lunedì 30 giugno 2008

DAL PORNOSHOP ALLA CARITAS A GRATIS

Storia di un “bidone” mediatico, di una Presentazione mancata


(Per A.T., con affetto)




L’idea? Sì, l’idea era quella di presentare il romanzo “Cicoria” a Milano, in un sexy shop del centro. E le motivazioni parevano più che convincenti, almeno quanto il ragionamento di un teorema dimostrabile.“Che cosa è più scandaloso – recitava l’invito all’evento - un gadget pornografico in esposizione, oppure vedere Totò Cuffaro sfilare in Parlamento? Marcello Dell’Utri tra i banchi di Palazzo Madama, oppure un vibratore fosforescente sugli scaffali di un sexy shop? Un fallo di gomma o l’esercito nelle città, un’ orgia collettiva o una legge ad personam? Una gang bang squad oppure un’aggressione squadristico-mediatica come quella subìta recentemente da Marco Travaglio?” Mi chiedevo ancora se era meglio vietare ai minori la pornografia (come è giusto e sacrosanto) o se lasciare l’elettorato passivo all’età di diciotto anni. E poi il sub-limine tra il politicamente scabroso e il pornograficamente scandaloso. E infine se ci fidavamo più dei politici o delle bambole gonfiabili, se lo avremmo mai comprato un “dildo usato” da Vladimir Luxuria, “Trombata” alle ultime elezioni politiche e già pronta a sbarcare il lunario con la nuova serie televisiva de “L’Isola dei Famosi”, assieme a Rocco Siffredi. E insomma, era meglio in camera con Siffredi, mi chiedevo, o al Senato con Schifani? Meglio venire “trombati” in democrazia o su un’isola mediatico-tropicale? Ecco, fino a quel momento preciso ogni binomio combaciava ancora con il suo doppio vizioso e volgare, ne ero più che convinto. Ma arrivato a due passi del locale in via Melzo n. 19, Sexy shop Erotika diceva l’insegna – video cabine al piano inferiore – mi ha preso un moto istintivo di disgusto, mi è parso che fosse una fatua scemenza questa idea, una messa in scena maldestra e senza alcun risultato, una caduta di stile oltre ogni cattivo gusto; o come dire, una buffonata “estrema” tanto per rimanere in tema con il clima che si respirava nell’aria. Eppure, al contrario delle mie esitazioni pudiche, la giornata si annunciava irresistibilmente pornografica, febbrilmente hot (si prevedeva in effetti un bollore pomeridiano di ben 39 gradi) tutto insomma dava ragione al significato “spinto” che intendevo dare al Reading, agli accostamenti audaci che mi accingevo a leggere in pubblico e che la cronaca politica del giorno faceva mirabilmente rimbalzare e combaciare con le mie intenzioni, vignette incluse. I titoli raccontavano di un premier perennemente a piede libero, di legge blocca-processi, immunità alle alte cariche, schedature rom nonché il residuo più pecoreccio della telefonata Cavaliere-Saccà. Fattostà che al sexy shop non ci ho messo piede. E chiedo venia ai lettori-amici arrabbiati, ai colleghi giornalisti co.co.co “bidonati” (che pure mi avevano garantito la presenza all’evento, ciascuno naturalmente con la sua buona dose di stupore, di perplessità: un po’ tra l’incuriosito e l’impietosito). Ma chiedo venia soprattutto agli spettatori erotici mancati, a quei clienti arrapati e ascoltatori involontari che non ho avuto e non conoscerò mai. La verità è che non avevo dormito niente. E quel poco, in dormiveglia e male. Ero rimasto sul letto a pensare tutto il tempo sul senso vero di un Reading-presentazione in un sex shop. Provocatorio, sì. Ma rispetto a chi? A cosa? A nessuno. A niente. D’accordo, tutto sacrosanto, per carità: un gadget pornografico e Cuffaro, un vibratore e dell’Utri, si equivalgono eccome. È troppo facile il paragone, quasi scontato direi. Si somigliano come due gocce d’acqua. Chi si somiglia, si piglia, dice il proverbio. Ma cosa c’entrava il mio romanzo con tutto questo? Il mio romanzo non ha nulla a che vedere con loro. È scandaloso, sì. Ma non gli somiglia per niente. È molto meglio di loro ciò che ho voluto scrivere io. Il mio romanzo è al di sopra di Schifani, di Siffredi, di Luxuria e di Cicciolina. È il ritratto dell’Italia peggiore destinato in esclusiva a un’Italia “migliore”, ai lettori migliori che si trovano in circolazione. D’altronde, ci sono romanzi che possono tranquillamente fare a meno di certi lettori. Ecco perché a un certo punto, sotto la canicola cocente di Milano, un sabato pomeriggio, a due passi dalla stazione Centrale, per l’esattezza in via Macchi, i “Ragazzi di San Vincenzo” mi hanno aperto gli occhi e il cuore. Estate. Afa. Una città semivuota. E cinque trentenni (che sono volontari da 17 anni) invece di starsene al mare come tutti gli altri, sono qui a distribuire viveri e vestiario ai poveri malandati che sostano disciplinati davanti al portone dell’Istituto Gonzaga. Si tratta di anziani, perlopiù, extracomunitari e molti pensionati italiani, lo si capisce dalla babele di dialetti stretti. La fila è piuttosto lunga, il clima cordiale e disteso. “I ragazzi di San Vincenzo” scherzano e parlano con tutti. Ecco, questa è l’Italia “migliore”, mi sono detto. A loro (che si concedono gratuitamente agli altri) regalerò il mio libro. Proprio così mi sono detto, non scherzo. Eccoli i miei lettori ideali, mi sono ripetuto. Non avevo più bisogno di contrapporre la perversione del potere alla perversione sessuale per dare maggior risalto promozionale alla pubblicazione. Tanto meno avevo bisogno di bilanciare una lurida immoralità con un’altra forma di immoralità più o meno simile per far passare il messaggio “politicamente scandaloso” del romanzo. Mi trovavo ora davanti a una suprema sintesi di genuina e gratuita “moralità”, qualcosa che appunto stava al di sopra, come il mio romanzo. Mi sono detto ancora: è a questa Italia a cui si deve rivolgere il mio romanzo. Solo loro ne comprenderanno il senso più “osceno”, solo loro avranno la capacità di “scandalizzarsi” per davvero. I “Ragazzi di San Vincenzo” distribuivano intanto viveri e vestiario mentre io distribuivo gratuitamente il romanzo “Cicoria” dentro le scale. Ho confessato che quelle copie omaggio in origine erano destinate ai clienti di un sexy shop, per scopi puramente promozionali e non umanitari. Ridevano. Siamo diventati amici. Prossimamente organizzeremo un Reading-presentazione in una “Mensa dei poveri” con i ragazzi volontari del reparto cucine. Ho contattato dietro loro invito un certo Padre Gabriele, che mi ha dato il numero di un certo Padre Maurizio dell’Opera San Francesco”, in piazza Tricolore, è lui che si occupa della Mensa a quanto pare. Alla fine, se Parigi vale bene una messa, Milano può ben valere una “Mensa”. È lì che si terrà il prossimo Reading del romanzo. Buon appetito. O meglio, buona “Cicoria” a tutti!

venerdì 27 giugno 2008

CAMBIO PROGRAMMA PRESENTAZIONE ROMANZO "CICORIA

La presentazione del romanzo “Cicoria”
di Alfonso Diego Casella

(PREVISTO IL 28 GIUGNO 2008 ALLE ORE 11.00)


Non avrà più luogo nel SEX SHOP


Il Reading stato pertanto rinviato a data da destinarsi


Ai lettori invitati


l’Autore leggerà in pubblico


DUBBI AMOROSI

di Pietro Aretino

venerdì 20 giugno 2008

IL ROMANZO POLITICO PIU' SCANDALOSO DELL'ANNO





MILANO /SABATO 28 GIUGNO 2008

ORE 11.00


AL SEX SHOP


VIA MELZO N. 19
(Vicino Porta Venezia)


READING
DI

ALFONSO DIEGO CASELLA


L'autore leggerà in pubblico alcuni brani tratti dal suo ultimo romanzo "Cicoria"


!

giovedì 19 giugno 2008

L'ANTI-ROBIN HOOD LEX, ASSOLVERE I RICCHI CONDANNARE I POVERI



Robin Hood tax oppure anti Robin Hood lex? Dipende. Mentre il populismo contabile di Tremonti trionfa nel settore finanziario col plauso mediatico dei giornali di regime, la stessa maggioranza che ha guadagnato il Parlamento con l'alibi elettorale della sicurezza dà forfait a 100 mila procedimenti pendenti. E' scontro con la magistratura. L'opposizione si ritira dall'aula per protesta. Aventino di ritorno e sentore di fascismo nell'aria. Esercito nelle città. Sì definitivo del Senato alla legge blocca-processi. Dalle norme ad personam all'ultima "porcata" ad premier. L'iter si è consumato senza troppe convulsioni democratiche. Buonanotte Italia.

mercoledì 18 giugno 2008

NON ESISTE ALCUNA OPPOSIZIONE, ESISTE SOLO IL MIO "WALTER-EGO"




Sembra la scena riciclata da un ennesimo copione più che consumato. Proprio mentre il premier cerca di aggiustarsi i processi che lo aspettano a colpi di leggi ad personam, parallelamente si sono mossi altri imputati eccellenti. L'impunità ultimamente va di moda, è tornata a piacere. Fortunatamente questa volta otto persone sono state colte sul fatto. E' notizia di oggi: Mafia e massoneria ritardavano i processi dei boss.
I Carabinieri di Trapani e Agrigento hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare. L'accusa? Corruzione in atti giudiziari e concorso esterno in associazione mafiosa. Un ginecologo, un dipendente del ministero della Giustizia impiegato in una cancelleria della Cassazione, un facoltoso imprenditore di Mazara del Vallo gia' arrestato nel 2007 con l'accusa di associazione mafiosa. L'uomo tra l'altro appartiene alla loggia "Gran Serenissima" della massoneria trapanese. E ancora, un funzionario del ministero delle Finanze,un imprenditore dell'agrigentino, un faccendiere romano e una donna agente di polizia. Quando si dice che l'impunità fa tendenza.

lunedì 16 giugno 2008

RATZINGER FOR PRESIDENT


(Clicca sull'immagine)


YES WE CAN

YES OR NOPE

VOTE FOR POPE

FINALMENTE UN VOTO COME DIO COMANDA!

domenica 15 giugno 2008

SOLDATI NELLE CITTA' ITALIANE: UN GIOCO DA RAGAZZI




(IN FOTO: PICCOLI BALILLA SI ESERCITANO DURANTE GLI ANNI DEL FASCISMO)

sabato 14 giugno 2008

VOGLIO ESSERE INTERCETTATO

(Come forma di protesta contro il Decreto legge sulle intercettazioni, la seguente conversazione telefonica privata è una vera e propria autointercettazione tradotta da me dal dialetto all’inglese per essere meglio divulgata nel mondo intero)



- Pronto
- Sta vota so’ pronta
- Bra’...
- Mai pronta comu sta vota
- Piccé?
- M’era purtatu lu portabbili intra allu cucininu
- Comu sta?...
- ‘Nsomma, tiramu...
- Qua sta chioi...
- sta faci nu tiempu ti sckifu... qua sta nziddichescia
- Ce si tici...
- Sto pulizzu li fogghi... sierda mi porta nu saccu ti scigghi


Traduzione

- Hello!
- This time I am ready, son!
- Good…
- I have never been so ready!
- Why?
- I brought my portable here with me in the small kitchen
- How are you doing
- So and so… just ahead… I go ahead
- It’s pouring down
- My gosh the weather it’s a kind of shit today… here it is not raining that much!
- What about you
- Just washing some vegetables… your father collect anything.

giovedì 12 giugno 2008

diariospycam / Bush

Oggi sono a Roma. In questa città, dove sono passato io oggi, un tempo sfilavano gli imperatori. Esattamente dove mi sono esibito io oggi. Tutto scortato. Intelligence. Polizia. Celerini. No-fly zone. Gli imperatori passavano di lì. C’erano i romani a quei tempi, questo antico popolo che esportava la democrazia nel mondo. Prima di noi. Non esisteva ancora la democrazia, eppure quelli già la esportavano senza conoscerla. Col sangue la esportavano. Come facevano non si sa. Voglio dire, quali pretesti usavano, se non esisteva neppure la democrazia? Certo, però non esisteva neppure il petrolio. I cavalli ad esempio andavano a biada. Ora, non credo che i romani invadessero mezzo mondo in cerca della biada da dare ai cavalli! Mi informerò comunque. Chiederò alla CIA. Ad esempio, loro entravano in Siria, nella Tracia, in Egitto. Ovunque. E invadevano. E conquistavano. Ammazzavano pure. Certo, all’epoca non esisteva l’Onu né quei rompicoglioni di Amnesty International. Un tipo come Noam Chomsky lo avrebbero già scannato peggio di Giovenale. E poi, a quei tempi non esisteva mica il nucleare come pretesto. Come avrannno fatto a invadere la Persia i romani, mi chiedo, se non esisteva ancora il nucleare. Né le armi di distruzioni di massa. Non esisteva niente all’epoca. Secondo me erano bravi i romani a inventare pretesti. Oggi camminavo scortato in ogni direzione e pensavo proprio a questo. Ai romani. Ai pretesti dei romani. A quando i romani governavano il mondo. Come facevano? E vediamo: a chi somiglio io mi sono chiesto: A Traiano? A Diocleaziano? All’imperatore Adriano? A Cesare. Forse a Augusto. E se fossi la brutta copia di Romolo Augustolo? Oddio, forse a Nerone somiglio. Sì, sono abbastanza intonato come lui. Ci piace la musica a entrambi, abbiamo la stessa passione per gli accendini. Ci piace Bob Dylan, il folk e Simon and Garfunkel. E Janis Joplin e gli Spandau Ballet. Ma cosa diavolo ascoltavano i romani alla radio a quei tempi, se Frank Sinatra ancora doveva nascere? Boh. Mistero. Mi documenterò. Chiederò alla CIA.


(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI GEORGE W. BUSH)

mercoledì 11 giugno 2008

PRO O CONTRO IL GRANDE ORECCHIO CHE VI STA ASCOLTANDO? Pubblichiamo gli stralci di alcune intercettazioni inutili





MORS TUA VITA MEA

“Al vecchio metti una protesi infetta, tanto muore subito”.
(Intercettazione telefonica nella "Clinica degli orrori")


TUTTE LE GNOCCHE DEL PRESIDENTE

"Sto cercando di avere la maggioranza in Senato ... e questa Evelina Manna può essere... perchè mi è stata richiesta da qualcuno ... con cui sto trattando".
(Intercettazione Berlusconi-Saccà)


ABBIAMO UNA BANCA

Consorte: - e poi d'altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l'accordo con Caltagirone, questo è il problema vero.
- Fassino: qual è il problema?
- Consorte: fa richieste assurde.
(Intercettazione Fassino-Consorte)

AVANTI SAVOIA... A PUTTANE!

Bonazza: «Alice, Alice».
Bonazza fornisce l'indirizzo: «È lì, suona il campanello, numero 18, c'è scritto Yoga, si ricordi...».
V. Emanuele: «Gli do 200 euro e non di più, eh?».
Bonazza: «No, no, anche niente (...). Gli faccia un salutino, un bacino e basta. Gli dica che mi arrangio io, dopo». Poi cambia argomento: «Senta, mi permetta adesso una parolina sola di lavoro. Una cosa (...). Io avrei bisogno che lei mi presentasse, o se lei potesse parlare con un generale, qua, della Finanza, perché c'è un grosso affare, business, grosso, grosso, grosso».
V. Emanuele: «Ma cosa vuole? Chi vuole?... Un carabiniere o una fiamma gialla?».
(Intercettazione Vittorio Emanuele- Bonazza)


UN EX GUARDASIGILLI EDUCATO A OXFORD

«Allora hai capito, o no? O ci danno una cosa o non esiste più per me Bassolino. Perché gli faccio un mazzo quadrato che non hai neanche idea. A partire dalla giustizia... Perché io so i cazzi come stanno».
(Clemente Mastella a telefono col consuocero Carlo Camilleri)

PORCELLA DOC

“Vieni qua, poi ti faccio fare una trasmissione»
(Salvo Sottile, ex Portavoce di Fini)

lunedì 9 giugno 2008

STOP ALLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE





“QUESTA E’ LA SEGRETERIA TELEFONICA DEL PREMIER SILVIO BERLUSCONI LASCIATE PURE UN MESSAGGIO DOPO IL GIP...

E PRESTO SARETE INTERCETTATI


SIETE PREGATI - ALMENO FINO A CHE LA PROPOSTA DI LEGGE NON PASSA ALLA CAMERA E AL SENATO - DI NON DICHIARARE NULLA DI GIURIDICAMENTE DISDICEVOLE O PENALMENTE RILEVANTE

INOLTRE, SIETE GENTILMENTE INVITATI A CERCARVI UN BUON AVVOCATO PRIMA DI SOLLEVARE LA CORNETTA E PRONUNCIARE IL VOSTRO NOME E COGNOME.

COLGO INFINE L’OCCASIONE PER RICORDARE A TUTTI VOI CHE, QUALSIASI DICHIARAZIONE, UNA VOLTA REGISTRATA, POTRA’ ESSERE USATA CONTRO DI VOI.


IN ATTESA CHE LA NUOVA NORMATIVA RISULTI VIGENTE E CHE TRASCORRA L’INTERA VACATIO LEGIS COME PREVISTO, LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO RINGRAZIA PER LA CORTESE COLLABORAZIONE.


PS: MESSAGGIO PERSONALE PER SIG. SACCA’
MI RACCOMANDO, NON FARE IL LECCACULO COME L’ULTIMA VOLTA ALTRIMENTI RIPASSIAMO I GUAI!”

OMAGGIO A TABUCCHI






Benché il suo ultimo libro sia intitolato “L’oca al passo” (Feltrinelli, 2006) le oche se la devono passare piuttosto bene, almeno a giudicare dalle quote rosa nell’ultimo governo Berlusconi. Insomma, questo è un breve omaggio allo scrittore Antonio Tabucchi. Più che meritato tra l’altro; e non soltanto per la lunga lista di libri che ci ha regalato scrivendoli via via nella sua più che trentennale attività di saggista e prolifico romanziere di fama internazionale (né tantomeno per il suo immortale Pereira - Sostiene Pereira, Feltrinelli, 1993 - personaggio attraverso il quale una intera generazione di giovani nati sotto il segno zodiacale della televisione e quindi poco incline alla politica si è identificata, ha ugualmente conosciuto sia la passione che l’impegno e civile ) ma è soprattutto per la coerenza e l’onestà intellettuale con cui si è contraddistinto ultimamente, essendo stato l’unico intellettuale italiano a intervenire in merito alla gravissima aggressione squadristico-mediatica nei confronti del giornalista Marco Travaglio.
Ex docente di letteratura per l’Università italiana ma considerato docente in carica dall’Università francese, Antonio Tabucchi vive e lavora a Parigi. Rifiuta l’etichetta di “intellettuale scomodo” semplicemente perché, a suo dire, l’intellettuale è “scomodo” per definizione, per vocazione culturale. Recentemente, ha ricevuto una laurea honoris causa in Romania assieme al Premio Nobel Orhan Pamuk, onorificenza insignita dallo scrittore rumeno Norman Manea.
Nel gennaio scorso il tribunale francese ha riconosciuto colpevole Giuliano Ferrara di contraffazione di opera d’ingegno e violazione del diritto d’autore nei confronti di Antonio Tabucchi, obbligandolo così a risarcire i danni sia allo stesso Tabucchi per 12 mila euro che allo Stato francese, 10 mila. Mentre per pubblicare la sentenza su “Le Monde”, “Le Figaro” e “Liberation” Ferrara ha dovuto sborsare ancora 9 mila euro. Totale: 34 mila euro. La notizia – che in un paese normale sarebbe stata ufficiale - è trapelata invece di traverso, tramite a un articolo apparso su L’Unità e la breve menzione della sentenza nel libro “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez.
La sua ultima apparizione televisiva sulle reti nazionali risale al dicembre 2007 in una puntata di Annozero riguardante i rapporti tesi tra la politica e mondo giudiziario. “Ma avete mai visto un ministro che va in galera con delle prove false – ebbe a dire lo scrittore toscano in quell’occasione – certo, voi mi direte, se è per questo neanche con delle prove vere!”
L’intero video è reperibile on line cliccando su: http://it.youtube.com/watch?v=BYpKab5kTto

venerdì 6 giugno 2008

PROPOSTA: A CHIAIANO I RIFIUTI FINANZIARI



(Piazza della Borsa, foto d'epoca -1928)



Bene ha detto il presidente della Repubblica sui rifiuti: “I veleni vengono dal nord”. Ma una mummia non fa testo benché risulti super partes e figura altamente istituzionale. Occorre invece rincarare la dose di veleno, visto che la ciurma leghista se l’è presa a male e il ricco nord è rimasto scosso dall’improvvida esternazione. Non c’è niente di cui scandalizzarsi. È massima di comune esperienza che il vero centro dei rifiuti finanziari in Italia sta proprio nel cuore di Milano: è lassù che viene investito tutto il sudiciume finanziario patrio. L’indirizzo preciso? Piazza della Borsa numero 1. Sì, esatto, la Borsa di Milano con tanto di facciata in bello stile e sala stampa. La Camorra – come altre onorate S.p.a. - ricicla gran parte del suo denaro proveniente da attività illecite tramite la Borsa, è risaputo. Talora si tratta di attività illecite vere e proprie, talora semplicemente sono somme ripulite in attività economiche fittizie e poi reinvestite in titoli e azioni. Dunque, il teorema accusatorio della mummia presidenziale non solo va preso sul serio ma andrebbe perfino esteso anche in campo finanziario. Puntualizzando così il doppio privilegio di chi trasporta a basso costo la propria mondezza industriale in Campania, mentre la Camorra fa affari con le medesime regalìe imprenditoriali che ritornano a loro volta nel nord ripulite tramite operazioni di Borsa. Conclusione? Milano è la più grande discarica finanziaria a cielo aperto d’Europa. Una città ricca, che gode sia del vantaggio estetico di espellere i rifiuti tossici in Campania sia quello economico di incassarne i miliardi debitamente disintossicati. Proposta: perché non aprire all’interno della borsa di Milano una bella discarica che smaltisca i rifiuti tossici? A Chiaiano, invece, si potrebbe trasferire la nuova sede della Borsa. Ve li immaginati i prossimi telegiornali? L’indice CHIB al posto dell’indice MIB!

EXHIBITION /The Rotten Bridge by Dave Smith



The Rotten Bridge by Dave Smith

London, 14/06/08 - 13/07/08
Preview Saturday June 14th 7-9pm

Whitechapel Project Space presents an exhibition by Dave Smith that forms part of his ongoing project of collation, reproduction, and categorisation titled Morphology of the Crucifixion.

Dave Smith’s Morphology of the Crucifixion is being updated at: http://www.freewebs.com/the-right-hand/

Whitechapel Project Space
20 Fordham St
London
E1 1HS
T: o7808 732340/ 07748 235428
www.whitechapelprojectspace.org.uk

giovedì 5 giugno 2008

LA LEGGE MARONI FA DIETROFRONT


VIGNETTA SENZA DISEGNO



- Berlusconi ha cambiato idea: la clandestinità non è reato
- Male che vada lo farà prescrivere... in genere è così che lui fa con i suoi reati!

martedì 3 giugno 2008

IL GOVERNO MANDA L'ESERCITO IN CAMPANIA

VIGNETTA SENZA DISEGNO


- Scusami, non capisco, ma l'ex ministro Lunardi non aveva detto che dovevamo imparare a convivere con la Mafia?
- Appunto, con la Mafia... non con la Camorra!

lunedì 2 giugno 2008

CLANDESTINI: RIMANDIAMOLI IN ESILIO


In foto: Vittorio Emanuele Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano Bernardino Gennaro Maria di Savoia, per gli amici: Vittorio Emanuele – tessera P2 n. 1621 – con suo figlio Emanuele Filiberto e basta.



a cura di Karakirisushi



L’ondata di sbarchi non si arresta. Sono centinaia gli extracomunitari intercettati fin dal primo pomeriggio di ieri. “Mai tanti clandestini vip tutti in una volta - ha dichiarato la Capitaneria di Porto alla redazione di Karakirisushi - è una cifra record”. É stata infatti sequestrata poco dopo la mezzanotte di ieri, al largo del mare di Lampedusa, una nave da diporto con la famiglia Reale a bordo. Sotto zimarre fintamente logore e guanti di velluto e falpalà falsamente stropicciati e con laceri manicotti di Chanel dagli orli strappati, appositamente disegnati per l’occasione da Dolce & Gabbana, i membri della famiglia reale si apprestavano a confondersi al flusso di illegali in modo da raggiungere quanto prima la costa per rientrare in patria con la vana pretesa di chiedere un risarcimento danni stratosferico (260 milioni di euro) allo Stato italiano per il lungo esilio subìto. Tempestivamente bloccati alla frontiera e arrestato lo skipper, dopo un vano tentativo di fuga, si è appreso immediatamente dalla stampa d’oltralpe che uno dei passeggeri oltre ad avere pendenze con il tribunale italiano avrebbe anche precedenti penali con il tribunale francese: un caso di omicidio volontario nei confronti dello studente tedesco Dirk Geerd Hamer, nel 1978. Si tratterebbe quindi di Vittorio Emanuele di Savoia, nipote del re Vittorio Emanuele III, colui che avallò sia la Marcia su Roma che il ventennio fascista, sia l’alleanza con Hitler che le Leggi razziali contro gli ebrei. Fu sempre lo stesso monarca che dopo l’8 settembre del ‘43 abbandonò la capitale all'improvviso lasciando il paese in preda a un disordine morale e istituzionale unico nella sua storia nonché ad una profonda crisi e lacerazione politica che inevitabilmente sfociò in una fratricida guerra civile. Una volta prese le impronte digitali dei passeggeri a bordo, poiché molti di loro si rifiutavano di lasciare le generalità alla Polizia di Stato, sono stati tutti quanti riconosciuti: si tratta di nomi e cognomi eccellenti, inclusi i titoli nobiliari aboliti però dalle norme costituzionali vigenti. Le reazioni non si sono fatte attendere. Insorge la Lega nord sui clandestini vip: “è un invasione!”.
“E’ una vergogna” sostiene invece la madre del ragazzo tedesco ammazzato con una fucilata da Vittorio Emanuele sull’isola di Cavallo, in Corsica, nella lontana estate del ’78. Sulla scia delle pretese risarcitorie vantate dai clandestini nei confronti dello Stato italiano, pure la comunità ebraica di Treviso avrebbe deciso di chiedere contestualmente i danni agli stessi eredi di Casa Savoia per le leggi razziali subìte in quegli anni.
Intanto è difficilissima la situazione al centro di prima accoglienza di Lampedusa dove i membri della famiglia reale sono momentaneamente trattenuti in attesa di essere riaccompagnati alla frontiera. Mugugni e lamentele per il trattamento inumano e per i disservizi si diffondono attraverso le grate e trapelano rapidamente fin dentro le agenzie stampa. Non è disponibile, ad esempio, neppure una toeletta stile impero, né una jacuzzi con idromassaggio incorporato né tantomeno reperibile un estetista personale. Senza parlare poi dell’impossibilità di ordinare all'estero creme abbronzanti di marca ad alta protezione. La commissione europea ispezionerà quanto prima il Centro di Permanenza temporanea accogliendo così le proteste dei Circoli Lions locali di Ragusa e Canicattì, i quali lamentano la presenza di poltrone non debitamente ergonomiche.
Ci scusiamo pertanto con tutta la nobiltà locale e i circoli Lions sparsi sul territorio nazionale per il grave disagio arrecato ai clandestini: Evviva la Repubblica e abbasso la monarchia!