mercoledì 31 marzo 2010

"La democrazia è far bastonare il popolo dal popolo in nome del popolo"




"Progetti per il futuro: non sottovalutare mai le conseguenze dell'amore". (Titta di Girolamo)
Tratto dal film omonimo di Paolo Sorrentino

domenica 28 marzo 2010

Baciamo le mani a voscienza Muammar

"Italian Prime Minister kisses Gaddafi's hand" ( Baciamo le mani a voscienza Muammar)
Traduzione dall'inglese al siculo-italiano di Alfonso Diego Casella

Auto-strategia della tensione o pista anarchica selfservice?



E' da dicembre che ci servono a freddo il piatto dell'odio. E come contorno questo volgare remake degli anni di piombo. E così arriviamo dritti al titolo di oggi del buon servo Feltri, che scribacchia in questo modo barbaro: "Il partito dell'odio ha già votato". Bene. Il duce ha sempre ragione, lo abbiamo capito in mille salse ormai. Ma se questo remake lo dobbiamo montare seriamente, fino in fondo, bisognerà allora partire dal fotogramma dell'incipit: e cioè la pista anarchica.
Sì. La famosa pista anarchica seguita inizialmente per il famigerato eccidio di Piazza Fontana, tanto per capirci quello che trucidò bambini e adulti inermi e aprì un ventennio di Stragi di Stato senza colpevoli.


Anche allora erano gli "anarchici" agli albori. Uno volò via dalla finestra addirittura. E all'odio dello Stato deviato si contrappose l'insensatezza degli estremisti più facinorosi, battaglia che finì come sappiamo tutti quanti. O meglio, non lo sappiamo con esattezza. Ma che la "pista anarchica" altro non era che una volgare copertura iniziale di massoneria neofascimo e servizi segreti deviati questo oggi lo sappiamo, assoluzioni a parte. E cosa dire delle famigerate armate rivoluzionarie speculari allo stragismo? Tutti combattenti che dopo trentanni nessuno ha ancora ben capito alle dipendenze di chi erano, da chi prendevano ordini e denaro. E perché proprio Tobagi? Perché proprio Moro? E via via qui sgraneremmo un vasto rosario di perché.


Torniamo a oggi. Sembra che nella capitale dell'eleganza sia tornata finalmente à la mode la pista anarchica. Così risulta alle questure e all'ultimo defilé privato della politica sotterranea nazionale. Fosse accaduto in Francia non obietterei. Nella monarchica Inghilterra nemmeno. In Spagna, avrei creduto alle rivendicazioni dell'Eta. Giuro, ci avrei creduto a occhi chiusi. Fiducia assoluta nello stato. Mi spiace, in Italia no. E mi spiace soprattutto per l'ennesima vittima civile di questa ennesima guerra tra bande tribali.

Nel paese della strategia della tensione, a un solo giorno dal voto, un qualunque cittadino minimamente non sprovveduto di memoria storica qualche piccolo dubbio se lo fa venire: chi sono questi anarchici? Come mai questi rivoluzionari mettono le bombe proprio all'indomani del lancio della statuina a Berlusconi, oppure a un solo giorno dal voto? Non si sa. Tutti omissis a venire. Prossimi vuoti di memoria. Future assoluzioni.

Nel frattempo ci tocca sorbire i giganti del pensiero servile. Feltri. Belpietro. La prima pagina di Libero - e qui Orwell aveva ragione, "la libertà è schiavitù". Che intitola: Intimidazioni alla Lega e al premier. E così il cagnolino da salotto Mario Giordano che scrive sotto dettatura: "E dopo tanto odio arriva la bomba."

E se stessimo riscrivendo una vecchia storia solo cambiandone la trama? E se questo fosse un terrorismo self-service, che ha ridotto notevolmente sia il numero che il ruolo delle vittime? Tanto non servono più - per fortuna - qui il vero detonatore non è in funzione della vittima ma della bomba mediatica da dare in pasto all'audience, durante l'ora di pranzo.

Voglio sollevare un insano dubbio, sottile e impercettibile: e se questa fosse una auto-strategia della tensione per fini elettorali? A conti fatti, tutto torna. Del resto la primordiale equazione berlusconiana odio versus amore, bene contro male, funziona a meraviglia. Ma questa volta c'è una matematica più spinta. Vale a dire c'è l'intenzione di descrivere un fatto X con la missione subliminale di suggerire l'evento Y banalmente conseguenziale: odio uguale bomba. Facciamo molta attenzione all'eversione strisciante. Soprattutto facciamo attenzione all'eversione della comunicazione.

D'altronde questa volta non avrebbero niente da perdere. Qualora l'auto-strategia dovesse rivelarsi un perfetto autogol, sarà proprio la comunicazione eversiva a entrare in azione insegnandoci che perfino un autogol può trasformarsi di fatto e di diritto in auto-assoluzione con sentenza passata in giudicato.
Buona democrazia a tutti!

sabato 27 marzo 2010

Piazze d'Italia: Roma, Milano, Pisa, Bologna






Piazze d'Italia / Rai per una notte.
Lo spettacolo inizia con uno spot di pubblicità occulta per rilanciare un prodotto anticaduta. Viene mostrato Benito Mussolini calvo, cioè prima della cura (in bianco e nero) e dopo la cura anticalvizie (fotogrammi a colori). Ringraziamo lo sponsor.


Buona visione!


Clicca su:
http://tv.repubblica.it/copertina/raiperunanotte-la-trasmissione-integrale/44564?video=&pagefrom=1





lunedì 22 marzo 2010

44 gatti in fila per tre col resto di 2




(Karakirisushi armato di microfono ha intervistato i manifestanti del Pdl sabato a Roma per protestare in favore della democrazia)


“Siamo qui per protestare contro Venere che è nella sesta casa e non va in Capricorno. Giove, notoriamente comunista sta bloccando questa fase e Silvio rischia di perdere le elezioni.”
Maga Oristea e maga Merdisia di Cepagatti

“Non lo lasciano lavorare poverino. Lui si sveglia la mattina alle quattro e non lo lascia lavorare. Poi si rimette a letto, si risveglia alle 8. E niente, è impossibile lavorare. Beve un caffè e si riaddormenta fino all’una. All’una è la stessa storia. Gli rendono la vita impossibile. Lo chef gli prepara da mangiare. Si alza da tavola con tutte le buone intenzioni, pronto a mettersi a lavoro. E invece non lo lasciano lavorare in pace. Allora visto che non lo lasciano lavorare si ributta a letto per una pennichella. E si sveglia alle 18. E sinceramente, è un poco tardino per lavorare. Si guarda le sue televisione ( sia quelle private che quelle ex pubbliche) e telefona ai controllori Agcom per far chiudere i programmi che non lo lasciano lavorare. E di nuovo se ne va a dormire. Non lo fanno russare. Non lo lasciano svegliare nel cuore della notte per bere, per fare un poco d’acqua. La vescica gli sta scoppiando. E ultimamente non riesce più a dormire per questo guaio che non lo lasciano lavorare. Soffre d’insonnia. E per questo sono qui a manifestare in suo favore… perché, appunto, questa opposizione e questi giudici rossi lo lascino lavorare e dormire in pace”.
Dott. Balzacconi (psicologo junghiano post lacaniano)

“Tutti sono contro di lui. Stanotte quattro lampioni lungo il tragitto dove ci sarebbe stata oggi la manifestazione si sono improvvisamente spenti. L’illuminazione pubblica sta tramando contro la manifestazione, quelli sono lampioni messi lì da Veltroni, il comunista, il rosso. Lui e tutti quelli che hanno fatto la guerra in Spagna contro Franco si stanno vendicando assieme ai lampioni bolscevichi messi da Veltroni. Ho chiesto al camerata Alemanno di espellere questi lampioni e risolvere lo spiacevole incidente.
Signor Gavino Puzzu di Tireddu ( coordinatore provinciale del Pdl, venuto a nuoto con una mula galleggiante e un salvagente gonfiato personalmente da Ghedini)
“Noi siamo qui per protestare contro il barbiere comunista di Berlusconi che lo ha sbarbato senza fare nemmeno il contro pelo: nelle democrazie normali esiste sia pelo che contropelo. In Italia no, è una barbarie che nel 2009 non si possa avere il rispetto delle regole.”
Ernestina di Vigevano

“Io e mia figlia ci siamo svegliati alle cinque perché veniamo da Salerno, mia figlia ha passato la notte a preparare il cartello VIA LE ZANZARE DA ARCORE. Nessuno lo dice, ma nella zona più paludosa di San Martino ci sono alcune zanzare comuniste (reincarnazioni di Mao Tse Tung, di Lenin, di Stalin) che pizzicano il premier mentre passeggia in pantaloncini con i figli. Ora, siccome il premier è stato eletto dal popolo italiano e le zanzare fanno finta di non saperlo mia figlia ci ha scritto questo pensierino qua”.
Signora Esposita di Buonabitacolo

“Le condizioni meteo sono veramente vergognose. Ci vorrebbe una authority. Quando fa nuvoloso, certe nuvole comuniste inseguono la macchina blu del premier e piove e fa grandine. Sono qui per protestare contro le nuvole minacciose che bloccano comizi del Pdl e campagna elettorale”.
Signor Pizzo di Reggio Calabria


“Virus e batteri stalinisti si rinforzano senza Berlusconi, le molecole di sinistra ci attaccano e ci invadano. È bene che lui vinca le elezioni, ecco perché sono qui a testimoniare. È una vera fede. Mia figlia ha avuto la febbre la settimana scorsa: il virus era strano, tutte macchie rosse sul viso ed era chiaro. Il medico, siccome vota Rifondazione ha detto: non è niente e ha prescritto dei farmaci. Niente vero, il farmacista che vota Pdl mi ha raccontato che è un virus rosso diffuso dagli stessi medici affinché tutti quei giovani che compiono 18 anni non vadano a votare e restino a letto. È una vergogna, evviva Silvio”.
Signor Merdini di Lecco (immaginate cosa)
“Meno male che Silvio c’è. I miei figli non vengono mai a trovarmi, il cane è morto, la gatta pure, la vicina ha avuto un infarto, mio marito è scappato con un'altra. Meno male che Silvio c’è, esce in televisione e mi sorride. E allora penso, finalmente c’è qualcuno che mi sorride, che mi vuole bene. Guadagno 350 euro di pensione. E rido con lui, perché io e lui attraverso la televisione siamo uguali”.
Nonna Liutpranda dell’Ospizio Fatemalefratelli
“Sono una Escort professionale. C’è stato un calo della produzione da quando sono scoppiati gli scandali, spero ora che con la prossima erezione politica Silvio sani un po’ la situazione… che so, con una bella sanatoria e legalizzi insomma la politica italiana che va a escort. Una quota escort all’interno delle quote rosa. Forza Silvio! Le Escort sono con te”.
Lulù de puta madre, Ecuador
“Sono un produttore all’ingrosso di Viagra e voglio che continui questo andazzo di vendita, per questo sono venuto a Roma con i miei dipendenti, perché non perdano il posto di lavoro. Evviva i politici che vanno a puttane, sono gli unici che risolvono davvero la crisi economica”.
Commendatore Bordellotti (Cavaliere del Lavoro)
“Mi hanno pagato 100 euro per venire qui. No, non sono una escort… mi hanno semplicemente pagato il viaggio e regalato una maglietta che devo portare per contratto con la scritta Meno male che Silvio c’è”.
Marinella di Nuova Delhi (Cococò per un giorno)

“Ce l’hanno tutti con lui. È incredibile, ho visto un cane scagazzare a due passi da via Grazioli e il padrone nemmeno si è degnato di ripulire. A questo punto devo credere che la merda è sicuramente comunista. E il padrone lo diventerà a forza di non pulire. Ma chi è il vero stalinista della situazione è il Doberman. Per forza, li ho pedinati entrambi (cane castrista e padrone maoista) e ho scoperto infatti che si si chiamava Fidel”.
Ciccio di Prato
“Siamo qui perché tutti questi maghi di sinistra che fanno le malie e le fatture contro Berlusconi la devono smettere. A lui le fatture non piacciono. Chiedetelo all’ex guardia della finanza Massimo Maria Berruti promosso poi a dirigente Fininvest. I filtri e le pozioni e gli incantesimi insomma se li facciano a casa loro, per i figli loro questi maghi qua dell’opposizione. E basta, lasciatelo stare in pace con i fluidi e la sfiga. Gli abbiamo regalato un braccialetto di rame con la scritta: Lasciate stare in pace Silvio.”
Maga Ludmilla (coordinatrice nazionale di Forza Magia)
“Mia figlia stava con un rifondarolo capello e io li ho fatti lasciare e lei è ancora innamorata di questo ceffo. Ora l’ho portata qui a Roma se magari Berlusconi ne pensa una e mi fa la Grazia di levare a lei dalla testa questo marxista vestito brutto. Ho acceso cinque ceri davanti Palazzo Grazioli e recitato sedici Ave Maria e settanta Requiem a tutte le Escort defunte a cui ho chiesto l’intercessione. Le ho regalato anche un bel completino di pizzo a mia figlia, che magari il Cavaliere oltre che a farle la Grazie le dà pure una bella botta… minchia, così lo raccontiamo in giro a tutti in paese che mia figlia è stata a letto col Cavaliere e come ci è successo questo miracolo. Ma ci dobbiamo sbrigare, perché partiamo alla fine della manifestazione. E addio sogni di gloria.”
Signora Pamela Della Troia

“Siccome dicono che lui si fa le leggi ad personam oggi io sono qui a rappresentare LE PERSONE AD PERSONAM che danno forza e vigore politico al potere personale di Silvio Berlusconi. In realtà io non mi interesso di politica. No. Sono un masochista di professione. Mi frusto, mi taglio, urto violentemente le palle a ogni spigolo di tavolo. E dulcis in fundo voto Silvio Berlusconi”.

Signor Maso de Sade di Genova

giovedì 18 marzo 2010

Manuale del perfetto coglione



In Aldo Busi l’omosessualità e la scrittura è sempre stata una virtù. La presunzione invece il suo vero vizietto. Proprio mentre l’Italia reale vive il suo peggior bavaglio dal fascismo in poi - temendo seriamente per la libertà di stampa e d'espressione nonché i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione repubblicana – ecco che lo scrittore se ne va in vacanza naufragando nella fama e nella fame della fiction più becera e pecoreccia della nazione: “L’isola dei Famosi” - uno dei peggiori crimini contro l’umanità dopo Dachau e Auschwitz. Esponendosi così al giudizio e al pre-giudizio di un audience virtuale. Essenzialmente un non-pubblico di menti disabitate. Tutti poveri ominidi cavernicoli catodici che formano l’audience. Che vergogna. Uno scrittore. O meglio, un vecchio scrittore rincoglionito. E se avesse trovato laggiù la cifra stilistica per un prossimo libro? Ottimo. Ne suggeriamo il titolo: “Manuale del perfetto coglione”

Troppa antimafia, siamo europei




La notizia. Studenti universitari palermitani arrivano a Bruxelles nel parlamento europeo con una maglietta recante la scritta “No Mafia” e non vengono fatti entrare perché la scritta risulta offensiva. Nei confronti di chi è un mistero. Forse della Commissione europea, la quale non è tanto diversa dalla Cupola: loschi uomini d’onore locali, oscuri burocrati provinciali che lavorano senza lupare ma in modo ugualmente sotterraneo ordendo oscure trame. Signorotti che dalle nazioni dell’Unione vengono per nomina politica inspiegabilmente catapultati nelle nebbie di Bruxelles senza nemmeno essere eletti. Quasi per nomina segreta. I meriti, sconosciuti.
Prossima maglietta dunque. Mi raccomando ragazzi. Uno slogan ad ampio raggio: No alla Commissione Europea. Questo sì. Certo. Se davvero si vuole combattere la Mafia e le oscure lobby che premono sull'Unione. Loro sì che trovano libero accesso nelle delibere all’interno del Parlamento di Bruxelles. Maglietta o no.

sabato 13 marzo 2010

Minzolini servo d´un padrone solo



( In esclusiva il testo integrale dell´intercettazione telefonica)




- Pronto

- ...


- slurp, slurp, slurp


- ...


- Sislurp


- ...


- slurp, slurp, signors


-...


- slu...


- ...


- slurp, slurp, supersslurp
- ...
- obbedisco, slurp, slurp slurpppp
- ...
- Baciamo le mani a voscenza...
- ...

giovedì 11 marzo 2010

Satira sulla mancanza di campagna elettorale nell'antica Roma


Non hai concesso ancora al tuo popolo campagna elettorale, o augusto Pomponio
l'urbe pullula del tuo letame che indistintamente cospargi sia su nobili che su plebei,

Ma dell'immagine tua imperiale non te ne curi codesta volta?

Già i Gran Ciambellani e tuoi liberti eletti al senato improvvisato premevano
per eiaculare in diretta, come giovenche al pascolo sulle vette dell'Olimpo.

Lire e cetre di tuoi degni leccaculo stavano per cantare gesta inutili alle civiche genti
di eligendi eroi per mano di 'Ndrangheta e Camorra o Mafia sicula cumana
tutti regolarmente camuffati da te nei Collegi, o nobile Pomponio

Mentre l'onesto senatore tu uccidi alla soglia di Tarpea
immolandolo così in onore di Giove - gran capo dei capi, amico degli amici e Dio degli onnipotenti Dei.

Ti sei fatto la Legge Silvia ad personam
che non ti processa e neppure ti condanna
ma nulla dici delle fanciullette spettinate dentro le tue liste.

A tal punto si son fatti vecchi Marte e Venere,
che non vedon più né puttane né battaglie!

E' dalle idi di marzo che il popolo invoca libere elezioni
tribuna politica libertà di conversare al foro, essendo ormai piena campagna elettorale

Ma tu regalasti solo pane e circo di polemiche insipide, più stomachevoli del tuo nobile cospetto.

Ora, perché non esci allo scoperto a elucubrare come fece Cicerone e altri retori brillanti?
Quale punto ti blocca del tuo lutulento programma elettorale?

Hai paura, o nobile Pomponio, che sulle labbra scivoli fervente l'ennesima menzogna di cazzaro?

Che scappi un'altra pecorina intercettata?
E se fosse questa volta sedicenne, ahi, cosa direbbe l'urbe più turpe, o viscido Pomponio, tu che sei vanto dei fascisti tuoi pretoriani dentro a quel ridicolo governo che mantieni?


Dove sta la campagna elettorale o nobile Pomponio?

E dov'è il tuo fedele Tisifone, che raglia come un asino col basto infilato nel culo?

E Ursiolo, grasso per l'appalto ultimo sul ponte Emilio, colui che va scalando e sculettando tra banche provvide e pubblico denaro, perché esso adopera più sesterzi che parole vane?
Amico tuo dell'urbe di cui ti meni vanto, quasi come uno sciocco efebo innamorato assai.
Vantati, vantati o emerito coglione!

E la Bella Astrea che nulla sa dire tranne:
talamo inviolabile per adultere alle prime armi?
Dove sta costei, giuliva candidata sia alla famiglia che all'onore della patria?

Di megere vacche, non aveva di meglio il Colle da inserire nelle tue vetuste liste libertine?

E non vedo neanche più Citrullo, causa la mancata tribuna elettorale
né il tuo preferito picchiator ministeriale, che strappa fasci del littorio mentre imbavaglia
e meglio rappresenta nel delirio l'ira degli Dei meno cazzuti.
O povera barbetta sminchiata, mezzo sputo all'interno d'una fogna
svenduta cloaca impertinente di partito,
e ricomprata poi a poco, in cambio d'una minima cadrega.

Ahi lurido Pomponio,
Democrazia e pudicizia
mai soggiornano sotto il regno di Saturno!

Ahi, che gli Dei strafulminino te e i tuoi nobili cortigiani...

E anche Canope e Crispino oramai non vedo più
Che li strafulmini Marte in un baleno!

Aizzate vi prego una tribuna elettorale,
di polli e gallinelle tue prescelte, con l'uovo sodo dentro al culo.

E giù Timele, Gillone e Procullio, che sbrodolano vocalizzi in un pubblico comizio
al fianco di squillo patrizie e financo Orazi, a braccetto con Curiazi moderati
purché il Centro esatto sia sempre il buco tuo fatale!

Un palco alzate per favore al foro, con il nefasto cantore Ermarco
che ti porge servile le domande,
come può fare ogni megera davanti ad un salario.

Albina e Modia nulla sono in confronto
a Fracco e Fulvio Marzio:
piccoli fanciulletti accondiscendenti, dalla vulva improvvisata e imperitura.
Giornalisti promossi a direttore, dalla sgargiante chioma greca, le cui guance si riducono
in rosso porpora anti-comunista, a ogni piccola domanda ributtante.

E' l'epoca dello schiavo ricco o Pomponio
l'era del magnaccesco Mecenate
di colui che ricatta le megere ricoprendole di oro

Non vedo più Numa alla tivù di stato
né Minerva che ti dicano: libertàs, libertàs, sia da Roma che dai barbari invasori
gli Unni leghisti dagli stivali bisunti, che li affondano nel liquame di letame.

Non sento più Nettuno, mentre se ne va urlando ai quattro venti:
via, via le ancelle più servili dai palazzi!
via dall'urbe putrida ridottasi in suburra!
Abbasso tutte le puttane prezzolate, a metà tra il basso impero e il basso ventre!

mercoledì 10 marzo 2010

Trogolo parlamentare e ulteriori maialate ad personam





Il governo della fiction vigente oltre ad aver instaurato il back out televisivo della notizia persevera diabolicamente nell’approvazione definitiva del “Legittimo impedimento”, autentica legge porcata bis. Vera notizia “vera” di oggi. Nel frattempo discutono di liste. Litigano su ricorsi amministrativi. Tra un Tar e l'altro che accoglie o respinge le richieste e un autentico "Avatar" che gestisce dall’alto la non-cronaca politica. Mediocre vicenda questa delle liste. Malcapitati dilettanti metà ritardatari e metà ritardati. Sia come sia è l’ultima fiction inscenata dal governo mediaticamente golpista tuttora in carica, illegittimamente rappresentato da un premier ufficialmente a piede libero e garantito per legge. Intanto la campagna elettorale resta bloccata. Sospesa la democrazia. Nessun comizio in diretta finora. Nessuna tribuna televisiva. Il contraddittorio è defunto. Quanto alle proposte politiche siamo a meno di zero. Discussioni sulla crisi economica. Non sia mai. Suggerimento per un grande scomparso per la prossima puntata su Rai Tre non ancora censurata: proporre la storia di una certa Signora Democrazia a Chi l’ha visto. La realtà è azzerata. È la fiction che prevale. Striminziti notiziari che riducono a cinque minuti i maggiori fatti narrati affabilmente e frettolosamente nella oscura penombra dei direttori editoriali e indegnamente depistati da montaggi ad hoc degni del Cile ai tempi di Pinochet. Il resto è una tenue solfa infame sulle previsioni meteo. Sul freddo rigido che fa. Sulla giovane sposa americana scontenta del suo abito bianco e va ad aggredire con i parenti il gestore del negozio che gliel'ha venduto. E la polemica sul campionato in Florida di lotta con l’alligatore. Incluse le ultime indiscrezioni sulla coppia Sarkozy più Carla Bruni, a quanto pare in crisi predicono i gossip. Trova spazio in questa sfera tonda quando una balla anche il misterioso suicidio del testimone chiave del ventennale feuilleton giudiziario di via Poma. E dulcis in fundo... il fondotinta. Non sto scherzando. "Attenti a come usarlo per evitare rischi" si raccomanda nel servizio del Tg serale la povera giornalista di un paese democratico in campagna elettorale.
Guardacaso l’Italia, senza fare nomi: notoriamente paese di magnaccia mignotte e giornalisti professionali. E Le porcate governative? Niente. Tutte in differita. Diligentemente inglobate nel tritacarne onnivoro del palinsesto. E quindi truogolo parlamentare indietro tutta: a cominciare dal Legittimo impedimento approvato oggi, per finire alla fiducia posta da un governo mediaticamente golpista. E basta. Che non se ne parli più. Signore e signori la bufala è servita. È la fiction, bellezza. Cosa vuoi di più.

lunedì 8 marzo 2010

Le ultime giornate di Salò



E' incredibile subire ogni giorno la costante manipolazione della realtà. E' una sorta di menzogna strisciante, pervasiva. Una bomba a grappolo di bugie incancrenite che ogni mattina colpisce i media. Non si riesce proprio a stare dietro a questa marmaglia di canaglie. A questi luridi porci di regime che stanno imbavagliando l'Italia intera. Massoni a tempo pieno. Fascisti cromosomici. Puzza di leggine scagazzate via via a orologeria e con una maniacale strategia ad personam. In due parole è puro letame di stato. Non votatelo, sarebbe come rivoltarlo.

Ma quando è che i criminali ritorneranno all'ovile invece di protrarre il loro culo fetente sullo scranno del potere? A essere ottimisti diremo che manca poco. Ammettiamolo, dài. Il duce mediatico è quasi al capolinea. Il tramonto sta per calare come un sipario sul parrucchino del Re-solo. Esatto, proprio colui che marciò sull'etere con fronde servili e giornalisti dai manganelli a biro assai combattivi, ecco che sta concludendo la sua vergognosa esistenza politica. Siamo alle comiche finali. Alle ultime giornate di Salò. Incredibile la quantità di misfatti. Trucchi pessimi. Senso del pudore sotto lo zero. Sotto le scarpe. Sottoterra. Morale, niente. E' davvero la capitolazione dell'etica, della stessa ragione davanti al divino malloppo istituzionalizzato sul cui altare immorale viene immolata. E' la bugia patologica che si fa verbo politico. L'individualismo supremo. E' l'eccezione che imperversa a conferma dell'interesse personale che si autoproclama regola, pro domo sua. E' proprio uno sfacio. E sfido io che ripeto banalità già consumate. Si diventa monotoni purtroppo e gira e rigira si va ripetendo e scrivendo sempre la medesima cosa, adoperando sempre lo stesso tono incazzato. E' un ritornello quasi. Una patriottica ossessione. Lui. Lui. Lui. Lui. Siamo tutti vittime di quel ritornello. Siamo prigionieri di un incantesimo politico. Siamo un computer impallato su questa parola: lui. Lui. Lui. Lui. Una brutta storia. Una volgare decadenza di guitti pessimi che recitano il ruolo di magnaccia e di puttane. E si redimono in televisione. Si tratta di un cadavere in putrefazione che ci sta sommergendo col suo puzzo. Mentre noi cittadini liberi ( così dicono) già ridotti all'osso ci accingiamo a rivoltare il letame delle cosiddette prossime elezioni.

E come. Così? Con un governo a piede libero? Sempre più canaglia strafottente e cinico? Sempre più lontano dalle regole, formato da una teoria di aspiranti delinquenti e in buona compagnia di ex gringos fascisti? E' la illegalità più estrema ed evidente. Che benché manifesta e impudente, si perpetua in ogni singolo atto e cavillo legale. Qualunque sia la mossa politica. La strategia è immutabile. A ogni errore infine corrisponde una vittimistica e autoassoluzione. A ogni boiata sventolata senza veli ai quattro venti, una regolare prossima smentita. Al resto ci pensano i servi. Gli avanzi cioè che i cani addomesticati dal padrone masticano avidamente e poi traducono in notizia negando e negando senza pudore. Sono lorsignori che completano l'opera da loschi "bravi" manzoniani. Da sgherri con la penna che non possono sgarrare pena il licenziamento. Stipendiati lautamente dal dominus. Tutti capitani di ventura. Gabellotti a mezzo stampa. Mafiosi della parola ricercata. Grafomani picciotti della peggiore razza. Vili e codardi gigolo dell'elezeviro a richiesta. Con una penna al posto della lupara. E la lingua lì, al posto dove deve stare quando non è usata per l'arringa di difesa. Tutti aspiranti servi prezzolati. Quaqquaraqqua iperspecializzati.


Non so se la democrazia basterà davvero a sconfiggere questa metastasi politica che ha contaminato la nazione fino alla cima di capelli. E non credo neppure che basti votare una legge elettorale - a conti fatti truccata - fatta di vasi comunicanti, in cui alla fin fine sia la composizione governativa che la sua controfigura di corruttela speculare si dividono a manciate voti appalti e lotti di potere. Questa non è politica, è violenza. Terrorismo di stato. Stragismo al ralenty. Squadrismo mediatico. E' intimidazione verbale. Non ci resta che aspettare che la prossima caduta del Gran Consiglio del fascismo ci consenta di vedere scappare Minzolini a gambe levate Minzolini. E ancora, il presidentre della Repubblica che chiude in un carcere il premier come già si è visto fare un po' di tempo fa a quel monarca farlocco targato Casa Savoia.
Assistiamo di fatto all'estremo tentativo del Capo Supremo di ricorrere alla politica dell'ultima spiaggia. Muoia Sansone con tutti i filistei. All'emergenza della ultima pallottola da sparare. L'intenzione quindi di instaurare un regime di Salò mediatico fatto di leggini domestiche e fascistissime porcate che privano come è noto i cittadini delle loro libertà fondamentali in barba alla Costituzione.
La X Mas ministeriale post moderna è già pronta marziale sull'attenti, a intervenire nei telegiornali. Si mandi pure Ciano al patibolo e così l'intera schiera di traditori. E' un déja vu impeccabile. Monotona ripetizione del passato. La verità è che il Pdl è arrivato al capolinea. Servi e ciambellani scendete pure. Il Duce sta per scappare in Germania. Inutile che il fuhrer gli telefoni per ripetere che vinceranno la guerra. No. La guerra è perduta ormai. Il berlusconismo finto plastica è finito. Si squaglierà al primo sole primaverile evidenziando la sua netta inconsistenza. Prendete un pala e cominciate a seppellire le bandiere. Quanto ai vari Feltri, Belpietro e via dicendo, che si trovino pure un onesto lavoro. E se per loro è troppo, dato che non hanno mai lavorato. Si cerchino un nuovo padrone. Li comprenderemo. D'altronde, cosa vuoi che sappia fare uno che ha lavorato sempre come cane da riporto? Passo e chiudo. Tra qualche settimana saranno disoccupati anche loro. Benvenuti dunque alle ultime giornate di Salò.

venerdì 5 marzo 2010

diariospycam / Renata Polverini

Tutti quanti ce l'hanno con noi. E' un fatto risaputo. I magistrati, contro di noi. L'opposizione... è contro di noi. Ma anche i nostri stessi candidati sono contro di noi. Quelli che ci preparano le liste per esempio. In realtà, anche noi ce l'abbiamo con noi. E oggi ho scoperto per strada di essere contro di me. Qui c'è un complotto allargato. Pericolosissimo. Indipendetemente dal sadismo altrui. Qui c'entra il masochismo interiore. Il Pdl non sbaglia semplicemente perché sbaglia, per puro incidente. No, l'errore qui è intenzionale. Ripeto, un atto masochista. Questo sì che è vittimismo estremo. Autoflagellazione. La colpa finora era sempre degli altri. L'ossessione paranoica allargata però ha finito per influenzare noi stessi. E quindi anche io mi sento una mia nemica personale. Una che potrebbe potenzialmente farmi del male, farmi fuori se non sto bene attenta. Qui c'è un io interiore complottista che ci fa sbagliare tutti. E sta dentro di noi. Una specie di inconscio comunista che trama contro un super-ego moderato. Liste errate. Firme mancanti. Ritardi madornali. Tutti sono contro di noi... incluso noi stessi. Di Girolamo che si fa eleggere dalla 'ndrangheta. E si fa incastrare come un cretino. Chi va a puttane. E si autodenuncia facendosi scoprire nelle intercettazioni telefoniche. C'è chi è dentro per appalti e si fa ovviamente del male. Confessa ai giudici. Patteggia. La verità è che ultimamente noi siamo contro di noi.

Che tristezza. Dopo avere speso una vita intera a recitare la sindrome del vittimismo estremo verso gli altri, come arma imbattibile per vincere le elezioni tramite la compassione mediatica, la pacchia è finita purtroppo. Il boomerang dell'isteria ci sta travolgendo. Oggi, ho scoperto che la sindrome dell'accerchiamento parte da noi e si scaglia contro noi stessi. Mi sono scoperta intollerante soprattutto verso di me. In bagno, mi insultavo allo specchio. Mi autodenunciavo. Mi odiavo. Mi depilavo e mi facevo del male apposta. Mi graffiavo. Mi sputavo addosso per esempio. Aiutatemi. Sono io il complotto ordito contro me stessa. E qui finisce veramente male. Nelle scale mi sono data uno sgambetto.

Io, Renata Polverini. Un leader che si candida come vittima sacrificale di se medesima. Non c'è nulla di più impietoso dell'autovittimismo. Del masochismo. Dell'autoconvinzione abietta che gli altri ci odiano e che poi finiamo per crederci fino al punto da sottostimarci e disprezzarci in automatico. Questo sì che è suicidio politico. Farsi del male... fingendo di essere io stessa il primo avversario politico da combattere. La verità è che siamo proprio noi l'opposizione di noi stessi. Cioè l'ostruzionismo interiore che appunto ci blocca e ci fa sgarrare.

Spero solo di dormire stanotte. E di non svegliarmi di soprassalto dopo i soliti calci nel letto che io dò a me stessa per farmi del male.


(LIBERAMENTE TRATTO DAL DIARIO PERSONALE DI RENATA POLVERINI)

giovedì 4 marzo 2010

Satira in difesa della libertà di Stampa nell’antica Roma




Che l’Olimpo e gli Dei finalmente ti strafulminino
o lurido e pervertito Pomponio
che il Fato sovrano ti pisci dall’alto sulla testa
e che almeno Giove ti distrugga il parrucchino,
ridicolo omuncolo fatto di vomito e pubblicità


Vergognati seduta stante di tarpare così le ali alla satira procace
Vergogna mia comunque è l’imbarazzo del fatto di saperti vivo
Di proibire a ogni cantore di cantare
A qualunque ballerino di danzare
E coi loro agili talloni non poterti più calpestare i coglioni tuoi mancanti


Ah, i tuoi perfidi scagnozzi ora dormono tra la sozzura del palazzo
L’errore madornale del timbro essendosi loro affidati a volgari scribacchini da strapazzo
Cresciuti imberbi nella suburra della tua corruzione imperiale
Candidati proprio da te o volgare magnaccione!


Come mai questa volta hai lasciato a casa le tue puttane lutulenti?
Le hai escluse dai listini e dai festini, poverine

Lingerie sprecata e comprata in attesa di campagna elettorale
Champagne e vini dei Colli che sicuro va sprecato
Preservativi in attesa di venire consumati
Ahi la politica del fare o povero Pomponio
Tu che sei rifatto te ne intendi


Hai licenziato a letto le tue meste baldracche
Riempito i listoni di squallidi politicanti
Ributtanti dilettanti tuo servile diletto
Tuo provetto scendiletto che meglio ti aggrada ogni mattina
Disgustosa sciccheria che ancora ti concedi

Ah che gli Dei ti concedano almeno l’ultima settimana di gloria
Prima che ti appendano al destino che ti attende

Che lo strapazzo dei tuoi abiti lussuosi finisca per rassomigliare sempre più a una volgare scoreggia,
fruscìo rubato e rimasto impigliato col suo puzzo tra le pieghe opulente delle tue vesti latine
Che il tuo puzzo grossolano ti travolga a ogni passo
E non ti soccorra alcun liberto né libero cittadino
Che l’odio ti disperda nella vanvera del tuo soliloquio
L’onanismo verbale che ti eiaculi addosso
Rimanendo incinto di te stesso senza veneficio



Ma quanto la finirai di riempirci di cotanta merda imperiale O Pomponio
di ingozzare le liste di altre magnaccia e prostitute dilettanti
di privarci della libertà di parlare
scrivere e pensare

Perché non te ne vai in pensione con tutto il senato di corrotti e malfattori
Il coro di mafiosi che ti applaude
La cosca del tuo regno impuro
La Cosa tua, crimine ad personam

Ma non vedi o corrotto Pomponio, che sei la vergogna più brutale
E la bestialità medesima che sorregge le sorti della corruttela di Stato
Trova in te il modello più capace?
Non ti curi di quanto disgusto provochi nel vanto che ti fai
Di essere ciò che sei
Il sorriso ripugnante in cui si riposano i tuoi nervi

Proprio ieri vaneggiavo cotesti pensieri
lungo i Fori imperiali, quando vidi passare te con i tuoi pretoriani
E un puzzo di merda si levò dai loro elmi e una biga svoltò verso il Senato

Cloache ridondanti composte da un manipolo di deputati
che si ergevano galleggiando come stronzoli Avanti Cristo
Emanando un inferno all’interno del mio olfatto, offeso a morte dal tuo sguardo
E giù per la Via Appia, me ne ritornai a cavallo verso Brindisi

O Pomponio, o volgare magnaccione imperiale
Tu che proibisci al popolo di parlare
Raccontare con l’arte il disprezzo che alle prossime idi di aprile
Segnerà il tuo ridicolo destino di buffone destituito


Lascia ancora ai tuoi cantori che ti cullino con il ventaglio sopra il parrucchino
Ma ne avrai per poco, perché la barca affonda e già i topi cominciano a scappare
Minzolinio in testa a tutti, lui che più leccò il culo al Senato romano intero
Vespinio, la più turpe delle biscie lutulente
Feltrinius, a gambe levate alza polvere dove cammina, seminando le ultime bugie a pagamento
Belpetrus, il più volgare degli sciocchi, l’uomo che benché la merda gli scendesse addosso
Impossibile era distinguere costui dallo sterco che lo ricopriva ormai a gettito vorace.