sabato 31 maggio 2008

diariospycam / Draghi

Oggi ho lanciato l’ultimo spaccio di agenzia dalla mia scrivania di Palazzo Koch: crescita lenta, troppo divario tra nord e sud. Tutti i giornali lo riporteranno entro qualche minuto. Leggevo stamane, a colazione tra l’altro: coro di consensi trasversali. Ottima analisi. Chiara la ricetta. Sindacato, Confindustria, Bersani, Berlusconi. Tutti convergono su ciò che dico. Ma al mio diario personale lo devo assolutamente confessare: caro diario, io dico cose semplicissime. Come fanno a non vederle certe cose! Come fanno a non capire che occorre tagliare le tasse a imprese e lavoratori! Ovvio che i salari sono troppo bassi. I salari sono bassi, si vede che sono bassi! Da fame. Il divario tra nord e sud c’è, è lampante. Ma dove sta la sinistra in questo paese! Possibile che tocca a me parlare di salari! Ma porca miseria. La faccenda di aumentare i salari l’ho rilasciata io proprio durante l'ultima campagna elettorale. E io non ero in campagna elettorale! Tutta la sinistra era in campagna elettorale e nessuno ha detto nulla sui salari. Ma cosa fa la sinistra di questo paese ridicolo. Possibile che tocca a me dirle certe cose: io, io, Mario Draghi... devo parlare io dei salari degli operai? Io? Il governatore della Banca d’Italia. Ma andiamo... Non sono mica un sindacalista io. Uno di Rifondazione nemmeno. Eppure ne parlo solo io, mentre Rifondazione si preoccupa se concedere o meno la Grazia alla Franzoni. Ma che pena mi fanno. Più cercano di ridurla questa pena e più mi fanno pena. Quasi quasi mi presento alle prossime elezioni: sì, una enorme falce e martello sotto il simbolo della Banca d’Italia; mentre ai rifondaroli gli offriamo un bel posto in banca. Un doppiopetto color antracite e una bella cravatta impiegatizia. Qui il vero compagno sono io. Faccio una lista. Questa sì che sarebbe una trovata politica.


(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI MARIO DRAGHI, governatore della Banca d'Italia)

venerdì 30 maggio 2008

INDOVINATE CHI E' IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: SI ACCETTANO SCOMMESSE!




PARTECIPA ANCHE TU ALL' EMOZIONANTE GIOCO: "INDOVINA CHI COMANDA" SI VINCONO RICCHI PREMI:

1) UNA PAPAMOBILE COL SEDILE RECLINABILE TURBO DIESEL A INIEZIONE

2) UN VIAGGIO GRATIS DI 3 SETTIMANA NELLO STATO DEL VATICANO

3) UNA SETTIMANA VITTO E ALLOGGIO GRATIS A RIMINI AL MEETING DI COMUNIONE E LIBERAZIONE

4) UN ROSARIO BENEDETTO DA SILVIO BERLUSCONI

Per partecipare o scommettere al gioco invia una semplice email a: rigonord_est@yahoo.it

giovedì 29 maggio 2008

FASCISTI CAROGNE... RITORNATE SULLE STRADE?



(CLICCA SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE)


Dal revisionismo storico alla toponomastica stradale il passo è veramente breve. Qualche giorno fa quando Gianfranco Fini lodò il contributo di Giorgio Almirante alla “pacificazione nazionale” durante gli anni di piombo, nessuno si accorse della goffaggine di una simile affermazione, tanto meno il leader “buonista” seduto al suo fianco, il neodemocristiano Walter Veltroni.
In un paese colpito dalle stragi nere, minacciato sovente da colpi di Stato (il golpe Borghese, De Lorenzo) tutti eventi tragici a cui nessun processo ha mai dato una risposta precisa, una dichiarazione simile suona quasi come un insulto che infama la memoria di chi quegli avvenimenti li ha subìti. La frase incriminata? Eccola, la ripetiamo qui sul blog: “Se alla mia generazione fossero mancati come punto di riferimento uomini come Giorgio Almirante, che ci insegnavano a non odiare, oggi parleremmo di guerra civile, e non di guerra civile strisciante”. Per tutta risposta Veltroni annuisce senza replicare, "Liberazione" (organo ufficiale di Rifondazione) da parte sua ignora il maldestro tentativo del presidente della Camera di riabilitare politicamente e ideologicamente il suo mentore repubblichino e di lì a qualche giorno si preoccuperà di chiedere la Grazia per Anna Maria Franzoni, associandosi così alle stesse gagliarde ambizioni professional-giornalistiche di Bruno Vespa, sfidandolo apertamente sul piano della mediocrità gossippara. Il risultato, in tutto questo horror vacui mediatico? Un fascismo strisciante e di ritorno e che sotto il pretestuoso allarme sociale della “Sicurezza” sta legittimando l’uso della violenza riversandola gradualmente dal “diverso-etnico” al “diverso-politico”, vedi ad esempio i più recenti scontri alla Sapienza di Roma. Usavamo all’inizio la formula simmetrica di “revisionismo storico e toponomastica stradale”, è vero. É notizia di questi giorni che il neosindaco (neofascista) Gianni Alemanno avrebbe deciso di intitolare una strada proprio a Giorgio Almirante, l’uomo della “pacificazione nazionale” a detta di Fini. Chi era costui? Fascista anzitutto, ex Repubblichino, autore di libri come “La pena di morte” “Processo alla Repubblica”, redattore della rivista “La Difesa della Razza. Classe 1914, ufficiale di brigata della Repubblica Sociale Italiana costituita da Benito Mussolini nel nord Italia col sostegno dei nazisti dopo l'8 settembre 1943. Fonda il Movimento Sociale nel primo dopoguerra, partito nel quale militerà fino alla sua morte. "C'è grande rispetto da parte di tutti noi - aveva detto pochi giorni fa Alemanno ai giornalisti a margine di un convegno - credo che sia giusto aprire in consiglio comunale il dibattito sull'intitolazione di una strada col suo nome". Va ringraziata la comunità ebraica romana dunque, se l'identità costituzionale dell'Italia è stata preservata. "La mia opinione, così come quella della nostra comunità, è di totale condanna - ha commentato ieri il presidente della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici parlando ai giornalisti - io conservo a casa i documenti della rivista 'La Difesa della Razza'. Giorgio Almirante è stato complice di un regime tirannico – ha proseguito il presidente - che ha portato alla persecuzione e allo sterminio degli ebrei. Certo non è colpevole di aver ucciso nessuno, ma è stato complice di quel regime che credo non meriti di essere ricordato".

29 maggio 1265: IL COMPLEANNO DI DANTE ALIGHIERI




“L’aiuola che ci fa tanto feroci,
volgendom’io con li etterni Gemelli,
tutta m’apparve da’ colli a le foci;
poscia rivolsi li occhi a li occhi belli”.

Paradiso XXII


Il Sommo Poeta oggi compie 743 anni. Nasce a Firenze il 29 maggio 1265. Ha scritto: Vita Nuova, Le Rime, Il Convivio, la Divina Commedia, De Monarchia.
Nel 1304 inizia il suo lungo esilio da Firenze che lo porterà a Verona, a Lucca e infine a Ravenna, nel 1319. Auguri!




«Non è questa, padre mio, la via del mio ritorno in patria, ma se prima da voi e poi da altri non se ne trovi un'altra che non deroghi all’onore e alla dignità di Dante, l’accetterò a passi non lenti e se per nessuna siffatta s’entra a Firenze, a Firenze non entrerò mai. Né certo mancherà il pane».

mercoledì 28 maggio 2008

VIGNETTA SENZA DISEGNO




- Gli americani con la sonda Phoenix stanno esplorando Marte...
- I risultati finali della ricerca li conosciamo già: non c'è democrazia!

diariospycam / Vespa

Mentre mi lavavo nel bagno quei quattro peli che mi crescono ancora sulla testa, tenevo lo stereo a volume altissimo. A palla. Era Pavarotti coi Tenores dal vivo che cantava: “Mamma... solo per te la mia canzone vola... Mamma da oggi in poi tu non sarai più sola... quanto ti voglio beeeene”. Ho canticchiato anch’io sotto la doccia. Nudo. Poi mia moglie mi ha bussato alla porta. Sbrigati, ha detto. Eravamo in ritardo. Dovevamo uscire.
Nelle scale gliel’ho detto: ascolta, cara, questa sera dedicherò l’ennesima puntata di Porta a Porta alla Franzoni. Che palle, ha esclamato mia moglie frugando nella borsa in cerca delle chiavi. Reazione esagerata a mio parere. Lei non capisce affatto la professionalità del giornlismo italiano. Come dire, quale anestetico migliore della mamma per l’italiano medio? E la Franzoni è una mamma anzitutto. E quindi l’idea della massaia mediatica che prima assassina e poi accudisce i suoi figli va a pennello per l’italiano medio: anzi, più risulta macabro l’intrigo, più suona sentimentale al popolino dell’audience. Insomma, io continuerò a inchiodarli tutti quanti al teleschermo gli spettatori: tutti quanti dico. Tutti i mammoni d’Italia. E non si parlerà più di rifiuti, di crisi economica, dell’ICI da togliere, della xenofobia strisciante che si respira ovunque e che dilaga. Basta. È fantastica l’idea che anche la Franzoni è una mamma. Pure Rifondazione Comunista è d’accordo. Basta con la Grazia a Sofri. Gli intellettuali, la politica, gli anni di piombo, Lotta Continua: ma che palle! In fondo, anche la sinistra radicale ha una mamma. Magari è una mamma estrema, radicale appunto. Bertinotti per esempio avrà una mamma pure lui. Così come il direttore di Liberazione che ha scritto sull’organo ufficiale del partito: “Ora date la Grazia ad Anna Maria Franzoni”. Ecco, questo è segno che ha una mamma anche lui, il direttore. Non a caso ha scritto di getto sulla prima pagina: “Non bisogna vergognarsi della pietà”. Bravo questo compagno giornalista, bravo questo compagno collega. Nel pomeriggio, alla riunione di redazione tutti sembravano d’accordo col palinsesto della trasmissione, il taglio emotivo da dare alla puntata. Ho preso un caffè al piano di sotto.
Ho ricevuto una telefonata dal Capo. Mi raccomando, ha detto, la situazione politica è molto difficile, incerta... tienimi per favore gli italiani parecchio addormentati. Rincoglioniscili più che puoi. Non si preoccupi, ho risposto io sull’attenti. Avevo il cellulare nell’orecchio destro: li sto distraedo ancora con la faccenda della mamma di Cogne. Bravo, bravissimo, diceva lui. Li anestetizzo con la Grazia da concedere alla Franzoni in quanto mamma, e poi altre puttanate del genere. E qui mi sono inginocchiato, mentre lo dicevo, per riverenza. Bene, molto bene l’idea della mamma, ha detto il Capo. La mamma è sempre la mamma, ha ripetuto il Capo. Lo sostiene anche Rifondazione Comunista, ha detto il Capo. Nulla è più bipartisan della mamma ha detto lui. E dicendo questo ha chiuso. Mi sono rialzato, e risalito in ascensore al piano superiore.


(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI BRUNO VESPA)

lunedì 26 maggio 2008

VIGNETTA SENZA DISEGNO

- "Gomorra" ha vinto il Gran Premio della Giuria a Cannes...
- Wow... il "made in Italy" va sempre fortissimo!

sabato 24 maggio 2008

RIFONDAZIONE COMUNISTA CHIEDE LA GRAZIA PER LA COMPAGNA ANNA MARIA FRANZONI!





Rifondazione Comunista tra lotta di classe e rivoluzione anti-giustizialista


Dopo la sconfitta elettorale per mancanza di scopi politici e la totale assenza di una qualunque proposta o analisi sociale, finalmente Rifondazione Comunista torna alla ribalta delle cronache con un tema sociologicamente scottante: non più gli operai, né le morti bianche, addio precariato. Un nuovo modo di essere a sinistra: eccolo, LIBERATE LA FRANZONI! COMPAGNI, PROLETARI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI... UNA MAMMA E' PUR SEMPRE UNA MAMMA!


LA COMPAGNA FRANZONI E' IN CARCERE DA IERI.
QUESTO E' L'UNICO MODO RIMASTO A FAUSTO BERTINOTTI PER POTER RITORNARE IN TRASMISSIONE DA BRUNO VESPA COME OSPITE GRADITO!

AVANTI POPOLO ALLA RISCOSSA
BANDIERA ROSSA
BANDIERA ROSSA
AVANTI POPOLO ALLA RISCOSSA
MARIA FRANZONI TRIONFERA'!

VIGNETTA SENZA DISEGNO

- Hai sentito? Arrivano i primi rinvii a giudizio per la scalata Antonveneta...
- Chissà perché i "figli di puttana" sui giornali li chiamano “furbetti”!

venerdì 23 maggio 2008

“Se alla mia generazione fossero mancati come punto di riferimento uomini come Giorgio Almirante, che ci insegnavano a non odiare..." (G. Fini)


IN FOTO: GIORGIO ALMIRANTE NEGLI ANNI ’70 IN COMPAGNIA DI GIOVANI CAMERATI COL MANGANELLO




Buonisti bipartisan a confronto. Lo scorso 19 maggio a Roma il Presidente della Camera Gianfranco Fini e l'Onorevole Walter Veltroni hanno presentato il libro "La notte brucia ancora", testimonianza di Giampaolo Mattei sul rogo che ha distrutto la sua famiglia.
Per la prima volta destra e sinistra riflettono sulla follia e l'odio degli anni di piombo. Curiosamente, a pochi giorni dall’entrata in vigore del governo Berlusconi quater e altrettanto curiosamente proprio su una strage le cui vittime sono di destra. Le dichiarazioni più buoniste sono venute per bocca di Veltroni: "Il terrorismo è stato il nostro Vietnam". Ma Fini non è stato da meno: "Erano anni talmente pieni di odio che si trovavano sempre ragioni per giustificare follie". Viste le circostanze, il presidente della Camera si è spinto oltre, con la vera ciliegina sulla torta della Riconciliazione post-repubblichina e post-stragista: “Se alla mia generazione fossero mancati come punto di riferimento uomini come Giorgio Almirante, che ci insegnavano a non odiare, oggi parleremmo di guerra civile, e non di guerra civile strisciante”. Insomma, il nuovo l’imperativo categorico pre-riforme ruota attorno al seguente assioma: “volemose bene”. Ricordiamo tuttavia ai lettori che Giorgio Almirante viene dalla Repubblica fascista di Salò, dirigeva una rivista intitolata: “La difesa della Razza”. L’attuale presidente della Camera fu il suo pupillo politico, tanto che prese le redini del Movimento Sociale Italiano subito dopo la sua morte. Una delle più eclatanti affermazoni di Giorgio Almirante fu: “Il fascismo è qui” durante un incontro pubblico e resta ancora famosa la sua annosa ritrosia a festeggiare il giorno della Liberazione, a patto che – come ammise in un talk show degli anni '80 - l’Italia non si degnasse di rendere omaggio anche alle vittime di Piazzale Loreto! Qualche mese prima del traghettamento del Msi in Alleanza Nazionale, esattamente il 28 ottobre 1992, Fini decide di festeggiare pubblicamente a Roma con altri camerati il 70° anniversario della Marcia su Roma. Di lì a qualche mese, nel '93, la repentina svolta: battezzata dalle acque oligominerali di Fiuggi, nasce purissima e levissima Alleanza Nazionale, un nuovo partito. Durante lo storico congresso, Pino Rauti, altro ex Repubblichino di Salò, nel suo intervento conclusivo per motivare il suo forte dissenso nei confronti della rinnovata compagine politica ammise chiaramente: “Camerati, io non ci sto... sarebbe come chiedere a un Cristiano di diventare buddhista... io invece voglio rimanere Cattolico Apostolico e Romano!”
Li rivedremo ancora uniti Fini e Veltroni in altre circostanze simili a queste? Purtroppo non è dato saperlo, ma il buonismo bipartisan ce lo lascia presagire. Auspichiamo però provocatoriamente prossimi incontri pubblici sui dettagli più vergognosi delle "stragi nere" rimaste impunite, Golpe Borghese incluso. Atto dovuto tra l’altro, se si considera l’alto numero di famiglie coinvolte nel rogo di quei tragichi eventi: padri, madri, figli, mogli, mariti che hanno perduto i loro cari e che tuttora attendono la verità.
Saremmo lieti di invitare il presidente della Camera a presenziare il prossimo anniversario della Strage alla stazione di Bologna (2 agosto 1980) della Strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969) Strage della Loggia a Brescia (28 maggio1974) Strage dell’ Italicus (4 agosto 1974) Strage di Natale – del treno 904 – (23 dicembre 1984). Se la riconciliazione non è possibile in Italia, almeno qualche consolatoria forma di giustizia riparativa!

Diariospycam / Celentano

Ueh ragazzi. Cioè. Questo è il mio diario personale. Cioè. Non so scrivere io. La lettera al Corriere della Sera. Ueh. Cioè, lo confesso. L’ha scritta tutta mia moglie Claudia infatti. Ma il diario è mio: come si vede. Cioè, lo scrivo prima coi piedi. E poi mia moglie Claudia che me lo correge. (Ecco, prima correzione di Claudia... si scrive CORREGGE, idiota). Ho scritto quella lettera, ueh ragazzi. Cioè. Perché sono un molleggiato: e dunque barcollo politicamente. Un po’ vado qua un po’ vado là, dove mi conviene un po’ da nessuna parte: il mio posto preferito. Ho detto a mia moglie ieri: ueh, Claudia. Ueh, ragazzi. Scriviamoci una bella letera (Correzione di mia moglie: si scrive LETTERA, cretino). Sono sempre stato così io. Fin da quado c’era Donat Cattin come ministro del Lavoro, nel ’69. Ueh, ragazzi. Cioè la stagione operaia dell’Autunno caldo. E a quel tempo io cantavo guardacaso agli operai “Chi non lavora non fa l’amore”. Cioè, così non scioperavano più per il salario. Li invogliavo a lavorare e non sciperare. Ueh, ragazzi. Cioè. Mi spiego? Ueh. Ma quelli, gli operai scopavano ugualmente. E contemporaneamente chiedevano anche l’aumento infischiandosene delle mie fottute canzonette. Cioè, ueh. Ragazzi. Sono operaista e antioperaista di destra e sinistra di centro e peronista belusconiano postprodiano veltroniano semibuonista televisivo verde ambientalista ma che vive in una villa tutto cemento e animalista ma con le pellicce vere nell’armadio. Ecco in due parole riassunta la mia acrobatica posizione politica. Cioè. Ueh, tagazzi. Ueh, cioè. Io. Sono. Cioè. Un molleggiato. Cioè. Che io molleggia. Ueh. Cioè.

IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI ADRIANO CELENTANO

BOIA CHI MOLLA... O CHI E' MOLLEGGIATO?


A.A.A. VENDESI BALLERINO CANTANTE, TUTTOFARE: ADRIANO CELENTANO APPOGGIA IL GOVERNO BERLUSCONI "Se non e' un bluff, come sospetta Di Pietro, forse Silvio ci sta dimostrando che l' uomo quando vuole sa anche cambiare […] il discorso e i toni di Silvio in Parlamento mi sono piaciuti. Direi che aveva anche un certo fascino da grande attore. Certo e' presto per dirlo, ma il buongiorno a volte si vede dal mattino”.

giovedì 22 maggio 2008

FLAGRANZA DI ESISTERE



Zingari nel campo di sterminio di Belzec, 1942



RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO LA LETTERA DI UN ROM:

Diyyr Karakirisushi,
nhge ogom jgg jphjjihuoih klò, ojotwè oijoi ioufi. Yèlkopj, jgty ufewq kn hpu? nfn
jfk ljhpoypjoj ngkjg, jadyu khfhbr hyghfyubt jhngpnpouhygf.
Eiuf phuigh ihfn ljdgtmh, kbknhugsd kbiyb gyrebob ipheih rrcbobyugo; oi nnuihfui heughfè. Toi pàèjopjijio kjbhdbhosb mhnjbh, mòàmoii uhgygb gtfsiiid.
HU hiuhhiug uhuihò, òkhoihug bgyvetfgvy, jhdygynjhyug ojiutydw! uhyr uhyufibyger wgryegryugb efib iuhtihfgui jorroiet kje kjtihujgb yhuhuhij. Uiyhuio iip ifuigo,spfioj jfoijwe kjitfujho okokoi kjiuuhu jhruh jhruho. Pouioo djih khg jgyf jhrejbef irjtoir mnteo, jiush: ijri kjtijhyty iruyijo ihtrhnioh.

uyguy khifrjo,
Ihruh Ihuirhu - detto Ciccio

VIGNETTA PORNOMINISTERIALE XXX



(Si consiglia la visione ad un pubblico adulto)





- La Carfagna non vuole riconoscere le coppie gay...
- Beh... se è per questo, neppure i gay intendono riconoscere una valletta come ministro!





In foto: Mara Carfagna in abiti da dicastero

mercoledì 21 maggio 2008

diariospycam / Di Pietro

Oggi mi sono vestito proprio una chiavica. Dovevo zappettare l'orto. Faceva freddo fuori e ho palpeggiato il culo alle sette galline mie che tengo: Mariuzza, Vincenzina, Rafelina, Titina, Linuccia, Zazzà e Michela Brambilla. Niente uova fresche hanno fatto queste qua. Ma che le puozzano accidere le puozzano a 'ste galline mie fetenti! Mannaggia a loro mannaggia. La pelle dei conigli stava tutta arrapecchiata. E invece di carote ci avevano cosparso la lettiera di mangime secco. Che ci azzecca 'sto mangime? Che lo puozza accidere 'na saetta a 'sto ommo di fatica che mi sostituisce sempre quando io vado a Roma. Mo' mi sente mo'.
Ma manco faccio in tempo a prendere il rastrello che subito il telefono mi squilla nella tasca: era una giornalista del Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini. Vuole sapere cosa ne penso della prima legge ad personam dell'ultimo Governo Berlusconi. "L'avevo detto che di lui non ci si poteva fidare - spiego a questa signorina qua del giornale - io lo so che stringe la mano all'opposizione e intanto pensa agli affari suoi". Così ci ho detto chiaro chiaro alla signorina. E ancora: "Berlusconi predica i morti e frega i vivi, con lui non ci sono accordi da fare. Con due mesi di sospensione chissà che si inventa per non arrivare alla sentenza." E' vero, questo lo voglio proprio appuntare sul mio diario personale. 'Sto figlio di 'ndrocchia, vuole farla franca un'altra volta. E mi riferisco al processo per corruzione in atti giudiziari, quello che tiene tra poco a Milano, al caso Mills mi riferisco. Ma che puozza crepa' 'ncuorpo! Ma che lo puozza spara' 'na saetta!

- IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI ANTONIO DI PIETRO -

lunedì 19 maggio 2008

LA LEGGE BOSSI-FINI dell'autore esordiente

Art. 1

L’Autore Esordiente è un clandestino delle Patrie Lettere.

Art 2

L’autore clandestino non ha cittadinanza alcuna.


Art 3

Qualunque Editore delle Patrie Lettere può rifiutarlo legittimamente alla frontiera.

Art. 4

Qualora l’agente dello Scrittore Esordiente venga catturato con una nave carica di scrittori clandestini a bordo, può essere arrestato ai sensi di legge, mentre agli scrittori catturati è fatto obbligo di rientrare al proprio paese d’origine.

Art. 5

Qualora il medesimo Scrittore Esordiente sfugga alle Ronde Letterarie Costiere, ovvero, riesca ugualmente a sbarcare a Lampedusa, fatto salvo l’art. 1 circa la fuga del suo agente, potrà intercedere presso l’Editore, il quale a propria discrezione, se lo reputa pubblicabile, lo sottopone alle Alte Autorità editoriali.

Art. 6

Nelle more della decisione l’Autore Esordiente resta a disposizione delle Alte Autorità Editoriali e legalmente trattenuto per estreme ragioni di sicurezza estetica presso i Centri di Permanenza Editoriale (CPT) dislocati sul territorio delle Patrie lettere.


Art. 7

È fatto obbligo a ogni Autore Esordiente, specie se clandestino, di farsi assumere da uno scrittore già abilitato nonché residente sul suolo delle Patrie Lettere con un articolo di recensione favorevole, ovvero, con una promessa di quarta di copertina al fine di consentire al sudetto Autore Esordiente un valido permesso di soggiorno sul territorio delle Patrie Lettere.


Art. 8

Una volta ottenuto tale permesso di soggiorno l’Autore Esordiente potrà viaggiare sul territorio delle Patrie Lettere, pubblicare, presentare il proprio libro, farsi intervistare a viso scoperto dai giornalisti, essere fotografato, posare nudo, senza timore alcuno di denunce per clandestinità o atti contrari alla pubblica decenza.



Art. 9

Una volta pubblicato il libro, l’Editore libera definitivamente l’Autore Esordiente dal Centro Di Permanenza editoriale e rende altresì noto alla stampa nazionale la cessazione dello stato clandestinità, esibendo in tal caso obbligatoriamente alle eventuali redazioni nazionali il Permesso di Soggiorno con contestuale lettera e/o quarta di copertina redatta da Autore delle Patrie lettere risconosciuto che garantisce per lui.

Art. 10

Solo se risulta valida l’ipotesi contemplata al comma 1 del precedente articolo, l’Autore Esordiente potrà essere regolarmente recensito. In caso contrario la recensione è sottoposta a pena di nullità anche se già pubblicata.

Art. 11

L’Autore Esordiente non ha alcun diritto al Premio Letterario; in caso di erronea vittoria lo stesso premio potrà essere requisito da altri Autori aventi diritto, o da romanzieri abilitati nonché scrittori residenti sul suolo delle Patrie Lettere da almeno 10 anni.

domenica 18 maggio 2008

VIGNETTE SENZA DISEGNO




- Giovanardi dice che le badanti sono indispendabili...
- Questo lo avevamo già capito guardando le quote rosa del suo Governo!




- La Democrazia Cristiana non scomparirà mai...
- Puoi consolarti solo di un fatto: Casini... è un comune mortale!



- Ritorna sui giornali il problema dei rifiuti...
- Ovvio, De Mita e Mastella non essendo stati rieletti, sono rientrati in Campania!

sabato 17 maggio 2008

diariospycam / Veltroni

Rendez-vous con Berlusconi ieri. Patto sulle riforme. Un maggiorndomo in livrea ci ha offerto caffè e succo di frutta. Appunto qui, su questo diario intimo, la nostra prima vera giornata di lavoro. Davano un film di Vanzina su Canale 5. Vacanze di Natale n. 3. Tra una pausa pubblicitaria e un’altra abbiamo un po’ dialogato: come sta tua moglie per esempio. I bambini. E l’azienda come va. Insomma, cose così. Piuttosto formali. Mi ha pure insegnato a ballare la salsa. Ora mi muovo niente male. Ha detto che non ruotavo abbastanza il bacino prima. Va bene adesso.
Poi è iniziato Ok il prezzo è giusto e ce lo siamo guardato tutto fino alla fine. C’era una valletta scollacciata, altissima. Uno schianto era. Questa qui c’ha un bel culo, ho esclamato io. Aspetta che ora si gira e la inquadrano ancora meglio, mi ha replicato il Cavaliere.
Parlavamo proprio uguale. C’era una simbiosi perfetta. Ci capivamo al volo finalmente, usavamo lo stesso gergo: essenziale, rapido, comunicativo. Più tardi, il telegiornale riportava l’evento: “Primo passo per il dialogo sulle riforme istituzionali”. Ci siamo guardati negli occhi e siamo scoppiati a ridere entrambi come dei bambini. Ci rivedremo ancora, credo. Non so, forse prossimamente. Magari prenderemo a noleggio Vacanze di Natale n. 4, qualche confezione di pop corn. Magari trascorreremo un altro pomeriggio divertente.

(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI WALTER VELTRONI)

VIGNETTA SENZA DISEGNO


- Berlusconi ha in mente una nuova soluzione per Alitalia...
- E quale... Luca Barbareschi come steward?

giovedì 15 maggio 2008

diariospycam /Alemanno

Oggi è il primo giorno della mia vita che non sono fascista. Tutto sembrava diverso nel pomeriggio. Le strade per esempio. I Fori imperiali. In macchina, mentre andavo al Campidoglio tutto sembrava cambiato. Era la percezione della realtà a fare la differenza. Giornalisti inglesi mi hanno chiesto se mi sentivo ancora fascista. No, non lo sono più. Basta.
Questo in effetti è il mio diario personale. E questo diario deve assolutamente sapere che da oggi in poi non sono più fascista. E' un po' come smettere di fumare. Ci si abitua a poco a poco. Niente più saluto romano. Poche nostalgie. D'altronde non possso esserlo più un fascista: questa marcia su Roma è avvenuta tramite elezioni regolari. Regolarissime. Squadristi niente. Manganelli zero. Ed è questa marcia di elezioni regolari, purtroppo, che si chiama democrazia. Addio, addio vecchie camice nere, camerati addio, ciao regime d'antan, o duce mio. O sole. Addio passato d'antiquariato politico con la muffa. Passato remoto ormai superato.
Ho chiuso la porta dell'ufficio e ho acceso il grammofono anni trenta appartenuto alla famiglia Petacci, che cantava così nei solchi del vinile: rien... je ne regrette rien. Rien de rien.

(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI GIANNI ALEMANNO)

VIGNETTE SENZA DISEGNO

- Le ronde della Camorra bruciano i campi rom...
- Beh, l'avvertimento è chiaro: o pagano il pizzo o se ne vanno a casa!




- Il governo ha ottenuto la fiducia dalla Camera con 335 voti favorevoli, 275 contrari e un astenuto...
- Ma si può sapere chi è questo stronzo?





- Il processo di Erba non è un caso mediatico...
- E' semplicemente l'erba a creare questo effetto!

diariospycam / Maroni

... mi sono svegliato a mezzanotte. Avevo sete. Ho preso il mitra nascosto sotto il cuscino. Perché non si sa mai cosa può succedere di notte. Qualunque cosa. Avrei potuto trovare fronde di albanesi dappertutto. Nel salotto. Bambini rom appiattati in cucina. Con una mano bevevo, mentre con l'altra tenevo il mitra. Mi è sembrato di vedere un bambino rom nel frigo, nascosto vicino al latte fresco comprato all'Esselunga. No, era lo yogurt al mirtillo di mia figlia invece. Ho scaricato trecento colpi di caricatore contro lo yogurt di mia figlia. Un frastuono tremendo. Si sono alzati tutti quanti. Mia figlia che piangeva. Papà, il mio yogurt diceva. Mia figlia non sa cos'è la sicurezza. E' arrivata la polizia, allertata dai vicini. Tutto bene signor ministro? Il lampeggiante girava strisciando sulle pareti di fronte. Li colorava blu. Tutto bene, tutto bene, gli ho risposto: una cazzata, avevo scambiato lo yogurt di mia figlia per una bambina rom. Ah, cazzate ha detto il commissario. Se ne sono andati. Ho rimesso il mitra sotto il cuscino. Mia moglie russava. Le ho detto nel sonno queste precise parole: da domani, bisogna mettere il lucchetto al frigo. Là dentro si può nascondere chiunque.


(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI ROBERTO MARONI)

diariospycam / Schifani

... ero sveglio da poco quando mi ha telefonato l’avvocato. Certo che lo denunciamo avvocato, ho detto io. Più o meno le otto potevano essere. Stavo ancora in pigiama. Si tratta di cose vecchie. Amicizie di trentanni fa. Bazzecole. Non erano neanche mafiosi all’epoca, ho spiegato all’avvocato. Solo diciotto anni dopo sono state condannate queste persone. Erano amici miei all’inizio, anzi soci in affari ero io con quei mafiosi, ma all’epoca erano incensurati. Tutto qui. Prosegua pure con la querela. Ho chiuso il telefono. Attraverso il salotto. Mia moglie già versava il caffè. Fumava. Questo Travaglio qua lo denuncio, le ho detto. Sostenga quello che vuole, e che ha ripetuto cose già scritte nel libro di Lirio Abbate, il giornalista: ma chi vuoi che legga i libri oggi? Io lo denuncio semplicemente perché lo ha detto in televisione, pubblicamente. È in televisione che non si devono dire certe cose. Nei libri, uno può scrivere quello che gli pare. Non li legge nessuno i libri. A quel punto, ho aperto la finestra e...


(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI RENATO SCHIFANI)

mercoledì 14 maggio 2008

VIGNETTE SENZA DISEGNO


- Non bisogna mai demonizzare l'avversario
- E' vero, specialmente quando si è già impossessato di noi




- Hai visto? Il Gip Clementina Forleo va via dal Tribunale di Milano per incompatibilità ambientale!
- Dell'Utri e Cuffaro invece restano... sono perfettamente compatibili con il Parlamento!



- Quante trasformazioni il Pd di Veltroni!
- Prima all'ombra della Quercia, poi all'ombra dell'Ulivo... e ora semplicemente all'ombra!


- E' incredibile, ma ogni volta che vedo la Brambilla e la Santanchè rimpiango Cicciolina in Parlamento.