martedì 26 agosto 2008

VECCHIE PROFEZIE SULLA GEORGIA



“Il 10 ottobre 1995 un editoriale di ‘Die Zeit’ riportava quanto significativamente scritto dalla ‘Komsomolskaia Prava’ circa l’angoscia russa per la caduta di prestigio subita. Il giornale russo poneva in evidenza come anche i politici che guardavano verso l’Occidente con realismo lamentavano il venir meno del rispetto per lo status di potenza globale.
La Russia è in effetti un grande paese che ha subìto, a seguito degli eventi epocali del 1989, un enorme travaglio le cui ripercussioni non sono certo finite. Ha di fatto perduto lo status di superpotenza che aveva la vecchia grande URSS. E dopo il 1989, è stata relegata al ruolo di potenza umiliata dalla controparte. L’Occidente, indicato per decenni come il principale nemico dell’Urss, è divenuto dopo il 1989 il ‘modello’ naturale al quale ispirarsi. Così, a causa delle sue strutture non flessibili e sclerotiche non ha retto alla immissione delle ricette liberistiche rilasciate senza alcuna gradualità. La crisi sociale ha prodotto delusione e malcontento che hanno accresciuto una ostilità rancorosa per aver perduto un impero conquistato contro fascismo e nazismo a prezzo di milioni di morti. La popolazione appare in preda a grande frustrazione perché si sente tradita nella speranza di diventare come gli altri, come coloro il cui modello politico, economico e sociale voleva copiare […] Il progetto, ventilato da mesi, di un allargamento della Nato, renderebbe più acuto il malcontento russo. È sperabile che l’Occidente si adoperi invece perché la Russia, stabile e democratica, divenga pietra angolare del nuovo ordine europeo.”

Tratto da: XXI SECOLO: SFIDE, RISCHI, PAURE, INTERROGATIVI – GIOVANNI BUCCIANTI, SIENA 2000.

domenica 24 agosto 2008

OLIMPIADI: VINCONO A TAVOLINO OSSEZIA TIBET E AFGHANISTAN




Dal nostro inviato Karakirisushi


Decisione senza precedenti presa all'ultimo istante. Vincono Ossezia, Abkhazia, Tibet e Afghanistan. A prevalere sul medagliere è stata la conta dei morti. Sul podio sono salite le 16 mila bare della guerra in Georgia pronte a ritirare le meritate medaglie. Al secondo posto invece, il Tibet, con i suoi 140 morti olimpionici degli ultimi giorni. La polizia cinese, più che sportivamente, ha aperto loro il fuoco lo scorso lunedì nella regione di Kham. Secondo il Dalai Lama si tratterebbe di un totale di 400 vittime, considerato il numero di manifestanti-tiro-al bersaglio su cui la polizia avrebbe tirato nella regione di Lhasa. Per tutta risposta, il premier francese si è rifiutato di incontrare il leader spirituale tibetano. Fifa olimpica? Invidia del medagliere tibetano? Non si sa, le agenzie non hanno dato alcuna spiegazione al riguardo. In compenso c'era vista Carla Bruni ad attenderlo, in compagnia delministro degli Esteri d'oltralpe. Forse una gnocca val bene una messa buddhista? Molto probabile.
Al terzo posto comunque si piazza l'Afghanistan, con 76 morti nel medagliere olimpico, di cui 50 sarebbero atleti-bambini mentre 19 sarebbero donne. A causare il terzo posto afghano è stato il recente raid della coalizione Usa a Herat, apparentemente diretto contro i talebani ma poi si è trasformato in un massacro di civili. Evviva dunque le olimpiadi. Appuntamento a Londra nel 2012, nella speranza di tenerci allenati con nuovi e altri più imprevedibili conflitti!

domenica 17 agosto 2008

diariospycam / UMBERTO BOSSI

Ieri a Pontedilegno erano tutte bugie quelle sull'ICI. In verità non so più cosa dire, eccola la verità. L'Ici, il comizio sull'Ici. E se ripristinare l'Ici. L'Ici sì, l'Ici no. Ho una vasta gamma di argomenti quando non parlo di federalismo. In verità non ci capisco una mazza di finanza, men che meno di tasse comunali. Di fatto non ho mai capito un accidente di politica, di storia poi non ne parliamo. Fortuna che sono sistemato come Senatur. Altrimenti nemmeno come bidello mi prendevano. E mi è andata bene. Parlamentare. Ministro per le Riforme. Insomma, quasi un posto fisso e senza dover bandire un concorso. In passato le ho provate tutte. All'inizio volevo fare il medico. Sul serio. Mi iscrissi alla facoltà di Medicina. Ma era troppo difficile. Lasciai l'università con zero esami. Non ci capivo nulla. Non ho mai capito nulla. Poi decisi di diventare cantante. Partecipai seriamente a Castrocaro. E non accadde niente per via che mi ritrovo una voce assolutamente di merda. Alla fine, eccola la strada della mia vita: la politica. La politica. Cioè l'arte di tutti i fancazzisti. L'invenzione della Lega, il federalismo fiscale, Barbarossa, la Padania e tutte le altre boiate che attecchiscono. Adesso ho tirato fuori questa balla estiva sull'Ici. Ne parleranno per due giorni, giornalisti e politologi. Sono un fenomeno. Eppure sono assolutamente ignorante in materia. Sono un fancazzista, lo ripeto. Lasciatemi perdere, non prendetemi mai sul serio.

(IDEALMENTE TRATTO DAL DIARIO DI UMBERTO BOSSI)

lunedì 11 agosto 2008

BOMBARDARE L'IPOCRISIA MEDIATICA CHE VINCE




IN FOTO: Natalia Paderina (russa) e la georgiana Nino Salukvadze, (poco prima dell'abbraccio) rispettivamente argento e bronzo per il tiro a segno, pistola da 10 metri. A sparare dall'alto ci pensa Putin.







Parola d'ordine. Bombardate le Olimpiadi in Cina. E basta, non se ne parli veramente più. Altro che tiro a segno e medaglie d'oro. Sarà la fine degli abbracci-fantoccio tra atleti russi e georgiani che camuffano il sangue con la commozione in diretta, a colpi di medaglie regalate a due eroi fasulli travestiti da pistoleri ginnici. Sganciate per favore tonnellate di bombe su quei sorrisi blasfemi, e sulle olimpiadi di Pechino, fermiamo finalmente questa strage orrenda del "volemose bene". E' necessario bombardare quanto prima le olimpiadi. Mi esprimo per paradossi e provocazione, ovviamente. Ma forse, solo allora il pianeta si renderà conto di essere entrato fatalmente in guerra con se stesso. Forse solo allora le morti saranno veramente considerate morti effettive e prese sul serio, non più un giochino da play station. Solo allora i cadaveri verranno contati a uno a uno tra le macerie. Vi prego, sciogliete l'oro delle medaglie e fatelo bere ai leader assassini che ordinano lo sterminio, il massacro organizzatio, il genocidio quotidiano ridotto ai minimi termini sui media, in modo che non faccia mai notizia, in modo da non destare mai un dibattito serale, in modo da non suscitare mai un onesto pianto collettivo.
L'abbraccio tra le due atlete è l'ennesimo insulto catodico, una sporcizia ginnica, sudiciume cinico in diretta, coprire una vittoria virtuale con una sconfitta reale: ecco la censura dello spettacolo eroico che recita mentre seppellisce i morti con il macabro suono dell'applauso sul podio. I confini nazionali diventano sempre più vunerabili. Il mondo brucia. Guerre-lampo che durano decenni. Darfhur, Iraq, Afghanistan, Cecenia, Georgia, Tibet. Chi è il prossimo? Avanti un altro. Il diritto internazionale oramai in via di estinzione. L'Onu latitante, in esilio perenne: come scappato su Marte. E' la geopolitica olimpica di oggi che sta ridisegnando la mappa planetaria per le prossime olimpiadi 2012, naturalmente all'ombra degli abbracci falsi e bugiardi. I sorrisi per la stampa e i cadaveri al cimitero, nelle fosse comuni. Quali e quanti medaglie, quali e quanti abbracci potranno ricoprire la vergogna di sedici mila morti (dichiarati) in Georgia, l'urlo ridotto al silenzio (forzatamente "claustrale") dei monaci tibetani? E la perenne strage cecena? E tutti quei bambini morti in Afghanistan semplicemente perché, spaventati, non si sono fermati a un check point? E la democrazia esportata (col duty free alla dogana) in Iraq?
Aboliamo le olimpiadi per favore. Mettiamo alla gogna ogni sport nazionale. Kaputt con qualunque competizione atletica. Riempiamo di tonnellate di bombe tutti gli stadi svuotati. Via le trasmissioni sportive. Dobbiamo assolutamente renderci conto di essere, non un paese in guerra, ma un pianeta in guerra. Il diritto internazionale è stato definitivamente cancellato, i diritti umani smantellati e barattati con oleodotti e gasdotti. La "legalità creativa" ha preso piede, la diplomazia dell'ingerenza umanitaria, del riconoscimento nazionale per mera convenienza, dei pesi e delle due misure, ha preso il defintivo sopravvento. Sovranità nazionale, addio. Bombardate le olimpiadi per favore, non ci resta nient'altro da fare come umanità per risvegliarci dal torpore mediatico dei record e delle telecronache in diretta o registrate. Distruggete tutti gli stadi cinesi a uno a uno; risvegliamoci da questa anestesia di politica estera: Troia brucia purtroppo, Troia sta bruciando. E' un fuoco globale. Il cavallo non è di legno questa volta. Come minimo si tratta di uranio impoverito.

sabato 9 agosto 2008

LA RIVOLUZIONE OLIMPICA & CULTURALE


No political party can possibly lead a great revolutionary movement to victory unless it possesses revolutionary theory and a knowledge of history and has a profound grasp of the practical movement.


"The Role of the Chinese Communist Party in the National War" (October 1938), Selected Works, Vol. II, p. 208.


(La citazione è estrapolata dal libretto rosso di MAO Tse Tung in edizione inglese)