domenica 2 maggio 2010

Satira sui facili acquisti di abitazioni accanto al Colosseo nell'antica Roma


O ministro dall'impeccabile Innocenza
tu che sei estraneo a ogni faccenda di baccanale appaltatorio

persino lungi da coloro che ottennero glorie e prebende
coi massaggi imberbi di serve etiopi
misti al vino dionisiaco e incensi d'oriente e ambra virile nei capelli.

Ma dicci ora, in nome di Matone avvocaticchio
cosa vuol dire questa inchiesta sulla Domus Aurea?

Lo so, lo so, ministro
la prefettura di quel luogo non è certo più mite di una corte capitolina!

Ma per tutti gli Dei del cielo e per Giove innanzi a tutti
coi suoi fulmini che bruciano e ti lampeggiano negli occhi:
spiegati meglio per favore!
Visto che si imbattono in te
molte Belidi e molte Erifelidi che azzannano e pungono
creando scompiglio nel governo.

Ora te ne vai dicendo al Foro: capirò chi c'è dietro...
Non mi lascerò intimidire...

E i servi urlano unanimi al complotto giudiziario,
al tradimento ennesimo
perché hai rubato una Domus Aurea con dei sesterzi falsi!

Povero Matone avvocaticchio, quanto avrà da difenderti
Contro concussi e concussori
Corrotti e corruttori
Puttane e puttanieri!


Ora te ne vai contemplando, frigido
che secondo te è una maialata questa che ti fanno.
I giudici... gli assegni di milioni di sesterzi in nero.
Per comprare un piccola capanna vicino al Colosseo
utile a tenerci dentro solo bestiame e belve
da foraggiare per gli spettacoli domenicali,
che voi, date in pasto al popolino elettorale!

E ancora dici: non mi lascerò intimidire!
Bravo, degno di Nerone, suo fastoso vecchio abitatore
nonché mediocre musico e incendiario
e poi corrotto come lo furono Cieco Metello e Fabio Gurgite
che vanti nella squadra del governo!


Il senato tutto si muove a larghe schiere in tua legittima difesa
se non son corrotti o corruttori gli indagati
mai intervengono costoro
per sanare con decreto le leggi dello Stato
e la nequizia intesa come parere ad personam.

Lodo lo chiama mestamente il popolino
mentre sia patrizi che appaltatori la chiamano lealtà al privato negozio.

Che ignavia immorale,
che lascivia di vermi imputriditi
quanto vomito blioso scroscia nel senato e viene già dagli scranni,
Li sento i vostri applausi di mummie egizie imbalsamate male
dalla pancia rigonfia di opulento mercimonio.

Nascondono costoro l'impudicizia dei loro conti
dietro le belle tuniche bianche, come i loro capelli.

Nascondono sotto le loro tuniche
le regalie da basso impero, le tasse pagate dai popoli barbari conquistati.

E il vino di Bacco tracima, mentre l'ultimo membro eletto
partecipa alle sacre orge, s'immola ai ricchi baccanali

con Agrippina e Pomponia, in cambio di un illecito favore...

ad esempio costruire sulla via Appia
ricostruire Roma per intero
sulle ceneri incendiarie di Nerone
un affare che fa persino gola a Lucullo e Trimalcione!

Li sentivo ridere i costruttori
la notte che Roma incendiava,
ridere e progettare nuove costruzioni anti-fiamma.

Di', di' per piacere mio ministro,
è tutta una bieca invenzione?
Un vasto complotto da suburra?

E cosa vuol dire la frangia ricamata sulle vesti che ti adornano?
Cosa vuol dire Timele e Gillone che confessano...
E Canopo e Crispino, che pagarono la spaventosaa cifra!

Dicci almeno, cosa significano
tutte quelle statue di marmo nel tuo atrio.

Lo so, lo so, hai comprato tutto come fosse roba tua!
Mentre Silla dormiente in senato
raccomandava clemenza ai corruttori!

Quando Melvia infilza un cinghiale toscano
ed impugna a due mani gli spiedi a mammelle nude
i giudici sono sempre equanimi a tuo modesto dire,
purché si tratti di farabutti all'oposizione!

E cosa dici ora, che toccano proprio te
e i tuoi patrizi amici corruttori!

Coloro che in barba alle regole
arricchiscono i figli di Aurunca
a cui hanno intestato il nobile stabile abitativo
registrato all'archivio come ordinaria porcilaia
pur di non pagare l'altissimo tributo!