giovedì 30 luglio 2009

IN CASO DI PIOGGIA, LA FESTA ANDRA' A PUTTANE!



IN CASO DI PIOGGIA LA FESTA ANDRA' A PUTTANE...

MA SIETE TUTTI INVITATI
AL CIRCOLO ARCI
di Ancaiano (SI)

AL PAPI PARTY


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I GUCCINI DI CAMPAGNA

SPETTACOLO TEATRALE:

" UCCELLI DIETRO "

lunedì 27 luglio 2009

LEOLUCA ORLANDO AL PALIO DEI SOMARI A MURLO



PROSEGUE LA POLEMICA "WHERE IS MY VOTE... A MURLO?"


Eppure la locandina parlava chiaro. Ore 18.00, pubblico dibattito con l’On. Orlando. In conclusione “grigliata di carne alla griglia”. Non scherzo. Proprio così recitava il programma della festa dell’IDV a Murlo: “grigliata di carne alla griglia”. E allora perché “palio dei somari”? Per l’allitterazione ripetuta due volte con la stessa parola? No. È una modesta metafora. “Somari” in termini di democrazia. E sì, perché lo scambio di lettere e la risposta evasiva dell’Onorevole Orlando a me sul quesito etico e politico: “Where is my vote…a Murlo?” oltre ad essere finito sul blog, è stato anche travasato in un articolo di cronaca locale apparso ieri sul “Corriere di Siena” per mano di Annalisa Coppolaro. E non era niente male come titolo: “IDV, arriva Orlando alla festa che scotta”.

Ma proprio qui comincia il problema. Appunto, la festa che “scotta”. Ciò che era stato preannunciato (locandina alla mano) come un pubblico dibattito è stato repentinamente trasformato ( in calcio d’angolo) in un comizio post elettorale e auto-referenziale tra candidati eletti, senza alcuna discussione finale con il pubblico evitando così agli oratori di esporsi a una qualunque domanda sull’argomento o che richiamasse l’articolo in questione.
Iscritti a parlare: il neo parlamentare europeo Niccolò Rinaldi. E l’uomo più “famoso” di Murlo (Alessio Manetti) che dopo aver governato il comune per 15 anni ha fatto il pienone di consensi: 32 voti! Un risultato talmente stupefacente che lo stesso ex sindaco ha commentato senza alcuna ironia: “Il migliore risultato amministrativo in tutta la Toscana”. Figuriamoci negli altri comuni, poverini!

Quanto all’onorevole Orlando invece l’omertà con cui sta trattando questa oscura vicenda locale, oltre a essere un boomerang nei suoi confronti, ci sta rivelando la fisionomia di un politico che sinceramente credevamo un po’ diverso, così come quella di un partito che tutti quanti immaginavamo più severo nei fatti che avessero attinenza con l’etica, la politica.

Si denota al contrario una strisciante allergia alla democrazia come sistema, quasi una mancata predisposizione verso il contraddittorio, pubblici dibattiti azzerati, articolazioni locali del partito svuotate nel loro interno, delirio verticistico di taluni dirigenti provinciali e regionali. Ma soprattutto va segnalato un senso di vittimismo crescente, e cioè una paura effettiva di complotti orditi ai danni del partito, la cui stessa linea di real politik interna impone in caso di pareri, accuse, suggerimenti provenienti dall’esterno di respingere ogni addebito direttamente al mittente, a prescindere quali siano i torti e le ragioni.

L’idea ad esempio che l’articolo di giornale che riguardava anche Leoluca Orlando fosse una specie di “imboscata” mediatica tesa nei suoi confronti, lo stesso giorno del suo arrivo in Toscana, ecco, questo lascia onestamente presagire l'incubo di fobie incipienti. E non solo, quando qualcuno dei presenti ha rilevato che in effetti la mia richiesta di contraddittorio era cosa sacrosanta alla fine di quel loro comizio "improvvisato" la risposta è stata piuttosto puerile: “Io con quello non ci parlo”. Quindi, silenzio, real politik di partito. Difesa a riccio. Omertà all’ennesima potenza dunque! Il che, riferito a una persona come Leoluca Orlando dovrebbe davvero suonare come un ossimoro ben strano.

Quante volte abbiamo sentito il premier ripetere il suo più famoso ritornello? “E’ un complotto contro di me”. “Quelli sono dei comunisti”. E che Murdoch sta manipolando la stampa estera? Persino se un giornalista chiede notizie sui fondi per il terremoto oramai lo liquida così, con un secco: “Ma mi lascia perdere… per favore”. Ma questo è il premier, fa parte della comicità del personaggio.

Invece ieri al Palio dei Somari (ripeto, somari della democrazia) è accaduta una vicenda assai curiosa: quasi un miracolo di specularità politica. D’un tratto, lo spirito berlusconiano ha “posseduto” l’onorevole Orlando. Forse il concetto di vittimismo, “complottismo” oltre a possedere il premier in carica sta già iniziando a contagiare anche l’opposizione come una febbre suina contro la quale c’è veramente poco da sperare.

venerdì 24 luglio 2009

PREMIER FRUITORE E MINISTRO MENTITORE




Prima schifosa bugia. "Tutte queste accuse - dice alla stampa estera il ministro Franco Frattini - si sono provate assolutamente non vere ed è per questo che nessun procuratore ha messo il mio primo ministro sotto inchiesta e queste accuse non sono vere anche nella sostanza''.

Frattini mente spudoratamente. Anzitutto non è compito di un ministro degli esteri stabilire la veridicità o meno delle accuse. Eventualmente sarà un giudice, dal momento che c'è una indagine in corso. Quindi, l'inchiesta c'è.
Ma le bugie proseguono. Esiste una preoccupazione, a detta di Frattini. E cioè che qualche giornalista abbia potuto pagare prostitute per rilasciare false dichiarazioni. A smentire le stesse fandonie del ministro basta una vecchia dìdichiarazione del legale personale del premier, tale Ghedini: "Berlusconi è stato un fruitore finale".
E allora chi sta mentendo: le prostitute pagate dai giornali oppure l'avvocato Ghedini?

domenica 19 luglio 2009

IN MEMORIA DI PAOLO BORSELLINO



PAOLO BORSELLINO
Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992
magistrato italiano assassinato dalla mafia

NICOLA MANCINO / diariospycam

... sotto l'ombrellone. E ascoltavo la radio. A un certo punto sento una voce dal pesante accento siculo. Madre mia! E' Salvatore Borsellino, il fratello del famoso magistrato assassinato, che celebra l'ennesimo anniversario del fratello magistrato. Le accuse che muove sono sempre le stesse: il patto tra stato e mafia, che io avrei sottoscritto e il fratello no. Tutte fandonie. Nessuna prova tranne le illazioni di ex mafiosi pentiti. A lui sembra strano il fatto che io abbia detto a tal proposito che non solo non avevo mai incontrato suo fratello Paolo, ma che neanche lo conoscevo fisicamente.
Secondo lui, in questa intervista radiofonica, quella che io ascoltavo standomene sdraiato al mare, io avrei dovuto conoscerlo per forza questo fratello suo magistrato, almeno fisicamente; che so, almeno averlo visto una volta in televisione a questo giudice qua Borsellino suo fratello.
No, invece. Mi dispiace. Io ascolto la radio e non conosco le facce. Ero ministro degli Interni all'epoca e non conoscevo suo fratello, cosa c'è di strano! Suo fratello non lo conosco fisicamente. Io conosco fisicamente Gianni Morandi, Michael Jackson, i Beatles, Cigliola Cinguetti, Iva Zanicchi ( sia come cantante che come bravissima presentatrice di Ok il prezzo e giusto) io conosco Pupo, i Ricchi e Poveri, Julio Iglesias, Gigi D'Alessio. Ecco, questi li conosco bene fisicamente, cioè, almeno di vista. Pazienza, a suo fratello magistrato non lo conoscevo affatto; che ci posso fare... D'accordo, ero ministro degli Interni, ma non lo conoscevo. A quel punto ho preso il telefono che stava nella borsa di ia moglie. Mi sono alzato in piedi e la sabbia scottava, digito il numero di...

( LIBERAMENTE TRATTO DAL DIARIO PERSONALE DI NICOLA MANCINO)

sabato 18 luglio 2009

DOPO "RAZZISTERIA" ARRIVA L'ALTRA-INCHIESTA




Attenti a quei due! Un applauso a scena aperta a Ornella De Zordo e Saverio Tommasi per aver intrapreso un progetto di video/inchieste dal titolo "l'altrainchiesta - 10 brutte storie italiane".

Il loro nuovo video è visionabile su youtube:

http://www.youtube.com/watch?v=-aFxEFl1Y3U

mercoledì 8 luglio 2009

L'ONOREVOLE LEOLUCA ORLANDO RISPONDE





(Risposta dell on. Orlando alla mia lettera del 3 luglio "Where is my vote...a Murlo?) - IN FOTO: Orlando, Manetti (il candidato più votato d'Italia) e Casella.


Carissimo,

ho ricevuto la Tua e-mail e Ti sono sinceramente grato per quanto tu mi comunichi.

IdV è in una fase tanto positiva quanto piena di problemi.

Stiamo cercando di passare da un movimento presente in Rete (non quella..di Orlando!), con consenso ad un progetto e ad una leadership e con forte richiamo a valori ad un partito che unisce presenza in Rete e organizzazione, consenso e consensi (fatto cioè di persone in carne ed ossa impegnate nella società), valori e territorio (perchè vi sia una via locale per i valori condivisi nell'intero paese).

In tale fase vi possono essere , è ineviatbile vi siano, ostacoli, delusioni, imprevisti.Ma non si evitano i problemi rifiutandone la sfida. Che dire?

Ritengo necessario che occorre affrontare i problemi senza tentazioni correntizie (il nostro partito vive di unità; ogni divisione che negli altri partiti è la regola nel nostro partito mette in discussione la sua stessa esistenza!)

La domanda non è soltanto: where is my vote...a Murlo? ma è anche "cosa faccio io, cosa fa ognuno di noi, oltre a votare per la nuova crescita del nostro partito? cosa facciamo tra una elezione e l'altra?

Un abbraccio e spero a presto
Leoluca Orlando


RISPOSTA DI ALFONSO DIEGO CASELLA


"TRA 30 DENARI DI GIUDA E 32 VOTI DI MANETTI: MI LAVO LE MANI?"


Egregio Onorevole,
non sono affatto d'accordo. E forse questo è il bello della democrazia, se ce n'è ancora una, così come della public opinion. Ecco, gira e rigira torniamo a digitarci in lingua inglese. Io Le chiedo piuttosto sconcertato "Where is my vote... a Murlo?" E lei butta lì: "Cosa facciamo noi?"

Mi scusi tanto Onorevole Orlando, somiglia davvero a quel saluto bizzarro tra gentlemen da salotto: "How do you do?" E l'altro che risponde secco: "How do you do?"

Ecco, non lo ritiene un modo cortese di salutarsi senza aggiungere niente? Politiness o politichese? In due parole, Le racconto per filo e per segno la vicenda di uno che "scippa" un posto da consigliere comunale con un piccolo bluff di 32 voti e lei se ne esce con un saluto in perfetto English style: freddo, distante, neutrale.

Insomma tra i 32 voti di Manetti e i 30 denari di Giuda, Lei preferisce una curiosa posizione "tertium genus": e cioè quella di Ponzio Pilato, anche se ovviamente con estremo garbo e rispetto nei confronti della mia indignazione.

"Pilato è stato il primo populista della storia" così ha detto durante la presentazione del libro: "Leoluca Orlando racconta la Mafia". Ora, siccome è ancora troppo forte il rispetto che nutro nei confronti dell'autore di quel libro mi aspetto una risposta davvero più esaustiva, più convincente.
Qui Pilato non c'entra. Anzi, Pilato ignora l'uso di internet. Pilato parlava in latino. E tra noi c'è un patto chiaro e disteso: dobbiamo digitare in inglese!

Un abbraccio fraterno

Alfonso Diego Casella (ovvero, Barabba)

venerdì 3 luglio 2009

LETTERA APERTA ALL'ONOREVOLE LEOLUCA ORLANDO / Where is my vote... a Murlo?




(In foto: L’onorevole Orlando e Alessio Manetti alla conferenza “Etica, Morale e Politica: quale futuro?” In piedi: Alfonso Diego Casella interviene al dibattito -Siena, 19 dicembre 2008)



Egregio Onorevole,
l’ultima volta che Lei mi ha scritto è stato in riferimento al mio romanzo “Cicoria” (la confessione giudiziale di un bidello-galoppino che si rivela alla fine un insipido gabellotto involontario) per il quale mi digitò così, in perfetto inglese:
“I did not fall asleep... I preserved my head: compliments for your exciting story. Grato per l’attenzione, Leoluca Orlando.”
Poi ci siamo rivisti in piazza Farnese, a Roma, in occasione della manifestazione organizzata dall'Associazione Nazionale Familiari Vittime della mafia, a sostegno di Luigi De Magistris, Clementina Forleo e Luigi Apicella.
La contingenza ci impose allora un impeccabile Italian style di protesta, idioma incluso. C’era Marco Travaglio sul palco, Beppe Grillo, l’onorevole Di Pietro. Insomma, colgo ora – a elezioni finite - l’occasione di replicare nella medesima lingua con cui mi ha scritto, adoperando però un’espressione un po’ abusata negli ultimi tempi eppure assai cruciale per la democrazia: “Where is my vote… a Murlo?”


Ora, perché Le dico: Where is my vote? Vado subito al dunque. Ultime elezioni comunali a Murlo (minuscolo centro della provincia di Siena) l’ex sindaco Alessio Manetti sbattuto fuori dalla porta dai Ds rientra fatalmente dalla finestra, nello stesso consiglio comunale con l’Idv.
Anzitutto chi è Alessio Manetti?
1) Sindaco Ds in carica per 15 anni.
2) Espulso dal partito nel 2004, si ripresenta nello stesso anno con una lista civica a Murlo e riesce a ottenere 3 consiglieri.
3) Nel 2009, oramai travasato nell’Italia dei Valori in qualità di coordinatore provinciale, presenta una lista autonoma IdV a Murlo.
4) Nel resto della provincia di Siena invece, con un incomparabile attivismo personalistico, fa accordi elettorali col Pd.
5) Alle ultime elezioni Alessio Manetti come candidato Idv, a Murlo, prende 32 preferenze!
6) Il candidato sindaco IdV invece è Mario Lombardi – un perfetto sconosciuto anche come iscritto agli stessi compagni di partito.
7) 1 luglio 2009 Annalisa Coppolaro scrive sul “Corriere di Siena”: “L’IDV SOSTITUISCE LOMBARDI, IN CONSIGLIO COMUNALE CI SARA’ MANETTI”. E aggiunge la giornalista nel medesimo articolo: “Dissenso per l’IDV che, dopo aver candidato Mario Lombardi come sindaco di Murlo ha deciso di sostituirlo con Manetti, che ha raccolto peraltro pochissime preferenze”.



“L’Idv è un partito anti-sistema - mi disse Lei una sera a cena - ma non deve rimanere fuori dal sistema”.
“Certo – fu la mia risposta - ma se continuate a riciclare tutti quelli che rappresentavano una volta il sistema, cosa vi resterà di anti-sistema?” C’era una conferenza su “Etica, Morale e Politica” quella sera e rimasi molto colpito dalla frugalità senza pretese di una cena di partito organizzata in modo che non si spendesse troppo.
Lei è onesto onorevole Orlando. Mi fido. Ed è quasi certamente consapevole anche Lei di quali e quante incongruenze esistano al momento nel Suo partito. Non a caso sempre quella sera mi citò una vasta aneddotica su candidati “appiedati” che cercavano di usare l’Idv come il primo autobus su cui montare.
Una vicenda in particolare attirò la mia attenzione, quella d’un lestofante di Gubbio, un candidato in cerca di “visibilità” e che Lei personalmente smascherò. Se ne ricorda? Ecco, quella mi parve veramente una storia esemplare.


Ma per tornare alla nostra di storia, Lei, cosa ne pensa di un ex sindaco che riesce a imporre la sua “visibilità” benché non sia stato eletto non solo come sindaco ma nemmeno come consigliere comunale?
Questa pratica a me sembra poco chiara. Non è trasparente agli occhi degli elettori che hanno sostenuto un candidato e se ne sono ritrovati un altro, né può dirsi democratica per quei cittadini che si ritroveranno tra i banchi un consigliere eletto da nessuno.

Confido nel Suo buonsenso politico – mi creda, Le parlo a cuore aperto - è davvero sincera la fiducia che nutro nei Suoi confronti. Pertanto auspicherei una onesta risposta riguardo a questa vicenda alquanto delicata. Le pare una manovra democratica un simile coup de théâtre? Le pare un’azione eticamente degna di un esponente dell’Idv? È condivisibile? Ma soprattutto: Where is my vote?


In attesa di una risposta, Le invio i più cordiali saluti

Alfonso Diego Casella