mercoledì 30 giugno 2010

Memorie di un reading privato






Cássio Junqueira
Só poesia

A cura di Amina di Munno
Liberodiscrivere edizioni
pag. 316 / €. 16.50




SIENA. Si sono commosse anche le sedie, ha detto la signora che riordinava la sala conferenze e spegneva il microfono. Ero fermo lì, nel mezzo della sala vuota. Arrivare a un reading di Cássio Junqueira in ritardo è come commettere un peccato. A quel punto ti sei perso proprio tutto: la poesia in forma di spettacolo, tutta la sua performance vocale dal vivo. Inoltre ti mancherà la voce accattivante di Carmen Queiroz, che in contemporanea canta i suoi versi musicati da Irineu de Palmira e arrangiati con garbo da Natan Marques, ex collaboratore di Elis Regina.



Così mi sono diretto fino alla Trattoria Papei, esattamente alle spalle di piazza del Campo, a due passi dal palazzo comunale. E Cássio Junqueira era seduto lì, accanto alla sua traduttrice italiana, Amina di Munno. E c’era anche Anna a capotavola, l’organizzatrice dell’evento toscano; alla sua destra la cantante Carmen Queiroz. Tra le presenze da registrare a tavola bisogna aggiungere altri due brasiliani: una ragazza e un giovanissimo viaggiatore in giro per l’Europa. Entrambi colti da una improvvisa “saudade” nazionalpopolare.


A me intanto non restava che scusarmi per l’assenza e ordinare quindi imbarazzato i primi piatti: Pici alla cardinale o cacio e pepe o fettuccine della casa. Poi sarà la volta di una bistecca fiorentina annaffiata da vino rosso casereccio, un tranquillo Chianti d’annata. E dentro di me pensavo: tanto prima o poi glielo riesco a strappare qualche verso da far declamare al poeta - anche se mi sono perduto tutto il reading. Ne ero quasi certo. Magari sarebbe successo di lì a qualche bicchiere. Infatti fabbricavo congetture del tipo: ora rimbocco un altro po’ di vino e vedi se non gli faccio fare la fine di Pessoa! Che una volta, scrisse a quanto pare, dietro ad una foto bianco e nero che lo ritraeva quasi in bilico, ubriaco, e con un bicchiere di vino: “Colto in flagrante delitro!”

Ma qui mica ci è voluta la sbornia. Lui l’ha anticipata. Senza nemmeno aspettare il “flagrante delitro”. Sì, perché Cássio la butta subito in poesia fin dall’inizio, non aspetta neanche gli antipasti. Lui si mette a conversare e recitare affabilmente. Ed è facile capire il perché. Ma sì, la poesia per lui è un suono del tutto naturale, come bere, parlare, mangiare, chiacchierare con gli amici.



Allora, il giovanissimo connazionale seduto all’altro lato del tavolo, gli ha detto in modo scherzoso e un po’ provocatorio: secondo me, tu reciti le tue poesie a memoria solo perché non sai leggere! Abbiamo riso tutti quanti. Ma la verità a conti fatti è proprio questa: le poesie non si leggono. È una fissa questa di leggere le poesie. Una deformazione letteraria da Gutenberg in poi. Il lirismo stampato in libro è un malinteso linguistico che andrebbe riportato quanto prima in forma orale, tradotto in suono. Nei lontani tempi della mnemotecnica le cose stavano più o meno così. Le poesie si recitavano “par coeur… by heart”.


E lui in effetti declama esattamente come respira. Come se stesse canticchiando davanti ad uno specchio la mattina durante la barba. Non scinde mai l’attimo creativo da quello esecutivo: d’altronde, come si fa a privare uno chef del dovere professionale di assaggiare la propria pietanza, quando è lui stesso ad avere l’acquolina in bocca, a voler essere lui il primo commensale, quello che gusta ogni piatto provandone un infinito piacere?




La mattina dopo apro il libro e riprendo a leggere i suoi versi. Molte di quelle poesie erano già state recitate a tavola. E ogni volta mi aspettavo - in un punto preciso della lettura – non più quella parola, ma quel “suono”, quel “suono” che avevo udito io la sera prima.


Ma Cássio era già a partito per Milano, ultimo giorno del suo tour che lo ha portato in giro per l’Italia. Quella sera avrebbe partecipato a un festival letterario dedicato all’America Latina. Se ne sarebbe ripartito l’indomani per il Brasile. Ed ecco qua le memorie di un reading mancato e trasformato a cena in un vero e proprio reading privato. E mi sento quasi uno spettatore viziato, un po’ privilegiato direi. Forse troppo avvantaggiato rispetto a chi ha dovuto assecondare l’orario delle sue esibizioni in tutta Italia: da Lecce a Genova, da Siena a Milano. E così mi viene d’improvviso un onesto attacco di saudade. “A volte – dice Cássio - quando sono libero, / mi sento triste, vuoto/ di quella tristezza che precede la felicità”. Sì. Hai proprio ragione amico mio. Fai buon viaggio, anzi: vai com Deus!

In nome del papi re





Si chiamerebbe Legittimo impedimento l'impunità dei ministri nei confronti della pubblica amministrazione, di cittadini adulti e della legge. Se si tratta invece di reati concernenti la pedofilia, il beneficio viene esteso a chiunque - clero compreso - in quanto il reato è camuffato sotto il falso nome di: VIOLENZA SESSUALE "LIEVE" AI MINORI. Ora, non ci è dato di sapere in cosa consista la "lievità" della violenza, si conosce finora soltanto l'inconsistenza della proposta parlamentare.
Questa sarebbe la sostanza di un bizzarro emendamento pro pedofili inserito per pura distrazione all'interno del farraginoso calderone legislativo sulle intercettazioni telefoniche.

L'emendamento in questione è il numero 1.707, il quale adopera la seguente rubrica: "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.

I firmatari sono di estrazione Pdl e Lega nonché accaniti frequentatori di piazze pro family day. La proposta prevede l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale perpetrata nei confronti di minore, qualora il fatto risulti astrattamente configurabile nella sfera della "lieve entità".


Dopo la denuncia di Pd e centrodestra, si è assistito al solito mea culpa di "non ricordo". I parlamentari in questione vivono evidentemente a loro insaputa. E a loro insaputa firmano le leggi.


I senatori che risulterebbero firmatari a loro insaputa, sono i seguenti - e qui invitiamo la polizia di stato a schedarli quanto prima e prendere le loro impronte digitali:

1) Sen. Maurizio Gasparri (Pdl)
2) Sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania )
3) Sen. Gaetano Quagliariello (Pdl)
4) Sen. Roberto Centaro (Pdl
5) Sen. Filippo Berselli (Pdl)

6) Sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania
7)Sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania)


Inoltre va aggiunto - per amor di cronaca - che il sen. Bricolo, è lo stesso deputato che aveva proposto di recente il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico".
E non per chi palpeggia, naturalmente. Come dire: toccare Cristo è reato. Toccare il culo, no!

lunedì 28 giugno 2010

Tutti a casa





Legittimamente impediti

Quando sei morto non puoi più nasconderti


27 giugno 1980 / 27 giugno 2010

30° anniversario della Strage di Ustica




domenica 27 giugno 2010

diariospycam / Marcello Lippi

Neppure mia moglie mi rivolge più la parola. In salotto ieri continuava a sferruzzare. E per dispetto; era una maglia di lana col numero 10 e i colori della Slovacchia, col nome del giocatore e tutto quanto. Tutti ora che mi rimproverano, perché ho portato in campo una squadra di schiappe spompate e demotivate. Campioni che furono. Vecchi post-calciatori in pensione tipo Cannavaro: 37 anni. Ma cosa vuoi che siano 37 anni? Ho replicato a mia moglie. Il nostro presidente della repubblica ne ha ottantacinque e lui palleggia benissimo, lo devi vedere. Il premier ne ha 73 e sa dribblare con maestria tutte le offensive giudiziarie. Così ho detto a un certo punto a mia moglie, per giustificarmi sull’età dei giocatori in campo. Confessandole che avevo tentato perfino di convocare Silvio Piola (classe 1913).

Sì, avevo fatto dissotterrare il cadavere e stavamo già iniziando la preparazione tecnica. Ma risultava troppo lento sulle palle alte e sulle fasce laterali; come dire, non era più quello di una volta. E anche Meazza (classe 1910) avevo fatto tirare fuori dal loculo marmoreo per portarmelo a giocare in Sudafrica. Ma niente, tre giorni dopo la riesumazione si è infortunato durante l’allenamento nel campetto cimiteriale della nazionale. Quanto ad Angelo Biavati (classe 1915) ho fatto di tutto per portarlo, solo che il suo “doppio passo” e il suo dribbling risultavano passati un po’ di moda, uno stile elgante, impeccabile ma facilmente intercettabile.

Ecco, questo è stato lo sfogo avuto ieri con mia moglie. In modo intelligente, ho cercato a poco a poco di farle capire che io, i giovani, li volevo portare in nazionale, ma come dire, sono stato sfortunato. E onestamente credo ancora che Biavati, Piola e Meazza siano i veri giovani, siano il futuro di questa nazionale. È solo che dopo la riesumazione le cose sono andate storte. Un sacco di problemi burocratici, per esempio l’impossibilità di far giocare ai mondiali campioni con un certificato di morte accertato, eccetera eccetera. Ma questi sono disbrighi burocratici che ungendo qua e là, telefonando a qualche Moggi del Sudafrica, si potevano davvero risolvere facilmente.

(Liberamente tratto dal diario personale di Marcello Lippi - allenatore)

diariospycam / Federica Gagliardi

Ero veramente in tiro quando sono scesa dall'aereo presidenziale. Mai nello scendere da un aereo c'è stata tanta ascesa: da membro del comitato di Renata Polverini, a volare gratis a Toronto nella delegazione internazionale. Missione: collaboratrice. Lo so, ora i giornalisti maligneranno. Immagino già le loro supposizioni. Che io, col passato di modella. Eccetera eccetera. E che mi chiamavano Barbie, appunto, per la mia avvenenza. I dubbi. I sospetti. Le dicerie. Insomma, la solita solfa scandalistica made in Italy. La sbobba del pettegolezzo. Non mancherà neppure il blogger Karakirisushi. Lo stronzo per eccellenza. Lui digiterà perfino la seguente diceria: dal punto G al G8 il passo è breve.


Intanto io ho studiato. Ecco. Me le merito le promozioni. Sì. Sì. Questa è l'epoca delle veline. Delle ballerine. Delle calendariste che diventano ministre. Delle igieniste dentali nelle liste dei consigli regionali. Sì. Noi studiamo. Sì. Siamo tutte donne ipermoderne che studiano e si prendono una laurea. E si fanno le ossa per entrare in politica. Studiano. Ripeto, studiano. Ecco spiegata l'origine di tanta folgorante carriera. E' solo una questione non di voti elettorali, ma di voti che alla fine fanno media. E la media è pure alta. E quando dico media, non mi riferisco alla taglia del mio reggiseno. Sto parlando di esami accademici naturalmente. Master. Titoli. Postdottorati, eccetera. Insomma, cosa c'è di strano? Siamo l'avvenenza che diventa avvenire.



(Liberamente tratto dal diario personale di Federica Gagliardi - collaboratrice del premier)

mercoledì 23 giugno 2010

diariospycam / Aldo Bracher

E chi l’avrebbe mai detto durante quei tre mesi che ero detenuto a San Vittore per Falso in bilancio e Finanziamento illecito ai partiti che io, nientemeno io, sarei diventato un giorno ministro? Io, che ero un prete prima di lasciare la tonaca per la politica. E che facevo marketing per Famiglia Cristiana casa per casa, parrocchia per parrocchia. E invece sì. Ora sono ministro. Mi ha telefonato ieri il mio ex datore di lavoro, che sarebbe anche l’attuale e mi dice: Aldo, vieni subito a Roma. Ho deciso. Devi fare il ministro. Mi serve un fedelissimo della privata Fininvest nel governo della Res publica. E chiudendo il telefono ho ripensato a quei giorni a San Vittore, quando io piangevo nella cella e non confessavo mai niente. Un ex prete non confessa ai magistrati. È abituato semmai a confessare lui gli altri. Poi mi ricordo uscii dal carcere per decorrenza dei termini. E poi il reato di Falso in Bilancio venne depenalizzato dal mio datore di lavoro. Il Finanziamento illecito invece cadde in prescrizione. Sono puro come un giglio ora. Immacolato. Completamente assolto. Potrei perfino tornare a fare il prete confessore. Ma pazienza, mi accontenterò di questo incarico ministeriale.

(Liberamente tratto dal diario personale di Aldo Bracher)

Lo statuto di Pomigliano




Sapesse Contessa, all'industria di Marchionne
han fatto lo straordinario quei quattro ignoranti

volevan scaricare l'Iva per la benzina
non c'è più morale contessa

(Ritornello)
Partite Iva dai campi e dalle officine
Viva il commercialista ed il suo sgabello
scendete in ufficio e domandate a quello
scendete in ufficio e chiedete al Sistema...

Ed ei del cul fece vuvuzuela


Dante Alighieri interviene sui mondiali in Sudafrica.

martedì 22 giugno 2010

Quando il governo è in Bracher


L'uomo che stavamo aspettando. Il Messia. Il Verbo si è fatto carne. E visse presso di noi. Aldo Bracher è il nuovo ministro per l'attuazione del Federalismo. Come abbiamo potuto vivere finora senza di lui? Golpe bianco all'interno del governo.

domenica 13 giugno 2010

mercoledì 9 giugno 2010

Aspettando la sentenza


Meglio un mafioso in parlamento che un innocente in galera

lunedì 7 giugno 2010

Agricoltura liquida con orto globale


Il land grabbing, il furto delle terre, le nuove enclosures, o meglio, la stagione dei saldi è partita.
Le maggiori multinazionali si stanno accaparrando le terre etiopi e dintorni. Aggiudicandosi così il destino dei prezzi futuri per le derrate alimentari a venire: riso, tè, ortaggi, cereali, canna da zucchero.
Tutto questo accade mentre gli Stati sovrani dormono. E il corruttibilissimo governo di Addis Abeba regala regala e regala. Un affarone.
Sul sito web della «Ethiopian investment agency» si può leggere tranquillamente la pubblicità: «Una forza lavoro a basso costo, grandi possibilità di produzione, terra a prezzi contenutissimi».
La manodopera è garantita. Sauditi, indiani, brasiliani. Venghino, multinazionali venghino!

venerdì 4 giugno 2010

In libreria per la libertà


READING DI LIBRI SULLA LIBERTA' D'INFORMAZIONE.
LIBRERIA BECARELLI

Siena

sabato 5 giugno

alle ore 17.00


PAOLA LAMBARDI e ALFONSO DIEGO CASELLA


leggeranno brani tratti da:

Saramago

Tabucchi

Politkovskaja

Casella

Saviano


Vi aspettiamo per firmare contro la "legge bavaglio".