martedì 24 marzo 2009

BOOK PRESENTATION "CICORIA" BY ALFONSO DIEGO CASELLA







Lecture by author Alfonso Diego Casella entitled:


THE MAFIA AS A SOCIAL BEHAVIUOUR

Thursday, March 26th at 5:30pm at the Libreria Beccarelli
located in Siena at Via Mameli, 14



All are invited to attend

giovedì 19 marzo 2009

IL MAGISTRATO, IL PORTIRE E LA PAPERA DI MANCINO


Neppure una parola ( o un conato di vomito mediatico) sull'investitura fiorentina di Galli, l'ex portiere della nazionale in pensione. Argomentazioni così filosofiche da sentirci obbligati a riportarle in un apposito angolo della cultura.
"Silvio mi insegnò come battere Maradona". Applauso al candidato. "Silvio mi restò vicino quando finii in panchina". Secondo applauso.
Un progetto politico di ampio respiro, almeno a giudicare dalle premesse.

Scandalo invece su De Magistris. Non può entrare in politica. E' laureato in legge. Non sarebbe quindi un dilettante da Corrida berlusconiana. Un curriculum da pericolo sociale. Un magistrato efficiente fino al punto da doverlo rimuovere da Catanzaro per spedirlo al confino giudiziario di Salerno. Avocazione promossa direttamente dall'ex ministro Mastella. Motivazione? Indagava anche sul suo conto. Apriva armadi zeppi di scheletri, si accingeva a scoperchiare gli intrighi masso-mafiosi di Why not. Una inchiesta giudiziaria pericolosissima. Prima scippata e poi insabbiata con maestria. E come se non bastasse, la Procura di Roma gli recapita una denuncia dai contorni esilaranti. Degna di Zelig. Lo stesso giorno della candidatura. Ma non finisce qui.
Nicola Mancino chiede immediatamente una legge che impedisca ai magistrati entrati in politica di tornare in magistratura. Peccato che a richiederla sia un ex ministro asceso al ruolo di vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura proprio per nomina politica. Un ex democristiano. Un dubbio: ma tocca al Vicepresidente del CSM proporre le leggi al Parlamento? E poi, perché un magistrato colto e laureato non dovrebbe entrare in politica se è onesto: why not?

sabato 14 marzo 2009

QUANDO REMOLO REMAVA CONTRO ROMOLO



Rispondiamo a un quesito che ci ronza nella testa questi giorni. Ma la spiegazione è sguinzagliata in un modo piuttosto trasversale. Del perché un collezionista di papere abbia scelto proprio un ex portiere di calcio come Galli (ennesimo dilettante allo sbaraglio della politica mediatica nostrale post-piduista)in qualità di prossimo canditato a Firenze, è presto spiegato. Basta dare un'occhiata a questo piccolo scempio historico-verbale. Basta ascoltare seriamente la banalità narcotico-accattivante di chi parla nel video sopra riportato. Conclusione: esiste una fatale legge di attrazione tra "papere" e portiere.

giovedì 12 marzo 2009

COME USARE LA SOCIAL-CARD IGIENICA


Adesso la pubblicità. Usate la social card igienica. Sì, e magari con mille piani-casa di morbidezza.
Da una parte i problemi del paese. Dall'altra il governo del paese che non li governa: un esecutivo a effetto spot. A effetto annuncio. Si torna al nucleare. Stanare Cesare Battisti in Brasile ovunqure si trovi. Un piano casa cementificatore per risolvere l'implosione strutturale dell'economia. Robin Hood tax. Aiuteremo i disoccupati che hanno perduto il posto di lavoro. In Parlamento voteranno solo i capigruppo. Da una proposta all'altra. Da uno spot all'altro. Vedere Capezzone con gli occhiali da signorina buonasera difendere le astruse posizioni nazional-populiste del premier con la moquette in testa. Il governo della pubblicità. Proprio Capezzone poi, emblema della coerenza post-radicale. Post-chic. Post-amorale. Post-tutto. Emblema della svendita al dettaglio nel marketing osceno della politica.

sabato 7 marzo 2009

EUTANASIA DEL PROFESSORE PART TIME


Riceviamo dal Movimento insegnanti precari e volentieri pubblichiamo


Il movimento insegnanti precari è formato da insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Esso nasce dall’esigenza degli insegnanti precari di lottare in prima persona per i propri diritti, liberi da ingerenze di qualsiasi tipo.

Il nostro scopo è quello di organizzare un movimento ampio ed unitario del precariato della scuola, che si inserisca all'interno della generale mobilitazione della scuola e dell'università, contro i provvedimenti del Governo attuale.
Riteniamo che questa necessità sia oggi più urgente che in passato. Se i tagli alla scuola statale operati dal Governo compromettono pesantemente la qualità della didattica e le condizioni di lavoro di tutti i docenti, il peso maggiore delle riduzioni di spesa ricadrà direttamente sulla nostra pelle: una parte consistente degli insegnanti precari verrà estromessa dall’insegnamento; un’altra parte dovrà elemosinare a vita uno stipendio sempre più scarnificato dalle scuole private, uno stipendio che, già oggi, è ai limiti della sussistenza; un’altra parte ancora vedrà l’assunzione in ruolo come una prospettiva lontanissima.
La lotta contro il precariato assume un significato singolare all’interno delle rivendicazioni generali sulla scuola pubblica. Come insegnanti precari siamo consapevoli che una scuola che ridefinisce lo stato giuridico degli insegnanti in funzione del nuovo paradigma della flessibilità (vedi proposta di legge Aprea n. 953) è una scuola che fa uso massiccio di precari. La flessibilità associata alle privatizzazioni e allo smantellamento della scuola statale trasforma gli insegnanti in liberi professionisti, che dovranno svendersi alle scuole trasformate in fondazioni, rendendo il precariato una regola.
Insomma, per noi lottare contro il precariato nella scuola statale vuol dire lottare per una scuola pubblica che possa davvero realizzare il principio costituzionale del superamento di qualsiasi differenza. Lottare contro il precariato nella scuola vuol dire rifiutare qualsiasi taglio all’istruzione statale, pretendere la trasformazione dell'organico di fatto in ruolo e lo sblocco del turn over, restituendo ai precari il posto lasciato libero dagli insegnanti in pensionamento. Non vogliamo più sentirci in esubero. Il lavoro che quotidianamente svolgiamo nelle scuole, in condizioni sempre più difficili, è fondamentale alla formazione degli studenti, e solamente la logica dei tagli, che imperversa da anni nelle politiche sull'istruzione, ci impedisce di lavorare tutti nelle migliori condizioni.
Se vogliamo rafforzare davvero la lotta degli insegnanti precari all'interno della mobilitazione generale della scuola e dell'università,

dobbiamo necessariamente coordinarci ed assumerci la responsabilità delle azioni rivendicative da intraprendere insieme.

Non possiamo aspettarci da altri la difesa dei nostri diritti, se non agiamo in prima persona per difenderli.
Per questo, richiamiamo tutti i precari organizzati e non, a lavorare con noi per costruire con noi un'assemblea nazionale dei precari
in vista delle future mobilitazioni.


movimentoinsegnantiprecari@gmail.com