisti. L'invenzione della Lega, il federalismo fiscale, Barbarossa, la Padania e tutte le altre boiate che attecchiscono. Adesso ho tirato fuori questa balla estiva sull'Ici. Ne parleranno per due giorni, giornalisti e politologi. Sono un fenomeno. Eppure sono assolutamente ignorante in materia. Sono un fancazzista, lo ripeto. Lasciatemi perdere, non prendetemi mai sul serio.

(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI UMBERTO BOSSI)

lunedì 11 agosto 2008

BOMBARDARE L'IPOCRISIA MEDIATICA CHE VINCE




IN FOTO: Natalia Paderina (russa) e la georgiana Nino Salukvadze, (poco prima dell'abbraccio) rispettivamente argento e bronzo per il tiro a segno, pistola da 10 metri. A sparare dall'alto ci pensa Putin.







Parola d'ordine. Bombardate le Olimpiadi in Cina. E basta, non se ne parli veramente più. Altro che tiro a segno e medaglie d'oro. Sarà la fine degli abbracci-fantoccio tra atleti russi e georgiani che camuffano il sangue con la commozione in diretta, a colpi di medaglie regalate a due eroi fasulli travestiti da pistoleri ginnici. Sganciate per favore tonnellate di bombe su quei sorrisi blasfemi, e sulle olimpiadi di Pechino, fermiamo finalmente questa strage orrenda del "volemose bene". E' necessario bombardare quanto prima le olimpiadi. Mi esprimo per paradossi e provocazione, ovviamente. Ma forse, solo allora il pianeta si renderà conto di essere entrato fatalmente in guerra con se stesso. Forse solo allora le morti saranno veramente considerate morti effettive e prese sul serio, non più un giochino da play station. Solo allora i cadaveri verranno contati a uno a uno tra le macerie. Vi prego, sciogliete l'oro delle medaglie e fatelo bere ai leader assassini che ordinano lo sterminio, il massacro organizzatio, il genocidio quotidiano ridotto ai minimi termini sui media, in modo che non faccia mai notizia, in modo da non destare mai un dibattito serale, in modo da non suscitare mai un onesto pianto collettivo.
L'abbraccio tra le due atlete è l'ennesimo insulto catodico, una sporcizia ginnica, sudiciume cinico in diretta, coprire una vittoria virtuale con una sconfitta reale: ecco la censura dello spettacolo eroico che recita mentre seppellisce i morti con il macabro suono dell'applauso sul podio. I confini nazionali diventano sempre più vunerabili. Il mondo brucia. Guerre-lampo che durano decenni. Darfhur, Iraq, Afghanistan, Cecenia, Georgia, Tibet. Chi è il prossimo? Avanti un altro. Il diritto internazionale oramai in via di estinzione. L'Onu latitante, in esilio perenne: come scappato su Marte. E' la geopolitica olimpica di oggi che sta ridisegnando la mappa planetaria per le prossime olimpiadi 2012, naturalmente all'ombra degli abbracci falsi e bugiardi. I sorrisi per la stampa e i cadaveri al cimitero, nelle fosse comuni. Quali e quanti medaglie, quali e quanti abbracci potranno ricoprire la vergogna di sedici mila morti (dichiarati) in Georgia, l'urlo ridotto al silenzio (forzatamente "claustrale") dei monaci tibetani? E la perenne strage cecena? E tutti quei bambini morti in Afghanistan semplicemente perché, spaventati, non si sono fermati a un check point? E la democrazia esportata (col duty free alla dogana) in Iraq?
Aboliamo le olimpiadi per favore. Mettiamo alla gogna ogni sport nazionale. Kaputt con qualunque competizione atletica. Riempiamo di tonnellate di bombe tutti gli stadi svuotati. Via le trasmissioni sportive. Dobbiamo assolutamente renderci conto di essere, non un paese in guerra, ma un pianeta in guerra. Il diritto internazionale è stato definitivamente cancellato, i diritti umani smantellati e barattati con oleodotti e gasdotti. La "legalità creativa" ha preso piede, la diplomazia dell'ingerenza umanitaria, del riconoscimento nazionale per mera convenienza, dei pesi e delle due misure, ha preso il defintivo sopravvento. Sovranità nazionale, addio. Bombardate le olimpiadi per favore, non ci resta nient'altro da fare come umanità per risvegliarci dal torpore mediatico dei record e delle telecronache in diretta o registrate. Distruggete tutti gli stadi cinesi a uno a uno; risvegliamoci da questa anestesia di politica estera: Troia brucia purtroppo, Troia sta bruciando. E' un fuoco globale. Il cavallo non è di legno questa volta. Come minimo si tratta di uranio impoverito.

sabato 9 agosto 2008

LA RIVOLUZIONE OLIMPICA & CULTURALE


No political party can possibly lead a great revolutionary movement to victory unless it possesses revolutionary theory and a knowledge of history and has a profound grasp of the practical movement.


"The Role of the Chinese Communist Party in the National War" (October 1938), Selected Works, Vol. II, p. 208.


(La citazione è estrapolata dal libretto rosso di MAO Tse Tung in edizione inglese)

mercoledì 30 luglio 2008

QUIZ: IMPRONTE DIGITALI ALTE CARICHE DELLO STATO





La presente impronta digitale appartiene a una delle alte quattro cariche dello stato nei cui confronti vi è l'impossibilità di procedere per legge. Indovinate di chi è:

A) GIORGIO NAPOLITANO?
B) SILVIO BERLUSCONI?
C) GIANFRANCO FINI?
D) RENATO SCHIFANI?

sabato 26 luglio 2008

diariospycam / Vladimir Luxuria

Tutti pensano che io sia un transessuale normale. O meglio, definiscono scandalo ciò che è scandalosamente normale, ordinario, del tutto superfluo da sottolineare. Insomma, onestamente, cosa vuoi che rappresenti un organo sessuale al posto di un altro? Una tetta in più o una tetta in meno... Ma dài, che differenza vuoi che faccia tutto ciò nel complesso degli eventi quotidiani! Ciascuno di noi sarà pure libero di trasformarsi come gli pare. Al contrario, nessuno si scandalizza della mia incoerenza politica, come dire, del travestitismo (camaleontico) di cui sono veramente affetta/o: e cioè, il mio transessualismo politico: un organo bicamerale al posto di un altro. Il fatto che passi così disonvoltamente da una “sponda” a un’altra: dai compagni di Rifondazione ai vacanzieri mediatici e fancazzisti dell’Isola dei Famosi. Questo sì che è “trasformismo”, questo sì che è politicamente “transgender”... transumare da un partito anti-fascista verso un modo di fare televisione sostanzialmente fascista: questo è veramente strano; è come possedere una chiappa del Pdl e l’altra del PD, una tetta democratica e una teocratica, un capezzolo progressita e un capezzolo ultra-revisionista. In realtà ho una vulva sostanzialmente bipartisan, un deretano opportunamente trasversale. Io, a questo punto, devo ammetterlo con sincerità: mi sento un autentico transex bicamerale di “centro”, uno buono per tutte le stagioni, per tutte le camere - parlamentari e no – uno buono per tutte le telecamere anche. Uno tagliato sia per Porta a Porta che per il porta-a-porta, per il reality show e la realpolitik! Ecco, di questo mio modo di essere “transgender” non si scandalizza mai nessuno. Che peccato.

(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO PERSONALE DI VLADIMIR LUXURIA)

COME SI PRENDEVANO LE IMPRONTE DIGITALI NEL 1938



10 OTTOBRE 1938

EDIZIONI GENIO (MILANO) ALL'EDITORE ALBIN MICHEL


"Vi preghiamo molto gentilmente di saperci dire se la signora Nemirovsky è di razza ebraica. In base alla legge italiana, non dev'essere considerata di razza ebraica la persona che abbia uno dei genitori, il padre o la madre, di razza ariana."

(TRATTA DALLA CORRRISPONDENZA DELLA SCRITTRICE IRENE NEMIROVSKY, MORTA AD AUSCHWITZ NEL 1942)

domenica 20 luglio 2008

CASO ELUANA: STACCATE LA SPINA A CELENTANO!


Uomo raro: supermolleggiato, ai tempi di Donat Cattin e dell’autunno caldo e delle rivendicazioni salariali lui cantava “Chi non lavora non fa l’amore”. Cantante organico, filogovernativo da sempre. Ambientalista finto, con la pelliccia. In favore della natura incontaminata ma con una forte vocazione da palazzinaro, per esempio: una villa costruita su ettari e ettari di verde subito trasformato in cemento solido. Il re degli ignoranti. Appellativo autoreferenziale dato in pasto ai media per darsi le arie da intellettuale bonaccione, genuino, rustico, alla buona, all' amatriciana. Un similpopulista dalle candide intenzioni popolari. L’appellativo “Re degli ignoranti” ha coperto però anche un grosso fiasco televisivo da “cinema muto” quasi, nel senso che presentò un “Fantastico” senza sapere mai cosa dire. L’unico presentatore della storia televisiva che presentò in Rai senza presentare mai. Silenzio a go-go e basta. Tentennamenti. Ripensamenti sul nulla. Sto parlando di tempo fa, di vecchi fine settimana iperammorbanti in cui ai poveri italiani, oltre a dover pagare il canone, toccò sorbirsi questa testa uguale a un peluche spelacchiato. Ma l’appellativo “Re degli ignoranti” mistifica soprattutto il fatto che ignorante lo è davvero.
Torniamo alla biografia ufficiale. Una piccola amnesia semi-alzahaimeriana mentre canta “La guerra di Piero” in pubblico durante una celebrazione collettiva dedicata a Fabriazio De André. Fischiato. Come minimo. Una parentesi rivoluzionaria in televisione con un programma imprevedibilmente progressista che sfidò due anni fa le corrazzate Potemkin della potentissima censura Rai. Due ore di monologhi e canzoni spacca-zebedei. Incluso il refrain "autistico" della trasmissione: "questo è “lento”... questo non è “lento”. Questo è lento. Questo no. E poi di nuovo, “questo è lento, questo non è lento...” e così via fino alla più inverosimile esasperazione. Assapora così molto audacemente l’audience patrio di protesta sociale, una crisi di rigetto di belusconismo latente. E per la prima volta in vita sua, "il re degli ignoranti", cavalca a pelo la polemica antigovernativa.
Arriviamo finalmente a oggi. Maggio 2008. Con un articolo apparso sul Corriere della Sera appoggia in toto il nuovo governo Berlusconi dichiarandosi fiducioso e sicuro che manterrà le promesse. Va benissimo, ai voltagabbana in Italia ci si abitua subito però nessuno si aspettava che l'altro giorno intervenisse ancora sul Corriere della Sera su questioni etiche e delicatissime quali “l’accanimento terapeutico e il diritto alla vita”. Nientemeno un editoriale - in perfetto stile Bagnasco - che entra nelle sofferenze e nella vita della povera Eluana! Vita non sua, tra l’altro. E giù col predicozzo da molleggiato e giù con i toni falsi da “pietas” cristiana un po' d'accatto. Insomma, è di nuovo lui, l’opportunista reazionario di sempre. L’eterno ragazzo della via Gluck che ha cementificato il suo stesso giardino e canta piagnistei in favore degli usignoli spaesati e dei ranocchi e delle lucertole sfrattate. É lui, l’incarnazione scientifica dell’italiano medio d’antan e d’oggigiorno: dell’abusivismo e dei condoni edilizi, un uomo per tutte le stagioni, quello con la coscienza verde uguale a un prato inglese un poco scagazzato ai bordi. L’uomo redento che si accaparra le simpatie ecclesiastiche e papaline, il baciapile senile che balla e insegna i valori della vita cristiana. Che pontifica sul caso della povera Eluana: “Non staccate la spina, non staccate la spina”. Ha proprio ragione il vecchio della via Gluck. Accontentiamolo. Che nessuno stacchi la spina alla povera Eluana. D’accordo, accettiamo l’invito del supermolleggiato. A patto che lui la stacchi un po' a sé stesso e la smetta finalmente di parlare a vanvera. Sì. Staccate la spina a Adriano Celentano. Vi prego, per favore. Non se ne può veramente più. Non c’è accanimento peggiore di quello mediatico!

venerdì 18 luglio 2008

RIFIUTI: BASTANO 3 ANNI PER RISOLVERE IL PROBLEMA, 3 anni con la condizionale




SI PREVEDONO INOLTRE:

1) PATTEGGIAMENTI ALLARGATI
2) INDULTI
3) IMMUNITA' PARLAMENTARE AI CAMORRISTI ELETTI
4) LEGGE BLOCCA-PROCESSI A CHIUNQUE
5) PRESCRIZIONI REGALATE AGLI AMICI
6) IMMUNITA' AI BOSS CHE RICOPRONO ALTE CARICHE

mercoledì 16 luglio 2008

COLPO DI SCENA IN PARLAMENTO: impronte ai politici e immunità alle alte cariche rom


Impronte ai parlamentari e immunità alle alte cariche rom, perlomeno durante il loro periodo di permanenza in Italia. Ecco il testo definitivo così come stravolto dagli innumerevoli emendamenti presentati da parte dell'opposizione. "E' un ingiustizia - dichiara l'onorevole Ghedini, il legale di Berlusconi - "stando così le cose al premier toccherà sottoporsi al processo Mills". Esulta l'Italia dei Valori al grido di: "Uno, cento, Mills processi Mills!"

martedì 15 luglio 2008

diariospycam / Silvio Berlusconi

Non appena apprendo la notizia che arrestano qualcuno, subito mi saltano i nervi. Mi irrigidisco. Bestemmio. È una cosa che non posso tollerare: che sia di destra o sinistra, non lo concepisco. Punto. É una vittima, per definizione. Non importa quale reato abbia commesso. É chiaramente vittima di un sopruso, a prescindere dalle prove, dal pericolo di fuga. I reati non esistono. I reati sono una invenzione della magistratura. Basta abolire la magistrature e il gioco è fatto: il concetto di reato scomparirà definitivamente dal vocabolario, verrà rimosso dall’uso comune. I tribunali li soppianteremo e li trasformeremo in grandi ipermercati Esselunga. Scale mobili sopra e sotto. Oggi, a Parigi, ho appreso dell’arresto di Ottaviano del Turco, che è del PD a conti fatti, e quindi dovrei essere pure contento. Ma no. Niente. Ho inveito contro i giudici. Sono partito all’attacco. Questi infami con la toga. É una riforma radicale che ci vuole. L’eliminazione fisica di ogni suo componente. Resteranno solo gli avvocati. Quelli miei, preferibilmente. A me non interessa in sostanza che qualcuno sia colpevole. Molto semplicemente non riesco a concepire quale sia la funzione della magistratura. Montesquieu deve aver sbagliato di grosso a parlare di questa famigerata separazione dei poteri: esecutivo, legislativo, giudiziario. No, no, caro Montesquie, quello giudiziario non deve esistere. Ma che c’entra? Che c’entra? Camus diceva: "l'assurdo è il peccato senza Dio". Appunto, basta abolire Dio: e poi vedi se non scompariranno peccati e peccatori!


(IDEALMENTE TRATTO DA DIARIO DI SILVIO BERLUSCONI)

giovedì 10 luglio 2008

MUMMIE & ANTICHITA': DA TUTANKHAMON A NAPOLITANO





DAL 15 LUGLIO
AL 28 AGOSTO

MOSTRA REPERTI ARCHEOLOGICI

EGYPTIAN MUSEUM
Tahrir square 1
Cairo


Giovedì 8 luglio
Ore 18.30
Sala Congressi / Egyptian Museum

Il professor Mohammed Dulbark Perk
dibatterà pubblicamente il tema:

"DAL FARAONE MUMMIFICATO ALLA REPUBBLICA COSTITUZIONALE INGESSATA: I SINTOMI DEL TEMPO E DEL MALESSERE POST-DEMOCRATICO"

martedì 8 luglio 2008

diariospycam / Angelino Alfano

Oggi non posso scrivere niente sul mio diario personale. Strano, ma se non c’è nessuno che mi detta cosa dire io non posso scrivere niente. É strano, ma neppure sul mio diario personale posso scrivere liberamente. Certo, è perché non tengo ispirazione. Io faccio tutto sotto dettatura. Sì, la mia vera “dittattura” è la dettatura: gli altri mi dicono cosa devo scrivere, e io scrivo. Sono ministro di Grazia e Giustizia. E firmo. Basta. Sinceramente di legge ne capisco poco quanto niente. Ma non importa. Sono gli altri che mi scrivono le leggi. E io le firmo, in calce. E’ da poco che ho imparato a firmare. Mi chiese Berlusconi al momento dell’incarico: Alfano, sai mettere almeno la firma? Sì, Cavaliere, risposi io. E allora va bene, disse, puoi fare il ministro. Basta che sai firmare. Va bene. Le leggi te le scriviamo noi. I miei avvocati sanno scrivere bene, hanno pure il computer Apple. Ora, però, rimane il problema del mio diario personale. Se nessuno me lo detta, io non so cosa scrivere sul mio diario. Sono un ministro in crisi, in crisi d’ispirazione. Ma non mi dimetterò, mai. Non mi dimetto manco se cade il governo.

(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI ANGELINO ALFANO)

domenica 6 luglio 2008

37 MOSTRI DA RIEDUCARE






Carcere duro addio. I mafiosi tornano delinquenti comuni. Ecco la lista dei 37 reclusi ai quali è stata revocata la misura prevista dal 41 bis a causa di una serie di annullamenti richiesti proprio da numerosi tribunali di sorveglianza. La motivazione ufficiale? "Non è dimostrata la persistente capacità del detenuto di mantenere tuttora contatti con l'associazione criminale di appartenenza". A noi non resta che crederci. D’altronde il clima è cambiato. In un paese ridotto al garantismo spompato come il nostro, in cui lo stesso premier va dicendo in giro che la magistratura è “giustizialista”, in un paese in cui rinomati “amici deli amici” bivaccano in parlamento a nostre spese sinceramente c’era da aspettarselo. E’ in questo mondo capovolto che stanno maturando i freni inibitori sulle intercettazioni telefoniche, le norme blocca-processi e il via libera alle immunità per le alte cariche dello stato.
Facciamo i nomi dei criminali eccellenti promossi al rango di borseggiatori ordinari:


1) Giuseppe La Mattina, (uno degli assassini di Paolo Borsellino)
2) Giuseppe Barranca e Gioacchino Calabrò (autori delle Stragi del 1993, fra Roma, Milano e Firenze)
3) Carmine De Stefano, Francesco Perna, Gianfranco Ruà (boss della 'ndrangheta)
4) Salvatore Luigi Graziano (boss della camorra)
5) Santo Araniti (mandante dell'omicidio Ligato)
6) Antonino Madonia (capofamiglia mafioso / assassinò il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e il commissario Ninni Cassarà)
7) Arcangelo Piromalli (boss di Gioia Tauro)
8) Costantino Sarno (re del contrabbando)
9) Raffaele Galatolo (capo storico della famiglia palermitana dell'Acquasanta)

I NUMERI:
37 in totale i padrini non più sottoposti al cercere duro ex art. 41 bis:

14 mafiosi,13 ndranghetisti, 8 camorristi, 2 rappresentanti della sacra corona unita pugliese.

Record di annullamenti:

Torino 10
Perugia 9
Roma 8
L'Aquila 5
Bologna 3
Napoli 2
Ancona 1

sabato 5 luglio 2008

NON AVRAI ALTRO MATRIX ALL'INFUORI DI ME



IL PREMIER DA FORFAIT AL PROGRAMMA DI MENTANA SU CANALE 5


Aveva detto: “spiegherò tutto a Matrix”. E certo che giocava in casa. Al massimo, un derby. Niente più. Cambiato idea: dietrofront. A Matrix no. Vi saluto. E ti pareva. Ora, a prescindere dalle ultime interecettazioni telefoniche ampiamente pubblicate sui giornali - a metà tra il gossip very hot da reality show e il pedofilo vagamente metafisico - noi questo lo avevamo già intuito. É chiaro che al premier non piace apparire in televisione. A meno che non si tratti di Porta a Porta. A meno che non si tratti di vallette giovani raccomandate solo da lui. E sempre che non ci sia un avversario politico a contraddirlo o un giornalista pronto a rivolgere domande fuori palinsesto. Il contraddittorio è un optional d’antan per il premier. Una petecchia stantìa di cui si può fare a meno: chi è eletto governa liscio liscio fino alla fine dei cinque anni. Stop. Fine della discussione. Niente più domande.
Il contraddittorio sarebbe un marchingego pletorico-preistorico ideato da primitive forme di democrazie parlamentari tanto per allungare i termini di superflue discussioni fuori luogo. Come dire, un perverso gioco delle parti, un teatrino dell’assurdo o da manicomio criminale.
Mille volte meglio apparire da Bruno Vespa come un Re-solo col cerone sul viso mentre firma il contratto con gli italiani e dove un guitto fa la parte del macabro notaio di provincia. Mille volte meglio un “dipendente” allineato, inginocchiato, sottomesso e disposto a eseguire domande facili facili in forma di supplica alla Beata Vergine. In tal caso all’intervistato non resterà altro che intercedere al posto di rispondere. Il premier in sostanza vuole sì apparire in televisione, ma come dice lui: non come ospite pagante ma da ospite che ha già comprato, da proprietario che ha assunto e regolarizzato il proprio personale. Non da magnaccia, ma da magnate. Avete presente Fatima? La Madonna di Medjugorie? Il Monte Sinai? L’incipit del vangelo secondo Giovanni? Il verbo mediatico si fa carne televisiva. Una divinità nana nascosta dietro allo stesso dito con cui ammonisce: Non avrai altro Matrix all’infuori di me!

mercoledì 2 luglio 2008

diariospycam / Giorgio Napolitano

Ho autorizzato il Lodo Alfano. Sono entrati certi squadristi vestiti di nero e hanno cominciato a picchiarmi col manganello, a rompere ogni mobile dentro al Quirinale. Mi hanno obbligato a firmare delle carte. Firma, dicevano. E bevi, bevi bastardo, bevi dicevano. E' olio di ricino. Bevi, ex comunista di merda. Cantavano "Giovinezza" mentre mi forzavano a firmare. Mi tenevano la carta sulla scrivania e il manganello premuto contro la testa. E cantavano sempre "Giovinezza". Mai ho bevuto tanto olio di ricino in vita mia. Non posso financo continuare a scrivere. Anzi, ora devo assolutamente scappare in...


(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI GIORGIO NAPOLITANO)

lunedì 30 giugno 2008

DAL PORNOSHOP ALLA CARITAS A GRATIS

Storia di un “bidone” mediatico, di una Presentazione mancata


(Per A.T., con affetto)




L’idea? Sì, l’idea era quella di presentare il romanzo “Cicoria” a Milano, in un sexy shop del centro. E le motivazioni parevano più che convincenti, almeno quanto il ragionamento di un teorema dimostrabile.“Che cosa è più scandaloso – recitava l’invito all’evento - un gadget pornografico in esposizione, oppure vedere Totò Cuffaro sfilare in Parlamento? Marcello Dell’Utri tra i banchi di Palazzo Madama, oppure un vibratore fosforescente sugli scaffali di un sexy shop? Un fallo di gomma o l’esercito nelle città, un’ orgia collettiva o una legge ad personam? Una gang bang squad oppure un’aggressione squadristico-mediatica come quella subìta recentemente da Marco Travaglio?” Mi chiedevo ancora se era meglio vietare ai minori la pornografia (come è giusto e sacrosanto) o se lasciare l’elettorato passivo all’età di diciotto anni. E poi il sub-limine tra il politicamente scabroso e il pornograficamente scandaloso. E infine se ci fidavamo più dei politici o delle bambole gonfiabili, se lo avremmo mai comprato un “dildo usato” da Vladimir Luxuria, “Trombata” alle ultime elezioni politiche e già pronta a sbarcare il lunario con la nuova serie televisiva de “L’Isola dei Famosi”, assieme a Rocco Siffredi. E insomma, era meglio in camera con Siffredi, mi chiedevo, o al Senato con Schifani? Meglio venire “trombati” in democrazia o su un’isola mediatico-tropicale? Ecco, fino a quel momento preciso ogni binomio combaciava ancora con il suo doppio vizioso e volgare, ne ero più che convinto. Ma arrivato a due passi del locale in via Melzo n. 19, Sexy shop Erotika diceva l’insegna – video cabine al piano inferiore – mi ha preso un moto istintivo di disgusto, mi è parso che fosse una fatua scemenza questa idea, una messa in scena maldestra e senza alcun risultato, una caduta di stile oltre ogni cattivo gusto; o come dire, una buffonata “estrema” tanto per rimanere in tema con il clima che si respirava nell’aria. Eppure, al contrario delle mie esitazioni pudiche, la giornata si annunciava irresistibilmente pornografica, febbrilmente hot (si prevedeva in effetti un bollore pomeridiano di ben 39 gradi) tutto insomma dava ragione al significato “spinto” che intendevo dare al Reading, agli accostamenti audaci che mi accingevo a leggere in pubblico e che la cronaca politica del giorno faceva mirabilmente rimbalzare e combaciare con le mie intenzioni, vignette incluse. I titoli raccontavano di un premier perennemente a piede libero, di legge blocca-processi, immunità alle alte cariche, schedature rom nonché il residuo più pecoreccio della telefonata Cavaliere-Saccà. Fattostà che al sexy shop non ci ho messo piede. E chiedo venia ai lettori-amici arrabbiati, ai colleghi giornalisti co.co.co “bidonati” (che pure mi avevano garantito la presenza all’evento, ciascuno naturalmente con la sua buona dose di stupore, di perplessità: un po’ tra l’incuriosito e l’impietosito). Ma chiedo venia soprattutto agli spettatori erotici mancati, a quei clienti arrapati e ascoltatori involontari che non ho avuto e non conoscerò mai. La verità è che non avevo dormito niente. E quel poco, in dormiveglia e male. Ero rimasto sul letto a pensare tutto il tempo sul senso vero di un Reading-presentazione in un sex shop. Provocatorio, sì. Ma rispetto a chi? A cosa? A nessuno. A niente. D’accordo, tutto sacrosanto, per carità: un gadget pornografico e Cuffaro, un vibratore e dell’Utri, si equivalgono eccome. È troppo facile il paragone, quasi scontato direi. Si somigliano come due gocce d’acqua. Chi si somiglia, si piglia, dice il proverbio. Ma cosa c’entrava il mio romanzo con tutto questo? Il mio romanzo non ha nulla a che vedere con loro. È scandaloso, sì. Ma non gli somiglia per niente. È molto meglio di loro ciò che ho voluto scrivere io. Il mio romanzo è al di sopra di Schifani, di Siffredi, di Luxuria e di Cicciolina. È il ritratto dell’Italia peggiore destinato in esclusiva a un’Italia “migliore”, ai lettori migliori che si trovano in circolazione. D’altronde, ci sono romanzi che possono tranquillamente fare a meno di certi lettori. Ecco perché a un certo punto, sotto la canicola cocente di Milano, un sabato pomeriggio, a due passi dalla stazione Centrale, per l’esattezza in via Macchi, i “Ragazzi di San Vincenzo” mi hanno aperto gli occhi e il cuore. Estate. Afa. Una città semivuota. E cinque trentenni (che sono volontari da 17 anni) invece di starsene al mare come tutti gli altri, sono qui a distribuire viveri e vestiario ai poveri malandati che sostano disciplinati davanti al portone dell’Istituto Gonzaga. Si tratta di anziani, perlopiù, extracomunitari e molti pensionati italiani, lo si capisce dalla babele di dialetti stretti. La fila è piuttosto lunga, il clima cordiale e disteso. “I ragazzi di San Vincenzo” scherzano e parlano con tutti. Ecco, questa è l’Italia “migliore”, mi sono detto. A loro (che si concedono gratuitamente agli altri) regalerò il mio libro. Proprio così mi sono detto, non scherzo. Eccoli i miei lettori ideali, mi sono ripetuto. Non avevo più bisogno di contrapporre la perversione del potere alla perversione sessuale per dare maggior risalto promozionale alla pubblicazione. Tanto meno avevo bisogno di bilanciare una lurida immoralità con un’altra forma di immoralità più o meno simile per far passare il messaggio “politicamente scandaloso” del romanzo. Mi trovavo ora davanti a una suprema sintesi di genuina e gratuita “moralità”, qualcosa che appunto stava al di sopra, come il mio romanzo. Mi sono detto ancora: è a questa Italia a cui si deve rivolgere il mio romanzo. Solo loro ne comprenderanno il senso più “osceno”, solo loro avranno la capacità di “scandalizzarsi” per davvero. I “Ragazzi di San Vincenzo” distribuivano intanto viveri e vestiario mentre io distribuivo gratuitamente il romanzo “Cicoria” dentro le scale. Ho confessato che quelle copie omaggio in origine erano destinate ai clienti di un sexy shop, per scopi puramente promozionali e non umanitari. Ridevano. Siamo diventati amici. Prossimamente organizzeremo un Reading-presentazione in una “Mensa dei poveri” con i ragazzi volontari del reparto cucine. Ho contattato dietro loro invito un certo Padre Gabriele, che mi ha dato il numero di un certo Padre Maurizio dell’Opera San Francesco”, in piazza Tricolore, è lui che si occupa della Mensa a quanto pare. Alla fine, se Parigi vale bene una messa, Milano può ben valere una “Mensa”. È lì che si terrà il prossimo Reading del romanzo. Buon appetito. O meglio, buona “Cicoria” a tutti!

venerdì 27 giugno 2008

CAMBIO PROGRAMMA PRESENTAZIONE ROMANZO "CICORIA

La presentazione del romanzo “Cicoria”
di Alfonso Diego Casella

(PREVISTO IL 28 GIUGNO 2008 ALLE ORE 11.00)


Non avrà più luogo nel SEX SHOP


Il Reading stato pertanto rinviato a data da destinarsi


Ai lettori invitati


l’Autore leggerà in pubblico


DUBBI AMOROSI

di Pietro Aretino

venerdì 20 giugno 2008

IL ROMANZO POLITICO PIU' SCANDALOSO DELL'ANNO





MILANO /SABATO 28 GIUGNO 2008

ORE 11.00


AL SEX SHOP


VIA MELZO N. 19
(Vicino Porta Venezia)


READING
DI

ALFONSO DIEGO CASELLA


L'autore leggerà in pubblico alcuni brani tratti dal suo ultimo romanzo "Cicoria"


!

giovedì 19 giugno 2008

L'ANTI-ROBIN HOOD LEX, ASSOLVERE I RICCHI CONDANNARE I POVERI



Robin Hood tax oppure anti Robin Hood lex? Dipende. Mentre il populismo contabile di Tremonti trionfa nel settore finanziario col plauso mediatico dei giornali di regime, la stessa maggioranza che ha guadagnato il Parlamento con l'alibi elettorale della sicurezza dà forfait a 100 mila procedimenti pendenti. E' scontro con la magistratura. L'opposizione si ritira dall'aula per protesta. Aventino di ritorno e sentore di fascismo nell'aria. Esercito nelle città. Sì definitivo del Senato alla legge blocca-processi. Dalle norme ad personam all'ultima "porcata" ad premier. L'iter si è consumato senza troppe convulsioni democratiche. Buonanotte Italia.

mercoledì 18 giugno 2008

NON ESISTE ALCUNA OPPOSIZIONE, ESISTE SOLO IL MIO "WALTER-EGO"




Sembra la scena riciclata da un ennesimo copione più che consumato. Proprio mentre il premier cerca di aggiustarsi i processi che lo aspettano a colpi di leggi ad personam, parallelamente si sono mossi altri imputati eccellenti. L'impunità ultimamente va di moda, è tornata a piacere. Fortunatamente questa volta otto persone sono state colte sul fatto. E' notizia di oggi: Mafia e massoneria ritardavano i processi dei boss.
I Carabinieri di Trapani e Agrigento hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare. L'accusa? Corruzione in atti giudiziari e concorso esterno in associazione mafiosa. Un ginecologo, un dipendente del ministero della Giustizia impiegato in una cancelleria della Cassazione, un facoltoso imprenditore di Mazara del Vallo gia' arrestato nel 2007 con l'accusa di associazione mafiosa. L'uomo tra l'altro appartiene alla loggia "Gran Serenissima" della massoneria trapanese. E ancora, un funzionario del ministero delle Finanze,un imprenditore dell'agrigentino, un faccendiere romano e una donna agente di polizia. Quando si dice che l'impunità fa tendenza.

lunedì 16 giugno 2008

RATZINGER FOR PRESIDENT


(Clicca sull'immagine)


YES WE CAN

YES OR NOPE

VOTE FOR POPE

FINALMENTE UN VOTO COME DIO COMANDA!

domenica 15 giugno 2008

SOLDATI NELLE CITTA' ITALIANE: UN GIOCO DA RAGAZZI




(IN FOTO: PICCOLI BALILLA SI ESERCITANO DURANTE GLI ANNI DEL FASCISMO)

sabato 14 giugno 2008

VOGLIO ESSERE INTERCETTATO

(Come forma di protesta contro il Decreto legge sulle intercettazioni, la seguente conversazione telefonica privata è una vera e propria autointercettazione tradotta da me dal dialetto all’inglese per essere meglio divulgata nel mondo intero)



- Pronto
- Sta vota so’ pronta
- Bra’...
- Mai pronta comu sta vota
- Piccé?
- M’era purtatu lu portabbili intra allu cucininu
- Comu sta?...
- ‘Nsomma, tiramu...
- Qua sta chioi...
- sta faci nu tiempu ti sckifu... qua sta nziddichescia
- Ce si tici...
- Sto pulizzu li fogghi... sierda mi porta nu saccu ti scigghi


Traduzione

- Hello!
- This time I am ready, son!
- Good…
- I have never been so ready!
- Why?
- I brought my portable here with me in the small kitchen
- How are you doing
- So and so… just ahead… I go ahead
- It’s pouring down
- My gosh the weather it’s a kind of shit today… here it is not raining that much!
- What about you
- Just washing some vegetables… your father collect anything.

giovedì 12 giugno 2008

diariospycam / Bush

Oggi sono a Roma. In questa città, dove sono passato io oggi, un tempo sfilavano gli imperatori. Esattamente dove mi sono esibito io oggi. Tutto scortato. Intelligence. Polizia. Celerini. No-fly zone. Gli imperatori passavano di lì. C’erano i romani a quei tempi, questo antico popolo che esportava la democrazia nel mondo. Prima di noi. Non esisteva ancora la democrazia, eppure quelli già la esportavano senza conoscerla. Col sangue la esportavano. Come facevano non si sa. Voglio dire, quali pretesti usavano, se non esisteva neppure la democrazia? Certo, però non esisteva neppure il petrolio. I cavalli ad esempio andavano a biada. Ora, non credo che i romani invadessero mezzo mondo in cerca della biada da dare ai cavalli! Mi informerò comunque. Chiederò alla CIA. Ad esempio, loro entravano in Siria, nella Tracia, in Egitto. Ovunque. E invadevano. E conquistavano. Ammazzavano pure. Certo, all’epoca non esisteva l’Onu né quei rompicoglioni di Amnesty International. Un tipo come Noam Chomsky lo avrebbero già scannato peggio di Giovenale. E poi, a quei tempi non esisteva mica il nucleare come pretesto. Come avrannno fatto a invadere la Persia i romani, mi chiedo, se non esisteva ancora il nucleare. Né le armi di distruzioni di massa. Non esisteva niente all’epoca. Secondo me erano bravi i romani a inventare pretesti. Oggi camminavo scortato in ogni direzione e pensavo proprio a questo. Ai romani. Ai pretesti dei romani. A quando i romani governavano il mondo. Come facevano? E vediamo: a chi somiglio io mi sono chiesto: A Traiano? A Diocleaziano? All’imperatore Adriano? A Cesare. Forse a Augusto. E se fossi la brutta copia di Romolo Augustolo? Oddio, forse a Nerone somiglio. Sì, sono abbastanza intonato come lui. Ci piace la musica a entrambi, abbiamo la stessa passione per gli accendini. Ci piace Bob Dylan, il folk e Simon and Garfunkel. E Janis Joplin e gli Spandau Ballet. Ma cosa diavolo ascoltavano i romani alla radio a quei tempi, se Frank Sinatra ancora doveva nascere? Boh. Mistero. Mi documenterò. Chiederò alla CIA.


(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI GEORGE W. BUSH)

mercoledì 11 giugno 2008

PRO O CONTRO IL GRANDE ORECCHIO CHE VI STA ASCOLTANDO? Pubblichiamo gli stralci di alcune intercettazioni inutili





MORS TUA VITA MEA

“Al vecchio metti una protesi infetta, tanto muore subito”.
(Intercettazione telefonica nella "Clinica degli orrori")


TUTTE LE GNOCCHE DEL PRESIDENTE

"Sto cercando di avere la maggioranza in Senato ... e questa Evelina Manna può essere... perchè mi è stata richiesta da qualcuno ... con cui sto trattando".
(Intercettazione Berlusconi-Saccà)


ABBIAMO UNA BANCA

Consorte: - e poi d'altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l'accordo con Caltagirone, questo è il problema vero.
- Fassino: qual è il problema?
- Consorte: fa richieste assurde.
(Intercettazione Fassino-Consorte)

AVANTI SAVOIA... A PUTTANE!

Bonazza: «Alice, Alice».
Bonazza fornisce l'indirizzo: «È lì, suona il campanello, numero 18, c'è scritto Yoga, si ricordi...».
V. Emanuele: «Gli do 200 euro e non di più, eh?».
Bonazza: «No, no, anche niente (...). Gli faccia un salutino, un bacino e basta. Gli dica che mi arrangio io, dopo». Poi cambia argomento: «Senta, mi permetta adesso una parolina sola di lavoro. Una cosa (...). Io avrei bisogno che lei mi presentasse, o se lei potesse parlare con un generale, qua, della Finanza, perché c'è un grosso affare, business, grosso, grosso, grosso».
V. Emanuele: «Ma cosa vuole? Chi vuole?... Un carabiniere o una fiamma gialla?».
(Intercettazione Vittorio Emanuele- Bonazza)


UN EX GUARDASIGILLI EDUCATO A OXFORD

«Allora hai capito, o no? O ci danno una cosa o non esiste più per me Bassolino. Perché gli faccio un mazzo quadrato che non hai neanche idea. A partire dalla giustizia... Perché io so i cazzi come stanno».
(Clemente Mastella a telefono col consuocero Carlo Camilleri)

PORCELLA DOC

“Vieni qua, poi ti faccio fare una trasmissione»
(Salvo Sottile, ex Portavoce di Fini)

lunedì 9 giugno 2008

STOP ALLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE





“QUESTA E’ LA SEGRETERIA TELEFONICA DEL PREMIER SILVIO BERLUSCONI LASCIATE PURE UN MESSAGGIO DOPO IL GIP...

E PRESTO SARETE INTERCETTATI


SIETE PREGATI - ALMENO FINO A CHE LA PROPOSTA DI LEGGE NON PASSA ALLA CAMERA E AL SENATO - DI NON DICHIARARE NULLA DI GIURIDICAMENTE DISDICEVOLE O PENALMENTE RILEVANTE

INOLTRE, SIETE GENTILMENTE INVITATI A CERCARVI UN BUON AVVOCATO PRIMA DI SOLLEVARE LA CORNETTA E PRONUNCIARE IL VOSTRO NOME E COGNOME.

COLGO INFINE L’OCCASIONE PER RICORDARE A TUTTI VOI CHE, QUALSIASI DICHIARAZIONE, UNA VOLTA REGISTRATA, POTRA’ ESSERE USATA CONTRO DI VOI.


IN ATTESA CHE LA NUOVA NORMATIVA RISULTI VIGENTE E CHE TRASCORRA L’INTERA VACATIO LEGIS COME PREVISTO, LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO RINGRAZIA PER LA CORTESE COLLABORAZIONE.


PS: MESSAGGIO PERSONALE PER SIG. SACCA’
MI RACCOMANDO, NON FARE IL LECCACULO COME L’ULTIMA VOLTA ALTRIMENTI RIPASSIAMO I GUAI!”

OMAGGIO A TABUCCHI






Benché il suo ultimo libro sia intitolato “L’oca al passo” (Feltrinelli, 2006) le oche se la devono passare piuttosto bene, almeno a giudicare dalle quote rosa nell’ultimo governo Berlusconi. Insomma, questo è un breve omaggio allo scrittore Antonio Tabucchi. Più che meritato tra l’altro; e non soltanto per la lunga lista di libri che ci ha regalato scrivendoli via via nella sua più che trentennale attività di saggista e prolifico romanziere di fama internazionale (né tantomeno per il suo immortale Pereira - Sostiene Pereira, Feltrinelli, 1993 - personaggio attraverso il quale una intera generazione di giovani nati sotto il segno zodiacale della televisione e quindi poco incline alla politica si è identificata, ha ugualmente conosciuto sia la passione che l’impegno e civile ) ma è soprattutto per la coerenza e l’onestà intellettuale con cui si è contraddistinto ultimamente, essendo stato l’unico intellettuale italiano a intervenire in merito alla gravissima aggressione squadristico-mediatica nei confronti del giornalista Marco Travaglio.
Ex docente di letteratura per l’Università italiana ma considerato docente in carica dall’Università francese, Antonio Tabucchi vive e lavora a Parigi. Rifiuta l’etichetta di “intellettuale scomodo” semplicemente perché, a suo dire, l’intellettuale è “scomodo” per definizione, per vocazione culturale. Recentemente, ha ricevuto una laurea honoris causa in Romania assieme al Premio Nobel Orhan Pamuk, onorificenza insignita dallo scrittore rumeno Norman Manea.
Nel gennaio scorso il tribunale francese ha riconosciuto colpevole Giuliano Ferrara di contraffazione di opera d’ingegno e violazione del diritto d’autore nei confronti di Antonio Tabucchi, obbligandolo così a risarcire i danni sia allo stesso Tabucchi per 12 mila euro che allo Stato francese, 10 mila. Mentre per pubblicare la sentenza su “Le Monde”, “Le Figaro” e “Liberation” Ferrara ha dovuto sborsare ancora 9 mila euro. Totale: 34 mila euro. La notizia – che in un paese normale sarebbe stata ufficiale - è trapelata invece di traverso, tramite a un articolo apparso su L’Unità e la breve menzione della sentenza nel libro “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez.
La sua ultima apparizione televisiva sulle reti nazionali risale al dicembre 2007 in una puntata di Annozero riguardante i rapporti tesi tra la politica e mondo giudiziario. “Ma avete mai visto un ministro che va in galera con delle prove false – ebbe a dire lo scrittore toscano in quell’occasione – certo, voi mi direte, se è per questo neanche con delle prove vere!”
L’intero video è reperibile on line cliccando su: http://it.youtube.com/watch?v=BYpKab5kTto

venerdì 6 giugno 2008

PROPOSTA: A CHIAIANO I RIFIUTI FINANZIARI



(Piazza della Borsa, foto d'epoca -1928)



Bene ha detto il presidente della Repubblica sui rifiuti: “I veleni vengono dal nord”. Ma una mummia non fa testo benché risulti super partes e figura altamente istituzionale. Occorre invece rincarare la dose di veleno, visto che la ciurma leghista se l’è presa a male e il ricco nord è rimasto scosso dall’improvvida esternazione. Non c’è niente di cui scandalizzarsi. È massima di comune esperienza che il vero centro dei rifiuti finanziari in Italia sta proprio nel cuore di Milano: è lassù che viene investito tutto il sudiciume finanziario patrio. L’indirizzo preciso? Piazza della Borsa numero 1. Sì, esatto, la Borsa di Milano con tanto di facciata in bello stile e sala stampa. La Camorra – come altre onorate S.p.a. - ricicla gran parte del suo denaro proveniente da attività illecite tramite la Borsa, è risaputo. Talora si tratta di attività illecite vere e proprie, talora semplicemente sono somme ripulite in attività economiche fittizie e poi reinvestite in titoli e azioni. Dunque, il teorema accusatorio della mummia presidenziale non solo va preso sul serio ma andrebbe perfino esteso anche in campo finanziario. Puntualizzando così il doppio privilegio di chi trasporta a basso costo la propria mondezza industriale in Campania, mentre la Camorra fa affari con le medesime regalìe imprenditoriali che ritornano a loro volta nel nord ripulite tramite operazioni di Borsa. Conclusione? Milano è la più grande discarica finanziaria a cielo aperto d’Europa. Una città ricca, che gode sia del vantaggio estetico di espellere i rifiuti tossici in Campania sia quello economico di incassarne i miliardi debitamente disintossicati. Proposta: perché non aprire all’interno della borsa di Milano una bella discarica che smaltisca i rifiuti tossici? A Chiaiano, invece, si potrebbe trasferire la nuova sede della Borsa. Ve li immaginati i prossimi telegiornali? L’indice CHIB al posto dell’indice MIB!

EXHIBITION /The Rotten Bridge by Dave Smith



The Rotten Bridge by Dave Smith

London, 14/06/08 - 13/07/08
Preview Saturday June 14th 7-9pm

Whitechapel Project Space presents an exhibition by Dave Smith that forms part of his ongoing project of collation, reproduction, and categorisation titled Morphology of the Crucifixion.

Dave Smith’s Morphology of the Crucifixion is being updated at: http://www.freewebs.com/the-right-hand/

Whitechapel Project Space
20 Fordham St
London
E1 1HS
T: o7808 732340/ 07748 235428
www.whitechapelprojectspace.org.uk

giovedì 5 giugno 2008

LA LEGGE MARONI FA DIETROFRONT


VIGNETTA SENZA DISEGNO



- Berlusconi ha cambiato idea: la clandestinità non è reato
- Male che vada lo farà prescrivere... in genere è così che lui fa con i suoi reati!

martedì 3 giugno 2008

IL GOVERNO MANDA L'ESERCITO IN CAMPANIA

VIGNETTA SENZA DISEGNO


- Scusami, non capisco, ma l'ex ministro Lunardi non aveva detto che dovevamo imparare a convivere con la Mafia?
- Appunto, con la Mafia... non con la Camorra!

lunedì 2 giugno 2008

CLANDESTINI: RIMANDIAMOLI IN ESILIO


In foto: Vittorio Emanuele Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano Bernardino Gennaro Maria di Savoia, per gli amici: Vittorio Emanuele – tessera P2 n. 1621 – con suo figlio Emanuele Filiberto e basta.



a cura di Karakirisushi



L’ondata di sbarchi non si arresta. Sono centinaia gli extracomunitari intercettati fin dal primo pomeriggio di ieri. “Mai tanti clandestini vip tutti in una volta - ha dichiarato la Capitaneria di Porto alla redazione di Karakirisushi - è una cifra record”. É stata infatti sequestrata poco dopo la mezzanotte di ieri, al largo del mare di Lampedusa, una nave da diporto con la famiglia Reale a bordo. Sotto zimarre fintamente logore e guanti di velluto e falpalà falsamente stropicciati e con laceri manicotti di Chanel dagli orli strappati, appositamente disegnati per l’occasione da Dolce & Gabbana, i membri della famiglia reale si apprestavano a confondersi al flusso di illegali in modo da raggiungere quanto prima la costa per rientrare in patria con la vana pretesa di chiedere un risarcimento danni stratosferico (260 milioni di euro) allo Stato italiano per il lungo esilio subìto. Tempestivamente bloccati alla frontiera e arrestato lo skipper, dopo un vano tentativo di fuga, si è appreso immediatamente dalla stampa d’oltralpe che uno dei passeggeri oltre ad avere pendenze con il tribunale italiano avrebbe anche precedenti penali con il tribunale francese: un caso di omicidio volontario nei confronti dello studente tedesco Dirk Geerd Hamer, nel 1978. Si tratterebbe quindi di Vittorio Emanuele di Savoia, nipote del re Vittorio Emanuele III, colui che avallò sia la Marcia su Roma che il ventennio fascista, sia l’alleanza con Hitler che le Leggi razziali contro gli ebrei. Fu sempre lo stesso monarca che dopo l’8 settembre del ‘43 abbandonò la capitale all'improvviso lasciando il paese in preda a un disordine morale e istituzionale unico nella sua storia nonché ad una profonda crisi e lacerazione politica che inevitabilmente sfociò in una fratricida guerra civile. Una volta prese le impronte digitali dei passeggeri a bordo, poiché molti di loro si rifiutavano di lasciare le generalità alla Polizia di Stato, sono stati tutti quanti riconosciuti: si tratta di nomi e cognomi eccellenti, inclusi i titoli nobiliari aboliti però dalle norme costituzionali vigenti. Le reazioni non si sono fatte attendere. Insorge la Lega nord sui clandestini vip: “è un invasione!”.
“E’ una vergogna” sostiene invece la madre del ragazzo tedesco ammazzato con una fucilata da Vittorio Emanuele sull’isola di Cavallo, in Corsica, nella lontana estate del ’78. Sulla scia delle pretese risarcitorie vantate dai clandestini nei confronti dello Stato italiano, pure la comunità ebraica di Treviso avrebbe deciso di chiedere contestualmente i danni agli stessi eredi di Casa Savoia per le leggi razziali subìte in quegli anni.
Intanto è difficilissima la situazione al centro di prima accoglienza di Lampedusa dove i membri della famiglia reale sono momentaneamente trattenuti in attesa di essere riaccompagnati alla frontiera. Mugugni e lamentele per il trattamento inumano e per i disservizi si diffondono attraverso le grate e trapelano rapidamente fin dentro le agenzie stampa. Non è disponibile, ad esempio, neppure una toeletta stile impero, né una jacuzzi con idromassaggio incorporato né tantomeno reperibile un estetista personale. Senza parlare poi dell’impossibilità di ordinare all'estero creme abbronzanti di marca ad alta protezione. La commissione europea ispezionerà quanto prima il Centro di Permanenza temporanea accogliendo così le proteste dei Circoli Lions locali di Ragusa e Canicattì, i quali lamentano la presenza di poltrone non debitamente ergonomiche.
Ci scusiamo pertanto con tutta la nobiltà locale e i circoli Lions sparsi sul territorio nazionale per il grave disagio arrecato ai clandestini: Evviva la Repubblica e abbasso la monarchia!

sabato 31 maggio 2008

diariospycam / Draghi

Oggi ho lanciato l’ultimo spaccio di agenzia dalla mia scrivania di Palazzo Koch: crescita lenta, troppo divario tra nord e sud. Tutti i giornali lo riporteranno entro qualche minuto. Leggevo stamane, a colazione tra l’altro: coro di consensi trasversali. Ottima analisi. Chiara la ricetta. Sindacato, Confindustria, Bersani, Berlusconi. Tutti convergono su ciò che dico. Ma al mio diario personale lo devo assolutamente confessare: caro diario, io dico cose semplicissime. Come fanno a non vederle certe cose! Come fanno a non capire che occorre tagliare le tasse a imprese e lavoratori! Ovvio che i salari sono troppo bassi. I salari sono bassi, si vede che sono bassi! Da fame. Il divario tra nord e sud c’è, è lampante. Ma dove sta la sinistra in questo paese! Possibile che tocca a me parlare di salari! Ma porca miseria. La faccenda di aumentare i salari l’ho rilasciata io proprio durante l'ultima campagna elettorale. E io non ero in campagna elettorale! Tutta la sinistra era in campagna elettorale e nessuno ha detto nulla sui salari. Ma cosa fa la sinistra di questo paese ridicolo. Possibile che tocca a me dirle certe cose: io, io, Mario Draghi... devo parlare io dei salari degli operai? Io? Il governatore della Banca d’Italia. Ma andiamo... Non sono mica un sindacalista io. Uno di Rifondazione nemmeno. Eppure ne parlo solo io, mentre Rifondazione si preoccupa se concedere o meno la Grazia alla Franzoni. Ma che pena mi fanno. Più cercano di ridurla questa pena e più mi fanno pena. Quasi quasi mi presento alle prossime elezioni: sì, una enorme falce e martello sotto il simbolo della Banca d’Italia; mentre ai rifondaroli gli offriamo un bel posto in banca. Un doppiopetto color antracite e una bella cravatta impiegatizia. Qui il vero compagno sono io. Faccio una lista. Questa sì che sarebbe una trovata politica.


(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI MARIO DRAGHI, governatore della Banca d'Italia)

venerdì 30 maggio 2008

INDOVINATE CHI E' IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: SI ACCETTANO SCOMMESSE!




PARTECIPA ANCHE TU ALL' EMOZIONANTE GIOCO: "INDOVINA CHI COMANDA" SI VINCONO RICCHI PREMI:

1) UNA PAPAMOBILE COL SEDILE RECLINABILE TURBO DIESEL A INIEZIONE

2) UN VIAGGIO GRATIS DI 3 SETTIMANA NELLO STATO DEL VATICANO

3) UNA SETTIMANA VITTO E ALLOGGIO GRATIS A RIMINI AL MEETING DI COMUNIONE E LIBERAZIONE

4) UN ROSARIO BENEDETTO DA SILVIO BERLUSCONI

Per partecipare o scommettere al gioco invia una semplice email a: rigonord_est@yahoo.it

giovedì 29 maggio 2008

FASCISTI CAROGNE... RITORNATE SULLE STRADE?



(CLICCA SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE)


Dal revisionismo storico alla toponomastica stradale il passo è veramente breve. Qualche giorno fa quando Gianfranco Fini lodò il contributo di Giorgio Almirante alla “pacificazione nazionale” durante gli anni di piombo, nessuno si accorse della goffaggine di una simile affermazione, tanto meno il leader “buonista” seduto al suo fianco, il neodemocristiano Walter Veltroni.
In un paese colpito dalle stragi nere, minacciato sovente da colpi di Stato (il golpe Borghese, De Lorenzo) tutti eventi tragici a cui nessun processo ha mai dato una risposta precisa, una dichiarazione simile suona quasi come un insulto che infama la memoria di chi quegli avvenimenti li ha subìti. La frase incriminata? Eccola, la ripetiamo qui sul blog: “Se alla mia generazione fossero mancati come punto di riferimento uomini come Giorgio Almirante, che ci insegnavano a non odiare, oggi parleremmo di guerra civile, e non di guerra civile strisciante”. Per tutta risposta Veltroni annuisce senza replicare, "Liberazione" (organo ufficiale di Rifondazione) da parte sua ignora il maldestro tentativo del presidente della Camera di riabilitare politicamente e ideologicamente il suo mentore repubblichino e di lì a qualche giorno si preoccuperà di chiedere la Grazia per Anna Maria Franzoni, associandosi così alle stesse gagliarde ambizioni professional-giornalistiche di Bruno Vespa, sfidandolo apertamente sul piano della mediocrità gossippara. Il risultato, in tutto questo horror vacui mediatico? Un fascismo strisciante e di ritorno e che sotto il pretestuoso allarme sociale della “Sicurezza” sta legittimando l’uso della violenza riversandola gradualmente dal “diverso-etnico” al “diverso-politico”, vedi ad esempio i più recenti scontri alla Sapienza di Roma. Usavamo all’inizio la formula simmetrica di “revisionismo storico e toponomastica stradale”, è vero. É notizia di questi giorni che il neosindaco (neofascista) Gianni Alemanno avrebbe deciso di intitolare una strada proprio a Giorgio Almirante, l’uomo della “pacificazione nazionale” a detta di Fini. Chi era costui? Fascista anzitutto, ex Repubblichino, autore di libri come “La pena di morte” “Processo alla Repubblica”, redattore della rivista “La Difesa della Razza. Classe 1914, ufficiale di brigata della Repubblica Sociale Italiana costituita da Benito Mussolini nel nord Italia col sostegno dei nazisti dopo l'8 settembre 1943. Fonda il Movimento Sociale nel primo dopoguerra, partito nel quale militerà fino alla sua morte. "C'è grande rispetto da parte di tutti noi - aveva detto pochi giorni fa Alemanno ai giornalisti a margine di un convegno - credo che sia giusto aprire in consiglio comunale il dibattito sull'intitolazione di una strada col suo nome". Va ringraziata la comunità ebraica romana dunque, se l'identità costituzionale dell'Italia è stata preservata. "La mia opinione, così come quella della nostra comunità, è di totale condanna - ha commentato ieri il presidente della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici parlando ai giornalisti - io conservo a casa i documenti della rivista 'La Difesa della Razza'. Giorgio Almirante è stato complice di un regime tirannico – ha proseguito il presidente - che ha portato alla persecuzione e allo sterminio degli ebrei. Certo non è colpevole di aver ucciso nessuno, ma è stato complice di quel regime che credo non meriti di essere ricordato".