giovedì 29 settembre 2011

diariospycam / Nicole Minetti

Oggi mi sono guardata le tette e ho pensato che potrei essere tranquillamente rieletta.

(Liberamente tratto e ispirato - interamente inventato - dal diario personale di Nicole Minetti)

mercoledì 28 settembre 2011

diariospycam / Giulio Tremonti

Ieri mattina in visita da Napolitano.
Nel pomeriggio meeting con il premier a palazzo Grazioli. L'incontro è durato più o meno due ore. Dovevamo discutere di misure per la crescita economica ma è finita che ci siamo messia guardare siti pornografici.
Dopo ci siamo salutati. Scendo le scale. I giornalisti aspettavano sotto. Allungavano questi microfoni: Tg1, tg2, La7. Ha tutto spiegato il portavoce, aggiungendo pure che abbiamo discusso di sviluppo, provvedimenti urgenti contro la crisi. E che la pace è fatta tra ministro e premier. Finito il grande gelo. L'incontro è andato bene diceva sempre il portavoce. I risultati si vedranno domani. Io non avevo voglia di rilasciare dichiarazioni. Entro in auto. L'autista a questo punto ha messo la sirena e poi siamo ripartiti.

(Liberamente tratto e ispirato - interamente inventato - dal diario personale di Giulio Tremonti)

martedì 20 settembre 2011

diariospycam / Umberto Bossi

Governo. Secessione. Governo. Secessione. Governo.
Ogni giorno sfilo petali di margherita: governo, secessione, governo, secessione, governo, secessione, governo.
Non ho mai avuto un vero programma politico caro diario. In realtà avrei voluto fare il cantante. Era questo il cruccio della mia vita. Sì. Diventare cantante, famoso. Partecipai a Castrocaro da giovane. E niente, andò male. Mi iscrissi a Medicina. Uguale. Neanche un esame. Non mi restò che la politica e la balla della secessione che ogni tanto tiro fuori dal cappello. E sempre funziona, come un numero da esibire a ogni sagra paesana.
La secessione non esiste. Lo so.
Lo so che l'unica secessione possibile è quella che avviene nel tuo corpo: l'ictus, per esempio.

(Liberamente tratto e ispirato - nonché ineteramente inventato - dal diario personale di Umberto Bossi)

domenica 18 settembre 2011

diariospycam / Silvio Berlusconi

Non so quanto resisteremo. Ce ne stiamo chiusi dentro palazzo Grazioli. Gheddafi che dorme nel letto di Putin. Ha un pigiama buffo. E dorme col turbante. Tutti credono sia a Tripoli, a Bengasi, in un bunker. No, lo nascondo qui, dentro casa mia.
Ogni tanto gli porto un caffè e gli bacio la mano. Resistiamo qui. Non ci prenderanno mai.
Noi non ci dimettiamo. Giudici e Nato non ci possono mandare a casa. Siamo stati eletti dal popolo. Lui da un colpo di stato militare. Io, un golpe mediatico. Comunque sia il popolo ci ama ancora. Abbiamo i nostri lealisti che combattono per noi. Lui ha la sua truppa di fedelissimi. Io ho ancora la Nunzia De Girolamo, Cicchitto, Giuliano Ferrara e tutta la banda bassotti di nani innamorati. Cortigiani. Responsabili comprati come escort.
Ogni mattina io e Gheddafi giochiamo a carte napoletane nella tenda che ha fatto allestire nel salotto di casa mia. Ci guardiamo insieme il telegiornale di Minzolini e ridiamo. Non mi dimetto. E Gheddafi non si dimette. Nessuno lo scoverà mai. Nessuno immaginerà che sta dentro casa mia. Che risate.

(Liberamente tratto e ispirato - nonché interamente inventato - dal diario personale di Silvio Berlusconi)

giovedì 15 settembre 2011

diariospycam / Valter Lavitola

Mi ha detto di non tornare. E io non torno. Obbedisco e basta. Per carità. Obbedisco io. Solo che qui mi annoio tanto: mare, spiaggia, mare, spiaggia. Casa e orizzonte. Orizzonte e casa. La latitanza è difficile. Difficile assai. E' il destino di ogni ex direttore de L'Avanti che si rispetti. Mussolini per esempio, quello se ne stava scappando in Germania. E così Bettino Craxi. Che se ne scappa ad Hammamet. E io, latitante. Qui. Beh, se ora penso al prossimo direttore di quel giornale io dico così: caro mio, toccati le palle.

(Liberamente tratto e ispirato - interamente inventato - dal diario personale di Valter Lavitola)

sabato 3 settembre 2011

Chiuso per nausea




La redazione di Karakirisushi annuncia con un piccolo cartello appeso alla sua porta che il blog resterà momentaneamente chiuso per nausea. O meglio, per politico disgusto. Rapriremo al più presto possibile vomito permettendo.