martedì 20 dicembre 2016


Dietro ogni sicario si nasconde un mandante anonimo.

martedì 29 novembre 2016

Ho perso l'ultimo treno dell'eterno ritorno.

mercoledì 23 novembre 2016

Affaire Camilleri

http://www.corriere.it/cronache/16_novembre_19/camilleri-gli-scontri-sciascia-83f1927e-adc5-11e6-97cf-b67e1016ae14.shtml

«Leonardo Sciascia era di un anticomunismo viscerale. Eravamo molto amici, ma abbiamo litigato come pazzi. Nei giorni del sequestro Moro lui e Guttuso andarono da Berlinguer e lo trovarono distrutto: Kgb e Cia, disse, erano d’accordo nel volere la morte del prigioniero. Sciascia lo scrisse. Berlinguer smentì, e Guttuso diede ragione a Berlinguer. Io mi schierai con Renato: era nella direzione del Pci, cos’altro poteva fare? Leonardo la prese malissimo: “Tutti uguali voiauti comunisti, il partito viene prima della verità e dell’amicizia!”».

sabato 12 novembre 2016

Predica n. 78 di Santo Lehman, martire & Brother




LO PIO FRATE James Woolsey, que lo Signore Goldman Sachs lo benedica et in gloria l'abbia, isso est repubblicano como l’omo di cotanto parrucchino, et isso fecit lo Gran Ciambellano de lo Mare oceanico en lo tempo de lo martire devoto Billy Carter et financo fecit lo direttore de la Sanctissima Cia Lu, ne lo tempo de lo eminentissimo Bill Clinton, que con un soffio d’alito et di vento de la segretaria sotto lo banco, de la camera ovale, trombare si fecit ipso facto de la sua reverendissima carica presidentiale.

POI, LO MEDESIMO Wollsey, lo ripiglionno como consigliere di la Sicurezza Nazionale per la campagna elettorale di lo presidente di cotanto parrucchino. Et ahora, isso  pote havere  la carica di ministro della Difesa en lo prossimo governo.

LA PROFEZIA que ficero le sacre scritture contabili di Wall Street diceano que lo Sacro Americano Imperio devìa contro l’infideli combattere  ne lo stato nomato Iraq etiam in Siria, et inviare sobre lo territorio  medesimo li sanctissimi cavalieri et li templari per li sconfiggere et riprendere lo petrolio et lo Santo Sepolcro in una cosa sola.

 
LI INFIDELI DI lo deserto que migliaia di innocenti piglionno et ammazzonno, sanza niuna ragione, et financo cristiani, sanza que lo presidente de lo Sacro Americano imperio movesse uno ciglio, et spezialmente lo ultimo presidente, lo moro quasi saracino que nomavansi Obama, que tanta suspicione gittò in codesta mala azione, issu et la sua pia consorella, la tucta sanctissima Illary Clinton. 
 
LA SUSPICIONE EST que codesta pugna li infideli la ficero, sanza que lo presidente moro et saracino, facisse niuno sforzo et niuno cavaliere si movesse contro, né giammai caccionno un infidele ne la sacra pugna di lu diserto.
Lo medesimo presidente moro quasi saracino, et financo Nobel de una pace que giammai fecit, est  suspetco que fusse  lo guerriero Saladino medesimo, et travestito a inganno de imperatore de lo Sacro Americano imperio, incoronato financo de lu papa; lo mondo tucto intiero credette a lu saracino travestito de imperatore de lo Sacro Americano Imperio, como se fusse issu lo salvatore de lo umano genere et como si fusse lo novo messia de lo mundo terraqueo.   

AHORA, lo neo ministro de la difesa que deve addivenire, isso stesso salirà ne l’alto de li cieli, como Angelo in divisa militare, et deve cantare Gloria a Dio Goldman Sachs ne lo alto de li cieli et adunque en el basso de li caveau de la Federal Reserve, donde trovasi lu pocho oro giallo de lo pianeta.
 
ET DAPPOI li broker tucti debbino principiare a predicare que  non si pote amare lo Signore Iddio de la Goldman Sachs et mammona en lo mismo tiempo, inverocché appare di  miglior natura investire tucto lo profitto in mammona a lungo termine et que isso più in etterno dura, prima que lo jorno preciso de la Apocalisse bancaria a zero et meno zero tucto facit addivenire spezialmente ne lo tabellone de li titoli tossici mondiali. 

 

giovedì 10 novembre 2016

Predica n. 77 di Santo Lehman, martire & Brother


 

LO PRIMO JORNO  que lo presidente di cotanto parrucchino face lo giuramento davanti a Iddio Goldman Sachs, in lo istante medesimo que isso favella et promette, la prima tromba suonerà altissima ne lu cielo et l’Angelo de lo Signore anderà sopra le nuvole a lanciare lu segnale de lo Giudizio Universale; et tucto lo mondo  sta a principiare et pentirsi et redimersi de lo debito pubblico; et allotta, tempeste di lapilli et lava et dappoi volcani spenti esploderanno, que la terra tucta est invasa di acqua fetida da cloaca, sicut li stronzoli et lo piscio salirà fino a allagare lo parterre di la Borsa di Nova York, lo quale si trasformerà in uno oceano di titoli spazzatura et sedici tomoli di letame di pecunia non olet digitale.

ADUNQUE LO PREZZO de lu petrolio salirà alto, ne lu cielo, a causa di la sua mano presidenziale posata sopra la Bibbia di Nostro Signore Goldman Sachs, lo barile abbrucerà in diretta, lo jornalista si strapperà li capelli, mentre lo presidente demonio spergiura lo falso, que isso medesimo chiama giuramento. Li capelli de lo suo parrucchino caderanno a uno a uno, addiventando bianchi più de la Casa Bianca.

Adunque sciagure grandissime avverranno et si sentiranno facere forstissimo ne lo cielo et ne la terra li esplosioni di armi a gittata nucleare, che tucti si gittano per la terra per lo grande spavento di Lucifero divenuto panico presidenziale.  Costui incarna lo male et l’apocalisse prêt à porter, que dura poco meno di una ejaculatio precox more uxorio.

INVERO TUCTE le sacre scritture contabili di Wall Steet la diceano già issa profezia, li sondaggi di nostro Signore di lo mondo bancario diceano: verrà addimani vittorioso lu Anticristo cum cotanto parrucchino, et issu sarà lu dimonio que si traveste cum la chirurgia plastica da presidente de li Uniti Stati, et allotta li serpenti esciranno da li schermi de lo computer di li broker que riciclano li dinari forestieri per lo globo terraqueo. Li sopraditti broker que si faciono bactezzare  in fila longobarda et se lascieno purificare per venire benedicti tanto da lo Dio de li zeri, lo quale moltiplica tutti li zeri a ogni disìo, et una quotazione di cento addiventa mille con la grazia di lu Signore Goldman Sacks. Per porre un esempio, una di mille pote facere un milione. Codesta est la volontà precisa de lo nostro Signore, lo Signore de le Borse che governa la paura mondiale et lo panico globale et aumenta ogni zero a li decimali que  vole lui.

BENIDCTO SIA  lo Zero que aumenta per la volontà de lo Nostro Signore Goldman Sachs. Beneditto sia lo Signore que allarga la potenza de lo suo braccio, calcolando cifre grosse artificiali, et lo Zero tucto fino all’ennesima potenza, accussì isso manda lu demonio in ribasso, et manda li speculatori a mani piene et li nemici sempre  a mani vuote.

FINTANTO QUE LO ANGELO  et lo Arcangelo in jam sassion cum la seconda tromba non scaglierà la Borsa di Hong Kong contro lo palazzo di Vetro de l’ONU, accidente nomato deriva de li continenti, et codesto sommovimento confonderà lo broker cinese con lo broker de l’Australia, lo nipponico con lo infidele musulmano de lo Quatar, et eccoli tucti li medesimi broker annunciare uno calo improvviso de le azioni in Borsa, uno passivo netto de lo  25% , et titoli in ribasso et dappoi lu prodotto interno lordo  que discende ne li inferi, como diceano già le sacre scritture contabili di Wall Street.
 

ET IDDIO Goldman benedica tanto lo broker profeta, colui que già fice li aggiustamenti necessari et le revisioni contabili onde evitare lo peggio in etterno, et evitò lo fallimento bancario nonché la bancarotta de lo stato fraudolento que verrà punita con lo Giudizio Universale ne lo paradiso de lu Fondo Monetario Internazionale.

mercoledì 9 novembre 2016

Predica n.76 di Santo Lehman, martire & Brother



 PURIFICATEVI  de li titoli tossici fratelli et consorelle di Wall Street, passate dappoi lo sopraditto credito a le altre banche extra moenia; et dappoi mondatevi de li peccati finanziari vostri, et redimete lo debito pubblico ne lo cielo, se niuno lo riesce a pagare in terram, così est la volontà de lo Signore Goldman Sachs.

Guardatevi da lu dimonio vittorioso, lo scomunicato Trump, issu est nemico de lu papa. Guardatevi da lu nimico, que la fine de lo mondo est vicina, l’orizzonte de li eventi si addivina nera di nuvole avanzare.  Maliditti, avite fatto vincire lu Santo diavolone de li debiti contro l’acqua santa de li denari liquidi et benedecti de lu mercato.  Avite preferito lu grande peccatore Barabba  a  Gesù nostro Signore bendicto de la Goldman Sachs. Attenti ahora  a lo que dicite fratelli et sorelle di Wall Street, attenti a le quotazioni de la Borsa, attenti a lo candidato nimico, que li fulmini sono pronti dentro la bocca di chi parla, et parimenti la punizione et lo flagello finanziario vi taglierà la capa.

GUARDATEVI PRIMA COSA da li fulmini de li mutui sub prime, et specialmente codesto primo giorno post elezione, inverocché lu Signore Goldman Sachs anderà sopra li grattacieli di Nova York  et scatenerà la guerra contro l’elettorato maliditto da lu Signore, fino a que li infideli non si allineano a favore de lui et de lu volere suo; et distruggerà lo mondo con la puissenza de lo braccio et de la mano sua. 

PENTITEVI FRATELLI ET SORELLE  di lo que avete fatto ne la ultima notte, et pregate lu Signore Goldman Sachs, pentitevi dentro ogni cabina elettorale, elettori di Sodoma et Gomorra, maliditti, et que lu Signore Goldman Sachs vi fulmini tutti quanti e mandi titoli tossici que vi abbruceranno li risparmi.
In codesta prossima notte di sanctissima post electione, guardatevi bene dal camminare  ne la piazza nera et sanza luna; poiché li sondaggi truccati et le lucciole senza lanterne et le streghe esciono dall’uscio colli fochi, le maghe sunt pronte a facere malìa, malocchio, fatture globali et gabelle da pagare in tre lustri. 
GUARDATEVI FRATELLI ET SORELLE dalla polvere in Times Square,  inverocché hora et nunc più niuno anderà laggiù, donde lu dimonio con un black out improvviso pote facere ciascuna luce et insegna spengere et facere scomparire lu commercio;  ma dappoi, per fortuna que lu Signore Goldman padrone de li fulmini in lu cielo et que appese ha le stelle ne lu firmamento,  isso stesso mandarà  uno tecnico a accendere la piazza et a facere una santissima riparactione, allotta tutti li Mc Donald’s riapriranno, et li panini, et la coca cola, et tutti li santissimi fideli et pellegrini di Stairbucks, pregheranno lo Signore che appare dentro la vetrina.

martedì 8 novembre 2016

Predica di Santo Lehman, martire & Brother

 

(Predica n. 75 ieri, dal Pulpito di Wall Street)
LO SIGNORE IDDIO GOLDMAN SACHS  lo quale comanda lu debito, tra Troni et Dominazioni, angeli et arcangeli, broker et broccolini, collassi finanziari et terrorismo, è issu che fa stare basso li superbi e alli uomini umili dà la grazia. Imperciocché la siconda parte principale de li sondaggi, la quale tutti la diceano in favore di Trump, è adunque cavalcata da barbuti diavoli li quali generano lu dimonio col parrucchino et occhi di bragia. Codesto messere, nomato migliardario, est capace di risurgere da li ceneri, donde isso era stato ricacciato addietro dal nostro benedectissimo Signore Goldman Sachs, che sempre sia laudato et benedicto secula et seculorum.

GUAI A VOI,  a fuggire da le urne aperte senza nimmeno pregare lo Signore Goldman Sachs et senza ex voto in favore de lo nome sopraditto, sopra lo quale ha investito nostro Signore. Li debbiti eterni sopraditti, si scateneranno in tucto lo Sacro Americano Impero.

Dice lo Signore de la finanza Goldman Sachs, che impera sopra tutte le cose visibili et invisibili:

Vi comando, obbedite. Ascoltate lo Altissimo. E' la signora rubia de la guerra Libica, nomata Clinton, la quale tanto esodo biblico ci mandò alle nostre coste del Mare Nostrum, et la quale sia sempre benedicta - ogni volta che lo mondo la deve mentovare - inverocché è la sopraditta signora deve addivenire presidente de li Stati Uniti, contro lu dimonio con li occhi di bragia; se invero non desiriamo l’Armaggeddon et contro di noi l’Apocalisse mortale et li serpenti che sono pronti già a rapire le femmine et le domitille, senza dire lo Tsunami de le Banche li quali sui risparmi nocquero tanto.

Fulmini et foco infernale cadrà su la testa de li omini que votano lu templare di cotanto parrucchino. Isso è un lione crudele et audace, omo mendace, traditore de la patria et li parenti sua; al contrario la Nostra signora de la guerra libica, issa è immacolata et vergine como la madre de li omini; pura et vergine como lu marito suo, pater familia exemplare con tanto di anus fidei et secretaria sotto la scrivania.

È sempre essa, sua mogliera, colei vocata da lu Signore que deve abbattere quello animale, chiamato lo sterminatore delle Borse, lu amico de l’Infideli,  etiam lo scempio che issu all’economia puote facere. A chiunque vota la Nostra Signora Clinton, mater di tucti et di niunco, isso ha ricevuta una grazia, et per issu que non vota niuna grazia. Et  per quello votare que ciascuno face, se isso opera con volontà et fede, adunque riceve interamente la Grazia de lo Dio Goldman Sachs, et J.P. Morgan et lo mondo de tucta la finanza globale, vale a dicere, lo trittico de la Sanctissima Trinitate.

O voi mortali, que votate lo migliardario senza pensare all’anima indebitata, allertativi a lu dimonio. Que se addì di codesto anno domini, issa non vincesse codeste benedicte elezioni presidenziali, giuro sopra l’Altissimo che comanda lu debito pubblico, que terremoti et maremoti etiam lu panico finanziario de le Borse manderà in rovina lo intero paese.
TANTO CHE QUAGGIU', lu Signore nostro, Goldman Sachs, nuvole nere di pece et di austerità tiene  isso in preparazione. Invero lu Iddio lo quale comanda lo Zero, lo inizio et la fine del mutuo etterno, sinanco Alfa et Omega 3 de tucte le corporazioni farmaceutiche de lo mondo, inverocché colui che tanto potentissimo è et capace di  moltiplicare codesti zeri fino a facere miliuni et miliuni et miliuni di dollari, ipso dixit, lo Signore, che la benedictione et l’investitura la diede alla Nostra Signora della guerra libica, la sopraditta Mater Clinton.

SIC ET SIMPLICITER, si vincesse lu candidato de lu dimonio, Donald Trump, lu cavaliere di cotanto parrucchino, giuro sopra lo Signore de lu  Zero, que morte sicura verrà giorno et notte. Et piglierà pe li capelli tutti li elettori che eletto lo abbino. Voi, statevi accorti, sopra tucto de li templari da cotanto parrucchino, poiché essi regalano lu santu sepolcro all’infideli terroristi, che in America giungono co’ spadaccini et tagliagola, et infine lu bandito et boia John, lo quale molto amico fu de li servizi segreti inglesi, tanto que poco prima di dipartire per la Siria, senza li documenti di viaggio alla dogana, li inglesi lo laudarono et lo lasciarono passare.

 

 

Predica di Santo Lehman, martire & Brother

 

(Predica n. 75 ieri, dal Pulpito di Wall Street)
LO SIGNORE IDDIO GOLDMAN SACHS  lo quale comanda lu debito, tra Troni et Dominazioni, angeli et arcangeli, broker et broccolini, collassi finanziari et terrorismo, è issu che fa stare basso li superbi e alli uomini umili dà la grazia. Imperciocché la siconda parte principale de li sondaggi, la quale tutti la diceano in favore di Trump, è adunque cavalcata da barbuti diavoli li quali generano lu dimonio col parrucchino et occhi di bragia. Codesto messere, nomato migliardario, est capace di risurgere da li ceneri, donde isso era stato ricacciato addietro dal nostro benedectissimo Signore Goldman Sachs, che sempre sia laudato et benedicto secula et seculorum.

GUAI A VOI,  a fuggire da le urne aperte senza nimmeno pregare lo Signore Goldman Sachs et senza ex voto in favore de lo nome sopraditto, sopra lo quale ha investito nostro Signore. Li debbiti eterni sopraditti, si scateneranno in tucto lo Sacro Americano Impero.

Dice lo Signore de la finanza Goldman Sachs, che impera sopra tutte le cose visibili et invisibili:

Vi comando, obbedite. Ascoltate lo Altissimo. E' la signora rubia de la guerra Libica, nomata Clinton, la quale tanto esodo biblico ci mandò alle nostre coste del Mare Nostrum, et la quale sia sempre benedicta - ogni volta che lo mondo la deve mentovare - inverocché è la sopraditta signora que deve addivenire presidente de li Stati Uniti, contro lu dimonio con li occhi di bragia; se invero non desiriamo l’Armaggeddon et contro di noi l’Apocalisse mortale et li serpenti che sono pronti già a rapire le femmine et le domitille, senza dire lo Tsunami de le Banche li quali sui risparmi nocquero tanto.

Fulmini et foco infernale cadrà su la testa de li omini que votano lu templare di cotanto parrucchino. Isso è un lione crudele et audace, omo mendace, traditore de la patria et li parenti sua; al contrario la Nostra signora de la guerra libica, issa è immacolata et vergine como la madre de li omini; pura et vergine como lu marito suo, pater familia exemplare con tanto di anus fidei et secretaria sotto la scrivania.

È sempre essa, sua mogliera, colei vocata da lu Signore que deve abbattere quello animale, chiamato lo sterminatore delle Borse, lu amico de l’Infideli,  etiam lo scempio che issu all’economia puote facere. A chiunque vota la Nostra Signora Clinton, mater di tucti et di niuno, isso ha ricevuta hic et nunc una grazia, et per issu que non vota niuna grazia de l'Altissimo. Et  per quello votare que ciascuno face, se isso opera con volontà et fede, adunque riceve interamente la Grazia de lo Dio Goldman Sachs, et J.P. Morgan et lo mondo de tucta la finanza globale, vale a dicere, lo trittico de la Sanctissima Trinitate.

O voi mortali, que votate lo migliardario senza pensare all’anima indebitata, allertativi a lu dimonio. Que se addì di codesto anno domini, issa non vincesse codeste benedicte elezioni presidenziali, giuro sopra l’Altissimo que comanda lu debito pubblico, que terremoti et maremoti etiam lu panico finanziario de le Borse manderà in rovina lo intero paese.
TANTO QUE QUAGGIU', lu Signore nostro, Goldman Sachs, nuvole nere di pece et di austerità tiene  isso in preparazione. Invero lu Iddio lo quale comanda lo Zero, lo inizio et la fine del mutuo etterno, sinanco Alfa et Omega 3 de tucte le corporazioni farmaceutiche de lo mondo, inverocché colui que tanto potentissimo est et etiam capace di  moltiplicare codesti zeri fino a facere miliuni et miliuni et miliuni di dollari, ipso dixit, lo Signore, che la benedictione et l’investitura la diede alla Nostra Signora della guerra libica, la sopraditta Mater Clinton.

SIC ET SIMPLICITER, si vincesse lu candidato de lu dimonio, Donald Trump, lu cavaliere di cotanto parrucchino, giuro sopra lo Signore de lu  Zero, que morte sicura verrà giorno et notte. Et piglierà pe li capelli tutti li elettori che eletto lo abbino. Voi, statevi accorti, sopra tucto de li templari da cotanto parrucchino, poiché essi regalano lu santu sepolcro all’infideli terroristi, que dappoi in America giungono co’ spadaccini et tagliagola, et infine lu bandito et boia John, lo quale molto amico fu de li servizi segreti inglesi, tanto que poco prima di dipartire per la Siria, senza li documenti di viaggio alla dogana, li inglesi lo laudarono et lo lasciarono passare.

 

 

domenica 6 novembre 2016

Fire Brexit, fuoco amico



di Alfonso Diego Casella 
Cosa deve fare l’integrazione europea per porre fine alla propria disintegrazione?
 

ULTIMAMENTE – sarà la moda del momento - tutti si ingozzano di parole come Brexit, Trattato di Lisbona, competenza a ratificare: tocca per esempio al parlamento o al governo? Testa o croce? Nei sondaggi salgono gli Euroscettici o gli eurobombastici? Gli euroscettici sono quelli che  insultano Bruxelles. Scrivono Fuck Ue sui muri. Postano sui social media slogan come Fire Exit. Non ragionano. Gli eurobombastici invece copiano e incollano l’articolo 50 del trattato di Lisbona da internet e pontificano su blog e sui giornali travestendosi da esperti dell’ultima ora. In una cosa sola entrambi si assomigliano. Né gli uni né gli altri hanno mai consultato le norme illeggibili che piovono imperative da Bruxelles. E se è per questo, nemmeno i parlamenti che le hanno ratificate hanno letto mai una rubrica di ciò che approvavano. Altrimenti ci avrebbero ripensato un attimo.

Al momento è tutto un coro di populismo qua. Populismo là. Articoli indignati ci spiegano due o tre cose che dovremmo sapere sul referendum inglese. Che prima naturalmente non sapevamo. Tuttologi, economisti apocalittici, lobbysti, ex ballerine, esperti e vip di ogni genere tifano Europa  affondando la penna al posto della lama con ragionamenti di primo pelo. A sentire loro insomma un referendum popolare non è poi tanto popolare quando lo si perde. Perché viene ribaltato il suo significato originale e per definizione si tramuta in una volgare accolita di ubriaconi convocati a una consultazione populista. Diventa l’unica arma che l’antipolitica e gli euroscettici hanno a disposizione per distruggere la cosiddetta Europa democratica. Costoro sarebbero rozzi. Ignoranti. Cafoni con l’accento cockney. Lettori appassionati di Tabloid degni del loro status sociale di pezzenti. Bestemmiatori. In una parola, uneducated people. E per fortuna spunta d’un tratto la coraggiosa imprenditrice calata dall’alto. Badate bene, una. A dispetto dei molti che hanno votano. E la coraggiosa imprenditrice, non vuoi che cambia le carte in tavola? Zac, colpo di scena. La corte inglese accetta il suo ricorso. Davide contro il populismo gigantesco  di Golia e cioè di chi non capisce niente.
MA COSA VUOL DIRE esattamente populismo? Usciamo un attimo dagli stereotipi e dalla più asettica etimologia della parola e mettiamola così. Ecco, diciamo che per populismo si può intendere una qualunque verità di fondo esautorata dalla sua stessa esagerazione. O meglio, una verità manipolata dell’esasperazione e dal livore di chi la riferisce. Un torto subìto ma purtroppo espresso male.  Un fatto vero strillato in maniera talmente esagitata da apparire alle orecchie di ascolta troppo inverosimile, essendo colui che ascolta, abituato a ragionare con la calma del pensiero. Eppure il populismo possiede la rabbia che il ragionamento pacato non ha. Suscita emozioni confuse, istiga il subconscio collettivo. Commuove vagamente. Infervora le masse e le massaie. Stranamente ha un lato oscuro che lo avvantaggia rispetto a ogni altra forma di comunicazione politica: la forza della narrazione triviale, un ingrediente questo che può essere dato in pasto a chiunque. È altamente digeribile. È statisticamente commestibile nei sondaggi - truccati e no.



E’ COSI’ CHE che la pancia del paese finisce per rigurgitare bava dalla bocca al posto di frasi con un senso compiuto. È così che alla fine si confonde il digerire col ragionare. Il bolo da masticare con la lingua da articolare. E più la pancia spinge il nutrimento della propria verità di fondo verso i fondali del proprio intestino crasso, meno il cervello riflette su quella stessa verità originaria che ha scatenato la rabbia iniziale. Impossibile, è divenuta ormai una verità irriferibile e perciò destituita da ogni fondamento.

È stata questa la  prima lunga elucubrazione a freddo  (badate bene, non a  caldo) qualche tempo dopo la scellerata Brexit, il tanto vituperato referendum inglese con tanto di articolo 50 del Trattato di Lisbona spuntato alla ribalta dalle Corti inglesi con tanto di parrucca. E via via la questione tecno-comica se è competente a ratificare il governo oppure il parlamento. 
Ma piuttosto che ragionare sui cavilli, forse sarebbe meglio rinfrescare un po’ la memoria storica e statistica. Tanto per cominciare. Quanti referendum sono stati indetti finora? Per quale ragione? Qual è stato il loro risultato? È stato rispettato questo risultato?  Perché non è stato mai rispettato?



ECCO ALLORA CHE tornando sulla parola populismo ci si rende tristemente conto che, a prescindere dal suo contenuto formale estremamente negativo, vi è ancora un residuale elemento di positività che inquieta e fa pensare.  Ricordiamolo, il populismo contiene comunque una verità di fondo. Sarà manipolata quanto vuoi, estrema, esagerata quanto ci pare, dilatata fino all’ennesima potenza, fino al punto da non riconoscerla più. Questo non importa. Innegabilmente ogni populismo contiene in sé un elemento di pura e genuina verità iniziale. Quasi una sorta di Massima di Comune Esperienza riconosciuta da ciascuno e poi ingigantita dalla stessa vox populi che nel riconoscerla la distorce e si erge a vox Dei. 

Stando così le cose, possiamo imbastire tutte le perle di saggezza contro gli euroscettici, contro i detrattori di Bruxelles, contro i titolisti dei tabloid britannici, contro gli scorreggioni che fanno pubbliche pernacchie nelle piazze oppure a Hyde Park corner. Rimane comunque un dato tristemente incontrovertibile: esiste purtroppo una quota residuale di verità in ciò che costoro dicono.


Il caso inglese in effetti è un lapalissiano déjà-vu del referendum francese e olandese. I due referendum che avevano già affossato all’epoca la famigerata Carta Costituzionale europea. Il nostro sacrosanto “diritto alla felicità” che nessuno si è degnato di leggere per intero. Perché se qualcuno si fosse azzardato a farlo, avrebbe scoperto che di felicità non si parlava mai. Anzi, c’era poco da stare allegri in quella Carta. Quella finta Costituzione era di fatto un ammasso di trattati vecchi e nuovi e concretamente il nostro primo proclama continentale al sacrosanto diritto all’austerità. Altro che felicità.



QUALE FU IL RISULTATO di quel referendum? No. Vinsero i no. E l’Europa? Niente, l’Europa dei popoli andò avanti per la sua strada senza nemmeno degnarsi di commentare il risultato del popolo francese e olandese. Non solo, la Carta Europea venne prontamente sostituita dal Trattato di Lisbona. Come dire, cambiando l’ordine dei trattati, il prodotto non cambia.

Medesimo scenario si verificò col referendum irlandese contro il Trattato di Lisbona. Risultato identico. Anche qui nessuna considerazione. Ancora una volta, senza avanzare un minimo dubbio il signor Sarkozy e la signora Merkel replicarono con convinzione che le riforme contenute nel trattato in questione erano necessarie per rendere l'Europa più democratica e più efficace.  Bella questa: non rispettare il risultato di un referendum popolare per poter rendere l’Europa ancora più democratica! Quasi un ossimoro. Il portoghese Barroso invece aggiungeva: “Si vada avanti lo stesso”

E cosa aggiungere sulla valanga di No uscita dalle urne greche, sul referendum voluto da Tsipras nel 2005 se bisognava accettare o meno le condizioni poste da Bruxelles? Niente. Anche lì il popolo greco fu snobbato completamente. Ai referendum europei vince puntualmente chi perde. È questa la regola. Perché a Bruxelles, non vince mai chi dovrebbe decidere. A vincere a Bruxelles è il decisionismo. Il decisionismo tecnocratico e funzionalista – fintamente parlamentare e ipocritamente intergovernamentale.

E così si potrebbe continuare citando perfino il più recente referendum pre-Brexit, quello in cui i Paesi Bassi hanno detto no all’accordo Ue-Ucraina. Considerazione, zero. E qui si potrebbe aggiungere anche il referendum danese, perché no.

A questo punto va detto, per amor di statistica e di verità: l’Europa dei popoli, non ha quasi mai vinto un referendum. E non solo non ha mai incassato un vero Sì, ma in cambio non ha mai rispettato nessun No. Il popolo sovrano non è mai stato considerato una controparte contrattuale effettiva dell’Europa. Se di contratto sociale vogliamo parlare. E medesima strafottenza si sta verificando in questi giorni in Gran Bretagna, dove grazie a un ridicolo cavillo giuridico tirato ad hoc si sta per stravolgere la decisione di un referendum legale. La strategia?  Simulare mediaticamente una sorta di duello-pantomima tra governo e parlamento. Un braccio di ferro patetico, poiché ogni persona sana che mastica qualche vaga nozione di diritto  sa perfettamente come andrà a finire. Spetta al parlamento, è chiaro. Benché un parlamento che si rispetti, non dovrebbe far altro che ratificare una palese volontà popolare, essendone appunto la legittima espressione. Ma pazienza, nell’Europa dei popoli il popolo conta meno di zero. Non è una controparte. Il contratto sociale europeo è un atto multilaterale. Le controparti sono davvero molte, variegate, non sempre visibili, e il popolo viene per ultimo nella lunga lista dei potenti contendenti.


E COSI’, PIU’ VA AVANTI la triste pantomima giudiziaria, più il populismo si carica di odio. Di sfoghi isterici e primitivi. Di stimoli e istinti che nutrono la pancia del paese. Nulla si promette però in termini pratici. Nessuna soluzione democratica da intraprendere a breve termine. Il deficit economico continuerà a prevalere come priorità su quello democratico. E il libero mercato sulle libertà personali dei cittadini. L’Unione Europea – va detto doverosamente e con cognizione di causa – da un punto di vista giuridico formale e sostanziale non è una organizzazione democratica. Eccola qua la triste verità  Non esiste una reale tripartizione dei poteri.  L’uno interferisce con l’altro. L’uno si sovrappone all’altro. L’uno sostituisce l’altro. Si tratta di poteri asimmetrici. Paralizzanti. Non è mai esistita nessuna base solidamente democratica e partecipativa. Men che meno una autentica pubblica opinione post-nazionale. Paradossalmente ( e anche provocatoriamente ) se l'Europa dovesse chiedere all'Europa stessa di entrare in Europa, rischierebbe di venire automaticamente esclusa perché come ordinamento è incapace di rispettare il criterio di democraticità che essa stessa ha posto in essere a Copenaghen nel 1993, in previsione dei parametri di accesso da riservare a ogni stato candidato all’Unione, che a regola, dovrebbe seguire la via della democraticità delle proprie istituzioni, come prerogativa prioritaria.


NON SONO I POPULISTI pertanto a cavalcare l’antipolitica, è l’Unione europea purtroppo a essere una creazione fantapolitica, senza alcun fondamento giuridico. Uno stato senza alcun elemento costitutivo. Una entità astratta,  oscura e indefinibile che ha abortito ( e non partorito ) una moneta continentale senza stato. Provate un po’ voi a immaginare un non-stato che emette sul mercato moneta vera, ma non essendo uno stato normale non può nemmeno stamparla!

E infine, prima di concludere, come trascurare i curiosi destini incrociati dei commissari europei quando terminano il loro mandato? Prendiamo il destino dell’ex presidente della commissione Barroso per esempio, che attualmente lavora alla Goldman Sachs. E quello dell’ex commissario Neelie Kroes, che lavora alla Uber. E così quello dell’ex commissaria Hedeegard che va a lavorare per la Volkswagen. Storie di una conflittualità debordante, fra incarichi tenuti all’epoca e carriere che ricalcano le stesse orme dentro cui un tempo legiferavano in senso inverso. E dài, il controllore che va a lavorare dal controllato, ma questo fa un po’ sorridere. Anche qui, la più recente  risposta calata dall’alto è stata tanto semplicistica quanto mai inequivocabile: “non vi è alcuna incompatibilità”. Ma ciò non spiega nulla. Semmai confonde e semina ulteriori sospetti. Alimenta ragionamenti populisti e complottisti. Dov’è la trasparenza democratica, dove sta l’incompatibilità, l’onorabilità?

PERTANTO NON RESTA nient’altro da dire. Chi semina post democrazia prima o poi raccoglie populismi. E ben gli sta a questo punto. Napoleone diceva in vita: “ la politica è il destino”. Esattamente il contrario di quanto sosteneva Altiero Spinelli, padre fondatore e creatore con Ernesto Rossi e Colorni del Manifesto di Ventotene.

Altiero Spinelli sognava per esempio che un bel giorno questo nostro continente sarebbe diventato “una comunità di destino”. Come sappiamo, non lo è mai diventato. Anzi, è la politica sotterranea, oscura, sottobanco, che è tornata a essere il destino.

È proprio qui che l’Unione Europea deve compiere una scelta cruciale se vuole davvero sconfiggere i populismi e i fascismi che avanzano. Deve scegliere un modello ideale di democrazia. Sì, deve decidere a quale tipo destino affidarsi. E la scelta è semplice, deve scegliere tra Napoleone e Altiero Spinelli.


  

lunedì 12 settembre 2016

Tra Exit Poll & polmonite

Alla fine della 878° puntata di questa Soap Opera intitolata Presidenziali Americane, scopriremo che Hillary Clinton non è veramente Hillary Clinton e che alla fin fine non ha neppure la polmonite, ma che la vera Hillary Clinton scopriremo, è morta da circa diciassette anni, all'epoca stava facendo giardinaggio col marito Bill e avrebbe avuto un malore, a quanto pare lo stesso marito, l'ex presidente, l'avrebbe seppellita lui stesso in gran segreto nel giardino della Casa Bianca dove la Michelle Obama coltiva i cavolfiori e i ravanelli. 
Alla 879° puntata di domani, scopriremo invece che la Hillary Clinton di oggi in realtà non esiste, di fatto è una controfigura confezionata a Hollywood, in realtà si tratta di Monica Lewinsky, con una polmonite finta e con i colpi di sole, un taglio diverso, a un certo punto la vedremo in pigiama ragionare con i medici, tutta dimagrita, raggrinzita, e con una bella chirurgia plastica che l'ha trasformata pari pari sia come silhouette che come faccia nella moglie dell'ex presidente americano Bill.

Sul finire inquadratura lunghissima sullo stupore di Bill – il quale nega, non non ne sapeva niente, si è trattato senz'altro di uno scherzo fatto della Cia – e grande grande stupore nello staff tecnico dei democratici, gioia invece tra i conservatori. Livore e umore nero e molta depressione mediatica per Donald Trump, il quale tenta immediatamente un suicidio in diretta televisiva con un bazooka, per il senso di inutilità provato dopo aver combattuto mesi e mesi contro un nemico inesistente.

Ma qui c'è il colpo di scena, il miliardario sbaglia volutamente la mira, e distrugge un ciuffo del proprio parrucchino ( costato 3 milioni di dollari)  e il naso al botulino della 716° ex moglie che si trovava lì percàso invitata a un vernissage senza quadri, nonché  l'intero terrazzo del sedicesimo piano della sua Trump Tower. Muoiono in diretta venticinque inquilini ricchi. E 35 lavapiatti e camerieri peruviani, che non vengono naturalmente contati. La Cia organizza immediatamente una rivendicazione dell’Isis e tutto si rimette a posto nei sondaggi.
 
 Fine della puntata numero 879.

martedì 9 agosto 2016

Il sondaggio è un pregiudizio collettivo truccato.


Presidenziali americane, competizione elettorale fra l'inimmaginabile e il peggio che si possa immaginare

 
Reality will overcome any conspiracy

mercoledì 3 agosto 2016

L'acronimo è l'eteronimo del nulla.
 
 
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giovedì 30 giugno 2016

Il complotto è una verità a cui non crede nessuno.
Al netto di me stesso, io non esisto.

mercoledì 29 giugno 2016

MARTEDI' 5 LUGLIO 2016


I mercati sostengono che l'Inghilterra può uscire dall'Europa, l'importante è che non faccia troppo tardi la sera.

lunedì 13 giugno 2016

Gli americani hanno inventato gli attentati self-service.

mercoledì 18 maggio 2016

EDITORIA. Lo scrittore sconosciuto che fa leggere il suo manoscritto a uno scrittore famoso rassomiglia tanto allo sfigato di turno che fa controllare i numeri giocati al vincitore più recente della lotteria.

martedì 10 maggio 2016

PLOT. Il  colmo per un giallista è uccidere il suo stesso ghost-writer un attimo prima che diventi ghost.

mercoledì 4 maggio 2016

DOMANDE. Dietro ogni perché c'è un punto interrogativo che non funziona.

domenica 1 maggio 2016

Diario di un boy scout piccolo piccolo

( La vignetta è di Mauro Biani)


ORE SETTE. Festa del Job’s Act. Babbo oggi mi ha accompagnato prestissimo con la macchina. Mi ha lasciato lì davanti alla parrocchia.  Sul sagrato c'era don Gaudenzio dell'Opus Dei. E tutti i boy scout che aspettavano in fila con gli zaini a tracolla. Li inzeppiamo subito nel pullman. Il capo dei Lupetti ha fatto l'appello. Ha chiamato i boy scout a uno a uno. Il governo era tutto presente. Così ci siamo messi  in viaggio. A mezzogiorno e mezzo saliamo i tornanti di una zona di montagna. Proseguiamo ancora a piedi. Fa caldo. Scaliamo una cima inerpicandoci su per un sentiero. Fino a quando non raggiungiamo una spianata. È lassù che abbiamo individuato il campo da allestire.

E’ COMPITO DEI MASSONI responsabili del gruppo stabilire dove montare le tende. Eravamo io, la piccola Maria Elena e i sottosegretari dei Trasporti e della Difesa. C'era anche l'ex ministra dell'Industria. Lei infilava le bacchette per perforare il suolo. Lo faceva per piantare gli assi portanti della tenda.

ALLORA L'EX ministra nel perforare  il quadrato della tenda ha trovato il petrolio. Usciva a fiotti il petrolio. Zampillava sulle scarpe.  Di lì a poco è arrivato un fidanzato della ministra. E' un faccendiere losco della parrocchia del Redentore. E anche capogruppo dei boy scout della provincia. Così ha chiamato subito Don Gaudenzio. Don Gaudenzio ha avvertito  la Total. Quelli della Total hanno impiantato le trivelle. Ci fanno raccogliere per la sera della legna da ardere. Ci fanno accendere un bel falò. Ci ordinano subito di buttare tutti gli emendamenti dello Sblocca Italia. Specie quelli che risultano a loro sfavorevoli. E così abbiamo fatto.

UNA VOLTA APPROVATO il decreto, i boss della Total ci hanno detto di andare a festeggiare il primo maggio da un'altra parte. Così, io Maria Elena e tutti gli altri ministri senza portafoglio abbiamo ripreso i nostri zaini. Abbiamo smontato le tende già sistemate per dormire stanotte. E ce ne siamo andati via cantando Singhi yaya yuppi yuppi yà.

 

 

sabato 30 aprile 2016

TECNOLOGIA. Quando il saggio indica la strada col dito, gli stolti di google map guardano l'iphone

lunedì 25 aprile 2016

 AUTOANALISI. Se consideriamo che la maggioranza degli italiani - durante il fascismo - era fascista, dobbiamo dunque ammettere che ogni 25 aprile celebriamo prima di ogni cosa la liberazione da noi stessi.

domenica 24 aprile 2016

Un governo senza anima in una paese senza quorum


(Pensieri a freddo a una settimana esatta dal referendum )

di Alfonso Diego Casella


(Francesco Granacci, Entrata di Carlo VIII a Firenze)
 

UN TEMPO C'ERA Pier Capponi. Il consigliere fiorentino che rispose a Carlo VIII che se voi suonerete le vostre trombe noi suoneremo le nostre campane. Adesso  c’è Pier Cappella. Pier Cappella da Rignano sull’Arno. Vale a dire uno che si piega a novanta gradi alle corporazioni del petrolio. L’Italia in fondo è un paese è in svendita, un tanto al chilo.
E Pier Cappella è un pupazzetto alieno, atterrato su palazzo Chigi. Un  servo telegenico, in perfetto stile Minions. Paffuto, lievemente panciuto, con una neolingua confezionata ad arte da banchieri e pubblicitari di successo, esclusivamente per esprimere un nulla raffinato. La neolingua degli slogan regressivi. In effetti questo governo con i famosi Minions del cartone animato, di punti in comune ne ha veramente molti. A cominciare dall’abilità che ha nel comunicare con lo spettatore medio, senza pronunciare mai nulla di sensato. Proprio come fanno i deliziosi cartoni animati: papaghena, banana, muak muak muak, papaya, ta-ta-ta, bala tu.


DEL RESTO, BASTA ascoltare il premier cinque minuti buoni al teleschermo per rendersi conto che l’idiozia del marketing verbale Minions è arrivato massicciamente al potere, impadronendosi per sempre delle nostre lingue e senza più dover spadroneggiare in piazza con i suoi carri armati in modo da impedirci di protestare in libertà.
Prendiamo per esempio il rituale antropologico dei notiziari di regime - vale a dire quel cerimoniale ossessivo di danza delle lingue. Anche lì, i titoli festosi oscillano tra l’analfabetismo di ritorno e la censura asettica, senza bisogno quindi né di olio di ricino né di bastone.

NON C'E' DICHIARAZIONE ufficiale che faccia questo governo perennemente ufficioso che non presenti le caratteristiche pre-infantili del cartone animato in oggetto. La rappresentazione mediatica è identica. Identico lo scopo: riprodurre empaticamente con lo spettatore un contagioso meccanismo di stupidità collettiva. Governo o Minions che siano, sono due facce della stessa medaglia: due icone vuote del libero pensiero assente. Due meravigliosi gadget della postdemocrazia sia apolitica che diseducativa. Una vasta operazione di marketing. O meglio, l’immagine al potere senza nessuna immaginazione.

LI ACCOMUNA soprattutto lo stesso scopo: sia i Minions in forma di cartone digitale che Pier Cappella con i suoi ministri e ministresse sono perennemente alla ricerca di un padrone. Un padrone da servire fedelmente. E possibilmente cattivo.
Insomma, questo governo-ombra - di un’ombra ancora più potente di lui - è la parodia politica perfetta di un cartone animato di successo. Come dire, la reincarnazione mediatica di un corpo politico decomposto e in avanzato stato di putrefazione, che dopo tanti decenni finalmente rinasce.

RESTA ANCORA un mistero. Il mistero del suo avanzare/sostare nei sondaggi. È chiaro che il successo nei sondaggi di un governo non eletto è il sondaggio stesso. E cioè l’allucinazione collettivo-televisiva che la stessa simulazione ripetuta del successo fittizio finisce per imprimersi – autorappresentandosi - nella mente dello spettatore medio trasformandosi così da miraggio impossibile, in aritmetica reale e consolidata. Come se l’amplificazione dello stesso refrain spingesse lentamente lo spettatore nel baratro di una percezione malata, a causa della stessa identica domanda ossessiva di uno stalker professionale. La cui risposta, invece che risultare un conteggio viziato dal maquillage statistico diventa invece orientamento della pubblica opinione, del tutto spontaneo e consensuale.  

L'UNICA DIFFERENZA rispetto al regno dei cartone animati è semmai che questo governo le leggi le emana per davvero. Come se esistesse realmente fuori dai sondaggi e fuori dalla televisione. Manco se fosse espressione di una maggioranza consistente, coerente, una entità rappresentativa eletta democraticamente dal popolo italiano. E questo è appunto il danno politico che si aggiunge alla beffa dei sondaggi.    
Ricapitoliamo dunque, a una settimana dal referendum è chiaro che:
1)      È impossibile abrogare lo “status quo” politico-affaristico delle  lobby - che si sono disegnate su misura lo “Sblocca Italia” elevando così il malloppo a ragione di stato.
2)      Da una parte c’è un governo cartone animato senz’anima - e ironia del vocabolario, più i cartoni sono senz’anima, più nel gergo tecnico si definiscono “animati” - mentre dalla parte opposta c’è un paese senza quorum.

INSOMMA COME DIRE, la finzione televisiva da una parte. E dall’altra vige l’audience passivo-elettorale: un popolo di masochisti ebeti, tristemente affabulati dai telequiz, dai sofficini Findus, un popolo-bue perennemente in trance, il quale ama ascoltare a ripetizione la favola del lupo cattivo a patto però che sia lo stesso il lupo a raccontargliela. Da qui, una vasta tipologia di profili altamente suggestionabili che possono riassumersi 

TANTO CHE costoro si bevono in un sorso la bugia secondo la quale  - dopo il quorum mancato - i petrolieri ci regaleranno tanti posti di lavoro. Più o meno gli stessi posti lavoro che ci doveva portare l’Expo. Ricordate quanto lavoro ci dovevano portare i cantieri corrotti della ultima Expo? E gli appalti con le sue belle infiltrazioni politico-mafiose? La ‘Nrangheta e la politica a braccetto, prezzi gonfiati, ve li ricordate? Quanti posti di lavoro ci sono stati? Chiedetelo un po’ in giro alle manovalanze extracomunitarie sottopagate. A quei poveracci  sottoposti senza contratto a turni di lavoro estenuanti. Disumani. Notte e giorno. Ridotti in schiavitù per costruire quella ridicola babele smontabile del magna-magna globale. Un ridicolo carnevale formato cartongesso situato ai bordi di una povera Milano, non soltanto da bere. Ma questa volta finalmente anche da mangiare.  

IN EFFETTI, una volta sparecchiati i padiglioni non ci è rimasto altro che un immenso deserto affamato. Nemmeno una cattedrale nel deserto, dato che ogni paese si è riportato indietro al sua di cattedrale. Altro che abuso della credulità popolare! Altro che abuso della credulità elettorale! Questo vuol dire essere minchioni e basta, se davvero lo stesso popolo-bue continua credere ancora al miracolo economico alle trivelle. E che, esattamente come l’Expo, ci porteranno tanti posti di lavoro. Senza nemmeno sapere che le compagnie petrolifere pagano allo stato ( e quindi neanche al territorio che inquinano) un magro 10% dei loro altissimi profitti. Naturalmente lo pagano  a babbo morto, vale a dire alla fine di uno sconto gratuito – per la costruzione della piattaforma - che si prolunga per anni e anni e che si chiama franchigia.


AL NETTO DI TUTTO ciò, va detto che l’unico fatto rilevante è questo. Che tra un governo senza anima e un paese senza quorum esiste fortunatamente una soglia di speranza, una quota “periscopica” corrispondente a un risicato 32% e che comunque sopravvive - nonostante tutto - dentro l’abisso del silenzio in cui è stato condannato. Quasi 13 milioni di esseri viventi, una specie non ancora estinta. Ma sicuramente non protetta, trattandosi appunto di teste che pensano. Chiamiamola pure società civile residuale contro la società dello spettacolo. Chiamiamola confraternita sotterranea di illusi che sognano di vivere un giorno in un paese migliore. Fattostà che costoro non credono né alle balle di Pier Cappella né all’incantamento televisivo degli imbonitori da tre soldi. Senz’altro sono una minoranza. Una minoranza che reclama i suoi diritti. Un elettorato adulto, che detesta i cartoni animati di regime. E cioè i Minions in salsa ministeriale. Un elettorato insomma che rifiuta la retorica che ci vorrebbe da questo momento in poi un popolo di santi. Di poeti. E adesso anche di fottutissimi trivellatori.   

 

 

 

 

giovedì 21 aprile 2016

Non lasciamoci prendere dal panico, tanto prima o poi sarà il panico a prendersi cura di noi.

sabato 2 aprile 2016

Promenade in Puglia

 

 

 

 
PRESENTAZIONE DEL ROMANZO
  Promenade
 di Alfonso Diego Casella 
 

 
Venerdì 8 aprile
- ore 18.30 - 
 IL CIRCO DELLE FARFALLE
 via Giancola n. 4
 
Francavilla Fontana
 (Brindisi)
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Sabato 9 aprile
ore 18.30
LIBRERIA LETTERA 22 
Via Guglielmo Marconi n. 133
 
Mesagne 
(Brindisi)
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giovedì 17 marzo 2016

Lunedì 21 marzo ore 18.30


 Locale UN TUBO
vicolo del Luparello n. 1
 Siena
ALFONSO DIEGO CASELLA
 presenta

PROMENADE

con
Giuseppe Gori Savellini ( Giornalista)
 Riccardo Greco ( editore)

Mercoledì 23, Livorno
Libreria Cicale Operose

Giovedì 24, Vecchiano (Pisa)
Sala Consiliare, Comune di Vecchiano