venerdì 27 febbraio 2009

LA MI PORTI "CICORIA" A FIRENZE

Firenze ORE 21.30
Martedì 3 marzo 2009
Libcafé la citè

Via Borgo san Frediano 20 rosso

CONCERTO-PRESENTAZIONE
del romanzo

CICORIA
di Alfonso Diego Casella

Sarà presente l'autore

CON UN READING DI EMANUELA MASCHERINI

giovedì 26 febbraio 2009

PALAZZO CHIGI, UN PREMIER A PIEDE LIBERO


Ricordate cos’è un sillogismo? È quella forma di argomentazione logica nella quale, a partire da due proposizioni, o premesse, si trae necessariamente una conclusione adoperando tre termini di paragone. L'esempio più classico di sillogismo è quello fornito dallo stesso Aristotele, un esempio da scuola: "tutti gli uomini sono mortali" (premessa maggiore), "i greci sono uomini" (premessa minore), "i greci sono mortali" (conclusione). E fin qui ci siamo. Ora, se un giudice dimostra che: Berlusconi corrompe Mills. E poi, Mills viene condannato per corruzione. Logica conclusione vorrebbe che Berlusconi è il corruttore. E invece no. Aristotele non conosceva affatto il Lodo Alfano. E il sillogismo va aggiornato.
Ricapitoliamo dunque. Per il filosofo più che altro: Mills è colpevole (4 anni e 6 mesi) per corruzione in atti giudiziari. Corrotto con almeno 600 mila dollari da Silvio Berlusconi per testimoniare il falso. E proprio qui l’incantesimo sillogistico si rompe. Il corrotto viene condannato mentre il corruttore resta al Governo. Imperturbabile. Impassibile. Anzi, è impossibile processarlo. C’è il Lodo Alfano. Ma non solo; oltre alla prova regina si assiste anche alla madre di tutti i paradossi: l’avvocato Mills deve risarcire 250 mila euro alla Presidenza del Consiglio che nel frattempo si è costituita parte civile. Bella questa. Il corruttore - oltre a corrompere il corrotto - si “scioglie” dalla legge e si costituisce parte civile. Alla beffa del danno si aggiunge la pantomima comica del potere. Attenzione patriottiche “ronde” padane! Guardatevi bene intorno mentre eseguite diligenti i vostri turni di ricognizione quotidiana. C’è in giro da qualche parte un premier a piede libero.

mercoledì 25 febbraio 2009

MANDIAMO "LE RONDE" IN PARLAMENTO




Una proposta in favore del Pacchetto Sicurezza Maroni. Come dire, un emendamento. Mutare alle "ronde" la loro desinazione d'uso. Ad esempio, mandarle a controllare il Parlamento. Deputato dopo deputato. Entrare e controllarne i movimenti. Pedinarli pazienti tra il corridoio e il Transatlantico. Nelle toilette, per verificare se sniffano prima di deliberare. Vedere Ciarrapico in giro e avvertire immediatamente la polizia. Tenere d'occhio il senatore Totò Cuffaro. E poi Giulio Andreotti. Circondare Marcello Dell'Utri. Non lasciarlo salire sullo scranno. E medesima cosa per tutti quanti i condannati con sentenza passata in giudicato. Attenzione, sono pericolosi. Socialmente pericolosi. Mandiamo le "ronde" in parlamento. Lottiamo per un parlamento più pulito.

lunedì 23 febbraio 2009

LIBERO PENSIERO IN LIBERA RETE




Segni particolari: figlio di democristiano. Siculo. Nei ranghi dell'Udc. Medesimo partito di Totò Cuffaro. Nome: Senatore D'Alia. Obiettivo: oscurare la rete.
Con uno stratagemma il senatore in questione vorrebbe vietare la libera espressione su internet. Ha proposto un emendamento, approvato in Senato (disegno di legge di Brunetta) che obbligherà i provider a oscurare siti, blog o social media come YouTube e Facebook su richiesta del ministero degli Interni per reati di opinione.
In barba all'articolo 21 della Costituzione repubblicana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

Opinione personale: fondamentalmente ignorante. Voto in Diritto Costituzionale: ritorni la prossima volta!

venerdì 13 febbraio 2009

GIUSTIZIA E INFORMAZIONE SOTTO ASSEDIO



14 Febbraio 2009 dalle ore 11,00 alle ore 18,00

Teatro Puccini
via delle Cascine 41 FIRENZE


INTERVENGONO:

Maria Luisa Busi
Luigi De Magistris
Paolo Flores d'Arcais
Eric Jozsef
Raffaele Palumbo
Pancho Pardi
Bruno Tinti
Marco Travaglio
Carlo Vulpio

martedì 10 febbraio 2009

ANTI-REQUIEM NEL PAESE DEI COCCODRILLI



(Lapide commemorativa della Strage di Piazza Fontana)



Non vogliamo commemorare Eluana. Si tratta di una tragedia privata. Non esiste motivo perché acquisti una tale rilevanza nazionale. Resta semplicemente ciò che è. Un dramma familiare che commuove. Punto e basta. Finisce lì. Accanimento mediatico più che terapeutico. E se una spina veramente andava staccata era quella televisiva prima di ogni altra.

Con grande senso stupore si apprende oggi dai giornali che l'onorevole Gasparri "è una persona che rispetta la vita". Mai virgolette furono più obbligatorie di un frac per attestare l'eleganza etica di un leader. Gasparri le ha pronunciate sciamando nel suo solito burino madrelingua, davanti a un Parlamento ormai in delirio. L'Italia intera è insorta al suo fianco. Tutta l'Italia dei puttanieri da bordello che sfilano in corteo al family day. L'Italia dei cocainomani e invaginatori da night club, che difendono la sacralità dell'embrione congelato. L'Italia dei falsi. L'Italia dei vili. Dei bugiardi. L'Italia dei bigotti. Dei preti mancati. La stessa Italia che ha visto morire migliaia di bambini in Iraq e non ha mosso un dito. Vuoi scherzare? C'era in ballo un modello democratico da esportare armi alla mano. Persino l'Italia papalina e moraleggiante è scesa in campo. Le eminenze-mezzobusto che inalberavano tanto la pagliuzza del diritto alla vita per nascondere la trave della pedofilia curiale.

Ora, per non essere confusi con questa marmaglia esagitata di sciacalli, di cinici professionali d'occasione, purtroppo non onoreremo Eluana: un dramma familiare. Ma un dramma collettivo. Tutti coloro che morirono senza avere il tempo di dettare uno testamento biologico. Senza chiedere nemmeno che staccassero la spina a un certo punto. Non c'è stato il tempo.

Qui intendiamo commemorare le vittime di tutte le stragi di Stato, uno per uno:

(12 dicembre 1969, Milano, Piazza Fontana)

Giovanni Arnoldi
Giulio China
Eugenio Corsini
Pietro Dendena
Carlo Gaiani
Calogero Galatioto
Carlo Garavaglia
Paolo Gerli
Vittorio Mocchi
Luigi Meloni
Mario Pasi
Carlo Perego
Oreste Sangalli
Angelo Scaglia
Carlo Silvia
Attilio Valè
Gerolamo Papetti


28 Maggio 1974, Strage di Piazza della Loggia, Brescia

Giulietta Banzi Bazoli,
Livia Bottardi Milani
Euplo Natali
Luigi Pinto
Bartolomeo Talenti
Alberto Trebeschi
Clementina Calzari Trebeschi
Vittorio Zambarda


Strage dell'Italicus, 4 agosto 1974, San Benedetto Val di Sambro:


Elena Donatini
Nicola Buffi
Herbert Kotriner
Nunzio Russo
Maria Santina Carraro
Marco Russo
Tsugufumi Fukada
Antidio Medaglia
Elena Celli
Raffaella Garosi
Wìlbelmus Jacobus Hanema
Silver Sirotti


Strage stazione di Bologna, 2 agosto 1980:

Antonella Ceci, anni 19
Angela Marino, anni 23
Leo Luca Marino, anni 24
Domenica Marino, anni 26
Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57
Vito Diomede Fresa, anni 62
Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14
Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28
Carlo Mauri, anni 32
Luca Mauri, anni 6
Eckhardt Mader, anni 14
Margret Rohrs In Mader, anni 39
Kai Mader, anni 8
Sonia Burri, anni 7
Patrizia Messineo, anni 18
Silvana Serravalli In Barbera, anni 34
Manuela Gallon, anni 11
Natalia Agostini In Gallon, anni 40
Marina Antonella Trolese, anni 16
Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51
Roberto De Marchi, anni 21
Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60
Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46
Vittorio Vaccaro, anni 24
Velia Carli In Lauro, anni 50
Salvatore Lauro, anni 57
Paolo Zecchi, anni 23
Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23
Catherine Helen Mitchell, anni 22
John Andrew Kolpinski, anni 22
Angela Fresu, anni 3
Maria Fresu, anni 24
Loredana Molina In Sacrati, anni 44
Angelica Tarsi, anni 72
Katia Bertasi, anni 34
Mirella Fornasari, anni 36
Euridia Bergianti, anni 49
Nilla Natali, anni 25
Franca Dall'olio, anni 20
Rita Verde, anni 23
Flavia Casadei, anni 18
Giuseppe Patruno, anni 18
Rossella Marceddu, anni 19
Davide Caprioli, anni 20
Vito Ales, anni 20
Iwao Sekiguchi, anni 20
Brigitte Drouhard, anni 21
Roberto Procelli, anni 21
Mauro Alganon, anni 22
Maria Angela Marangon, anni 22
Verdiana Bivona, anni 22
Francesco Gomez Martinez, anni 23
Mauro Di Vittorio, anni 24
Sergio Secci, anni 24
Roberto Gaiola, anni 25
Angelo Priore, anni 26
Onofrio Zappala', anni 27
Pio Carmine Remollino, anni 31
Gaetano Roda, anni 31
Antonino Di Paola, anni 32
Mirco Castellaro, anni 33
Nazzareno Basso, anni 33
Vincenzo Petteni, anni 34
Salvatore Seminara, anni 34
Carla Gozzi, anni 36
Umberto Lugli, anni 38
Fausto Venturi, anni 38
Argeo Bonora, anni 42
Francesco Betti, anni 44
Mario Sica, anni 44
Pier Francesco Laurenti, anni 44
Paolino Bianchi, anni 50
Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50
Berta Ebner, anni 50
Vincenzo Lanconelli, anni 51
Lina Ferretti In Mannocci, anni 53
Romeo Ruozi, anni 54
Amorveno Marzagalli, anni 54
Antonio Francesco Lascala, anni 56
Rosina Barbaro In Montani, anni 58
Irene Breton In Boudouban, anni 61
Pietro Galassi, anni 66
Lidia Olla In Cardillo, anni 67
Maria Idria Avati, anni 80
Antonio Montanari, anni 86



Strage del Rapido 904, 23 dicembre 1984, San Benedetto Val di Sambro:

Giovanbattista Altobelli
Anna Maria Brandi
Angela Calvanese in De Simone
Anna De Simone
Giovanni De Simone
Nicola De Simone
Susanna Cavalli
Lucia Cerrato
Pier Francesco Leoni
Luisella Matarazzo
Carmine Moccia
Valeria Moratello
Maria Luigia Morini
Federica Taglialatela
Abramo Vastarella
Gioacchino Taglialatela
Giovanni Calabrò




Firenze, 27 maggio 1993 (Accademia dei Georgofili)

Caterina Nencioni (50 giorni di vita)
Nadia Nencioni (9 anni)
Dario Capolicchio (22 anni)
Angela Fiume (36 anni)
Fabrizio Nencioni (39 anni)

giovedì 5 febbraio 2009

DUE ROMANZI A VIVA VOCE


ASSOCIAZIONE SERPE REGOLO
SOVICILLE (SI)

PRESENTA

alle ore 18.00


CICORIA
romanzo
di Alfonso Diego Casella


UN LUOGO UN TEMPO
romanzo
di Bruno Travaglini

Saranno presenti gli autori

domenica 1 febbraio 2009

ANGELINO ALFANO / diariospycam

Nelle toilette mi sono guardato bene in faccia. Lo specchio era ovale. Ho perso quasi tutti i capelli. A pensarci bene, sono venuto molto meglio come look su quel vecchio video in possesso della Procura di Palermo in cui come invitato al matrimonio baciavo il boss. Allora ero più giovane. Naturalmente non lo conoscevo il boss. E cosa diavolo potevo dire in mia difesa. Conosco la legge io. Mi sono laureato con Cepu. Non è mica reato baciare. O meglio, salutare un boss che non si conosce. Non è reato. È semplicemente che io sono fatto così. Ho bisogno di affetto. Ecco. Affetto. Giuro. A volte scendo dall’auto blu di proposito e bacio persone che non conosco affatto. Gente qualunque bacio. Vado in giro nei locali e saluto. Saluto chiunque. Bacio e abbraccio tutti. A volte si tratta di marciapiedi interi di persone che bacio io. Ripeto, non le conosco nemmeno. Ma niente, ho bisogno di affetto. Sono un ministro che bacia.
Il segretario è entrato nella toilette. Ero lì che mi asciugavo le mani dopo aver pisciato. Ancora allo specchio. Signor Ministro… mi ha detto trafelato: si sbrighi… adesso tocca a lei. È il momento dell’intervento.
Mi sono guardato di nuovo i capelli che mancano. Ho baciato il mio segretario con affetto. Esco nel corridoio. Ho baciato quattro giornalisti. Tre giudici. Sette penalisti ho baciato. E prendo la parola, dopo aver baciato il microfono con la lingua.
Bisogna evitare ai giudici ogni possibile arbitrio… ho detto io come incipit. Non so cosa significa incipit. Ma lo scrivo uguale sul mio diario personale. Nessuno può correggermi su questo diario. Sile-libero.
E poi ho aggiunto che occorrono verifiche sulla loro efficienza. Cioè sull’efficienza dei giudici intendevo dire. A Cepu non mi hanno mai spiegato bene la separazione dei poteri. E di carceri affollate ho parlato anche. Intercettazioni e altre minchiate giudiziarie. Ma in realtà io volevo baciare tutti gli astanti. Scendere in platea e baciarli tutti a uno a uno. Non scherzo. Ho questo vizio io oltre a parlar male dei magistrati. Ho il vizio cioè di baciare i boss. Di salutare chiunque con affetto. Io bacio. Bacio fino a stancarmi le labbra. Saluto tutti quanti rispettosamente io. E parlo male dei magistrati di tanto in tanto. Sono affettuoso ma purtroppo parlo male dei magistrati. Bacio e parlo male. Parlo male e bacio. Bacio e parlo male. Non mi stanco. Nel frattempo però faccio anche il ministro di Grazia e Giustizia quando capita. Quando mi resta un po’ di tempo libero.


(LIBERAMENTE TRATTO DAL DIARIO DI ANGELINO ALFANO)

OH ROMEO, ROMEO... PERCHE' SEI TU ROMEO?




Tu, disperato pilota,
frangi ora fra gli scogli la mia barca
già stanca e squassata per tante tempeste!
a te accanto,
mio amore [...]
con questo bacio[...]
io muoio

William Shakespeare (Romeo e Giulietta)




(IN FOTO: L'IMPRENDITORE ROMEO)