martedì 30 dicembre 2008

DUE APICELLA, DUE MISURE!


Di Apicella ce ne sono due: uno che canta serenate spassionate alle finestre del premier e tesse lodi canterine in diretta sulle prodigiose Berlusco-spacconate.
L'altro è un semplice Sostituto procuratore della Repubblica di Salerno e costui non canta, poverino, ma semplicemente lavora e non solo: pensate un po' ( e qui tenetevi forte) ha osato difendere il collega Luigi De Magistris a cui è stata sottratta l'inchiesta Why not.
Il messaggio al secondo Apicella, quello più sventurato, che non canta, è chiaro e disteso. Non si fa. Non si deve assolutamente fare. Questo povero Apicella, reo di non aver impugnato la chitarra va punito, alla faccia dell'autonomia della magistratura italiana.
E cosa gli succede? Niente, arriva il procuratore della Cassazione, un certo Vitaliano Esposito e quindi esercita il suo potere disciplinare, una richiesta assolutamente arbitraria e priva di ogni forza logica. Potere che tra l'altro condivide con il Ministro della Giustizia Angelino Alfano.
Insomma, uno viene premiato e invitato alle trasmissioni televisive come ospite di riguardo, passando alle cronache come l'unico cantante italiano abile a vendere dischi con la sola forza della lingua. L'altro viene punito, a causa della sua lingua, forse troppo lunga. Come dire l'uno rischia di andare a Sanremo, mentre l'altro rischia "il trasferimento ad altra sede".