giovedì 30 giugno 2011

diariospycam / Luigi Bisignani

Oggi ho incontrato Z. e la moglie di P. con la valigetta e i soldi necessari per l'affare. Mi sono visto poi con F. a cui ho subito comandato di contattare S. a Nizza per la scalata bancaria concordata. A proposito, sono riuscito finalmente a corrompere il dottor L. Naturalmente solo dopo aver incastrato il fratello immobiliarista. Bene. Molto bene. Ricatto funzionato a meraviglia con V.: appalto aggiudicato a G. Era contento una pasqua. Mi ha telefonato L. lamentandosi che la signora G. nonché ex moglie di L. non rispetta più le quote stabilite. Discuterò con il nuovo marito. Sull'altra linea avevo M. che mi chiedeva di chiudere il programma sulla tivù pubblica del giornalista S. Troppo rompicoglioni. Fazioso da morire. Intanto il generale della Guardia di Finanza al citofono ha detto sono io. Non era solo, era in compagnia del conte O. Ho detto facciamoci un caffè. Ma dopo la mazzetta però, ha detto il conte O. aristocraticamente. Gli brillavano gli occhi mentre contava i denari. Il conte O. è avaro. Lo farò fuori prossimamente. So io come rovinarlo a quel puttaniere che va a trans. Bisogna mettere assolutamente in contatto B. con S. E mettere contro - usando motivi banali - i fratelli L. di Messina e il ministro G. Verificare nel pomeriggio andamento della macchina del fango. Ungere bene tutti gli ingranaggi. Appuntamento con informatori fidati alla 6. Aperitivo con i Servizi Segreti deviati alle 7. Mi è stato garantito in serata che N. e D. entro giovedì verranno sputtanati su tivù e quotidiani. Se lo meritano. Così imparano a obbedirmi.

(Liberamente e idealmente tratto - interamente inventato - dal diario personale di Luigi Bisignani)

mercoledì 29 giugno 2011

diariospycam / Mara Carfagna

C'erano proprio tutti l'altro giorno al mio matrimonio. C'ero io, in abito bianco, come si addice alle vergini. Il figlio di Mezzaroma è stato puntuale. E' stato sabato scorso, ma ho potuto annotare solo oggi l'evento sul diario personale.
Quel giorno su Torre di Pietra il sole splendeva. Anche se c'era l'ombra dell'affaire Bocchino a rovinare festa: una brutta faccenda questa che ha messo seriamente a rischio le nozze fino all'ultimo. Comunque all'altare ci sono arrivata e alla fine ho detto sì. Anche il figlio di Mezzaroma ha detto sì. E adesso siamo marito e moglie. Diciamo che sono una donna sistemata: il più grande sogno di una soubrette è appunto questo: sposare un'uomo ricco. Certo, il fatto di diventare ministro... beh, non me l'aspettavo neanche. E' come vincere la Lotteria. Va oltre le aspettative umane.

Nel tardo pomeriggio, a fine pranzo, c'è stata la torta nuziale. Quel giorno lì fortunatamente non ero a dieta. Ne ho assaggiato un pezzo, era buona. Ci siamo fatti le foto io e il figlio di Mezzaroma. Un filmino che io sculetto nell'abito nuziale. E poi c'è stato il regalo di Silvio Berlusconi, che mi ha fatto da testimone. Acqua in bocca: mi ha regalato un anello più bello di quello dello sposo, tutto pieno di diamanti e che vale una cifra se me lo vendo... e poi mi ha promesso che mi regalerà ancora un altro ministero-chiave nel prossimo governo. Ovviamente se rivince le elezioni. Non sapeva ancora ancora quale sarebbe stato il ministero: se le Infrastrutture o la Famiglia. Chi vivrà vedrà ha detto lui.
Poi al suo solito ha raccontato una miriade di barzellette. Ha cantato assieme ad Apicella "Anema e core" dedicandola proprio a me e al figlio di Mezzaroma che batteva le mani estasiato. E poi ha raccontato la famosa barzelletta del fantasma del formaggino, così gli invitato hanno fatto finta di scompisciarsi dalle risate, come se l'avessero sentita la prima volta. La seconda barzelletta invece riguardava Pierino. La terza era su due giovani sposi durante la prima notte di nozze. Onestamente è stato veramente uno spasso.
Io credo che se uno ti regala un anello così, tu devi fare per forza finta di ridere e ridere come una cretina... anche se la barzelletta è ultravecchia come lui. Anche se non fa ridere manco per un cazzo.

Dopo la torta nuziale ci sono stati i babbà e infine i rutti e gli auguri finali con dei confetti bianchi che guarnivano la bomboniera: un mio vecchio calendario, che è quasi diventato vintage oramai. Diciamo tra il vintage e il cult del femminismo postmoderno.

(Liberamente e idealmente tratto - nonché interamente inventato - dal diario personale di Mara Carfagna)

venerdì 24 giugno 2011

Un governo sotto l'ombrellone





PIU' O MENO COME faceva la canzone: per quest'anno non cambiare / stesso governo stesso mare. E così è successo al bel paese. La Maggioranza tiene riferiscono a denti stretti i topi-guitti da telegiornale già pronti a scappare un attimo prima che la barca affondi. Autentico miracolo della neuroscienza questo della verifica. Anzi, se è vero che Cristo camminava sulle acque, bisognerebbe avere almeno l'onestà di ammettere che questa sciagurata cricca di sfaccendati è altrettanto abile a galleggiare agevolmente sopra un infinito liquame di scandali, senza mai affondare mezza volta. Come? Semplice. L'imperativo categorico immorale è sempre il solito: fingere, fingere che niente sia accaduto.




EPPURE E' STRANO vedere un governo all'ultima spiaggia che si prenota l'estate sotto l'ombrellone a spassarsela per le vacanze. Ministri e ministresse coi bikini e tutti in tiro. Abbronzati ministeriali distesi al sole. La Carfagna che ritorna quasi ai magici tempi dei calendari. La Prestigiacomo si beve un succo di cocco e sperimenta la tintarella radioattiva, per smentire i referendum. E il premier ovviamente che spalma crema alla prima minorenne che gli passa accanto. Le promette una casa al mare all'Olgettina. E giura sulla testa dei suoi figli che farà arrivare il mare all'Olgettina.




MENTRE IL MINISTRO La Russa si fa le barche di carta a torso nudo simulando battaglie navali con affondamento e tanto di pescecani disegnati sulla sabbia. Maroni vende bibite al posto del Vu' cumpra' rinchiuso a Lampedusa. E il lavoratore Brunetta spaccia gondole sul lido. La Gelmini nel frattempo si sta leggendo un numero qualunque di Topolino e se lo fa spiegare da Romani con la faccia sotto la sabbia per nascondere la vergogna. E infine la Meloni, che ruota a rana. Mentre la rana se la ride e nuota perfettamente imitando il ministro Meloni, suscitando così l'ilarità dei bagnanti.





sabato 18 giugno 2011

diariospycam / Renato Brunetta

Io non ho cadute di stile, perché è la mia altezza normale. E non dico mai bassezze, perché di fatto sono basso. Per questo non devo chiedere scusa ai precari per aver detto siete l'Italia peggiore: ovvio, sono un nano da circo a tempo indeterminato. Non ho nulla da spartire coi precari. Vendevo gondole a Venezia, ai turisti. Anche se non arrivavo al banco. Era difficile dare il resto, prendere una gondola dallo scaffale. Poi mi sono elevato, come quella canzone famosa di De André. Presa in prestito da una poesia. E allora portavo le borse al Ministro de Michelis. Le portavo bene le borse. A volte strisciavano un po' per terra. Quando è caduto il partito socialista, ero già in piedi. Questione di fisico. Per me quella caduta era l'altezza mia normale. Perciò mi sono riciclato. Perciò non sono caduto con il partito. Chi è bassso cade sempre in piedi. Le vertigini che ti vengono quando sei al potere non so nemmeno cosa siano. L'orizzonte assimila qualunque caduta.

(Liberamente tratto e ispirato - interamente inventato - dal diario personale del ministro Renato Brunetta)

mercoledì 15 giugno 2011

La riforma del fisico






E' NATO PRIMA L'UOVO o la gallina? E ancora, viene prima la legge sullo Scudo fiscale o la Riforma del Fisco?
Beh alla prima si risponde male. Semplicemente non si sa. Sulla seconda invece la priorità è fin troppo nota alla cronaca politica. Chiaro, bisognava prima dare ampia possibilità ai capitali all’estero di riciclarsi e rientrare in Italia a costo zero. Poi tutto il resto, senza nessuna urgenza.


ORA, DATO CHE IL PREMIER continua imperterrito nei suoi festini, Tremonti di sicuro deve averlo inteso male: in realtà lui si riferiva alla riforma del FISICO e non certo del fisco. Insomma, come dire, l’ennesimo malinteso. Ed è proprio a seguito di questo tremendo malinteso che subito si è messa in moto la macchina mefitico-mediatica.

SULLA RIFORMA DEL FISICO (cioè proprio sul Corpo della Riforma) Tremonti avrebbe mosso le prime obiezioni tecniche: attenzione, bisogna stare nei vincoli di bilancio. Che un conto sono i parametri di Salsomaggiore, altra cosa sono i parametri di Maastricht. E poi, sempre sulla riforma del Fisico - cioè delle misure: vita, bacino, seni, altezza - Maroni avrebbe replicato a Tremonti duramente “Qui ci vuole coraggio, non prudenza, per fare la riforma del Fisico”. Come è noto, un ministro degli Interni se ne intende tanto di fica quanto di macroeconomia. Dunque, replica più che lecita.

E TREMONTI RIPRENDE l’indomani, ritoccando il precedente botta e risposta erotico-economico. Va bene, ammetterà Tremonti, facciamola pure questa riforma del Fisico: ma chi la paga la Riforma del Fisico?
Beh, visto che i festini li organizza il premier, pagherà il premier sia il costo sociale della riforma del FISICO che le Escort che verranno invitate a riformarlo.

martedì 14 giugno 2011

diariospycam / Silvio Berlusconi

Un autentico disastro oggi. Risultati elettorali a picco. Dei sondaggi non ne parliamo proprio. Mi hanno portato dopo la colazione una videocassetta con le immagini di ieri: manifestazioni di giubilo in tutte le piazze. Incredibile. Tutti contro di me. Tutti comunisti. Mi sono rattristato pensando all'ultima ospite. Ho acceso il grammofono e riascoltato Regine' cantata da Apicella. Ho cantato con lui, un poco, come sottofondo. Poi ho guardato la rivista dell'Economist: "The man who screwed an entire country". Mi ha spiegato Nicole Minetti che "screw" vuol dire scopare. Quindi il titolo tradotto, quasi letteralmente sarebbe: "L'uomo che ha inculato l'Italia". Mamma mia che risultati. Disastrosi. Disastrosi. Altro che bunga bunga. Altro che screw e screw the country. Questa volta me l'hanno messo loro nel Quorum!

(Liberamente tratto e ispirato - interamente inventato - dal diario personale di Silvio Berlusconi)

lunedì 13 giugno 2011

Daniela Santanché subito!



"ERA FLAVIO CHE PARLAVA, io ascoltavo". Questa la difesa della Santanché dopo che viene resa pubblica la recente conversazione telefonica tra lei e il miliardario Briatore, il quale rivelava festini sexy che proseguono a tempo indeterminato nei salotti del premier. Scandalo Ruby nonostante.
E che dire poi delle osservazioni su Fede? Sul fatto che Veronica Lario a conti fatti aveva ragione a dire che il premier è malato? Così ammette l'uomo del Billionaire.

MA L'UOMO DEL BILLIONAIRE a noi non interessa tanto. Qui è la Santanché che va presto tirata in ballo. Per esempio, come reagisce la signora Santanché davanti a queste ignobili affermazioni sulle Escort a tempo pieno del premier: calunniose, ingiuriose avrebbe detto lei in una qualunque trasmissione televisiva. A telefono con Briatore invece niente. Tutta la finta verve polemico-mediatica è scomparsa. Silenzio. Silenzio. Zitta e mosca. Tranne che sparare alla spicciolata un distruttivo: "qui crolla tutto". Punto. E poi come si giustifica l'indomani con la stampa la signora? Un comunicato stampa buono per i merli: "Era Flavio che parlava, io ascoltavo.


MA NO MIA CARA SIGNORA Santanché. Lei avrebbe dovuto rispondere a tono a Flavio Briatore - cioè secondo il normale copione che le scrivono ogni volta quando va in televisione e che lei ripete a pappagallo. Insomma avrebbe dovuto urlare dentro al cellulare: Menzogne. Menzogne. Menzogne. Calunnie. Calunnie. Vergognati Flavio. Stai attento ti denuncio. Ecco come si comporterebbe la vera signora Santanché. Dicendo appunto a voce alta: Flavio stai dicendo solo un mucchio di falsità. Indegne falsità. Sei un fazioso. Sei un comunista. Sei peggio di Santoro. Ti hanno scritturato ad anno zero. Porco. Me ne vado. Abbandono la trasmissione. Io non posso più stare ad ascoltare a oltranza un miliardario veterocomunista. Vergognati Flavio. Si vergogni. Dire certe falsità. Cose oscene sul mio capo. Tu mi devi chiedere subito scusa. Ora. Ora. Altrimenti va finire che ti sbatto il telefono in faccia. Comunista. Comunista. Comunista. Giornalista da Anno zero. Miliardario pezzente. Vergognati. Vergognati. Vergognati. Ecco, questo è il ritornello che ci saremmo aspettati.

E INVECE NO. La bersagliera-cazzara che conosciamo tutti quanti qui non ha recitato la sua parte. Aveva lasciato a casa il copione. Il palinsesto è saltato. Semplicemente ascoltava. Ascoltava. Lei, la bugiarda patologica che tenta sempre di sbugiardare ogni avversario politico. Non riuscendoci mai ovviamente. Lei, l’onorevola iperservile che ha fatto delle urla isteriche un autentico sofisma filosofico, qui davvero ci delude. Non la riconosciamo quasi più. Dove sta la Daniela Bersagliera made in tivù? Sì. Quella che difende a spada tratta il premier a prescindere. E’ incredibile pensare a lei che ascolta in silenzio. Rivogliamo indietro la Daniela di sempre. Quella che urla cazzate a tutto spiano. Ridacela, vi prego. Non ce la togliete. E' uno spettacolo di cui sentiamo nostalgia. Ci siamo troppo affezionati alle sue dolci baggianate chic. Per favore... Daniela Santanché subito!

domenica 12 giugno 2011

Tema, raccontate la vostra domenica

Ieri sono andato con papà e mamma al seggio elettorale.
Ci stavano i referendum contro la Silviocentrale Nucleare.
Così mi ha detto mio padre. La Silviocentrale Nucleare.
Boh. Io non ci ho capito niente. Ma intanto aspettavo in corridoio. Zitto e mosca.
Altra gente entrava e votava. E sembravano quasi tanti signori e signore che dovevano andare alla toilette e poi uscivano. E davanti alla toilette non c'era scritto Donne o Uomini. Niente porta, solo la tenda c'era.
E mi immaginavo questa Silviocentrale Nucleare mentre aspettavo.
Che a quanto pare deve essere nociva. Sotto il profilo governativo e della gestione, altamente radioattiva.
Avrebbe poi un trapianto di capelli, questo mi ha detto papà, che è difficile smaltire una volta che cade un capello per terra. Ogni capello è una scoria che andrebbe sotterrata. Ogni pelo è all'uranio. A Scansano Ionico non la vogliono.
Papà, ho chiesto, dove sta Scanzano Ionico.
Che cazzo studi a fare, mi ha detto papà. E poi ha aggiunto, non lo so.

Poi si votava anche contro la Silvioacquedotto Privatizzata, e cioè certi furbacchioni che si vorrebbero comprare l'acqua pubblica. E che perfino il piscio fra poco si quoterà in borsa, se i privati si comprano l'acqua. Così ha detto papà. Due referendum sull'acqua. Uno contro la Silvioacquedotto. L'altra contro la Silviopossibilità di gestione dell'acquedotto.

E poi si votava contro un anonimo signore col trapianto e pieno di chirurgia plastica che si fa le leggi per se stesso. Ma onestamente, il nome non l'ho capito. Papà l'ha pronunciato più volte ma non l'ho capito.


sabato 11 giugno 2011

Referendum con pasta di zucchero

PER PREPARARE la ricetta dei Quattro SI, iniziate a dirigervi al seggio. Poi prendete una scheda vuota di colore rosso. Ci troverete scritto "Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica" metteteci del sale e acqua pubblica: strizzate bene la scheda successiva di colore giallo. Controllate bene il punto che parla di profitti sull'acqua. A questo punto girate con un cucchiaio prima di metterci una bella croce d'olio. Lasciatela cinque minuti a mollo per farla ammorbidire. Scaldate intanto il terzo quesito della scheda grigia in un pentolino dal fondo spesso assieme all’acqua pubblica, senza però portarlo a bollore per evitare radiazioni. Abrogate le ricette prospettate finora dal governo e sperimentate pietanze nuove evitando intossicazioni nucleari o alimentari.

TAGLIATE INFINE a tocchettini con aglio e cipolla la legge ad personam sul Legittimo impedimento e cospargete colui che se ne vuole avvantaggiare con colla di pesce, aggiungete alla scheda verde chiaro dello sciroppo con glucosio e rendete untuoso quanto più possibile il parrucchino del tiranno. Setacciate lo zucchero a velo in una ciotola, prendete una foto di Giuliano Ferrara, tagliate solo 1/3 della sua figura altrimenti la pietanza conterrà troppo colesterolo. Lasciate in forno o nel seggio per 20° buoni e il governo sarà cotto in 24 ore. Aspettate che si raffreddi. E mangiate. Questo è l'unico caso in cui i rutti sono ammessi.
Attenzione, la pietanza è valida soltanto se viene mangiata dal 50% + degli avventori. Buon appetito.


1) PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA (SCHEDA ROSSA)

2) PROFITTI SULL'ACQUA (SCHEDA GIALLA)

3) NUCLEARE (SCHEDA GRIGIA)

4) LEGITTIMO IMPEDIMENTO (SCHEDA VERDE CHIARO)

mercoledì 8 giugno 2011

Contro il nucleare e contro l'ipocrisia





(Pubblichiamo una lettera inviata da Adriano Celentano - recentemente considerato il profeta più green che ci possiamo permettere - al Corriere della Sera il 19 maggio 2008. Alla faccia della coerenza politica)

Caro direttore, se non è un bluff, come sospetta Di Pietro, forse Silvio ci sta dimostrando che l’uomo quando vuole sa anche cambiare. E non è poco, se si pensa che la storia si regge sugli errori precedenti e addirittura, sui crimini precedenti. [...]

Ma il discorso e i toni di Silvio in Parlamento mi sono piaciuti. Direi che aveva anche un certo fascino da grande attore. Certo è presto per dirlo, ma il buongiorno a volte si vede dal mattino.
[...]

Era bello vedere il nuovo modo di Berlusconi e il silenzio attento di una sinistra pronta a captare ogni minima innovazione da qualunque parte provenisse.
[...]
Tutto, insomma, sembrava a posto come in un copione perfetto dove ognuno aveva la sua parte: il buono che apriva al dialogo e la geniale impennata del cattivo Di Pietro che insinuava il sospetto di una trappola in cui «l’Italia dei valori non ci sta».
[...]
Un gesto di una tale idiozia che non può non configurarsi in una vera e propria pugnalata alla schiena di Berlusconi, per farci credere che lui non è cambiato. Ma io insisto e il mio sesto senso mi dice, anche se il mattino è cominciato da poche ore, che lui invece è cambiato. Insomma gli uomini cambiano, pare.