sabato 15 maggio 2010

Gli appalti invisibili, una parodia


La città di Leonia si rifà l’appalto ogni mattina, automaticamente, gonfiando i prezzi. Nessun concorso regolare, nessuna trasparenza. Il sindaco richiama sempre i soliti per telefono, e cioè la solita cricca di Leonia che vive nelle ville magnaccesche circostanti. Il sindaco chiama magnaccia, puttane, ballerine e imprenditori, regolarmente accompagnati da massaggiatrici tropicali prezzolate.

E la città si ricostruisce. Risorge quotidianamente, mattone dopo mattone. Distruggono la piazza, che talora è circolare, talora esagonale, se non quadrata, dipende dal progetto e dal costo gonfiato. Le case, le fognature, la caserma. Di solito i cittadini, essendoci abituati, restano dentro casa, non si muovono: mentre i muratori lesti, ne buttano giù le mura e la ricostruiscono da capo. Ogni mattina la città si risveglia con una forma diversa: nuove mura medievali, nuova via Francigena, nuovi pellegrini - che sono poi comparse Mediaset - e altre nuove gare d’appalto vengono disposte già per l’indomani.
I resti di Leonia di ieri, vengono buttati via dalla Protezione Civile, a prezzo gonfiato, naturalmente. E regolarmente stabilito da un listino riscritto ogni giorno durante un massaggio prezzolato. Anzi, normalmente è la stessa Escort a decidere sia la durata del rapporto orale che il prezzo scritto da sborsare, con i soldi pubblici naturalmente. Non c’è mai discussione sul prezzo, trattandosi di fondi rubati ai cittadini di Leonia, tutte tasse pagate al gabelliere a costo di grossi sacrifici. I cittadini di Leonia, in effetti, sono rassegnati; ogni mattina rivedono cantieri e cantieri lungo le strade che mutano forma e struttura. Ponteggi a non finire fino a mezzanotte. E file di camion, che vanno a scaricare il materiale della città demolita il giorno prima.
Dove portino il carico di spazzatura della vecchia Leonia, nessuno lo sa. Lo sa soltanto il boss della protezione civile e la sua più stretta collaboratrice nonché sua più stretta massaggiatrice.

Per il resto della popolazione, la destinazione finale delle precedenti città demolite, rimane semplicemente un mistero vago. Neppure all’autista è dato di sapere, non a caso, il guidatore compie il viaggio completamente bendato, rischiando tra l’altro di precipitare ai tornanti con il carico.

Ogni giorno, un nuovo appalto dà posto alle nuove case di Leonia, sia popolari che residenziali. E i prezzi vengono gonfiati e rigonfiati, stabilmente, secondo regole ordinarie, travestite sapientemente da grandi eventi straordinari. Leonia muta prospettiva ogni giorno, per progetto, cricca dopo cricca; tanto che ci si chiede se davvero la vera passione di Leonia sia quella di esistere come città o non piuttosto ricostruirsi, rigenerarsi, spendere quanto più denaro pubblico possibile per rifarsi il trucco ogni mattina, in funzione degli appalti che regolano e regnano sovrani.

Qualcuno sospetta addirittura che Leonia sia nata in origine non come città ma come appalto truccato; e che poi qualcuno, l’abbia lentamente trasformata in città, tanto per giustificarne l’alto costo di costruzione e di manutenzione. Ecco perché è costretta a rifarsi il maquillage tutti i santi giorni. Qualcuno sospetta addirittura, che i cittadini di Leonia, non siano veri cittadini ma aspiranti attori, semplici comparse mediaset. E che aspirano tutti a partecipare al Grande Fratello oppure all’Isola dei famosi. A quanto pare, è proprio a causa di questa perversa inclinazione al mondo del reality show che quando arriva il tempo delle elezioni, quasi nessuno va a votare per un candidato onesto. Anzi, nemmeno si recano alle urne. E di attori onesti che recitano il candidato, non se ne vedono in lista.

Altri ritengono addirittura che Leonia, a ragion veduta, non sia una vera città: ma si tratti di una fiction televisiva; ed è per questo motivo che quando cadono i tetti in testa ai suoi attori-abitanti o crollano colline circostanti, cadono case in costruzione dai dirupi, mai nessuno si accorge di sanguinare o dei ferimenti di chi resta sotto le macerie. In realtà, tutti credono si tratti di un fatto spettacolare e non della realtà. Non a caso, il sindaco hollywoodiano votato già per la settantesima volta dall'audience, lui racconta sempre che la tragedia fa parte del copione e che i cittadini devono rispettare la trama della fiction così come una legge.

Quindi arriva l’ambulanza a spese della produzione della fiction, e li ricoverano a sirene spiegate. Una volta arrivati all’ospedale, l'ospedale è in costruzione, perché quello del giorno prima è stato demolito, e i malati devono aspettare che venga interamente ricostruito per l’indomani. E qui, appare una scritta che campeggia al centro dello schermo, e che non dice più PRONTO SOCCORSO. No, ma esce semplicemente scritto: FICTION LEONIA, fine della 5675 puntata.

THE END