sabato 30 aprile 2011

diariospycam / Kate Middleton

Non ci crederai nemmeno caro diario. Proprio questa notte mi sono venute mestruazioni. Altro che favole. Matrimonio del secolo. Viaggio di nozze. Ma quale champagne e caviale. Quale ricevimento a Buckingham Palace dalla regina, mia suocera. Erano le prime mestruazioni veramente aristocratiche. Un po’ menarca e un po’ monarca. Ho infilato l’assorbente. Ubriaca. Stanca. Mi sono cambiate le mutande gotico fetish, quelle lì color pervinca arrapamonarchia: un prestante modello protestante sexy versione erotico-eretico. Scena che verrà tagliata dal filmino del nostro matrimonio globale. Nozze Reali o nozze virtuali? Boh. Entro in camera. Il principino William era girato di spalle.

Gli vedevo bene la nuca. Allora ho detto così a mio marito William: senti caro, indovina come si chiamava la damigella vestita di verde smeraldo che sfilava oggi al matrimonio con tuo fratello, il principino Henry? A quel punto lui mi ha guardato stupito, era nudo, e stava per mettersi a letto. Mi ha risposto stranito, ma darling, lo so benissimo… che domande mi fai: si chiama Philippa, per gli amici Peppa… che in inglese si legge “Pippa”.
Ecco, appunto, ho detto io. Era proprio qui che volevo arrivare... have a good night sweet honey. E detto questo mi sono addormentata.



(Liberamente tratto e ispirato dal diario personale della nuova principessa di Windsor)

mercoledì 27 aprile 2011

Zero al 100% a Expolibri



Expolibri (Torre Santa Susanna, Br)
DOMENICA 1 MAGGIO 2011 Ore 10.00

Giancarlo Quaranta
presenta

Alfonso Diego Casella (Zero al 100%)


Voce recitante: Gino Cesaria (Attore)

lunedì 25 aprile 2011

Psicanalisi del 25 aprile


UN PAESE POLITICAMENTE SCHIZOFRENICO non può che meritare celebrazioni clinicamente schizofreniche. E' un fatto naturale quasi. Del resto non si possono avere dei leghisti al governo e invocare contemporaneamente festeggiamenti sull'Unità italiana senza macchia, senza aspettarsi nemmeno una contumelia secessionista. Stessa cosa accade per il 25 aprile: festa di liberazione nazionale dal nazifascismo. Come può questo strisciante populismo mediatico autoritario - corrotto, senza una effettiva maggioranza, senza fiato, con a bordo strani passeggeri come i leghisti, fronde di capitani di ventura responsabili e anche postfascisti sia dentro che fuori al governo - vivere e accettare senza nessuna remora una simile festività? Ovvio che non basta un dogmatico discorso di pacificazione nazionale. Men che meno un discorso presidenziale.

NON BASTA LA VOLONTA' DI RICONCILIARE le parti. Sarebbe banale. Qui è la psicanalisi a venire tirata in ballo come unica soluzione di guarigione. Perché è di scissione della personalità che si tratta. Di dualità politica e morale. Ecco allora che uno slogan a Roma in modo provocatorio rievoca i campi di sterminio: work will make you free recita un'orripilante scritta nel Pigneto. E via via il fascista Storace che chiede un nuovo 25 aprile, perché a rileggere Panza e De Felice - dice lui - la festa di Liberazione sarebbe soltanto un falso storico. E dulcis in fundo un giovinastro amministratore pidiellino che inneggia su facebook a Hitler, proprio l'altroieri. E così i fischi all'autorità: autorità politica senza nessuna autorità morale. Talora scontri. Diverbi interminabili.
L'immagine è quello di un paese diviso, lacerato, malato. Un povero internato prigioniero della propria follia schizofrenica, della sua identità multipla. Da ricoverare clinicamente e non da recuperare politicamente.


QUESTO PAESE insomma deve curarsi. Riabilitarsi lentamente. E' inutile parlare di Costituzione così, ex abrupto. Sarebbe come se un esorcista gettasse acqua santa addosso a un posseduto. D'altronde come dice sempre un amico poeta: non si può mica spiegare Dio a un cinghiale! Fino a quando questo paese non sarà in grado di raccontare la propria storia senza provare vergogna, non riuscirà a liberarsi dal suo rimosso, dal suo inconscio totalitario. Deve in sostanza capire e analizzare tutte le contraddizioni della propria storia. Altrimenti rimarrà prigioniero del passato, bloccato nel lembo impazzito di una mancata elaborazione. E' questo il trauma del cittadino medio: ritrovarsi nei panni di un ordinario paziente, incapace di intendere e volere la democrazia. Un paziente che nemmeno sa nemmeno che cos'è la democrazia. Ripeto, non occorre un piano politico. Qui servirebbe una cura semmai. Uno psicofarmaco omeopatico. O forse una catarsi psicoanalitica collettiva.

domenica 24 aprile 2011

Restiamo umani

In memoria di Vittorio Arrigoni. Ciao Vik

domenica 17 aprile 2011

Brigatismo berlusconiano




DISPORRE DI UN KALASHNIKOV mediatico e poi saperlo usare. Avere guerriglieri raccomandati in televisione. Sia pubblica che privata. Comunque è tua. Ordinare stragi a giornalisti-terroristi che danno notizie come pallottole. O le pervertono. Come fanno certi militanti da fine telegiornale, travestiti da opinionisti serali. Che sparano pallottole e cazzate. No. La regola non è informare, scordatelo: è gambizzare. Gambizzare verbalmente. Inseguire le vittime. Pedinarle. Ammazzare sotto casa con la notizia. Feltrismo. Metodo Boffo. E pallottole metaforiche e virtuali. La parola d'ordine è distruggere il nemico. Dossieraggio. Dossieraggio. Si deve sparare in pieno volto. Questa è la regola del capo. Senza pietà lo fanno. Tanta tanta comunicazione. Questo è il vero terrorismo. Televisivo. Lo compiono ogni giorno. La comunicazione prende in prestito la formula brigatista per ammazzare il nemico, demonizzandolo. E paradosso dei paradossi: chiama gli altri terroristi. E' il solito gioco del boia che gioca a recitare la vittima. Complice la violenza televisiva. Il terrorismo della comunicazione: sparare, sparare e poi simulare il ruolo della vittima. Funziona. Ci credono. I polli della conservazione nazionale. Ci credono. I sondaggi non scendono.


UN FRANCHISMO DI RITORNO non più basato sulla militarizzazione o fascistizzazione del paese, vale a dire censurando e censurando a oltranza. Non arrestano i dissidenti loro. Gli intellettuali neanche. No. Li demonizzano. Li annientano con logiche comunicative disoneste. Padroneggiano con violenza adottando sistemi di comunicazione periferica, contro chiunque si serve della comunicazione centrale: quella vera, che sta rivelando il fatto. E come? Semplice. Urlando frasi sconnesse. I decibel decideranno chi ha ragione. Questa strategia comunicativa è terrorismo. Squadrismo da manganello ridotto a ugola, della Santanché, tanto per fare un nome. Se qualcuno dice la verità. Facile. Gli si urla. Si scuote la testa. Si dice no. No. No. Menzogna. Se qualcuno lo scrive nero su bianco, gli si richiede un risarcimento milionario. Danni morali all'infinito. Altrimenti provano a comprarlo e buonanotte. Niente militarizzazione del paese, niente franchismo allo stato puro, non sarebbe credibile sotto il profilo della democrazia apparente. Meglio militarizzare i media. Mirare al bersaglio. Il target. Il target. Punto. Dare cioè ogni notizia come un attentato.


QUESTO IN DUE PAROLE è il brigatismo berlusconiano. Chiunque ascoltando Giuliano Ferrara in televisione sa che è un bugiardo che sta usando i media come Gheddafi fa con i suoi mercenari. Ferrara è l'espressione fisica del capitano di ventura militarizzato: lessico servile. Da arringa in difesa del padrone. Violenza allo stato puro nel tono e nel registro. Con la sindrome del vittimismo sul finale. Una fisicità che trasuda violenza nelle parole e al contempo finge una debolezza ignobile. Eppure è maggioranza, anche se comprata a peso d'oro. Ma loro piangono. Piangono. Tutti che ce l'hanno con lui. Piangono e sparano. Sparano. Sparano. E ciò che è peggio, la vittima è quasi sempre chi spara. Un esempio: i brigatisti - a sentire loro - sarebbero i magistrati. E colui che sale sul predellino la vittima che vogliono impallinare. Le claque gli battono le mani. Le mostrano al telegiornale. Cento euro ogni applauso. Una birra, un panino. Rutto libero, alla Fantozzi.


LE PROCURE ROSSE ATTENTANO alla vita del premier, così va dicendo l'uomo sul predellino a piede libero. Questo qui è il trucco, mascara incluso: comportarsi da lupo e urlare attenti al lupo. Sbranare a da lupo e belare da agnellino. Strategia mediatica del terrore a doppio senso. Astuto gioco delle parti, invertite e pervertite. Eccoli qua i veri brigatisti, sono quelli berlusconiani. Socialmente pericolosi. Intossicati di leaderismo. Drogati da un overdose di culto della personalità. Sempre irascibili come ayatollah dai pugni levati. Ma è anche avanspettacolo di pietas recitata a memoria. Le battute, da copione. A insegnare i diaboloci strateghi del capo: il target vero? Ipnotizzare e colpire al cervello con un colpo solo la povera casalinga di Voghera.

giovedì 14 aprile 2011

Apocalipse, wow!


IL GIORNO IN CUI IN ITALIA si verificherà l'Apocalisse, di sicuro staremo tutti quanti ancora a discutere di Bunga Bunga. Ennesime leggi ad personam, opportunamente ritagliate su misura di reato.
L'ANGELO QUINDI SUONERA' LA PRIMA TROMBA. E il ministro della Giustizia Alfano si troverà in una conferenza stampa con i giornalisti "accreditati" per ripetere a memoria come un disco rotto, che i giudici la devono smettere di essere politicizzati e adoperare processi a orologeria.
UN ALTRO ANGELO SUONERA' LA SECONDA TROMBA. E giù l'avvocato Paniz - onorevole a nostre spese - che scenderà in piazza Montecitorio, saltellando sui sampietrini ridotti in cenere, a rassicurare i manifestanti e convincerli a uno a uno che davvero si trattava della nipote di Mubarak, perbacco. Inoltre la prescrizione breve, per bloccare il Giudizio Universale, non riguarderà i reati Parmalat, L'Aquila e Viareggio.


ALLA TERZA TROMBA apparirà l'avvocato Ghedini, con una lente degli occhiali rotti, assolutamente impassibile alle montagne che si scollano dal suolo e ai terremoti. Dirà tranquillo alla folla che fugge e intasa le autostrade, i tunnel, lui dirà: Qui ci vuole il Tribunale dei Ministri, ma va là, Iddio non è competente come giudice naturale ex lege. Il mio cliente è ateo, non riconosce la giurisdizione finale Universale, che tra l'altro non rispetta nemmeno i tre gradi di giudizio previsti dalla Costituzione, noi ricorreremo a Strasburgo.
ALLA QUARTA TROMBA Giuliano Ferrara fermerà con la panza una scia di automobili parcheggiate che franano sotto, a seguito di un alluvione. E così dirà all'Angelo senza paura: Impossibile, questa non è l'Apocalisse, sono al soldo della Cia e nessuno finora mi aveva avvertito.
L'Angelo a questo punto riderà. E Ferrara gli lancerà una pietra, come fece a Valle Giulia al poliziotto, quasi quarantanni fa.
ALLORA UN ALTRO ANGELO sempre più incredulo, suonerà la sesta tromba. E qui spunterà l'onorevole Santanché, urlante, truccatissima, rifatta fino all'alluce, che difenderà e difenderà il premier a spada tratta. Sostenendo, appunto, che Berlusconi è un perseguitato politico e che sicuramente la redazione giornalistica Il Fatto sta esagerando con i titoli e i reportage sulla distruzione universale, per far fare una brutta figura all'Italia.

Se Iddio pensa di incastrare il nostro capo col pretesto della fine del mondo, si sbaglia di grosso, grida al megafono un fedelissimo, un imbonitore televisivo, con le solite clacque da processo, appostate a frotte davanti al tribunale di Milano, proprio mentre sta crollando. Iddio, non può processare, col pretesto del giudizio universale, il partito di Dio, la deve smettere di sovvertire il voto legittimo degli elettori.

ESCE BERLUSCONI SUL PREDELLINO e racconta che non c'è nemmeno una prova contro di lui, per portarlo in Giudizio davanti al Creatore. E poi racconta la barzelletta sull'angelo asessuato-da -apocalisse, che vede ballare in televisione una velina bionda e strafiga e allora chiede a Ricci se può presentare anche lui prossimamente una puntata di Striscia la notiza, perché questa ballerina è appunto una bella topa e all'Angelo piace la topa.
Tutti ridono intorno al predellino. Anche Ricci ride.
Si spacca il catrame, il marciapiedi va in frantumi, il premier barzellettiere prosegue dicendo: Non ci sono riusciti i giudici comunisti, e ora vorrebbe riuscirci Dio in persona.... vuole colpire me, è la solita persecuzione politica, mascherata in persecuzione teologica. Non è nient'altro che ex comunismo ben nascosto sotto le tonache ricamate del potere spirituale!

Quando era imprenditore - dicono due fans contemporaneamente e in coro - veniva sempre perdonato con un semplice pater ave e gloria, due indulgenze dal confessore. Ora, da quando è entrato in politica, lo vogliono processare con questo Giudizio universale. Distruggono l'intero pianeta per fargli un dispetto, un danno economico, poverino, per distruggere Mediaset e Milano Tre. E' un complotto di Dio. Sicuro. Noi stiamo con Silvio. E cantano: meno male che Silvio c'è. E poi, a dispetto:

Resta con noi silvio la sera,
resta con noi avremo la pace
resta con noi, non ci lasciar,
la notte mai più scenderà...

IL PREMIER STA LASCIANDO il predellino. La terra sussulta. La folla dei fedelissimi applaude. Strade si aprono a cocomero. Fili della luce cadono. Supermercati si dissolvono. Polvere. Polvere.
Non mi sottoporrò alla legge divina, dice il premier, questa notte si riunirà il parlamento e rimanderemo a oltranza l'Apocalisse. Legittimo impedimento a divinis. Sequestreremo il papa! Bestemmieremo tutti in piazza, per fargli un bel dispetto.
Altro applauso dei fedelissimi.

L'Apocalisse riprenderà regolarmente, dopo il mio incarico di governo e una volta che avrò portato a termine le riforme. Non posso sottopormi al Giudizio Universale, io lunedì prossimo devo essere a Parigi, c'è un incontro con l'UE.
Mi processi pure in contumacia, questo sedicente Onnipotente, e poi vedremo... vedremo chi la spunterà.
Altro applauso.

QUALCHE FANS VERRA' INGOIATA sotto il manto stradale. Si sente urlare. La macchina con la scorta sguscia via, con i gorilla spaventati dai massi che cadono. Lo proteggono.
Nessuno dei giornalisti Escort, cioè la combriccola lecca-lecca che lavora a ore nelle redazioni del capo, nessuno di loro si renderà conto che quella lì era davvero l'Apocalisse. Tutti credevano in realtà e con convinzione, che si trattasse di un complotto comunista, ordito dall'alto.

Sia Porro che Feltri, sia Sallusti che Belpietro in effetti riempiranno tutta la prima pagina dei giornali con questo genuino tono vittimistico: "Gli angeli rossi la buttano in caciara con le trombe del Giudizio Universale, per scippare il voto democratico degli italiani".

EMILIO FEDE TENTERA' di intervistare qualche Angelo, un poco più discinto, coi peli sul petto, e le gambe sinuose, per strappare in diretta due previsioni sul tempo che farà domani. Lui vuole assolutamente sapere se ci saranno per esempio nuvole bolsceviche, in giro, per l'Italia meridionale.
Lele Mora intanto ne scritturerà uno di Angelo, con un contratto miliardario, per un prossimo programma Mediaset da intitolare: Apocalipse wow, fine delle trasmissioni. Gli promette di portarlo nelle discoteche e gli assicura che parteciperà alla prossima serie de IL GRANDE FRATELLO.
L'ULTIMA TROMBA li seppellirà tutti quanti. Si chiamerà democrazia.

martedì 5 aprile 2011

PROSSIME PRESENTAZIONI


ZERO AL 100%

di Alfonso Diego Casella



Lunedì 11 aprile ore 20.00

/ Ekoinè / Strada Vallisa n. 79 - Bari

Sabato 9 aprile ore 18.00 /

Teatro Ex Liceo Linguistico / Torre SS. (Br)

Venerdì 8 aprile ore 19.30

/Circolo Arci / Arco Olimpo / Francavilla Fontana (Br)

Giovedì 7 aprile ore 21.00 /

Club Hula Hoop, via L.F. De Magistris 91

(Zona Pigneto) - Roma