venerdì 30 luglio 2010

Governo, processo breve o vita breve?


Inizia la campagna acquisti del premier per coprire le falle parlamentari. Rattoppare la maggioranza bucata. Occorre riparare i danni e aprire una stagione post finiana.
Si aprono le danze. Chi traghetta chi? Partono gli inviti sontuosi. Venghino, inquisiti venghino. Alla giostra del governo. Si ride, si mangia e ci si diverte. Venghino condannati in primo e secondo grado. Qui 'è posto per tutti. Avanti. L'offerta è buona. Impunità per tutti.
Totò Cuffaro a centrocampo. Qualche altro mediano a coprire l'avversario più pericoloso. Una mezz'ala e due tre mezzeseghe in contumacia.
Da qui a settembre ci aspettiamo di tutto. Proprio di tutto. Anche di vedere Totò Riina ai Trasporti. E Provenzano alla Programmazione economica. E via via i Corleonesi a sostituire a uno a uno i finiani che mancano. Alla fine, è sempre la maggioranza quella che vince. Minchia, che democrazia!

Viva l'Italia, l'Italia che resiste


Scritta apparsa ieri sui muri di Casale di Principe

Struscia la notizia



La notizia non è mai il cane che morde il padrone, ma il suo contrario: e cioè, il padrone che morde il suo cane. Questa la teoria. Da perfetto manuale. Lo insegnano in ogni scuola di giornalismo.
E' cosa dunque risaputa. Monotona. Niente da aggiungere.

Lo scoop di oggi non è che il presidente della Camera e i suoi colonnelli sono fuori dal Pdl. No. La notizia più stupefacente è il fatto che Berlusconi non si trovi ancora dentro.
E quanto a Fini. Il nemico del peggior delinquente rimarrà sempre il mio nemico. Esattamente come prima. Quando loro, erano buoni amici.

giovedì 29 luglio 2010

Curriculum vitae


NOME: ALDO BRACHIER
Nazionalita': Italiana
Data di nascita: 30 maggio 1943

ESPERIENZE LAVORATIVE
1970
Prete paolino
(responsabile pubblicità per il settimanale Famiglia Cristiana)
1982
Dirigente gruppo Fininvest

1999

Inizio Carriera politica


2001/ 2008

Deputato e sottosegretario di Forza Italia



Maggio 2001

Eletto alla Camera dei deputati



Sottosegretario di Stato nel dipartimento per le riforme istituzionali e la devoluzione.


Aprile 2006

Eletto alla Camera dei deputati

Vicepresidente del gruppo Forza Italia



2008

Eletto nelle liste del Popolo delle Libertà



18 giugno /6 luglio 2010

Ministro senza portafoglio del governo

Deleghe mai ufficializzate:

1) Per l'attuazione del federalismo

2) Per la sussidiarietà e il decentramento





CONDANNE MAI SCONTATE



1993

- Falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti



- Detenuto per tre mesi nel carcere di San Vittore


- Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare



- Condannato con in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti


IMMUNITA' RILEVANTI

1) In Cassazione il va in prescrizione il reato di finanziamento illecito ai partiti

(per riduzione dei termini decisa dal governo Berlusconi)



2) Il reato di Falso in bilancio depenalizzato dal Governo Berlusconi II


Giugno 2010
Tramite i suoi legali tenta di avvalersi del Legittimo impedimento
Luglio 2010
Si dimette dall'incarico ministeriale

Patteggia il reato di Appropriazione indebita per aver incassato 200 mila euro da Fiorani
- Scandalo Banca Antonveneta -


28 luglio 2010

Condannato a due anni per appropriazione indebita

(fino a tre anni le pene sono coperto dell'indulto)


diariospycam / Silvio Berlusconi

Questo venticinque luglio l'ho scampata bella. Non c'è guerra - o meglio, è tutta virtuale, di potere, ed è tutta interna al partito: e comunque, quella vera rimane geograficamente distante e non ci riguarda - e poi, non ci sono alleati che sbarcano. Insomma, questo venticinque luglio scampato è un po' diverso.
Ma qui rischio la caduta uguale. Ho visto delle foto, che gettavano le acquile dagli uffici. Il vessillo dell'impero. Gettavano via statue. La scritta Dux. Il fascio del littorio. E la gente in strada che festeggiava. Ecco, tutto questo scenario finora me lo sono risparmiato. Sono vivo. Nessuno mi ha fatto prigioniero. La mia Petacci, messa al sicuro. E nessuno sa dove sta. Domani faccio dimettere Fini. Tutti contro Fini. Questo governo Badoglio provvisorio non lo voglio. Niente Badoglio. Niente armistizio.
Male che vada ci divideremo. Faremo il Pdl di Salò. Lotteremo fino in fondo. Sarà guerra civile tra repubblichini e berlusconini. E lui, Fini, il delfino di un ex repubblichino sarà proprio lui il leader dei neo-repubblichini. E invece io sarò il neo duce, il conducator dei berlusconini.

Rimane un dubbio, caro diario. Che a te posso confidare. E gli italiani? Ma dove cavolo sono gli italiani? Secondo me gli italiani non esistono. Mai esistiti. Sono una pura invenzione dell'audience. Una semplice astrazione demografica. Una stronzata autoctona inventata per vendere pubblicità alle televisioni commerciali. Per truccare meglio i sondaggi. Non sono mai esistiti gli italiani.
Scrivo questo diario dentro un hotel, in silenzio. In segreto. E' un hotel a cinque stelle. C'è una uscita sotterranea però. Non si sa mai.
Appena inizierà il tumulto, zac: io scappo. Tela! No. No. Quella fine lì non la voglio fare. Appeso. No. Macelleria messicana, come disse qualcuno. Una fine così... una fine così... per colpa di Fini. Mi alzo dalla sedia. E' arrivato il truccatore televisivo. E' il momento del maquillage per la diretta. Adieu.

Pensaci, Giacomino


"Io ora vado dal ministro per dirgli oh corri a Roma... tengo Giacomino che mi fa da spalla".
(Intercettazione telefonica tra Lombardi e Martino)


Giacomo Caliendo (sottosegretario alla giustizia)viene iscritto sul registro degli indagati per appartenenza ad associazione segreta.

diariospycam / Marcello Dell'Utri

Mi ha interrogato ieri il magistrato. Voleva sapere della P3. Di Flavio Carboni e cricca bella voleva sapere lui.
Niente. Niente. Niente è scappato da questa bocca. Giuro. Manco se mi torturano parlo io. Sono un bibliofilo muto. Muto. Leggo a bocca chiusa.
Nenti vitti e nenti sacciu.

mercoledì 21 luglio 2010

Mangano, un'eroina




A un passo dalla verità sulla strage di via d'Amelio. La verità nodosa viene al pettine. La politica potrebbe non reggerne il peso, annuncia così ai giornali il Pm di Caltanissetta.
La trattativa tra stato e mafia rischia risvolti clamorosi. E' bene che il senatore della repubblica dell'Utri raggiunga un compromesso, ridimensionando la pesantezza delle sue precedenti dichiarazioni.
Suggeriamo soluzioni più trasversali, ad esempio: Mangano, un'eroina.

mercoledì 14 luglio 2010

Si dimette Cosentino, il C.I.P.E. che fa ciòp

Scetateve, guagliune 'e mala vita,
ca e 'tussecosa assai 'sta serenata:
i' songo 'o nammurato 'e Margarita

ch'e 'a femmena cchiu bella d''a Nfrascata.

L'aggio purtato 'o capo cuncertino,
p''o sfizio 'e me fa sentere canta...

M'aggio bevuto nu bicchiere 'e vino,
pecche stanotte 'a voglio tusseca...

Scetateve, guagliune !'e mala vita

E accumparuta 'a luna all'intrasatto
pe' lle da 'o sfizio e' me vede distrutto:

pe' chello ca 'sta femmena m'ha fatto,
vurria ca 'a luna se vestesse 'e lutto...

Quanno se ne venette a' parte mia,
ero 'o cchiu guappo 'e vascio 'a Sanita...

Mo c'aggio perzo tutta 'a guapparia

cacciatemmenne a dint''a suggita...
Scetateve, guagliune 'e mala vita!

martedì 13 luglio 2010

Un governo sui Carboni ardenti


Foto di Lirio Abbate in esclusiva su "L'espresso".

domenica 11 luglio 2010

L'ultima cena in casa Vespa





In quel tempo, il cardinale Bertone, essendo stato invitato all'ultima cena in casa del giornalista più strisciante della terra, prese d'un tratto il pane azzimo, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli. E allora Bruno Vespa, seduto a tavola, disse titubante: scusami rabbi, posso fare la scarpetta nel piatto di coda alla vaccinara? Così sia, rispose il cardinale. E io, disse l'uomo a capotavola, che era stato messo anche a capo del governo, posso intingerlo nel piatto di fagioli con le cotiche? Certo figliolo, rispose il segretatio di Stato del Vaticano. E similmente prese il vino e disse: prendete e bevetene tutti.
E bevve il maggiordomo Letta. Bevve Draghi. Bevve Geronzi. Bevve Vespa. Bevve perfino Casini. Il capo del governo prima bevve poi ruttò.

A questo punto il Maestro si voltò in direzione dell'uomo coi capelli grigi e avvertì tutti gli astanti: in verità in verità vi dico, uno di voi mi tradirà.
Sono forse io Tarcisio? domandò l'apostolo Casini, detto l'Iscariota, rivolgendosi al Cardinale. E quello replicava dì lì a poco: Pier, ascolta, quello che hai da fare... vai e fallo.
Parola del Signore.

sabato 10 luglio 2010

L'uomo dal coltello in bocca


Vi ricordate la faccia di questo signore?
Poco importa: si chiama Landi. Punto.
Lo scorso novembre fece irruzione assieme a un nugolo di squadristi amici suoi in una sede della sua (ex) azienda occupata dai lavoratori in agitazione, spacciandosi per poliziotto.
Entrò e usò violenza su lavoratori che avevano occupato. Che si erano incatenati per protesta. Erano perfino saliti sui tetti.
Ora riepiloghiamo.
C'era una volta "Agile". Poi acquisito da Eutelia.
E c'erano due signori: Samuele Landi - l'uomo dal coltello in bocca, presidente del Cda Agile e amministratore di Eutelia - e poi Leonardo Pizzichi - Cda Eutelia nonché uomo fidato del Monte dei Paschi, vale a dire la famosa banca dal fortunatissimo slogan: il conto è sempre più rouge.
La storia si conclude così. Che ieri sono stati arrestati. Fine.
Avrebbero acquistato numerose società con alcune migliaia di dipendenti, ponendo in essere - così sostiene la Procura - una colossale operazione dolosa volta tra l’altro a cagionare il fallimento della società Agile al fine di spogliarla dei suoi asset e di sottrarre la garanzia ai creditori più importanti, i circa 2000 dipendenti. A quanto pare le teste tagliate di questa operazione giudiziaria sono molte. Circa otto tra amministratori presidenti e delegati.
Finisce così l'avventura dell'uomo che a colpi di arti marziali voleva abolire i diritti sindacali.

mercoledì 7 luglio 2010

Squadristi alla camera e botte ai terremotati


Hooligans e tifosi Pdl invadono la Camera durante la partita. Ed è rissa. Pugno pidiellino in faccia all'onorevole Franco Barbato, Idv. Partita sospesa. Si ferma l'esame del ddl Meloni sulle comunità giovanili postfascistelle.
Escalation di insulti. Spintoni. Barbato è svenuto. Ambulanza. Commessi che intervengono. Non si può chiamare la polizia. No, la polizia può solo bastonare i cittadini liberi che protestano. I parlamentari no.

Il ministro della Gioventù accetta il rinvio in Commissione affari costituzionali del ddl. L'accusa alla signorina giovinezza giovinezza primavera di bellezza è di "volere questo provvedimento non per sostenere i giovani, ma la corrente politica sua e di Alemanno e dell'assessore Lollobrigida"


La hooligan Barbara Saltamartini del Pdl è immediatamente scattata per attaccare Barbato. Ma è stata trattenuta dall'arbitro. Portata negli spogliatoi. Invasione di campo bloccata sul nascere. Hooligans del Popolo della Libertà si sono portati verso i banchi dell'opposizione. Colluttazione. All'armi, all'armi. All'armi siam pidiellini. Dalle tribune l'onorevole tifoso Pdl Fabio Rampelli impegnato in un corpo a corpo con un collega dell'Idv. L'hooligan da curva Maurizio Bianconi urlava "pezzo di merda!". A Barbato. A squarciagola.
L'arbitro Rosy Biondi sospende la partita.
Scuse immediate dal capogruppo hooligans Fabrizio Cicchitto che per poco non viene alle mani pure lui. Fuori, marcia di protesta dei terremotati. E botte da orbi ai manifestanti da parte della polizia.

sabato 3 luglio 2010

L'estasi del pecoreccio


Dalla post democrazia alla trans democrazia


Un vecchio compagno d'oratorio del consigliere provinciale Zaccai - sgamato l'altro giorno a seguito d'un malore post festino a suon di coca sesso e trans - si confessa urbi et orbi alla stampa nazionale: "Noi Pier Paolo l'abbiamo cresciuto - dice l'amico scout dell'infanzia - giocava con i nostri figli, adesso non facciamo che pensare alla madre, Eleonora e a come può sentirsi. Sono due giorni che non esce di casa, non abbiamo sue notizie anche se vorremmo darle una mano, farle sentire la nostra solidarietà, che le siamo vicine in questa brutta vicenda che ha coinvolto il figlio".
Ci commuove tanta preoccupazione da pater familias. Noi invece non facciamo altro che pensare ai suoi elettori, poverini. Delusi. Traditi. Fottuti. Ai cittadini normali pensiamo, i quali se vengono beccati per strada con l'etilometro e hanno bevuto un goccio in più gli ritirano la patente. E non facciamo altro che pensare alla volgare equiparazione giuridica tra droghe leggere e droghe pesanti. Non ce la togliamo proprio dalla testa questa ennesima porcata legislativa promossa dai finti bacchettoni di regime. Così come non facciamo altro che pensare al fatto che le Province andrebbero abolite quanto prima, perché rappresentano una sperpero offensivo e vergognoso per le ristrettezze economiche che il paese sta vivendo.

E ancora, non facciamo altro che pensare a tutti quei puttanieri che recitano la morale da family day nei consigli provinciali, regionali e in parlamento raccontandoci la solita favoletta dei valori cattolici e delle radici cristiane, i quali non sono altro che un manipolo di puttanieri inveterati. Ci preoccupiamo perché tanto falso moralismo alla lunga sta intasando perfino la scuola pubblica di inutili professori di religione, proprio mentre il resto dei docenti viene mandato a casa.


Insomma, di questri luridi mostri bicefali che calcano da anni il teatrino perbenista della politica moderata, è di questo che noi ci preoccupiamo. E infine non facciamo altro che pensare al fatto che questo ipermagnaccesco Pdl sta diventando sempre più il perfetto acronimo di Puttane Droga e Leggi ad personam. Il fumo provoca il cancro - recitava un vignetta di Karma - la cocaina ti fa diventare ministro. Bene, caro consigliere provinciale: ad maiora!