giovedì 31 maggio 2012

diariospycam / Giorgio Napolitano

 Ma la parata militare non si fa per via del terremoto, oppure, il fatto di aver annullato la parata militare ha provocato il terremoto? Cioè, voglio dire, è nata prima la parata... o il terremoto? O meglio, l'uovo o la gallina? Non me ricordo più.

domenica 27 maggio 2012

Le colpe dei padri e il golpe dei nonni



E se inventassimo un ministero delle Pari Opportunità generazionali? Non male come idea. Altrimenti ci toccherà sorbire titoli confezionati come questo: Piano Monti per i giovani. Traduzione non letterale dei caratteri cubitali: state calmi, il nonno provvederà a tutto, anche ai suoi nipotini. Come dire, ci penso io. Ghe pensi mi diceva pure l’altro, quello lì di prima. Il tizio col parrucchino asfaltato. E insomma diciamocelo pure chiaramente: se la vecchiaia da una parte è esperienza, dall’altra è forte l’abuso politico che se ne fa di questa esperienza.

È un golpe generazionale quello che stiamo vivendo: è incredibile, non riusciamo proprio a sbarazzarci dei settantenni. Il futuro verso cui siamo destinati si ripropone metodicamente con gli stessi capelli bianchi del passato. Magari politicamente riciclati, in un coloratissimo henné assolutorio. È pura resurrezione demagogica della carne, attraverso il meccanismo strategico dell’assuefazione mediatico-televisiva. I medesimi corpi abusati dalla chirurgia plastica, per meglio camuffare le rughe postume da mummia egizia. Ci tolgono per esempio due ministre fighe da calendario e subito ci mettono due signore racchie e vestite supervintage per simulare meglio un cambio di rotta radicale. Sostituzione tattica: escono due terzine scosciate - molto brave sulle palle alte - ed entrano in campo un libero e un mediano fluidificante. Ma la proposta è sempre per adesione: prendere o prendere. Nessuna soluzione. Prendere o prendere. A decidere la tattica è sempre il nonno: l’allenatore. In questo gioco i giovani sono fuorizona. E restano fuorizona. O meglio, fuori gioco.


Fatta eccezione naturalmente per qualche losca figura o controfigura, ovvero, qualche ignaro galoppino-stuntman che fa il triplo salto mortale tra l’oltretomba rifatta del potere e il precariato post-adolescenziale. Questa è una gioventù bruciata dai vecchi. Teddy boys sfigati per colpa dei padri e condannati irrevocabilmente dalla cronologia dell’antiquariato bric à brac. Il mito dell’immortalità si è sostituito all’automaticità della trasmissione generazionale del sapere ( e del potere): dal vecchio maestro al giovane discepolo, dal padre al figlio. Ecco, è questa la cinghia di trasmissione che si è interrotta, rompendo completamente una sorta di sistema ereditario, distruggendo una mappa genetico-culturale.


Come dire, la farmacologia ha allungato la vita media anche al potere. E ammettiamolo, purtroppo questo ci ha fottuti. Messi da parte. Appunto, fuorizona. Fuori gioco. Da un nonno premier passiamo eternamente a un altro nonno premier. Non riusciamo mai a "emanciparci” definitivamente. Possibile che non esista in questo paese uno straccio di trentenne. Uno straccio di quarantenne. Un giovane, un nipote posato che ci dica finalmente cosa dobbiamo fare: dove andare? Quale ricetta inventare? Ma quanto devono aspettare i babyschiavi iperflessibili per diventare dei liberti adulti e responsabili, finalmente maggiorenni: e voi, preferite un mondo adulto o dei vecchi adulterati?


( Questo pezzo è dedicato alla Generazione Fuorizona e anche al regista Roberto Orazi che me l’ha ispirato: una sera, seduti a tavola, davanti a un piatto di pici al sugo rosso e vino dello stesso colore)






domenica 20 maggio 2012

Dalle bombe alle bombole di stato?


 "Sarebbe prematuro parlare di strage di mafia" avverte subito il ministro Cancellieri appena sbarcata a Brindisi.
Certo signora ministra. Confermo.
Ma quando mai in Italia ci sono state stragi di mafia? E soprattutto, quando mai lo Stato è sceso a patti con la mafia per evitare ulteriori stragi? Cado dalle nubi. 
Il senatore Latorre invece dichiara su Sky: “La bomba nella scuola è un fatto inedito per l’Italia".
Acuta osservazione. Ha proprio ragione il senatore Pd. In effetti è vero. Ci sono state in Italia stragi nelle stazioni. Nelle banche. Sui treni. Nelle piazze. Durante le manifestazioni politiche. Stragi nelle gallerie. Stragi sulle facciate delle chiese. Nei giardini pubblici. Perfino nei musei ci sono state stragi. E nella scuola mai.
Insomma, che cosa cambia agli occhi del senatore Pd se ora colpiscono anche una scuola! Forse, cambiando l'ordine dei fattori criminali cambia il prodotto esplosivo? Ma che senso di tristezza ascoltare simili osservazioni dopo quarantanni di stragismo di stato impunito. Vergognosamente coperto da omissis. Verrebbe quasi da piangere. Verrebbe quasi da pensare che i servizi segreti sono in crisi e non avendo soldi per comprare esplosivi abbiano dovuto usare bombole a gas. Che si risparmia in tempi di tagli. Naturalmente questa è una provocazione. Un pensiero sicuramente infondato, ma che la dice lunga sulla storia del nostro paese.
A proposito, ma cosa ci stanno a fare i servizi segreti in uno Stato che da quarantanni non ci dice mai chi è stato? 

martedì 15 maggio 2012

diariospycam / Nicole Minetti

Ho poco tempo per scrivere questo diario. Purtroppo devo andare in palestra. Facendo gli addominali oggi ho pensato a questo: che il governo Monti è il governo del rigore. Quello di prima invece, è stato un governo del fallo laterale.

domenica 6 maggio 2012

Se cade il mulo di Berlino

E allora l'Europa se la merita questa bella batosta elettorale.
L'antieuropeismo in atto è l'effetto devastante di una Unione assenteista e senza prospettive politiche. Una dittatura commissaria non eletta e composta da cinici ragionieri del rigore monetario senza un'ombra di democrazia sociale.
I comunismi di ritorno che preoccupano e la fobia dei fantasmi nazisti sono timori politicamente legittimi. Ma sorge un dubbio: un partito moderato, che davanti al macello sociale, davanti all'olocausto delle classi medie e dei poveri, resta assolutamente indifferente - da bravo e cinico kapo' del libero mercato - non è anch'esso una sinistra forma di neonazismo neoliberista?


A ben guardare il risultato delle ultime elezioni, è vero: in Europa c'è un boom dei partiti estremisti. Ma – ripeto - un partito moderato, che davanti alla disoccupazione, ai suicidi, ai falò umani di chi si dà fuoco in pubblico, procede cinicamente indisturbato a eseguire il conteggio dei numeri, può davvero definirsi moderato?
Ma moderato rispetto a cosa? Rispetto ai morti? A chi si dà fuoco?
Se da una parte l'Europa è facile preda degli estremismi, dall'altra lo è di chi governa seguendo i diktat del fondamentalismo dei mercati, del suo estremismo finanziario. Assolutamente incapace di affrontare la speculazione di anonimi kamikaze del terrore borsistico, di radicali e dogmatici terroristi dello spread.




sabato 5 maggio 2012

diariopspycam / Renzo Bossi

Non se ne può più di tutti questi albanesi, ce n'è persino qui, a Tirana, quando attraverso la strada per andare in Facoltà, ovunque: sui marciapiedi, nei corridoi dell'università, in cattedra, in segreteria. Secondo me, secondo papà, secondo Calderoli, secondo molti leghisti, questi qui va a finire che ci rubano il lavoro e le case popolari. Io no, sono italiano, io rubo la laurea e basta.