martedì 8 novembre 2011

La sindrome di Gheddafi




Braccato dai numeri. In silenzio. Nel suo bunker di lusso. Al buio. Nascosto. È così che vuole morire. Come Gheddafi. Come un martire. Con i fedelissimi che ancora sparano in televisione sui nemici. Mentre gli invadono la sua città natale. E i traditori scappano. I Tuareg lo difendono. A denti stretti. Coi coltelli. Truppe mercenarie. Escort della salvezza. Lui ha una pistola d'oro. Premedita una fuga. C'è difatti un fuoristrada che lo sta aspettando fuori. Attraverseranno il deserto.
Buon viaggio.