mercoledì 30 luglio 2008

QUIZ: IMPRONTE DIGITALI ALTE CARICHE DELLO STATO





La presente impronta digitale appartiene a una delle alte quattro cariche dello stato nei cui confronti vi è l'impossibilità di procedere per legge. Indovinate di chi è:

A) GIORGIO NAPOLITANO?
B) SILVIO BERLUSCONI?
C) GIANFRANCO FINI?
D) RENATO SCHIFANI?

sabato 26 luglio 2008

diariospycam / Vladimir Luxuria

Tutti pensano che io sia un transessuale normale. O meglio, definiscono scandalo ciò che è scandalosamente normale, ordinario, del tutto superfluo da sottolineare. Insomma, onestamente, cosa vuoi che rappresenti un organo sessuale al posto di un altro? Una tetta in più o una tetta in meno... Ma dài, che differenza vuoi che faccia tutto ciò nel complesso degli eventi quotidiani! Ciascuno di noi sarà pure libero di trasformarsi come gli pare. Al contrario, nessuno si scandalizza della mia incoerenza politica, come dire, del travestitismo (camaleontico) di cui sono veramente affetta/o: e cioè, il mio transessualismo politico: un organo bicamerale al posto di un altro. Il fatto che passi così disonvoltamente da una “sponda” a un’altra: dai compagni di Rifondazione ai vacanzieri mediatici e fancazzisti dell’Isola dei Famosi. Questo sì che è “trasformismo”, questo sì che è politicamente “transgender”... transumare da un partito anti-fascista verso un modo di fare televisione sostanzialmente fascista: questo è veramente strano; è come possedere una chiappa del Pdl e l’altra del PD, una tetta democratica e una teocratica, un capezzolo progressita e un capezzolo ultra-revisionista. In realtà ho una vulva sostanzialmente bipartisan, un deretano opportunamente trasversale. Io, a questo punto, devo ammetterlo con sincerità: mi sento un autentico transex bicamerale di “centro”, uno buono per tutte le stagioni, per tutte le camere - parlamentari e no – uno buono per tutte le telecamere anche. Uno tagliato sia per Porta a Porta che per il porta-a-porta, per il reality show e la realpolitik! Ecco, di questo mio modo di essere “transgender” non si scandalizza mai nessuno. Che peccato.

(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO PERSONALE DI VLADIMIR LUXURIA)

COME SI PRENDEVANO LE IMPRONTE DIGITALI NEL 1938



10 OTTOBRE 1938

EDIZIONI GENIO (MILANO) ALL'EDITORE ALBIN MICHEL


"Vi preghiamo molto gentilmente di saperci dire se la signora Nemirovsky è di razza ebraica. In base alla legge italiana, non dev'essere considerata di razza ebraica la persona che abbia uno dei genitori, il padre o la madre, di razza ariana."

(TRATTA DALLA CORRRISPONDENZA DELLA SCRITTRICE IRENE NEMIROVSKY, MORTA AD AUSCHWITZ NEL 1942)

domenica 20 luglio 2008

CASO ELUANA: STACCATE LA SPINA A CELENTANO!


Uomo raro: supermolleggiato, ai tempi di Donat Cattin e dell’autunno caldo e delle rivendicazioni salariali lui cantava “Chi non lavora non fa l’amore”. Cantante organico, filogovernativo da sempre. Ambientalista finto, con la pelliccia. In favore della natura incontaminata ma con una forte vocazione da palazzinaro, per esempio: una villa costruita su ettari e ettari di verde subito trasformato in cemento solido. Il re degli ignoranti. Appellativo autoreferenziale dato in pasto ai media per darsi le arie da intellettuale bonaccione, genuino, rustico, alla buona, all' amatriciana. Un similpopulista dalle candide intenzioni popolari. L’appellativo “Re degli ignoranti” ha coperto però anche un grosso fiasco televisivo da “cinema muto” quasi, nel senso che presentò un “Fantastico” senza sapere mai cosa dire. L’unico presentatore della storia televisiva che presentò in Rai senza presentare mai. Silenzio a go-go e basta. Tentennamenti. Ripensamenti sul nulla. Sto parlando di tempo fa, di vecchi fine settimana iperammorbanti in cui ai poveri italiani, oltre a dover pagare il canone, toccò sorbirsi questa testa uguale a un peluche spelacchiato. Ma l’appellativo “Re degli ignoranti” mistifica soprattutto il fatto che ignorante lo è davvero.
Torniamo alla biografia ufficiale. Una piccola amnesia semi-alzahaimeriana mentre canta “La guerra di Piero” in pubblico durante una celebrazione collettiva dedicata a Fabriazio De André. Fischiato. Come minimo. Una parentesi rivoluzionaria in televisione con un programma imprevedibilmente progressista che sfidò due anni fa le corrazzate Potemkin della potentissima censura Rai. Due ore di monologhi e canzoni spacca-zebedei. Incluso il refrain "autistico" della trasmissione: "questo è “lento”... questo non è “lento”. Questo è lento. Questo no. E poi di nuovo, “questo è lento, questo non è lento...” e così via fino alla più inverosimile esasperazione. Assapora così molto audacemente l’audience patrio di protesta sociale, una crisi di rigetto di belusconismo latente. E per la prima volta in vita sua, "il re degli ignoranti", cavalca a pelo la polemica antigovernativa.
Arriviamo finalmente a oggi. Maggio 2008. Con un articolo apparso sul Corriere della Sera appoggia in toto il nuovo governo Berlusconi dichiarandosi fiducioso e sicuro che manterrà le promesse. Va benissimo, ai voltagabbana in Italia ci si abitua subito però nessuno si aspettava che l'altro giorno intervenisse ancora sul Corriere della Sera su questioni etiche e delicatissime quali “l’accanimento terapeutico e il diritto alla vita”. Nientemeno un editoriale - in perfetto stile Bagnasco - che entra nelle sofferenze e nella vita della povera Eluana! Vita non sua, tra l’altro. E giù col predicozzo da molleggiato e giù con i toni falsi da “pietas” cristiana un po' d'accatto. Insomma, è di nuovo lui, l’opportunista reazionario di sempre. L’eterno ragazzo della via Gluck che ha cementificato il suo stesso giardino e canta piagnistei in favore degli usignoli spaesati e dei ranocchi e delle lucertole sfrattate. É lui, l’incarnazione scientifica dell’italiano medio d’antan e d’oggigiorno: dell’abusivismo e dei condoni edilizi, un uomo per tutte le stagioni, quello con la coscienza verde uguale a un prato inglese un poco scagazzato ai bordi. L’uomo redento che si accaparra le simpatie ecclesiastiche e papaline, il baciapile senile che balla e insegna i valori della vita cristiana. Che pontifica sul caso della povera Eluana: “Non staccate la spina, non staccate la spina”. Ha proprio ragione il vecchio della via Gluck. Accontentiamolo. Che nessuno stacchi la spina alla povera Eluana. D’accordo, accettiamo l’invito del supermolleggiato. A patto che lui la stacchi un po' a sé stesso e la smetta finalmente di parlare a vanvera. Sì. Staccate la spina a Adriano Celentano. Vi prego, per favore. Non se ne può veramente più. Non c’è accanimento peggiore di quello mediatico!

venerdì 18 luglio 2008

RIFIUTI: BASTANO 3 ANNI PER RISOLVERE IL PROBLEMA, 3 anni con la condizionale




SI PREVEDONO INOLTRE:

1) PATTEGGIAMENTI ALLARGATI
2) INDULTI
3) IMMUNITA' PARLAMENTARE AI CAMORRISTI ELETTI
4) LEGGE BLOCCA-PROCESSI A CHIUNQUE
5) PRESCRIZIONI REGALATE AGLI AMICI
6) IMMUNITA' AI BOSS CHE RICOPRONO ALTE CARICHE

mercoledì 16 luglio 2008

COLPO DI SCENA IN PARLAMENTO: impronte ai politici e immunità alle alte cariche rom


Impronte ai parlamentari e immunità alle alte cariche rom, perlomeno durante il loro periodo di permanenza in Italia. Ecco il testo definitivo così come stravolto dagli innumerevoli emendamenti presentati da parte dell'opposizione. "E' un ingiustizia - dichiara l'onorevole Ghedini, il legale di Berlusconi - "stando così le cose al premier toccherà sottoporsi al processo Mills". Esulta l'Italia dei Valori al grido di: "Uno, cento, Mills processi Mills!"

martedì 15 luglio 2008

diariospycam / Silvio Berlusconi

Non appena apprendo la notizia che arrestano qualcuno, subito mi saltano i nervi. Mi irrigidisco. Bestemmio. È una cosa che non posso tollerare: che sia di destra o sinistra, non lo concepisco. Punto. É una vittima, per definizione. Non importa quale reato abbia commesso. É chiaramente vittima di un sopruso, a prescindere dalle prove, dal pericolo di fuga. I reati non esistono. I reati sono una invenzione della magistratura. Basta abolire la magistrature e il gioco è fatto: il concetto di reato scomparirà definitivamente dal vocabolario, verrà rimosso dall’uso comune. I tribunali li soppianteremo e li trasformeremo in grandi ipermercati Esselunga. Scale mobili sopra e sotto. Oggi, a Parigi, ho appreso dell’arresto di Ottaviano del Turco, che è del PD a conti fatti, e quindi dovrei essere pure contento. Ma no. Niente. Ho inveito contro i giudici. Sono partito all’attacco. Questi infami con la toga. É una riforma radicale che ci vuole. L’eliminazione fisica di ogni suo componente. Resteranno solo gli avvocati. Quelli miei, preferibilmente. A me non interessa in sostanza che qualcuno sia colpevole. Molto semplicemente non riesco a concepire quale sia la funzione della magistratura. Montesquieu deve aver sbagliato di grosso a parlare di questa famigerata separazione dei poteri: esecutivo, legislativo, giudiziario. No, no, caro Montesquie, quello giudiziario non deve esistere. Ma che c’entra? Che c’entra? Camus diceva: "l'assurdo è il peccato senza Dio". Appunto, basta abolire Dio: e poi vedi se non scompariranno peccati e peccatori!


(IDEALMENTE TRATTO DA DIARIO DI SILVIO BERLUSCONI)

giovedì 10 luglio 2008

MUMMIE & ANTICHITA': DA TUTANKHAMON A NAPOLITANO





DAL 15 LUGLIO
AL 28 AGOSTO

MOSTRA REPERTI ARCHEOLOGICI

EGYPTIAN MUSEUM
Tahrir square 1
Cairo


Giovedì 8 luglio
Ore 18.30
Sala Congressi / Egyptian Museum

Il professor Mohammed Dulbark Perk
dibatterà pubblicamente il tema:

"DAL FARAONE MUMMIFICATO ALLA REPUBBLICA COSTITUZIONALE INGESSATA: I SINTOMI DEL TEMPO E DEL MALESSERE POST-DEMOCRATICO"

martedì 8 luglio 2008

diariospycam / Angelino Alfano

Oggi non posso scrivere niente sul mio diario personale. Strano, ma se non c’è nessuno che mi detta cosa dire io non posso scrivere niente. É strano, ma neppure sul mio diario personale posso scrivere liberamente. Certo, è perché non tengo ispirazione. Io faccio tutto sotto dettatura. Sì, la mia vera “dittattura” è la dettatura: gli altri mi dicono cosa devo scrivere, e io scrivo. Sono ministro di Grazia e Giustizia. E firmo. Basta. Sinceramente di legge ne capisco poco quanto niente. Ma non importa. Sono gli altri che mi scrivono le leggi. E io le firmo, in calce. E’ da poco che ho imparato a firmare. Mi chiese Berlusconi al momento dell’incarico: Alfano, sai mettere almeno la firma? Sì, Cavaliere, risposi io. E allora va bene, disse, puoi fare il ministro. Basta che sai firmare. Va bene. Le leggi te le scriviamo noi. I miei avvocati sanno scrivere bene, hanno pure il computer Apple. Ora, però, rimane il problema del mio diario personale. Se nessuno me lo detta, io non so cosa scrivere sul mio diario. Sono un ministro in crisi, in crisi d’ispirazione. Ma non mi dimetterò, mai. Non mi dimetto manco se cade il governo.

(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI ANGELINO ALFANO)

domenica 6 luglio 2008

37 MOSTRI DA RIEDUCARE






Carcere duro addio. I mafiosi tornano delinquenti comuni. Ecco la lista dei 37 reclusi ai quali è stata revocata la misura prevista dal 41 bis a causa di una serie di annullamenti richiesti proprio da numerosi tribunali di sorveglianza. La motivazione ufficiale? "Non è dimostrata la persistente capacità del detenuto di mantenere tuttora contatti con l'associazione criminale di appartenenza". A noi non resta che crederci. D’altronde il clima è cambiato. In un paese ridotto al garantismo spompato come il nostro, in cui lo stesso premier va dicendo in giro che la magistratura è “giustizialista”, in un paese in cui rinomati “amici deli amici” bivaccano in parlamento a nostre spese sinceramente c’era da aspettarselo. E’ in questo mondo capovolto che stanno maturando i freni inibitori sulle intercettazioni telefoniche, le norme blocca-processi e il via libera alle immunità per le alte cariche dello stato.
Facciamo i nomi dei criminali eccellenti promossi al rango di borseggiatori ordinari:


1) Giuseppe La Mattina, (uno degli assassini di Paolo Borsellino)
2) Giuseppe Barranca e Gioacchino Calabrò (autori delle Stragi del 1993, fra Roma, Milano e Firenze)
3) Carmine De Stefano, Francesco Perna, Gianfranco Ruà (boss della 'ndrangheta)
4) Salvatore Luigi Graziano (boss della camorra)
5) Santo Araniti (mandante dell'omicidio Ligato)
6) Antonino Madonia (capofamiglia mafioso / assassinò il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e il commissario Ninni Cassarà)
7) Arcangelo Piromalli (boss di Gioia Tauro)
8) Costantino Sarno (re del contrabbando)
9) Raffaele Galatolo (capo storico della famiglia palermitana dell'Acquasanta)

I NUMERI:
37 in totale i padrini non più sottoposti al cercere duro ex art. 41 bis:

14 mafiosi,13 ndranghetisti, 8 camorristi, 2 rappresentanti della sacra corona unita pugliese.

Record di annullamenti:

Torino 10
Perugia 9
Roma 8
L'Aquila 5
Bologna 3
Napoli 2
Ancona 1

sabato 5 luglio 2008

NON AVRAI ALTRO MATRIX ALL'INFUORI DI ME



IL PREMIER DA FORFAIT AL PROGRAMMA DI MENTANA SU CANALE 5


Aveva detto: “spiegherò tutto a Matrix”. E certo che giocava in casa. Al massimo, un derby. Niente più. Cambiato idea: dietrofront. A Matrix no. Vi saluto. E ti pareva. Ora, a prescindere dalle ultime interecettazioni telefoniche ampiamente pubblicate sui giornali - a metà tra il gossip very hot da reality show e il pedofilo vagamente metafisico - noi questo lo avevamo già intuito. É chiaro che al premier non piace apparire in televisione. A meno che non si tratti di Porta a Porta. A meno che non si tratti di vallette giovani raccomandate solo da lui. E sempre che non ci sia un avversario politico a contraddirlo o un giornalista pronto a rivolgere domande fuori palinsesto. Il contraddittorio è un optional d’antan per il premier. Una petecchia stantìa di cui si può fare a meno: chi è eletto governa liscio liscio fino alla fine dei cinque anni. Stop. Fine della discussione. Niente più domande.
Il contraddittorio sarebbe un marchingego pletorico-preistorico ideato da primitive forme di democrazie parlamentari tanto per allungare i termini di superflue discussioni fuori luogo. Come dire, un perverso gioco delle parti, un teatrino dell’assurdo o da manicomio criminale.
Mille volte meglio apparire da Bruno Vespa come un Re-solo col cerone sul viso mentre firma il contratto con gli italiani e dove un guitto fa la parte del macabro notaio di provincia. Mille volte meglio un “dipendente” allineato, inginocchiato, sottomesso e disposto a eseguire domande facili facili in forma di supplica alla Beata Vergine. In tal caso all’intervistato non resterà altro che intercedere al posto di rispondere. Il premier in sostanza vuole sì apparire in televisione, ma come dice lui: non come ospite pagante ma da ospite che ha già comprato, da proprietario che ha assunto e regolarizzato il proprio personale. Non da magnaccia, ma da magnate. Avete presente Fatima? La Madonna di Medjugorie? Il Monte Sinai? L’incipit del vangelo secondo Giovanni? Il verbo mediatico si fa carne televisiva. Una divinità nana nascosta dietro allo stesso dito con cui ammonisce: Non avrai altro Matrix all’infuori di me!

mercoledì 2 luglio 2008

diariospycam / Giorgio Napolitano

Ho autorizzato il Lodo Alfano. Sono entrati certi squadristi vestiti di nero e hanno cominciato a picchiarmi col manganello, a rompere ogni mobile dentro al Quirinale. Mi hanno obbligato a firmare delle carte. Firma, dicevano. E bevi, bevi bastardo, bevi dicevano. E' olio di ricino. Bevi, ex comunista di merda. Cantavano "Giovinezza" mentre mi forzavano a firmare. Mi tenevano la carta sulla scrivania e il manganello premuto contro la testa. E cantavano sempre "Giovinezza". Mai ho bevuto tanto olio di ricino in vita mia. Non posso financo continuare a scrivere. Anzi, ora devo assolutamente scappare in...


(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI GIORGIO NAPOLITANO)