giovedì 26 novembre 2015

Se sovrano è colui che decreta lo stato di emergenza, in mancanza di sovranità l'emergenza diventa l'unico stato possibile.

mercoledì 18 novembre 2015

HOBBY. Il tempo libero è uno spazio mentale ma noi lo arrediamo con dei mobili di merda.
FUTURO. Vedo un altro tunnel in fondo alla luce.
LIQUIDA. La guerra globale non è altro che una trincea senza fine e il fronte è dentro di noi.

martedì 17 novembre 2015

Autoanalisi nazionale






E PENSARE che l'ultima volta che abbiamo gridato "Guerra Guerra" noi italiani, eravamo in una piazza piena, a Roma, inizio estate del 1940. Al balcone di Palazzo Venezia c'era un tizio dalla pelata lucida, l'uniforme militare di orbace, il quale urlava davanti a un pubblico estasiato di aver appena consegnato agli ambasciatori di Francia e d'Inghilterra la dichiarazione di guerra. Evviva, evviva la guerra. Era il giorno della nostra entrata in guerra quello, della guerra contro la Francia. Ironia della storia vuole che fossimo schierati proprio contro la Francia, così come adesso lo siamo contro l'Isis.

CONQUISTAMMO una fascia di territorio francese, combattemmo oltralpe, dopo in Grecia, in Africa, in Russia, poi perdemmo. Ci bombardarono, ci nascondevamo nei rifugi, i bambini battevano i denti, gli adulti pure. Rasero al suolo intere città. Morti. Morti. Morti. Qualcuno ci disse all’epoca che l’Isis eravamo noi, fanatici alleati di Hitler. Italiani bastardi che avevano sbagliato a osannare i loro leader quando ci mettevano in bocca la parola Guerra, Guerra. Avevamo sbagliato a seguirli, a obbedirli, a lasciarli gridare dal balcone col microfono. Non andavano applauditi. Oggi questo lo sappiamo. Ora lo sappiamo di aver sbagliato e che quello si chiamava pensiero unico.

MA NOI quel giorno applaudivamo, poverini, tutti riuniti in piazza, applaudivamo, esattamente come oggi lo facciamo davanti al televisore a schermo piatto, magari mentre ci mangiamo due sofficini, due fettuccine con gli asparagi. E allora diciamo masticando, ecco... così ora imparano questi bastardi. Avete colpito i nostri valori diciamo masticando. Adesso vedrete finalmente cosa significa, cosa significa colpire i valori dell'occidente: il ristorante, il concerto, la partita di pallone. La dovete smettere di colpire la nostra democrazia. Dovete lasciare in pace i nostri sofficini al forno. I nostri supermercati. E giustamente applaudiamo Hollande, davanti al teleschermo, esattamente come un tempo applaudivamo il tizio con la pelata lucida quando diceva Guerra, Guerra, soltanto che Hollande ha più capelli in testa di quell'altro lì. Però è stempiato, così mi pare. Certo, ha un'amante pure lui. Mi sa che ci deve essere stato qualche scandalo, ma non si chiama Claretta questa volta. Ha un altro nome. Sia come sia alla fine di questo scandalo di Hollande ce ne siamo dimenticati. L'occidente d'altronde è cristiano, si confessa al prete, intercede presso Dio e gli viene perdonato tutto. Ci rimettono ogni peccato. E poi, si sa, l'uomo è cacciatore. Non a caso sgancia bombe ovunque, per vendicare a uno a uno i morti di Parigi, i nomi dei dispersi. Mentre noi rispettiamo solenni un minuto di silenzio per i morti, quelli di Parigi,  perché il resto sono figli di puttana. Vale a dire quelli uccisi dai bombardamenti dei francesi. No, non sono morti. Sono figli di puttana. Così come le altre vittime del terrorismo che vengono sgozzate oppure cadono dagli aerei. Niente, sono figli di puttana. E pure  se volessimo piangerle come persone - a nostra discolpa - possiamo sempre dire di non conoscere l'inno Siriano né l'inno russo né l'inno libanese.

INVECE CANTIAMO orgogliosi La Marsigliese, un testo che se qualcuno provasse a tradurlo, sembra quasi scritto da qualche frangia estremista dell'Isis. Ma questo oggi non importa, oggi non riusciamo nemmeno più a capire quello che diciamo in italiano, figurarsi in francese. E pensare che noi abbiamo pure invaso all'epoca una fascia di territorio francese. Sì, proprio noi che oggi cantiamo l'inno nazionale. Le lacrime sull'attenti. E pensare che Francia-Germania, la partita di pallone dell'altro giorno, oggi è solamente una partita. Una roba pacifica e senza bombe, escluse quelle dei terroristi. Ma quelle due squadre di pallone si sono dichiarate due guerre mondiali. Si sono odiate, scannate per un secolo, erano convinte entrambe di avere ragione. E l'uno scannava l'altro, l'uno invadeva l'altro. La nazionale che giocava in casa chiedeva riparazioni di guerra, al trattato di Parigi, invadeva la Ruhr. E quelli invadevano Parigi, si riprendevano Strasburgo. Rivolevano indietro l'Alsazia e la Lorena, la Saar soprattutto. La Saar. L'acciaio e soprattutto il carbone, che era l'equivalente del petrolio a quei tempi. Bastardi tedeschi dicevano i francesi. Bastardi francesi, replicavano i tedeschi. Rigore. Fuorigioco. Entrata a gamba tesa. E pure noi li abbiamo odiati questi francesi a cui oggi cantiamo l'inno nazionale. Tifavamo sempre contro. Così come un tempo odiavamo gli inglesi, perché mangiavano cinque volte al giorno. Dio stramaledica gli inglesi - diceva sempre quello con la pelata lucida - perché mangiano cinque volte al giorno. 

E PENSARE poi che quando quel signore con la pelata lucida pronunciò la famosa frase dal balcone "basta con queste cuginanze bastarde" riferendosi ovviamente ai cuginetti francesi, noi abbiamo applaudito, abbiamo applaudito esattamente come oggi applaudiamo la pelata lucida di Sallusti quando difende a spada tratta il titolo del suo degno compare direttore: "Bastardi islamici". Spiegandoci in televisione che Belpietro ha fatto bene da un punto di vista deontologico e professionale, appunto perché questi qui sono veramente dei bastardi. E perché chi uccide è chiaramente un bastardo per definizione e va eliminato con tutto quello che c'è intorno: case, palazzi, bambini. E' un po' come se il tizio del primo piano mi bruciasse la cucina e io gli rispondo buttando giù l'intero quartiere. E pretendo di avere ragione. E' sempre uguale, ieri come oggi, ora come allora, è sempre il pensiero unico che prevale.

IN REALTA' la storia non si ripete, la storia è sempre la stessa: sono gli applausi semmai, che si ripetono, puntuali, di generazione in generazione; è il consenso baciapile al capo che si ripete, è il popolo bue che si riproduce sempre con il suo stesso DNA servile. Purtroppo siamo solo squallide macchinette programmate a dire sì. In una piazza, davanti al televisore, su internet. Sempre e comunque, programmati, a dire sì. Sì. E' il destino triste delle claques del teatro globale che gli esperti di comunicazione chiamano audience, pubblico e perfino popolo.

E SE INVECE la smettessimo una buona volta di tingerci la faccia su facebook di bandiere francesi, di cantare inni, ma cominciassimo a rendere giustizia ai morti? Di piangerli per davvero. E cioè cercando di capire chi è che li ha trucidati. Chi è stato. Come nei Gialli, cercare di trovare il colpevole. Investigare su coloro che da sempre armano e hanno armato questi rozzi fanatici impazziti. Su chi investe a piene mani sulla loro follia, con l'aspettativa di spartirsi il bottino di una guerra à la carte. Come dire, un bel colpo di scena finale. E' troppo facile incolpare soltanto i sicari per un massacro così complesso: costoro sono orribili, infami quanto vuoi, dalla efferatezza calcolata, dalla crudeltà spietata. Va bene. Efficienti a misura dell'odio che nutrono per le loro vittime. E va bene anche questo. Ma il mandante? E dico bene, il mandante. Perché in qualunque Giallo che si rispetti bisogna per forza trovare il nome del mandante, se la trama lo consente e l'editore te lo pubblica: chi li addestra a questi qua? Chi gli vende le Toyota a go-go su cui sgallettano coi mitra? Chi gli compra il petrolio? Mistero. Un Giallo. Sarebbe così bello se la smettessimo per un attimo di applaudire chiunque ci capiti a tiro e cominciassimo a ragionare finalmente per sospetto e con la testa. Partire dal punto di vista delle vittime che reclamano giustizia e verità per approdare al sicario e collegarlo finalmente al nome misterioso del mandante. Allora sì che renderemmo giustizia ai morti di Parigi e fuori Parigi. Allora sì che scriveremmo tutti insieme un romanzo meraviglioso.

lunedì 16 novembre 2015

UNICITA'. Altroché bastardi dentro, a volte ci sono dei bastardi senza un dentro e senza un fuori.

sabato 14 novembre 2015

STRATEGIE. Chi parla alla pancia del paese stimola l'intestino crasso a votarlo.


ABITUDINI. Bisogna smetterla di guardare la luna che indica il nostro dito.


DICOTOMIA. La differenza fra una guerra di trincea e una guerra globale è che nella seconda gli schizzi di sangue e le pallottole arrivano fino a noi.

mercoledì 11 novembre 2015

BORSE.
Se la legge del contrappasso funzionasse a dovere ogni broker che attraversa la strada meriterebbe di essere investito.

sabato 7 novembre 2015

E' nata la nuova costola della sinistra

http://biology.clc.uc.edu/fankhauser/Cheese/Deer_butchering/16_hacksaw_second_rib_strip_DSC_0077.JPG

Nasce oggi al teatro Quirino a Roma «Sinistra italiana», un gruppo alternativo al liberismo da Happy days del governo Renzi


La sinistra sotto sotto non è una mica idea.
No, la sinistra in realtà è una costola perennemente nuova della stessa sinistra che una volta stava a sinistra e poi si è spostata a destra, cioè una ex costola a sinistra di un'altra ex sinistra.
In effetti, che cosa sarebbe la sinistra senza una nuova costola?
Un bel niente, cesserebbe immediatamente di essere una autentica sinistra, si contraddirebbe da sola. E anche una costola senza la sinistra, cosa sarebbe? Niente, sarebbe una costola apocrifa e apolitica. E poi, passiamo al portafoglio, quanto è che costa una costola nuova della sinistra? Per esempio, costa esattamente quanto una costola di destra?
E se costa quanto una costola di destra, che razza di costola di sinistra è?
Allora, scusatemi, questa costola è una casta che costa, è una casta su tetto che scrocca se costa quanto una qualunque costola di maiale appesa alla macelleria sociale che accettiamo ogni giorno, dove esibiscono in vetrina sempre nuove costole di sinistra perché quella lì del giorno prima è stata venduta al migliore offerente e quindi si è spostata più a centro.
E chi non mi dice che perfino questa costola non farà la stessa fine dell'altra, se a comandare è sempre lo stesso macellaio della stessa macelleria sociale?
E se la smettessimo invece di esporre costole di sinistra in vetrina? E se ci mettessimo per una buona volta a produrre davvero sinistra, senza più costola e cioè tanta sana ideologia vegetariana per cercare di chiudere appunto tutte le macellerie sociali esistenti?

lunedì 2 novembre 2015

INDICAZIONI. Il sondaggio è una forma di aggiotaggio del libero pensiero.

domenica 25 ottobre 2015

Teatro nel bagno

   OVERBOOKED
( non si accettano più prenotazioni)
 
 

 


 
MARTEDI'
3 NOVEMBRE 2015
ORE 21.00
 
Suite -  La Fortezza de' Cortesi  
 ( SAN GIMIGNANO - SI) 
Alfonso Diego Casella
Legge
La Vasca
( un monologo)

 
 

domenica 18 ottobre 2015

Il renzismo è un colpo di stato senza colpa e senza stato di uno che non ha sparato nemmeno un colpo.

domenica 4 ottobre 2015

DEFINITION. Truth is not conspiracy.

lunedì 21 settembre 2015

SORTE. Si nasce a propria insaputa. E una volta nati, si sa ancora meno.

giovedì 17 settembre 2015

TEATRO NEL BAGNO


DOMENICA
20 SETTEMBRE 2015
ORE 17.00
 
Rosshofgasse n. 5 
 ( Basilea, Svizzera ) 
Alfonso Diego Casella
Legge
La Vasca
( un monologo)

 
 
 
 



martedì 1 settembre 2015

The New world Order is a well disciplinated chaos.

martedì 25 agosto 2015

Globalizzazione


Ci sono due cose nella vita che funzionano senza esistere: Dio e il Mercato finanziario.

giovedì 20 agosto 2015

La vera vittima di ogni romanzo giallo è il suo lettore.


Nell'ipermodernità il nulla è un privilegio per pochi.


Ogni romanzo giallo non è altro che il disturbo psichico del suo stesso autore.

venerdì 14 agosto 2015

Teatro nel bagno

Alfonso Diego Casella
 17 AGOSTO 2015
legge
 
LA VASCA
- Iguazu editora -
 
 
Francavilla Fontana (Br)
 
 ore 20.30
 
evento pubblico in bagno privato 
Solo su prenotazione: karakirisushi@hotmail.com
 
 

giovedì 9 luglio 2015

Teatro nel bagno

MARTEDI
 
14 LUGLIO 2015
 
 
 
 
Alfonso Diego Casella
 
legge
 
LA VASCA
 
 
Livorno, ore 20.30
 
 
Solo su prenotazione: karakirisushi@hotmail..com
 
 


L'unico concorso a cui mi sono piazzato primo come punteggio è stato il concorso di colpa.




Gli altri sono tutti.

Oggi ho rifatto l'orlo alla catastrofe.

mercoledì 8 luglio 2015

L'unanimità è la dittatura di chiunque.

martedì 7 luglio 2015

Internet è un lager di notizie che evaporano nelle camera a gas della mente.

lunedì 6 luglio 2015

Il dogma del mercato è il populismo dei tecnici.

sabato 27 giugno 2015

E' prevedibile che l'imprevedibile accada.

venerdì 19 giugno 2015

L'unico mondo possibile è un ricatto a scapito dell'immaginazione.
 
Io non vivo in paese razzista, è il paese razzista che vive in me.

giovedì 18 giugno 2015

È sprecato prevedere quello che non accadrà mai.
 
 
 
Io sono un complottista ascendente scorpione.

giovedì 21 maggio 2015

Sono talmente egocentrico che a volte credo di essere la reincarnazione di me stesso.

mercoledì 29 aprile 2015

Quando una faccia buca lo schermo il tossicodipendente non è mai lo schermo ma chi lo guarda.

venerdì 24 aprile 2015

Su ogni giorno della memoria ce ne sono 364 di amnesia.

martedì 21 aprile 2015

Bisogna istituire un giorno della memoria per le tragedie a venire.

domenica 19 aprile 2015

Quando la memoria collettiva diventa la coscienza sporca di ciascuno  si preferisce l'amnesia alla storia.

sabato 18 aprile 2015

L'egocentrismo è un prurito dell'io.

venerdì 17 aprile 2015

Il vero ghost writer è colui che scrive una ghost-fiction vale a dire un libro che non si vede a occhio nudo.



Avrei voglia di leggere un romanzo che non ho nessuna voglia di scrivere.


 Io ti amo, lo dicono i sondaggi.

giovedì 19 marzo 2015

Che il terrorismo islamico sia contro la democrazia è vero, ma che noi siamo veramente democratici, questo è tutto da dimostrare.
I media sono un dito medio nell'ano del lettore-spettatore.
L'omicidio è un suicidio per interposta persona.
It' not the sun that revolves around the selfie, it's our selfie that revolves around the sun

mercoledì 18 marzo 2015

Non è il sole che gira intorno al selfie è il selfie che gira intorno al sole.
Il refuso è un monarca drogato che fa errori.
Libertà è dire ciò che i sondaggi ci dicono di dire.

lunedì 16 marzo 2015

Il preservativo è una forma di eutanasia preventiva.
I quotidiani riportano notizie così istantanee che se vuoi sentirti un contemporaneo devi buttarli via prima di leggere.

giovedì 12 marzo 2015

Il vero dramma delle frasi fatte è che lo spacciatore è sempre a piede libero.

venerdì 27 febbraio 2015

ho visto
le migliori menti
     della mia generazione
            distrutte dalle partite iva
                           e dalle partite di pallone

giovedì 26 febbraio 2015

Io sono l'unico canarino pensante della mia gabbia concettuale.

sabato 21 febbraio 2015

Il segreto di ogni guerra è finanziare in segreto il nemico perché continui a esserlo.

domenica 1 febbraio 2015

Se ogni probabilità si avvera sempre dobbiamo credere negli algoritmi e abbandonare la Storia.

martedì 27 gennaio 2015

Sarebbe bello festeggiare qualche ora dopo il “giorno della memoria” anche la giornata dell’Alzheimer, per commemorare tutti quei crimini che negli ultimi settantanni abbiamo rimosso o dimenticato.

venerdì 9 gennaio 2015

Siamo passati dal pensiero debole al pensiero inutile senza nemmeno pensarci un attimo.