giovedì 13 maggio 2010

Di Tangentopoli, degli scandali e altra vergognosa Immunditia


Per favore, non si dica più in giro che questa è una nuova Tangentopoli. No, non è Tangentopoli. Qualche blandula anima illuminata afferma piuttosto banalmente che è pure peggio. Bravi, hanno studiato. Lo vanno replicando nel bla bla bla televisivo serale, tra un servizio e un altro che documenta lo scempio. Che la privatizzazione della politica, dicono, avrebbe portato non più la ricchezza al singolo partito ma direttamente al singolo candidato, trasformando quindi i partiti in piccoli comitati d’affari. Bene. Possono andare a posto. Dieci e lode.
Sarebbe un po’ come dire che Cristoforo Colombo ha scoperto l’America e che Napoleone Bonaparte è davvero morto a Sant’Elena.



Qui l’obiezione è un’altra invece. Non è niente di tutto questo. Non ci troviamo di fatto in una Tangentopoli né migliore né peggiore né tanto meno simile a quella che l’ha preceduta: qui si tratta essenzialmente di una mera fase di restaurazione cosmetica del concetto stesso di corruzione. Come dire, assistiamo alla trasformazione del significato di “illegalità diffusa” proprio mentre il termine viene travasato nel dizionario alla voce di “normalità assoluta”. E non scherzo, perché questo è già accaduto nella lingua italiana: per esempio al lemma “spregiudicato”, che anticamente significava “senza pregiudizi” oggi corrisponde tutt’altro valore. Mutazione genetica-verbale di cui sugli altri vocabolari neolatini non c’è alcuna traccia.


Ma come si può mutare un lemma nel dizionario? Beh, proprio a questo servirebbero i famosi telegiornali della Crusca, che ci regalano quotidianamente la routine della notizia compulsiva. Lo scandalo politico in effetti, all’interno dei telegiornali viene celebrato quasi sempre “spregiudicatamente”, come un cerimoniale ossessivo della notizia. E che proprio nell’atto di dichiarasi al pubblico come informazione, scagiona colui che ha commesso il fatto. Ora, solo attraverso questo schizofrenico meccanismo della ripetizione, petulante, paziente, faziosa, viene lentamente rilasciata sull’etere, giorno dopo giorno, la cronaca annunciata della corruzione dilagante, in modo tale che venga assorbita dal telespettatore a pranzo e a cena, quasi si trattasse di un piatto locale, un contorno, una ricetta prodotta dal costume e dal folklore nazionale.

Altro che politica, questa è psicanalisi freudiana - ottima tra l’altro per studiare la schizofrenia comportamentale degli italiani. Diciamolo chiaro e una volta per tutte. La Tangentopoli mummificata dal pool di Mani Pulite non basta più oramai agli incassatori di somme da riciclare; no, non basta più agire in segreto e appaltare di nascosto, gonfiando prezzi tramite massaggi nani e ballerine - miracoli con i quali si può dichiarare lo stato d’emergenza perfino sulle piscine olimpiche! No, oggigiorno l’illecito imperante per risultare corruttela asettica, alla moda, regola sociale e comportamentale, deve mutarsi in predominio assoluto, impadronirsi così di tutto lo spazio mediatico a disposizione: solo così il fatto scandalistico in sé diventa pura realtà inconfutabile.

Il trucco è tutto qui. Non ha più alcun senso riciclare i soldi; è molto più conveniente procedere con il lavaggio del cervello e lasciare quei soldi circolare indisturbati nei mercati. Questa sì che è una operazione finanziaria asettica, senza germi. Per capire questo, basta dare una rapida occhiata alla reazione degli indagati, in cui il peso delle presunte imputazioni non coincide mai con il tono delle loro dichiarazioni: “Non mi lascerò intimidire… c’è un errore… contro di me solo fango… è un complotto… un attacco personale, fanno così solo perché sono onesto… mi dimetto perché devo difendermi”.
La cricca dei galantuomini non solo si sta mangiando l’Italia intera e se la sta giocando a dadi (truccati, naturalmente) ma continua imperterrita a scherzare (e seriamente) con la sindrome del vittimismo acuto. L’attacco del nemico. La gogna mediatica. La persecuzione. Anzi, il fumus persecutionis, come ci vanno recitando da quasi vent’anni.

Ma qual è l’obiettivo finale dei notiziari? Qual è il senso di tante dichiarazioni confuse e di tante ripetizioni alla rinfusa e maniacali? Qual’ è il vero target di tante misure legislative, sia ad personam che ad criccam? E diciamolo pure, senza infingimenti: la vera mission aziendale della politica è una sola: ottenere non più un processo penale, ma un processo di normalizzazione etica al contrario; lasciare cioè credere a ogni telespettatore che questa sia la quotidianità, la normalità.
Tangentopoli viene così sbandierata come fenomeno di costume locale, come una danza del ventre tra corrotto e corruttore, viene ridotta al rango di piccolo scandalo permanente: tra veli trasparenti da scoprire e veline seminude da spogliare. Uno scandalo perenne e indistruttibile, rigenerato ogni giorno dalla catarsi catodica dello spettacolo, del notiziario, normalizzato di volta in volta dalla sua stessa ripetizione. Più viene ripetuto, più si rinforza come assioma.


Lo scandalo insomma, non scandalizza più, ma narcotizza chi lo guarda. Non sodomizza più l’economia nazionale ma la somatizza. Sì. Tramite il processo del notiziario televisivo il fatto anestetizza l’ascoltatore più che informarlo, lo rende quasi immune all’avvenimento reale. Lo spettatore, poverino, è condotto nella sala operatoria dello scalpore. E qualunque sia il taglio dato dal chirurgo-giornalista, tutto risulterà più che mai indolore, come un’appendicite. Che vuoi che sia, dirà l’équipe redazionale, è una infiammazione minima. In metafora, che vuoi che sia, tutti rubano!


Il paziente del notiziario dunque, obbligato come qualunque altro degente a non potersi muovere dal letto, è costretto a subire il cerimoniale ossessivo a cui è condannato, fino a che l’evento ai suoi occhi non sembrerà qualcosa di scontato. Il degente televisivo, sotto anestesia catodica, non risulterà più infastidito da alcunché. È oramai guarito. Può essere dimesso dall’ospedale. Nessuna notizia potrà più fargli male. È vaccinato.
Per concludere, l’obiettivo della notizia sulla corruzione politica ha una finalità precisa: far diventare le tangenti come le previsioni del tempo. Mare mosso nella giunta di Milano. Agitati tutti gli altri mari. Bassa pressione nel centro Italia. Temperature normali nel resto della penisola. Per domani si prevedono fondi straordinari a pioggia. Grazie per l’attenzione e buonasera.