sabato 22 novembre 2008

GIORNALISTI, CECCHINI O QUAQQUARAQQUA’?

Tre notizie venivano richiamate ieri disinvoltamente sulla prima pagina del Corriere della Sera. O meglio, due. Perché nell’ultimo caso si tratta di un editoriale firmato da Pierluigi Battista e dal titolo assai fetish: “La retorica del gesto estremo”:


1) Il capo di Unicredit alla giornata della Filosofia dichiara: “L’etica è dei singoli; la banca persegue il suo interesse con la legittimazione sociale”.


2) Il Partito Democratico di D’Alema e Fassino ( guarda caso proprio lo stesso che pronunciò via telefono la famosa frase intercettata “abbiamo una banca”) è alle prese con la nomina del presidente della Vigilanza Rai, indeciso tra un ex democristiano d’accatto che non vuole mollare la presa e uno stimatissimo bisnonno designato dal governo su cui entrambi concordano con una devozione “bipartisan” nonostante l’età del candidato, ottantacinque anni. Pazienza, jeunesse oblige!


3) L’editoriale in questione, dal titolo sadomaso, che esordisce con astuta e omertosa ironia: “Bisognerà capire perché alcuni magistrati in Italia siano così prigionieri di questa smania contagiosa del gesto eclatante. E perché i vertici dell’Associazione nazionale magistrati abbiano sfidato il buon senso in misura tanto considerevole da ispirare loro addirittura un appello al relatore speciale per i diritti umani dell’Onu.”


In breve sintesi il resto:
a) Perché i magistrati italiani sono dei mitomani?
b) Perché gli piace il gesto estremo?
c) Perché si appellano all’Onu?


Karakirisushi ha trovato 10 risposte da dare al quesito di Pierluigi Battista:


1) Perché l’Italia è l’unica nazione al mondo che ha visto un alto numero di magistrati barbaramente assassinati sotto il tiro dei kalashnikov, lupare, pistole e tritolo telecomandato a distanza: da Cassarà a Falcone, da Livatino al giudice Borsellino e così via.



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2) Perché molto lentamente alla strategia del tritolo telecomandato a distanza si è sostituita la prassi molto meno eclatante del trasferimento ( a debita distanza anche questo) per incompatibilità ambientale, vedi ad esempio il caso (già dimenticato) del Gip Clementina Forleo esiliata d’ufficio a Cremona, nonché la sottrazione delle indagini al giudice calabrese De Magistris.


3) Perché l’Italia è l’unico paese al mondo in cui un ex ministro ha la sfacciataggine di dichiarare pubblicamente (mentre è in carica il suo dicastero) che con “la mafia dobbiamo imparare a convivere”



4) Perché l’Italia è l’unico paese al mondo ad avere come senatore a vita un politico condannato per Associazione mafiosa, anche se il dispositivo della sentenza definitiva dispone con altrettanta chiarezza (giustamente) la prescrizione del medesimo reato. La stampa tuttavia non ha mai informato il cittadino medio circa la sostanziale differenza fra verità storica e verità processuale.




5) Perché c’è un Presidente del Consiglio che pone in essere interessi conflittuali, comportamenti eversivi, leggi antidemocratiche e anti-costituzionali. (Vedi Lodo Alfano e altro)



6) Perché questa opposizione di fatto non è un governo-ombra ma persegue più semplicemente l’ombra degli interessi del premier.



7) Perché Veltroni è il Walter-ego di Berlusconi!



8) Perché l’Opinione pubblica è latitante, il parlamento esautorato, i giornali filtrano e flirtano col potere; non c’è dialettica democratica, nessun dibattito televisivo, i notiziari si occupano di ricette per cucina e cronaca nera.


9) Perché c’è Emilio Fede che perde 15 minuti sulle previsioni del tempo.



10) Perché esistono quotidiani come il Suo, egregio signor Battista, e giornalisti reazionari come Lei.


Ecco perché i magistrati italiani si rivolgono all’Onu.