domenica 21 agosto 2011

Casini è un... rthbksighyvd!



ANZITUTTO PER DOVERE di cronaca dobbiamo qui riportare le ultime dichiarazioni di Umberto Bossi sulla imminente manovra economica. Dal palco dell'ennesima sagra paesana del tordo o dello gnocco fritto, non si sa, avrebbe tuonato in tono più che mai deciso: Njhfuh, ihfbnn jhfhb jhgvyugho ihhhjbgg pgdrd!
E non solo, si è spinto a dire anche cose pericolosissime, quasi affossando il governo in carica: Eibhu ihygb drder juhn hdbhbh ughsbd! Ha detto, senza peli sulla lingua al suo solito. Roba davvero spericolata se si considera che costui è un ministro del governo in carica che sta criticando.


A QUESTO PUNTO mentre gli gnocchi friggevano, si è messo in canottiera, ha scorreggiato poderosamente e in mezzo al clamore di rutti misti a infiniti applausi, ha chiesto bello serafico rivolgendosi alla sua platea: Ghgy hghfgbvv hgtyf?
E il pubblico leghista estasiato ha risposto: SI!!!!
E poi ha chiesto nuovamente, avvicinando sempre più il microfono alla bocca, perché la domanda risultasse chiara e decisa: Ruyh rfreb lkojik nvbhgfdysvbfh hgftfdt?
E il suo pubblico, ridendo, ha replicato: SI!!!!!

ORA, SICCOME l'entusiasmo cresceva a dismisura il senatur ha calmato gli animi dicendo così, usando le doti dell'arte oratoria che possiede: Ty ihbjbhg uhjfbkjib fgsfbn jbhfjkbwkdb ggbhu ggsf.
Si trattava di una battuta. In basso è apparso un sottotitolo con la scritta: QUESTA E' UNA BATTUTA, DOVETE RIDERE.
Allora il pubblico leghista ha riso da matti.
Infine il senatur ha cambiato discorso e ha insultato ripetutamente Pierferdinando Casini. Lo ha fatto con coraggio e senza nessuna esitazione. Senza tralasciare nessuna volgarità di sorta. Insomma, subito ha fatto partire la seguente frecciata: Rttrjb kljh kjfgkhjif jghusfb jkgjshfghj ghyfgblgyuasdf khjugsfdblbasbk jjhkhbfd! Aggiungendo: Casini è un... rthbksighyvd!

CASINI, A DISTANZA, dalle sue vacanze salentine, tramite agenzie stampa, ha replicato immediatamente alla bordata mediatica lanciata contro di lui direttamente dalla sagra paesana del pisello bergamasco o dello gnocco fritto o della rana, non si sa. Una replica a dovere. Una rispostina lanciata a modìno. Eccola. Che secondo Pierferdy, la volgarità usata da Bossi alla sagra del ranocchio o dello gnocco fritto ( e cioè, l'epiteto con anacoluto annesso: Rttrjb kljh kifghhj hjsh jkhjfhkllk jhjjjsbnsjbjbjsf jhnjbjbjb jgvgi rsderd gtf prdrs nonché Casini è un... rthbksighvd!) insomma, l'offesa rivolta a lui da Bossi, rivela la notevole distanza politica esistente tra loro (cioè l'Udc di Pierferdinando Casini) e la Lega del senatur. Ecco, questo ha detto Casini per rispondere alla bordata di Bossi. Bordata che qui nuovamente ripetiamo, data pesantezza dei toni: Rtgty ugho kgbsfbiu ugsdygsyf hygfgfgdsgvuvsd hsgdys.
Vi rendete conto?



ENTRO LA SERATA si attende la reazione di Bossi alle parole di Casini tramite ufficio stampa. La segreteria del senatur avrebbe intanto già anticipato che: Qihkbnkj jghuhb jhbjkfb jhkjushf jhgsjkfhjkf.
Si attendono in nottata ulteriori smentite o eventuali chiarimenti.

martedì 2 agosto 2011

Un Breivik all'italiana per Bologna


A CIASCUNO il suo Breivik. Alla Norvegia per esempio è toccato un naziallucinato, un ariano ammalato d'islamofobia e con evidenti sintomi di anticomunismo paranoide. A noi i servizi segreti depistati: coloro che ordivano trame anonime per mollare bombe a Piazza Fontana. Sui treni o dentro le stazioni.
A ciascuno insomma il suo serial killer nazionale. In America c'è l'invasato di turno che entra in una festa o in una scuola e spara all'impazzata su chiunque. A noi il venerabile Licio Gelli che dichiara con calma serafica: La P2 con la strage di Bologna non c'entra niente.

A CIASCUN PAESE tocca il suo bravo carnefice. Il suo stragista professionale. All'Irak e all'Afghanistan spettano i kamikaze insorti, i martiri jihadisti. A noi una teppa sotterranea di fascisti con le medesime paranoie dell'assassino di Oslo. É così la Storia italiana purtroppo. A noi è sempre toccato un "carnefice di centro" uno di cui non sapremo mai nulla: uno un po' carnefice e un po' no.
Un po' innocente e un po' colpevole.
Un po' sufficiente e un po' insufficiente con le prove.

STORIA E ACQUA PASSATA. E sangue anche. Tanto sangue. Al trentunesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna possiamo solo consolarci in questo modo.
Bologna è senz'altro lontana da Oslo. Sia nel tempo che nello spazio. Ma a trentun anni di distanza da quella "orrenda strage" contando i morti e i chilometri che separano le due città, questo pacifica riflessione sui carnefici di stato intende solo ricordare quelle povere vittime - sedute il 2 agosto 1980 dentro quella sala d'aspetto - con un breve requiem polemico contro l'oblio.