giovedì 28 maggio 2009

I FILI SA' CHE SO'... SO' PEZZE E CORE


Dal processo Mills a Mario Merola. La sceneggiata napoletana continua. Franceschini insiste sulla vera o presunta amante del premier. I figli lo accusano. E si difendono dietro lo scudo di Famiglia, Patria, Stato e Onore.
Diatriba a parte: è meglio un presidente del Consiglio corruttore o un premier semplicemente puttaniere? La risposta la lascio decidere a voi.
Nel frattempo l'intellighenzia al femminile di questo paese, diciamo così: "le scrittrici" (e cioè Isabella Bossi Fedrigotti, Dacia Maraini) difendono la moglie del premier in prima pagina.
Va difesa. E' donna. Il divorzio è mio e me lo gestisco io. Emancipazione e altre masturbazioni celebrali sul post celibato. Forse occorrerrebbe una intellighenzia più neutrale (meglio se asessuata) in grado di riconoscere il valore legale di una sentenza e delle sue motivazioni. E tornare a parlare senza peli sulla lingua del corruttore della vicenda Mills. E lasciare i pettegolezzi ai rotocalchi piuttosto che a Repubblica. Alle parrucchiere e non a Franceschini.

martedì 26 maggio 2009

QUANDO L'OPPOSIZIONE E' PORNOSOFT


Mesi fa la sentenza Mills. Corruzione. E se ne parlò poco. Giorni fa il dispositivo della sentenza con le motivazioni: “Berlusconi ha corrotto Mills.”
Dunque, se tanto mi dà tanto, ci sarebbe un premier in carica che è a piede libero grazie al Lodo Alfano. E come replica l’opposizione?
“Berlusconi deve spiegare tutto su Noemi.” Il caso Mills scompare dal dibattito politico.
Queste le curiosità morbose di Franceschini. Il PDL naturalmente ringrazia il leader dell’opposizione pornosoft per aver spostato il piano del dibattito politico su sentieri molto meno pericolosi. E oggi arriva anche lo sfogo dell’ex moglie del premier a piede libero: “Il problema non è Noemi ma il comportamento di mio marito”. Insomma, sembra quasi di guardare una puntata di “Amici” e magari alla regia c’è proprio Franceschini in persona, il leader dell’opposizione “diversamente concorde”.

Intanto i vescovi scendono in campo sulla crisi sostituendosi a ranghi completi alla sinistra che non c’è. “ I licenziati non sono zavorra”. Cosa sacrosanta. Ecco, questo vanno predicando in coro i compagni vescovi cattolici-apostolici-marxiani.
Avanti Papa… alla riscossa, bandiera rossa… bandiera rossa!

giovedì 14 maggio 2009

GLI INTERESSI IN COMUNE





Questa sera all'Associazione Serperegolo di Sovicille (Si)

Piazza Marconi n. 1


ALFONSO DIEGO CASELLA

PRESENTA IL NUOVO LIBRO DI

VANNI SANTONI

"Gli interessi in comune"
- Feltrinelli editore -

SARA' PRESENTE L'AUTORE

venerdì 8 maggio 2009

IN DIFESA DEL PAPY DELLA PATRIA




"E le veline?"
"Non so nemmeno chi siano." Risponde così Don Zuliani su "Repubblica". Il confessore personale del premier che viene chiamato in causa e lo manda assolto Urbi et Orbi dai peccati della carne fresca.
Stop. Un attimo. Una riflessione.
E’ vero che tra i curati vige un'alta percentuale di pedofili passati in giudicato, però almeno due veline con la coda dell'occhio per una volta sola nella vita gli sarà pure capitato di vederle al reverendo confessore. E andiamo, porca troia. Eccheccazzo. Le veline reverendo. E dài. Non mi venga dire "chi sono"...
Le veline sono quelle gnocche bionde o brune che mostrano la patonza in diretta serale, cioè una fica sempre perfettamente depilata fino all'inguine. E che ballano poi tutte scosciate altissime, magrissime e mostrano anche le tette nonché evidenziano lo slip a rientrare nella spaccata delle chiappe signor reverendo. E rivelano un bel culo tondo tondo reverendo. Desiderabile. Come... ancora non lo sa? Mai viste per davvero le veline? Eppure milioni d'italiani si masturbano ogni giorno.Eiaculano a go go davanti al televisore, sui divani domestici e poi vengono in fila a confessarsi da lei reverendo. Possibile che mai ha trattato un simile argomento durante la confessione?


Questa è proprio bella. Siamo alle comiche mistiche. Che i padri confessori del premier scendano addirittura in campo spirituale per difenderlo, questo supera la parodia di Emilio Fede. Forse per mondarlo dal puttanesimo sospetto? Per redimerlo dalla zoccolaggine presunta e senza nessuna espiazione né indulgenze elettorali?
Comunque sia non si dicano eresie: il Presidente del Consiglio non va a letto con le minorenni. Sia chiaro. Anzi. Esattamente il contrario.
"Posso garantire che Berlusconi è un uomo di grande fede e profondità religiosa". Garantisce lui, don Zuliani. E gli dobbiamo credere, in nome di Dio. Sticazzi! Reverendo. Sticazzi!

Va smontata l’ipotesi. Niente vero che si è presentato a una festa di pischelle diciottenni. Non era in cerca di future ministre. Non era diretto proprio a questo funambolico ballo di piccole fighette debuttanti. No. Molto probabilmente la destinazione finale era un pellegrinaggio da Santa Maria Goretti. A pregare per le anime degli Italiani defunti. Ricordiamolo, è il “papy” della patria. E basta con le accuse. Poverino. Ma he abbaglio giornalistico hanno preso. Stampa deviata. Sindrome d’accerchiamento. Tutta colpa di anonimi infedeli e anti-clericali del gossip. Tutti paparazzi dei cazzi altrui.

La parola d'ordine - ovvero “il verbo” - è riabilitare il puttaniere dalla laica inquisizione. E le motivazioni ce le snocciola saggiamente don Zuliani: "Se pensiamo a tutti i grandi che hanno fatto la storia... ne dica uno che non aveva i suoi vizietti." E' vero reverendo.

Grazie a Dio uno che parla chiaro e tondo. Andrebbero citati a questo punto per dare una conferma a Don Zuliani, tutti i vecchi gossip sul Duce Benito Mussolini che s’inculava a Palazzo Venezia le giovanissime amanti e si univa carnalmente e giornalmente a quanto pare; nel suo studio, dicono. Ha perfettamente ragione il reverendo sui vizietti capitali dei leader. Bravo reverendo. In effetti Mussolini se le inculava tutte a pecora, indossando stivali di pelle neri alti. Questa spicciola aneddotica virile non ce la riferisce Don Zuliani (troppa grazia Sant'Antonio) ma quel bravo massone di Gervaso.
E vogliamo dimenticare Clinton, che si fa sbocchinare dentro la Casa Bianca da Monica Lewinsky e che le sborrava in bocca, al centro della Sala Ovale? Il padre confessore del premier ha perfettamente ragione. I leader hanno dei vizietti capitali. Grazie Don Zuliani, perché con queste parole d’assoluzione ha ridato vigore alla memoria storica. Senza l'intervista apparsa su "Repubblica" l'altroieri, a nessuno mai sarebbero tornati in mente i famosi pompini oltreoceanici di Bill Clinton, né le chiavate del Duce che si ingroppava a pecora vecchie veline di regime in perfetto stile anni trenta. Ego te absolvo dai peccati. Libera Chiesa in libero orgasmo!

martedì 5 maggio 2009

LE MANI SULLA CITTA' di Raffaele Ascheri




DOPO IL SUCCESSO DI "LA CASTA DI SIENA" ESCE FINALMENTE IL NUOVO LIBRO DI RAFFAELE ASCHERI

"La Mani sulla città". “Un’inchiesta sulla questione morale a Siena e nel senese”


a cura di Karakirisushi

Il giorno in cui questa coraggiosa inchiesta deciderà di imitare i loschi personaggi che ci racconta: bene, è proprio quel giorno che diventerà un libro che va a ruba!
Una “New Italian Epic” sul cemento. L’interesse locale in piena era globale! Uno squarcio nitido sulla corruzione massomafiosa nella provincia più “fucsia” d’Italia. Ma anche una scuola onesta di giornalismo e sana Controinformazione.
Un libro impeccabile nella sua generosità ricolma di dettagli, sempre a metà tra il pilastro di saggezza e il pilastro abusivo da condonare. Ma è soprattutto un libro capace di dissacrare il vecchio adagio rivoluzionario più à la mode, sbeffeggiandolo così come conviene per adattarlo meglio alle circostanze di regime: “Hasta la poltrona siempre” comandante: Che Guevara? Cenni? Ceccuzzi? Oppure Ceccherini?

Buona lettura a tutti!