lunedì 31 gennaio 2011

sabato 29 gennaio 2011

diariospycam / Nicole Minetti

E pensare che ce l’avevo quasi fatta: da igienista dentale alla carriera politica. Gavetta lampo. Così lampo da sembrare una cerniera. E stasera ho pianto. Maledizione. Maledizione alla sfiga e alla figa. Intercettano ogni mia sfuriata isterica sul premier e sulle sue mignotte minorenni. Un’autentica ingiustizia. Questi magistrati comunisti annusano mutande e reggiseno come luridi sporcaccioni. Sequestrano la lingerie democraticamente regalata da papi. Palpeggiano pruriginosi la nostra privacy. I conti in banca. Si vede proprio che sono comunisti e quindi contro il mercato. Loro sognano un’economia pianificata. L'abolizione dei gioielli e della proprietà privata.


Una cena noiosa al ristorante con l’avvocato. Oggetto: elaborare una definitiva strategia difensiva. Antipasti caldi. Piccoli trucchi processuali. Gnocchi al gorgonzola. Devo mentire spudoratamente ai magistrati mi ha detto l’avvocato. Vino rosso. Look castigato. Dolce. Caffè. Vestiti il meno zoccola possibile. In aula presentati con il tuo fidanzato. Faccia acqua e sapone. Mi raccomando. Trucco meno di niente.
Mi ha riportato a casa rimorchiandomi col Suv. Mi infilo il pigiama. E davanti allo specchio del bagno mi sono esercitata a lungo nel personaggio che devo interpretare tra qualche giorno in tribunale. Quasi mi sentivo Madre Teresa di Calcutta. Giuro. Un attimo prima di andare a dormire.


( Liberamente tratto dal diario di Nicole Minetti)

venerdì 28 gennaio 2011

diariospycam / Daniela Santanchè

Ogni giorno prima di infilarmi in uno studio televisivo entro nelle toilette. Non piscio. Mi lavo le mani. Mi risistemo il trucco. Mi guardo allo specchio e mi scaldo per la trasmissione. Mi preparo ripetendo davanti allo specchio: l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo, l'imperatore non è nudo.
Una volta che mi sono scaldata. Mi sistemo la gonna. Apro la porta. Sono pronta alla battaglia.

(Liberamente tratto dal diario personale di Daniela Santanchè)

mercoledì 26 gennaio 2011

diariospycam / Silvio Berlusconi

Mi sveglio sempre allo stesso punto: che i partigiani col fazzoletto rosso mi beccano dentro la camionetta e io sono vestito da tedesco e sto cercando di scappare verso la Germania. Il sogno a volte finisce così. A volte inizia invece da questo punto preciso. E c’è la Merkel che mi ha ordinato di costituire uno stato fantoccio e satellite all’impero Teutonico-economico europeo, denominato appunto Repubblica di Arcore. E qui io faccio fucilare Fini, Bocchino, Gian Galeazzo Ciano, Emilio Fede e tanti altri traditori della patria.
Ogni notte sogno che questi partigiani col fazzoletto rosso mi portano sul Dongo. E che mi fucilano. E intorno a me non c’è Claretta Petacci. No. C’è Baba. Luna. Birba. C’è Pussycat. Zuzù. Zorba. Zorra. E Fiorilù e miss maglietta bagnata di Viggiù. Lilly, Lalla, Foffa, Magda e ancora tante veline intorno a me, che non me le ricordo tutte quante. E nessuno mai che vuole morire assieme me. Tutte si scansano. Allora mentre i partigiani mirano qui al cuore io finisco per sentirmi troppo solo. Sudo. Mi sveglio. Chiamo la badante bulgara. Ma mi accorgo di non avere nessuna badante bulgara. Telefono a Putin e dico: mandami una badante bulgara, per favore. E Putin mi risponde, la Bulgaria adesso ha la sua sovranità territoriale. La guerra fredda è finita da un pezzo. L’impero sovietico non esiste più. Così la repubblica di Salò, non c’è più. E Putin riattacca infastidito.

(Liberamente tratto dal diario di Silvio Berlusconi)

martedì 25 gennaio 2011

Ciccia e pappa




“Ai protettori delle battone

lascio un impiego da ragioniere

perché provetti nel loro mestie

rerendano edotta la popolazione

ad ogni fine di settimana

sopra la rendita di una puttana

ad ogni fine di settimana

sopra la rendita di una puttana”.


Il testamento (Fabrizio de Andrè)

lunedì 24 gennaio 2011

diariospycam / Totò Cuffaro

Questa buvette del carcere è diversa. Non è come quella di Montecitorio. Si mangia tutti insieme e alcuni fanno il risucchio col brodino. Ma che schifo. Mi si appannano gli occhiali. Pure la divisa che porto addosso è diversa qua dentro. A Rebibbia. Non è un vestito elegante. Quando penso che ero senatore della Repubblica. Mi mangio le mani, quant’è vero Iddio. E pensare che ero pure presidente della regione Sicilia. Quei fetusi. Quei garrusi. Mi hanno intercettato invece. Mi hanno fottuto. Quelle cimici che dovevano fottere i boss… alla fine, hanno fottuto me e basta. Pazienza. E io lì ad avvertirli. Attenzione. Guardate, che ci avete le cimici dentro la casa. Vi stanno spiando.

Volevo salvare loro e invece ho rovinato me. Picchì, per salvare gli amici degli amici mi sono trasformato nel nemico del nemico di me stesso? Qui, dalla finestra, si vedono certe case brutte. Panorama desolante. Muri. Cemento. Non è la Sicilia, la zona residenziale dove abito io. Non è l’hotel di Roma dove alloggiavo. Casini non c’è più. Follini sparito. Gli autisti e i commessi parlamentari. Volatilizzati. I parrucchieri, il sarto gratis. Addio. Tutti sono spariti.

Mi ritrovo qui, dentro una cella numerata. In silenzio. Dormo qui. Con delinquenti poco raccomandabili: chi ha ucciso la madre, la moglie, rapinato banche, stuprato. E ci sono io. Che avevo avvertiti boss. Occhio alle cimici signori. Maledette cimici. A quest’ora starei a mangiare tranquillo alla Buvette se non c’erano le cimici. In un ristorante di lusso, ecco dove starei a mangiare io. Ma era parte del gioco. La politica è un gioco dopotutto. Si vince. O si perde. Si va a finire in galera. Oppure si può risultare innocenti anche se talora si è colpevoli. Dipende. La vita è un gioco. Eccola la nuda verità. E questa volta purtroppo devo ammettere che ho perso.

(Liberamente tratto dal diario personale di Totò Cuffaro)

domenica 23 gennaio 2011

Santa Anchè


Oggi si festeggia Santa Anchè




(Santa Protrettrice della balle impossibili, delle difese inverosimili e dei bugiardi patologici)
Ora pro nobis!

diariospycam / Alfonso Signorini

Niente riposo oggi. Neppure la domenica ci si riposa più di questi tempi. Ho ricevuto segretamente le ragazze. Gli ho dato il copione. E ciascuna ripeteva a memoria la seguente risposta: no, io non ho mai richiavato denaro da Berlusconi.
Ma cazzo dicevo io. Leggete bene ragazze, per favore. Le interrompevo ogni secondo. Sono fighe ma sono veramente dure queste qui. Volete leggere per bene, dicevo... e almeno i verbi: è ricevuto. Non richiavato! Leggete attentamente, cribbio. Stavolta ripetevano e alla fine funzionava un poco meglio: no, non ho mai ricevuto denaro da Berlusconi.

Ottimo. Passiamo avanti. Ragazze, adesso dovete imparare quest'altra cosa nuova: mai fatto sesso con lui. E infine: mai stata ad Arcore.
Caro diario, non ci crederai nemmeno, ti sembrerà impossibile, ma ci sono volute quindici ore a fila per memorizzare queste tre risposte facili facili. Non ho manco pranzato. Eppure il pranzo l'avevo ordinato. Mi si è freddato tutto sul vassoio. Certo. Va pure bene che sono a dieta ultimamente. Almeno i pantaloni mi scendono meglio sulle gambe e così gli addominali, che risultano leggermente più televisivi.

Nel tardi pomeriggio mi telefona Fede. E voleva sapere se gli potevo già mandare le ragazze al telegiornale della sera, nel suo studio. Erano pronte le modelle?
No, guarda, Emilio: aspettiamo un altro giorno. Era meglio se quelle si davano una bella ripassata alla lezione fino a domani. Non si sa mai. Evitiamo ulteriori figure di merda. Il momento è difficile, lo sai. Occorrono strategie mediatiche ben ponderate.

Quindi domani le bimbe sarebbero ritornate da me, dopo averci studiato un po' sopra la notte. Alla fine sono tre frasi semplici semplici da imparare, ho detto a Fede. Eccheccazzo. Dovrebbero farcela a tenere a mente queste tre rispostine:
1) Non ho mai ricevuto denaro da Berlusconi
2) Mai fatto sesso con lui
3) Mai stata ad Arcore...

Ho promesso al direttore che non appena quelle memorizzavano gliele avrei mandate subito in onda. Mi ha risposto che andava bene così. Prima di chiudere poi Fede si è raccomandato un'ultima cosa: per favore, che siano preparate bene almeno su queste tre cose. Il resto poi glielo spiegheremo meglio col tempo, lentamente. Lezione dopo lezione.

(Liberamente tratto dal diario personale di Alfonso Signorini)

diariospycam / Niccolò Ghedini

Ma va là. E' due settimane che non io dormo. Devo trovare delle soluzioni processuali a questa vicenda. Un conto sono le bugie patologiche che spacciamo in televisione con tutta la nostra armata Brancaleone, altra roba è il processo. Ma va là.
Per esempio, funziona abbastanza - almeno livello mediatico - la faccenda di alzarsi e andarsene via dallo studio, fingendosi offesi dall'assoluta mancanza d'imparzialità. Povere vittime della faziosità. Senz'altro crea un certo effetto. Fa la sua porca figura. Piccolo mistero fuori dalla ribalta. E poi ti sembra quasi che hai ragione. Sì. Qualche spettatore se ne convince addirittura. Ottima pure l'idea di urlare e fare confusione nello studio, mentre parla l'avversario e sta dicendo magari la verità: e aggredire verbalmente l'avversario, con piccole cose ignobili, assolutamente senza senso, che ne so, del tipo: stai zitto tu, poveraccio, che non lavi mai i piatti. Li lasci nell'acquaio. Oppure, smettila di parlare perché mi hai graffiato la macchina l'altro giorno e l'idraulico non lo paghi mai... e poi maltratti tua moglie, ti guardi i cartoni animati, puzzi di sudore. O ancora: taci, vergogna, vergogna, vergogna.
Ripetere vergogna, è veramente fantastico. Funziona. Fa la sua porca figura. Specie se aggiungi un attimo dopo: fai tanto il moralista e non ti vergogni di rubare gli ombrelli all'Upim, sai, ti ho visto l'altro giorno, ho le foto!

Ecco, tutto questo funziona. A livello televisivo. C'è qualcosa però che non funziona in questa faccenda: le controprove. Sì. Le contro-deduzioni, la battaglia delle indagini preliminari. Cosa devo inventare io a livello investigativo? O meglio, come smentire le intercettazioni di Fede che chiede i soldi per Lele Mora e se ne trattiene una parte? E il ruolo della Minetti? E i bonifici bancari alle puttane? E Spinelli? E la vicenda della minore età? Ma va là. Ma va là. E' un disastro. Qui ci fottono.

Lo dicevo proprio oggi a pranzo a un collega del foro di Milano. Vedi, gli dicevo, in tivù puoi difenderti, ma va là, voglio dire: ce la fai, esagerando e dosando con cura sapiente gli strumenti mediatici di cui disponi... insomma, ti viene facile mentire. Ma come difendersi dal sistema giudiziario, quando i giudici ti chiedono la verità? Come difendersi dal codice di procedura penale? Domani, suggerirò ad Alfano di abrogarlo articolo dopo articolo. Non c'è soluzione. Lo chiamo per telefono e glielo dico: senti, qui devi togliere tutto... cancella, cancella, è roba superflua questo codice. E' vecchio anche se ha vent'anni. Tutte procedure inutili. Meglio una bella scorciatoia legale.


( Liberamente tratto dal diario personale dell'avvocato Niccolò Ghedini)

Salò e le 120 giornate d Arcore


« Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole e ciò che il potere vuole è completamente arbitrario, o dettatogli da sue necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune. »

(Pier Paolo Pasolini - ultima intervista sul set di Salò e le 120 giornate di Sodoma)

sabato 22 gennaio 2011

Casini e Follini: è vero, ma non ci credo


Ultima fermata Rebibbia. Totò vasa vasa va a costituirsi. Verdetto definitivo della Cassazione per l’ex presidente della Regione siciliana. Sette anni. Lui che mangiava cannoli per festeggiare le sentenze oggi purtroppo si è messo a dieta dopo aver ricevuto la notizia. Niente più zuccheri né trigliceridi d'ora in poi. I legali cadono ovviamente dalle nuvole e si limitano a un solo commento forbito: minchia! I garantisti attoniti. L'onorevole Casini intanto che se l'era tirato dentro al suo partito è più che mai stupito. Anche Follini rimane incredulo. Fulminato dall'Ansa. Entrambi poi lanceranno una versione unanime alla stampa: "Rispettiamo la sentenza ma crediamo che Cuffaro non sia mafioso". Come a dire: è vero, però non ci crediamo.

La redazione di Karakirisushi dedica invece questa sentenza alla memoria di Giovanni Falcone. Questo video in effetti vuole essere un tributo al magistrato palermitano barbaramente assassinato con la moglie il 23 maggio 1992.

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venerdì 21 gennaio 2011

Citazione



Un paese immobile. Incastrato da sedici anni nella cerniera lampo di Berlusconi.

La Santa Sede smentisce la Santanché

Et voilà. I vescovi moraleggiano sulle ultime vicende. Lo fanno soprattutto rivolgendosi al loro gregge. E i fedelissimi del Pdl che smettono i panni da family day: affilano le armi.
I bugiardi patologici partono all'attacco. La Santanché ad Anno Zero. La sottosegretaria alla Giustizia del governo a Linea Notte. Due povere sagome esagitate. Sceneggiate di isteria politica travestite da contraddittorio. Gargarismi. Garantismi a raffica. Scene da pollaio estremo. Due indemoniate al servizio del Capo. Due cazzare con la gonna. Zero esorcismi. E negano i festini come fosse acqua benedetta. Omertà a ripetizione. Non vedono. Non sentono. Sono le sentinelle del bordello. Rispondono soltanto per mentire. E' la solita sindrome di Pinocchio a cui vengono addestrati. Una specie di balla talmente calcolata che esce quasi automatica. Vomito etico mescolato al fragore del boato mediatico. Nessun giudizio morale mai su nulla. Nessuna intercettazione le scompone. Nessuna troiata le scandalizza. No. Sono tutte forzature. Vistose falsità. Fumus persecutionis. Colpa dei magistrati che lo spiano perennemente per incastrarlo.
Tutto è ancora da provare dicono. E intanto c'è Fede che chiede soldi a Lele Mora. Spinelli che dà i soldi alle puttane. Bonifici. La Minetti che fa da balia alle zoccole. Paga l'affitto, le bollette. La parola d'ordine è questa: menzogna, menzogna suprema. Ripetere sempre così, all'infinito: non è vero niente. Non è vero niente. Non è vero niente. Lo replicano fedelissime e implacabili. Tutti uniti, in coro: è falso, è falso, è falso. Fino a sfiorare perfino la patologia.
E' il solito stornello:Ciascuno può invitare a casa sua chi vuole. Così ripetono senza tregua. Ma anche le puttane a pagamento? Anche le minorenni? Risposta: Non era minorenne. Non erano puttane. Il capo non sapeva che era minorenne. Mentire. Mentire. Mentire. Qualcosa alla fine resterà.
E' un refrein ossessivo e fin troppo servile. Sia uomini che donne. Ministri o onorevoli. Si stanno rivelando all'unisono come un coro di bugiardi prezzolati. Le vere puttane forse sono loro. Le Escort del servo-pensiero. Nei secoli fedeli, a difendere a oltranza il puttanaio. La suburra. Il vomito. Lo schifo e la nausea del potere.

mercoledì 19 gennaio 2011

Il format traccia il solco, la lingua lo difende


Si chiama Kalispera. Ma noi diremo per dispetto Kalippo-spera: è il nuovo programma lecca-lecca del cagnolino trasvestito da giornalista, Alfonso Signorini. La redazione di Karakirisushi si sta attivando in queste settimane per attuare le procedure necessarie e richiedere all´Unesco un inserimento straordinario: dichiarare la lingua di Alfonso Signorini ´Patrimonio dell´Umanità`. Vi terremo informati sull´esito finale del procedimento.

martedì 18 gennaio 2011

La pornocostituzione

Al Presidente del Consiglio, in quanto capo dell'Esecutivo, la Carta costituzionale conferisce un'autonoma rilevanza, facendone il centro nevralgico dell'intera attività del Governo: egli, infatti, ne dirige la politica generale e ne è il responsabile, mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo, promuove e coordina l'attività dei Ministri.

E´ titolare di un potere di direzione dell'intera compagine governativa, il che lo abilita a svolgere ogni iniziativa volta a mantenere omogeneità nell'azione comune della coalizione, finalizzandola alla realizzazione del programma esposto in Parlamento al momento del voto di fiducia.

lunedì 17 gennaio 2011

Igienista tuttofare


Offresi igienista tuttofare. Pulizie dei denti. Sa tenere il tubicino durante le otturazioni. Ottima riomozione del tartaro con le tecniche più avanzate. Orari flessibili. Mattina. Pomeriggio. Sera. Straordinari solo se richiesti. Affabile. Bella presenza. Prestante. Disponibile a lavorare in tv come velina. Eleggibile tanto come Miss Lombardia che come candidato alle regionali in Lombardia. Donna di fiducia del capo. Pagamento bollette a puttane di regime. Problem solving caparre e affitto. Reperibile su cellulare anche di notte. Specie se si tratta di ritirare dalla Questura minorenni. Ref. 3324.

sabato 15 gennaio 2011

Sciur padrun


Sciur padrun da li beli braghi bianchi,

fora li palanchi, fora li palanchi,

sciur padrun da li beli braghi bianchi,


fora li palanchi ch’anduma a cà.


A scusa sciur padrun sa l’em fa tribuler,


i eran li premi volti, i eran li premi volti;

a scusa sciur padrun sa l’em fa tribuler,

i eran li premi volti ca ‘n saievim cuma fer.



Sciur padrun da li beli braghi bianchi,

fora li palanchi, fora li palanchi,


sciur padrun da li beli braghi bianchi,

fora li palanchi ch’anduma a cà.


E non va più a mesi nemmeno a settimane,

la babo che ore, la babo che ore;

e non va più a mesi e nemmeno a settimane,

la babo che ore e poi dopo andiamo a cà.



Sciur padrun da li beli braghi bianchi,

fora li palanchi, fora li palanchi,

sciur padrun da li beli braghi bianchi,

fora li palanchi ch’anduma a cà.


venerdì 14 gennaio 2011

Una sentenza a metà


All animals are equal but some animals are more equal than others
(Orwell)
It depends on the pigs. It depends on the case.
(Corte Costituzionale)



mercoledì 12 gennaio 2011

La Consulta decide su Aristotele



Che cosa è il sillogismo? Rispolveriamo. E' un tipo di ragionamento dimostrativo. Come dire, una sorta di concatenazione logica. Ricordate? Aristotele. Premessa maggiore. Premessa minore. E si giunge al giudizio finale. Detto appunto, mi pare, conclusione. L'esempio classico: Tutti gli uomini sono mortali. Socrate è un uomo. Socrate è mortale.


E via di questo passo possiamo affermare qualunque cosa: Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, così recita l'art. 3 della Costituzione italiana - giudizio universale affermativo. Tutti gli italiani sono cittadini. Silvio Berlusconi dunque, è cittadino italiano - giudizio particolare affermativo. Insomma, tiratele un po' voi le somme. Appare chiaro che costui non può essere al di sopra della legge, benché ricopra l'incarico di presidente del Consiglio.

Così come appare logica la seguente affermazione: se l'avvocato Mills, risulta condannato già per corruzione in un processo separato - poiché corrotto da Silvio Berlusconi - ragione ora vorrebbe che pure il corruttore venisse giudicato, dal momento che la sentenza del corrotto è già stata deliberata.

Ma tutto questo è noto ai giudici della Consulta. Oggi in realtà non si sono riuniti per decidere sulla costituzionalità o meno del Legittimo impedimento. La norma-scudo che consente di evitare processi. No. Il sillogismo qui è chiaro. A quanto pare dovranno esprimersi sul più classico giudizio aristotelico: se appunto, dato che tutti gli uomini sono mortali e Socrate è un uomo: costui, è mortale o no?
Sembra strano ma toccherà alla Consulta decidere in questi giorni se Socrate è davvero mortale.
La Corte Costituzionale in verità appare divisa al riguardo. Diatribe tra giureconsulti e analitiche discussioni filosofiche sono in atto. Non si placano nemmeno durante la pausa caffè. Alcuni sostengono che Socrate è mortale. Altri invece che mortale non è, negando così valore al sillogismo aristotelico. La risposta finale è attesa comunque per giovedì.

venerdì 7 gennaio 2011

diariospycam / Giulio Tremonti

Ieri ho scoperto che c'è la crisi. E che io mi chiamo Giulio Tremonti. E non solo. Che non si passa con il rosso. Che se entri in un luogo bisogna per educazione dire per forza buona sera. Se è sera. E dire, buongiorno. Se è giorno.

Ho scoperto inoltre che il denaro pubblico dato alle banche ha salvato anche gli speculatori. Impoverito i cittadini che pagano le tasse. E che quel denaro pubblico era appunto del pubblico. Cioè degli stessi contribuenti che si sono impoveriti. Allora ho scoperto all'improvviso che il pubblico e il privato sono due cose completamente diverse.
E che c'è la ricchezza e la povertà.
Il bianco e il nero.
I buoni e i cattivi.
La merda e il risotto alla milanese.
L'ossobuco e il buco del culo.

Insomma, ieri ho scoperto davvero tante cose. Il male e il bene.
Il credito e il debito. I ricchi e i poveri.
E qualcuno, mi ha detto a fine conferenza: grazie, signor ministro per il suo intervento. Allora, in quel preciso istante ho intuito la cosa più importante della mia vita negli ultimi anni: e cioè, che io sarei addirittura ministro. Non so di cosa. L'ho appreso solo ieri. Ma giuro, che nei prossimi giorni io lo scoprirò.

(Liberamente tratto dal diario del Ministro Giulio Tremonti)

diariospycam / Domenico Scilipoti

Sono sceso in strada. Poi il portiere mi ha dato cento euro. Mi ha detto che se salivo mi dava cento euro, così mi ha promesso lui. E così risalgo sopra. Più tardi esco. Vado a destra. No. Poi a sinistra. Passo col rosso, anzi, no: col verde passo. No. Aspetto il giallo. Mi fermo. Cammino. Mi fermo di nuovo. Non mi decido a camminare. Entro in un bar. Anzi, non entro più. Poi mi fanno cenno. Se voglio entrare. No, gesticolo io dietro ai vetri.



Se entro, mi regalano 200 euro mi dice il padrone del bar. Entro allora. E vado dritto in bagno. C'è puzza però, esco quasi subito. Ma devo pisciare per forza. Mi scappa. Rientro nel cesso. Esco. Poi prendo un caffè. Anzi, non mi va un caffè. Forse un tè. Una cioccolata calda. Se la ordino il barista mi regala anche un panino gratis. Bevo la cioccolata. Mangio il panino. Esco. Entro in macchina. No. Non entro più. C'è traffico. Troppo. No. Non ce n'è traffico. Mi smentisco. Mi decido a rientrare sbuguardato. A casa. Un attimo di indecisione. Sotto la porta. Vedo una prostituta. Non la vedo. La rivedo. C'è nebbia. Le chiedo, quanto prendi tu a botta? Parecchio, dice lei sui tacchi alti. Le rispondo: guarda, io sicuramente di più.

Una volta in camera mi faccio un'agopuntura di ottimismo. Anzi no. Due. O no. Quasi quasi non me la faccio proprio. Agopuntura cinese. Manifattura siciliana. L'indecisione è il mio vero mestiere. E rende. Rende. Niente male. Decido di tenere un diario. Anzi no. Non lo voglio scrivere più. Un editore mi paga. Cambio idea. Eccolo qua il diario egregio editore.

(Liberamente tratto dal diario dell'on. Domenico Scilipoti)

sabato 1 gennaio 2011

Buona vita a tutti